La Chiesa voleva distruggere col fuoco
anche la memoria delle sue vittime.
Noi ci adopereremo affinche' possa risorgere
dalle loro ceneri disperse al vento
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Tutte le date e le vittime dell'Inquisizione:
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-Nota: Il nostro e' un progetto ambizioso che si pone come obiettivo la ricostruzione, anno per anno e giorno per giorno, di tutti i crimini commessi in nome di Dio, di quel Dio di pace e d'amore che ipocritamente viene sbandierato per nascondere tutte le atrocita' commesse nel corso dei secoli in Suo Nome.
Noi non vogliamo offendere i credenti e la loro fede, ma dirigiamo la luminosa luce della ragione verso coloro che approfittando della loro buona fede ne hanno sopraffatto le coscienze.
Nonostante la distruzione di intere montagne di documenti che l'accusano del piu' crudele e piu' duraturo crimine che sia mai stato commesso contro l'Umanita', dalle loro ceneri emergono lentamente e faticosamente i pochi frammenti che da soli sono sufficienti a delineare un quadro di Orrore ben diverso dell'iconografia ufficiale che pretende di mostrarci una Chiesa dal volto umano d'amore e di pieta'.
La Chiesa: il piu' grande Crimine della Storia!
Avvertenza: Tutte le notizie riportate sono tratte dai seguenti Testi o Documenti.
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Poiche' qualche editore si e' arrogato il diritto di Copyright su documenti secolari verso i quali non ha ne mai avra' alcun diritto, a evitare inutili disquisizioni, in alcuni casi citiamo soltanto la sigla criptica e per esteso, quando necessario, il documento antico originale a cui si fa riferimento.
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1- Xvlmo - Vito La Mantia: Origini e vicende dell'inquisizione in Sicilia
2- Xksmm - Kramer - Sprenger: Malleus Maleficarum
3- Xamap - Antonino Mongitore: Atto Pubblico di Fede celebrato a Palermo il 6 Aprile 1724
4- Xgdbs - Giovanni E. Di Blasi: Storia del Regno di Sicilia
5- Xdicb - Trascrizione da copie di Documenti Inediti Originali - di diversa provenienza
6- Xmmis - Maria Sofia Messana: Inquisizione in Sicilia.
7- Xavce - Autori vari: Canon Episcopi
8- Xi8sd - Papa Innocenzo VIII - bolla "Summis Desiderantes Affectibus".
9- Xgcfp - Garufi Carlo Alberto - Fatti e personaggi dell'inquisizione in Sicilia.
10- Xavdc - Autori Vari: Diritto Canonico
11- Xavns - Autori Vari Non Specificati.
12- Xgpon - Grimorio di Papa Onorio - Clavicola di Salomone.
13- Xgtvn - Girolamo Tartarotti - Volo notturno della Lammie.
14- Xavsb - Autori Vari - La Sacra Bibbia.
15- Xavva - Autori Vari - Vangeli Apocrifi.
16- Xmasm - Michele Amari - Storia dei Musulmani di Sicilia.
17- Xfris - Francesco Renda - L'Inquisizione in Sicilia.
18- Xgmra - Girolamo Matranga - Relazione dell'autodafe' del 17 Marzo 1658.
19- Xplcs - Pietro Lanza - Considerazioni sulla storia di Sicilia dal 1532 al 1789.
20- Xgdsc - Giovanni E. Di Blasi - Storia Cronologica dei Vicere', Luogotenenti e Presidenti del Regno di Sicilia.
21- Xmvov - Francesco Maria Emanuele e Gaetani, Marchese di Villabianca - Opere Varie.
22- Xrpss - Rocco Pirri - Sicilia Sacra.
23- Xccei - Cesare Cantu' - Eretici d'Italia.
24- Xptsi - Pietro Tamburini - Storia Generale dell'Inquisizione.
ecc. ecc. ecc.
Vedi la Bibliografia Completa
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Quando ritenuto opportuno, o per altri Autori o opere minori, saranno citati per esteso.
Vai alla Bibliografia Completa per le opere in nostro possesso che parlano di Inquisizione
Le atrocita' della Chiesa continuano anche in epoca moderna...
Da: Torture ed assassinii politichi in Ferrara nel 1853. Carlo Balboni:
"Eppure noi siamo testimoni di fatti che non solo sono in aperta contraddizione con questi principi (civili e umani), ma dimostrano che il governo austriaco ebbe in mira di volerli, complice e plaudente il governo clericale, calpestare e infrangere..."
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Da: "Sulla storia della Lombardia del XVII secolo di Cesare Cantu'. Pag. 51
Il Piazza adunque legato alla tortura e levato in alto, strideva ed: -ah per l'amor di Dio, ..."
Da: I manoscritti italiani della Regia biblioteca Parigina di Antonio Marsand - Ed. Parigi Stamperia Reale M DCCC XXXV. (Pag. 321)
10050 - 300. Narrazione di due gran processi, instituiti dall'Uffizio della romana Inquisizione.
Cartaceo, in 4°, caratteri corsivi, di pagine 200, sec. XVII°, ben conservato.
Due gran processi, giudizj, e condanne ch'emanarono dall'Uffizio della Inquisizione in Roma, formano il contenuto del presente codice. Il primo contro il famoso Michele de Molinos,(1687)...
--Il secondo processo col giudizio e condanna, e' contro
.......- Antonio Maria Leoni nativo di Cabieglio, diocesi di Como, in eta' d'anni quarantotto. Fu condannato il suo sistema di totale abbandono a Dio in tutte le nostre azioni; ed oltre a cio' fu condannato sopra d'una riforma, ch'ei diceva doveva farsi nella Chiesa. ed altresì sopr'alcune libere sue opinioni su gli atti carnali tra l'uomo e la donna. La formola della condanna e' pressoche' eguale all'altra contro il Molinos; e fu pure Leoni condannato a stretta e rigorosa carcere formale in perpetuo, e solo notai non esservi le parole, senza speranza di grazia. Satis de hoc articulo."
Anno Domine xxx
-L'Inquisizione viene istituita probabilmente in data molto anteriore all'anno 1000, forse gia' subito dopo il concilio di Ancyra dell'anno 314, ma non si hanno notizie certe.
Siamo nel Secolo IX circa:
dal Canon Episcopi (o Capitularum Episcopi) che fu inizialmente (intorno all'anno 906) attribuito al concilio di Ancyra (anno 314) da Regino di Prum, Abate di Trevi, fu stilato in quel periodo. Mette ordine alle precedenti leggi e decreti Ecclesiastici e vi si legge:
C. XII Sortilegam et et magicam artem episcopi modis omnibus eliminare studeant.
(I vescovi devono adoperarsi per eliminare con ogni mezzo tutte le arti magiche e i sortilegi).
Episcopi, eorumque ministri omnibus uiribus elaborare studeant, ut perniciosam et a zabulo inuentam sortilegam et magicam artem ex parrochiis suis penitus eradicent, et si aliquem uirum aut mulierem huiuscemodi sceleris sectatorem inueniunt, turpiter dehonestatum de parrochiis suis eiciant. Ait enim Apostolus: "Hereticum Hominem..."
(I Vescovi e i loro ministri devono adoperarsi con ogni mezzo per sradicare completamente dalle loro parrocchie la pratica perniciosa del sortilegio e della magia inventata dal demonio, e qualora trovassero delle persone maschi o femmine che praticano queste scelleratezze devono scacciarle dalle loro parrocchie perche' si tratta di persone turpi e disoneste)...
Prosegue citando un passo del Vangelo e afferma che anche l'Apostolo ecc. ecc.
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Altre note
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Anno Domine 336
Non e' ancora inquisizione, ma probabilmente e' il primo assassinio della Chiesa Cristiana ai danni di un eretico: Ario.
Siamo nell'anno 336. e imperversano furiose le guerre intestine; una in particolare sulla consustanzialita' di Cristo col Padre Suo che oppone le tesi che poi risulteranno vincenti alla non consustanzialita' come presunta da Ario. Dopo diversi tentativi di screditare Ario e i suoi seguaci presso Costantino questi riuscirono a sventarle e di conseguenza...
(Xptsi) "...Costantino fu obbligato a condannare (il Vescovo) Atanasio e lo mando' in esilio a Treviri. Approfittando della vittoria, i suoi avversari (ovvero i seguaci di Ario) fecero convocare un concilio a Costantinopoli, e Costantino accolse favorevolmente Ario e diede ordine formale al vescovo di Costantinopoli di ricevere Ario nella sua comunione e di ammetterlo senza ritardo pubblicamente nella Chiesa. Ario compiutamente trionfava. Nel momento in cui l'ordine dovevasi eseguire, Alessandro vescovo di Costantinopoli, prostrato ai piedi dell'altare, dicono gli scrittori cattolici di quell'epoca e posteriori alla medesima, invoca Dio supplicandolo di togliere Ario dal mondo affinche' la presenza di un eretico non contaminasse la chiesa.
Giunge l'ora fatale in cui Ario, seguito da brillante numeroso corteggio, traversa la citta' in trionfo, ma assalito in un tratto da acerbo dolore, e' forzato d'entrare solo in una casa, e piu' non ricomparire.
Ansiosi di rivederlo, i suoi amici il cercano inquieti: trovaronlo steso sul terreno e nuotante nel proprio sangue: gli erano usciti dal corpo gl'intestini. I fanatici cattolici attribuiscono a miracolo un tale avvenimento, gli ariani il credettero un sortilegio: gli uomini non superstiziosi, a qualunque setta appartenessero,
il riconobbero per un vero assassinio.
Il vescovo Alessandro, animato piu' dallo spirito di parte che da cristiano sentimento, raduno' il popolo e rendette a Dio solenni azioni di grazie per la morte del suo avversario".
Se non fu un vero e proprio autodafe' ci ando' molto vicino.
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Anno Domine 385
(da wikipedia)
Priscilliano di Ávila (Galizia, 340 – Treviri, 385) è stato un vescovo spagnolo, eretico, fondatore del priscillianesimo. Fu, insieme con altri compagni, il primo eretico affidato dalla Chiesa cattolica all'autorità civile e in seguito giustiziato..
(Xptsi) "...Ma dopo la partenza di S. Martino l'imperatore (Massimo) si lascio' svolgere dall'arti d'Idacio e d'Itacio, e dai perfidi consigli di Magno e Rufo vescovi. Lascio' quindi l'imperatore i dolci sentimenti di umanita' e di clemenza, e rimise la causa di Priscilliano e dei suoi seguaci ad Erodio, uomo ardente, fanatico ed implacabile nemico de'novatori, da lui percio' nominato prefetto del pretorio. Costui alla natia severita' ed odio aggiungeva il fanatismo, e sobillato dai vescovi, che simili a tigri sitibonde voleano bevere il sangue di quegli infelici traviati, condanno' tutti gl'imputati d'eresia alla morte.
.......- Priscilliano fu il primo ad udire la sentenza e poscia gli furono destinati compagni al patibolo
.......- Feliciano ed
.......- Armenio chierici, che da poco aveano lasciato la chiesa per seguir lui.
.......- Latroniano laico ed
.......- Eutrocio furono parimenti condannati, e tutti cinque fatti morire per mano del carnefice.
.......- Istanzio, gia' condannato dal concilio di Bordeaux, fu esiliato nell'isola Silina oltre alla Bretagna.
Si seguito' poscia a formare processo ad alcuni altri Priscillianisti, e furono condannati a morte:
.......- Asariano ed
.......- Aurelio diaconi.
.......- Tiberiano laico venne mandato nell'isola sopradetta, e tutti i suoi beni confiscati.
.......- Tertullio
.......- Potamio e
.......- Giovanni rimasero solamente relegati per un tratto di tempo nelle Gallie, perche' si erano fatti vili denunciatori degli anzidetti.
Questo e' il primo fatto che la storia registra in cui vennero dal braccio secolare punite le credenze religiose da concilio di uomini proscritte. Giudici e colpevoli erano uomini, figli d'uno stesso Dio, redenti da Gesu' Cristo, che dichiaro' di non voler stabilire il suo regno con la spada; e vescovi che lo rappresentavano trucidare altri vescovi non meno di loro sacri e venerandi forma e formera' eterno disdoro della chiesa di Roma, la quale alla lunga dovra' cadere per colpa stessa dei papi, che dovrebbero esserne la pietra angolare e i difensori."
Abbiamo voluto inserire per intero il periodo tratto dalla Storia Generale dell'Inquisizione di Pietro Tamburini, scritto tra la fine del 1700 e i primi del 1800 e pubblicato postumo perche' si commenta da se.
P.S.: Pietro Tamburini era un abate e un Cristiano Credente.
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Anno Domine 400
(Xptsi) "...Gioviniano e gli altri condannati si recarono a Milano, dov'era ritornato l'imperatore. Ma Siricio papa, temendo che a Milano non fosse cassato l'interdetto da lui pronunciato, (interdetto contro gli eretici) mando' premuroso tre sacerdoti, Crescenzio, Leopoldo e Alessandro, con una lettera alla chiesa di Milano, contenente la condanna d'essi eretici, e le piu' vive raccomandazioni perche' fosse riconfermata dal vescovo.
La calda lettera di Siricio e le mene dei legati mestatori produssero l'effetto desiderato dal papa, e furono gli eretici condannati a partirsi da Milano ed espulsi dalla Chiesa, sotto pena di prigionia se avessero infranto il decreto.
Sebbene il carnefice avesse messo a morte Priscilliano ed alcuni suoi settatori, nullameno la Spagna fu sempre divisa dai priscillanisti. Il che diede luogo al primo Concilio di Toledo dell'anno 400, ove
.......- Dittaino pel timore della morte minacciata abiuro' la dottrina di Priscilliano da lui professata.
Ed ecco come la Spagna sia stata la culla del tribunale sanguinario dell'inquisizione e ad un tempo la terra destinata ad essere il teatro d'ogni delirio che fa raccapricciare d'orrore tutti coloro che si hanno a leggere le storie."
Nota per coloro che tendono a minimizzare il fenomeno dell'Inquisizione e a limitarlo alla furia omicida di Torquemada e alla superstizione dei sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella di Castiglia:
Queste cose succedevano ben oltre 1000 anni prima che questi tre nascessero.
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Facciamo (per ora) un salto di alcuni secoli, e portiamoci dopo l'anno 1000, ma con la riserva di tornare presto indietro a rischiarare questi anni bui per evidenziarne i crimini con le perle che si trovano gia' nelle piu' affidabili fonti storiche in cui si potesse sperare: il Canon Episcopi, il Diritto Canonico e la vita dei Santi della stessa Chiesa!
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Anno Domine 1184
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Anno Domine 1208
Da: Compendio de la historia critica de la Inquisicion de Espana - di Rodriguez Buron - Tomo I - ed. Molin Paris- 1823.
Pag. 20-21:
Se puede pues asegurar que se establecio' la Inquisicion en Francia en el ano de gracia 1208, reinando Felipe II, y siendo pontefice Inocencio III. La veremos bien pronto pasar los Alpes y los Pirineos, ejercier, y hacer temblar a los pueblos y a los reyes.
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Anno Domine 1245
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Anno Domine 1252
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Anno Domine 1256
Tratto da: -Secoli Cristiani delle Liguria, ossia, Storia della Metropolitana di Genova- di Gio. Battista Semeria. Ed. Ografia Chirio e M, Torino 1842. (p.115)
"Per quanto riguarda la repubblica di Genova, vi venne ammessa l'inquisizione quasi sin dal primo suo cominciamento per impulso di papa Innocenzo IV, il quale deputo' sin a primo inquisitore il domenicano Anselmo, religioso nazionale, entrato nell'ordine quando la morte rapiva il santo fondatore. Avendo egli compilato le nuove costituzioni che nell'uffizio di Genova dovevano osservarsi, presentolle al governo l'anno 1256... [] la causa ando' a Roma... e ... Pronunciava il pontefice allora regnante Alessandro IV... che le regole dell'inquisitore fossero trascritte ed osservate...[] Il primo a comparire dinanzi al santo ufficio di Genova fu un certo
.......- maestro Lucchino, sospetto o convinto di societa' coi patareni, la cui eresia era di moda: non tortura, ne' morte ebbe il reo, ma bando e confisca dei beni suoi."
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Anno Domine 1306
Da Xmmis
Le norme di diritto Canonico, fra cui le Decretali di papa Clemente V, emesse al Concilio di Vienne nel 1306, stabiliscono che la tortura debba essere decisa congiuntamente dal Vescovo e dall'Inquisitore.
Ponere ad questionem e' un termine giuridico-eufemistico che equivale a "mettere sotto tortura".
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Anno Domine 1307
Da: Museo Scientifico, Letterario de artistico, ovvero, scelta raccolta. Anno Decimo. 1848. Torino- stabilimento tipografico di Alessandro Fontana. Pag. 83
"...Ma il principal diritto, che Biella fu semrpe studiosa di mantenere, era quello di difender la sua religione e il suo vescovo. Del che diede pruova nell'aiutar che fece con danari e con armi la crociata, mossa contra l'eretico
.......- fra Dolcino, il quale accampatosi fra Masse e Trivero, terre ambedue del Biellese, quivi patì quella stretta di neve, di cui parla Dante, e che unita alle arme crociate conferì allo sterminio di quella banda di eretici; i quali furono sostenuti nella torre del castello Biellese
-1307 prima d'esser condotti al supplizio; e in Biella, secondo la feroce legislazione di quelle eta', fu tanagliato e arso
.......- Longino Cattaneo, e sparsene al vento le ceneri."
Nota da wikipedia:
Fra Dolcino sara' processato e giustiziato a Vercelli
Fra' Dolcino o Dolcino da Novara (circa 1250 – 1307) è stato un predicatore millenarista italiano. Accusato di eresia dalla Chiesa cattolica, fu catturato e giustiziato nell'estate del 1307.
Tutti i dolciniani (catturati), comunque, vennero immediatamente passati per le armi eccetto Dolcino, Longino e Margherita.
Il processo e l'esecuzione [modifica]
Fra' Dolcino fu processato a Vercelli e condannato a morte. L'Anonimo Fiorentino (uno dei primi commentatori della Divina Commedia) riferisce che egli rifiutò di pentirsi e anzi proclamò che, se lo avessero ucciso, sarebbe resuscitato il terzo giorno.
.....- Margherita e
Longino furono arsi vivi sulle rive del torrente Cervo, il corso d'acqua che scorre vicino a Biella, dove la tradizione identifica ancora una sorta di isolotto detto appunto "di Margherita". Un cronista annota che Dolcino, costretto ad assistere al supplizio dell'amata, "darà continuo conforto alla sua donna in modo dolcissimo e tenero". L'Anonimo Fiorentino, all'opposto, afferma che Margherita fu giustiziata dopo di lui.
Per Dolcino si volle procedere ad un'esecuzione pubblica esemplare: secondo Benvenuto da Imola (un altro antico commentatore dantesco), egli fu condotto su un carro attraverso la città di Vercelli, venne torturato a più riprese con tenaglie arroventate e gli furono strappati il naso e il pene. Dolcino sopportò tutti i tormenti con resistenza non comune, senza gridare né lamentarsi. Infine fu issato sul rogo e arso vivo a sua volta. Con molta probabilità il rogo avvenne nell'attuale zona del Tribunale di Vercelli, una volta letto del fiume Sesia.
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Anno Domine 1431
AD_1431_May_30 (Nopb)
(da wikipedia)
Giovanna D'arco.
Prima bruciata come strega poi santificata.
Sul rogo a diciannove anni
Venne sottoposta a processo senza difensori per eresia davanti al tribunale ecclesiastico di Rouen, fortemente influenzato dal potere inglese e presieduto da Pierre Cauchon, vescovo di Beauvais. Dopo quattro mesi di umilianti interrogatori la pulzella d'Orleans fu accusata di eresia, per aver creduto di poter comunicare con Dio direttamente e senza la mediazione della Chiesa cattolica, e di atti illeciti, per aver indossato abiti maschili. Venne perciò condannata a morte e giustiziata sul rogo il 30 maggio del 1431: aveva diciannove anni.
La questione della Verginità
Definendosi apertamente la "Pulzella", Giovanna accreditava l'idea di essere un'inviata da Dio e non una strega: la sua verginità simboleggiava chiaramente la purezza tanto da un punto di vista fisico quanto da quello delle intenzioni religiose e politiche. Di conseguenza, verificarne la veridicità era questione di fondamentale importanza: per ben due volte venne constatata dalle matrone, a Poitiers nel marzo 1429 ed a Rouen il 13 gennaio 1431 su ordine dello stesso Cauchon. L'abitudine che aveva Giovanna di portare abiti maschili aveva probabilmente il fine di impedire ai malintenzionati di violentarla.
La riabilitazione
Quando ormai le truppe inglesi avevano perso la propria influenza nel 1456, la Chiesa riaprì l'inchiesta: il tribunale fu riconosciuto come illegittimo e Giovanna fu riabilitata e riconosciuta innocente. Fu proclamata santa da Papa Benedetto XV nel 1920. La memoria viene celebrata il 30 maggio.
La incredibile e breve vita, che pare fantasiosa e inventata ma è stata reale e autentica, la passione e la drammatica morte di Giovanna d'Arco sono state raccontate innumerevoli volte in saggi, romanzi, biografie, drammi per il teatro; anche il cinema e l'opera lirica si sono occupati di questa figura.
Ancora oggi è tra i santi francesi maggiormente venerati.
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Anno Domine 1468
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino) - Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati.
.......- 1468 Frate Giovanni Favelli veronese dell'ordine dei Servi, priore di S. Ansano nella montagna di Bologna, comune di Brento, incantatore di Demoni ed eretico, fu carcerato e condannato (chi pretende al fuoco, chi alla forca) dalla Santa Inquisizione. Costui aveva composto un certo libro intitolato -Fiore novello- pieno di molte enormita' ed errori. Faceva che i Cittadini Bolognesi avessero carnale commercio con li demoni in figura di fanciulle, e venerava essi demoni e faceva loro oblazioni!"
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Anno Domine 1480
Ferdinando II d'Aragona detto il Cattolico ottiene dal pontefice Sisto IV (Francesco Della Rovere) d'instituire in Spagna un tribunale permanente del Santo Officio della Inquisizione.
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Anno Domine 1481
"Viene promulgato da Ferdinando il Cattolico il primo editto (Autos da fe') e vi furono dannati alle fiamme moltissimi sventurati come eretici ostinati".
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino) - Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati...[]
-1481 25 Giugno.
.......- Giorgio da Monferrato in Piemonte, essendo scolaro in Bologna e trovato eretico ostinato, fu abbruciato vivo nel mezzo della Piazza, mostrando una indicibile fermezza e costanza; e mentre era nel mezzo delle fiamme si sentì gridare: -Eloi Eloi- Si disse che teneva trenta articoli contro la fede."
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Anno Domine 1483
AD_1483_Oct_17
Il frate Domenicano Tommaso di Torquemada (Turrecremata, Torre Arsa), viene nominato Inquisitore Generale da Ferdinando Il Cattolico, Re di Spagna (1479-1516)
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Anno Domine 1484
Papa Innocenzo VIII, promulga la bolla "Summis Desiderantes Affectibus" (5 dicembre 1484) istigando l'adozione di misure molto severe nei confronti di maghi e streghe; i principi da lui enunciati, sollecitati dai Frati Benedettini Kramer e Sprenger gia' inquisitori in Germania, vennero in seguito incorporati nel Malleus Maleficarum (1487).
Anno Domine 1485
Quarantuno streghe bruciate vive nella sola Diocesi di Como nell'anno 1485.
Fonte: il piu' autorevole trattato dell'Inquisizione: "Il Malleus Maleficarum" di Kramer & Sprenger.
"...Il primo di questi abominii e' il fatto che certe streghe, contro l'istinto dell'umana natura, e persino contro la natura di tutte le bestie con la possibile eccezione dei lupi, hanno l'abitudine di divorare i bambini piccoli. E in merito a cio' l'Inquisitore di Como, che avevamo menzionato prima, ci ha riferito che era stato invitato dagli abitanti della Contea di Barby per effettuare una Inquisizione, perche' un tale aveva perduto il suo piccolo dalla culla, e trovato un congresso di donne durante la notte, giuro' di averle viste uccidere il suo piccolo, berne il sangue e divorarne le carni. Inoltre, in un solo anno, che e' appunto l'anno appena trascorso (1485) ha detto che 41 (quarantuno) streghe sono state bruciate, mentre altre sono sfuggite volandosene in Austria e trovando rifugio presso l'Arciduca Sigismondo. A conferma di questo esistono certi scritti di John Nider nel suo Formicarius, di cui, come egli stesso riferisce, la memoria e' ancora viva nella gente, dove e' evidente che queste cose non sono affatto incredibili..."
(Xksmm)
(Kramer e Sprenger - Malleus Maleficarum - Parte Prima - Questione XI)
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Da: History of the reign of Ferdinando and Isabella, tha Catholic, of... Pag. 330
Puighnach, vol i, chap 4. The inquisitors, after the celebration of an auto da fe at Guadaloupe in
*-1485
* ??????? ??????? ???????
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Anno Domine 1486
AD_1487_Feb_12 (Nopb)
Viene pubblicato il Malleus Maleficarum, il "manuale di caccia alle streghe" scritto dagli inquisitori Heinrich (Institor) Kramer e Jacob Sprenger Frati Domenicani e gia' Inquisitori di Germania che mette in pratica, esplicitandone i concetti, la bolla Summis Desiderantes Affectibus promulgata da Papa Innocenzo VIII nel 1484; bolla nella quale si investono dei pieni poteri gli stessi autori.
Da: The Dublin Review a cura di Nicholas Patrick ... Pag. 166.
"...Llorente, for example, relates in proof of the great zeal of the Inquisition an auto da fe' at Toledo, on the 12th February. 1486, at wich not fewer then seven hundred and fifty culprits were punisherd. Among all these, however, not one was executed, and their penalty was nothing more than a public Church penalty.
A second great auto da fe' again took place at Toledo on the 2nd April of the same Year (1486), where there were nine hundred victims, and of these nine hundred, not a single individual received capital punishment. A third auto da fe' on the 1st May of the same Year, comprehended seven hundred and fifty persons: and a fourth on the 1st December following, as many as nine hundred and fifty; yet not a songle execution occurred. Altogether three thousend three hundred persons must at that time, at Toledo, have done ecclesiastic penance, while twenty-seven only were sentenced to death: and Llorente would certainly not mis-tate the numbers to favour the Inquisition".
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Anno Domine 1487
AD_1487_Ago_18 (Nopb)
Palermo: Atto Pubblico di Fede del 18 Agosto 1487; ???.
449. Saragozza (Spagna). Eulalia Tamarit, nativa della citta' di Saragozza d'Aragona, la quale perche' ebrea fu al braccio secolare rilasciata a 18 agosto 1487.
(Xvlmo)
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
"La serie dei sagrifici umani in Sicilia comincia nel 1487 col supplizio dell'ebrea Eulalia Tamarit di Saragozza e finisce nel 1732 con il curiale Antonino Canzoneri da Ciminna".
(Xvlmo)
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Anno Domine 1498
Da: La storia di Girolamo Savanarola e dei suoi tempi: Di Pasquale Villari Vol. II - Ed. Felice Le Monnier 1861 - Pag. 211
"Erano le ore 10 antimeridiane del giorno 23 di maggio 1498:
.......- Girolamo Savanarola moriva in eta' d'anni 45", insieme a
.......- Fra Silvestro e
.......- Fra Domenico,
suoi seguaci, tutti e tre prima impiccati poi bruciati.
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Anno Domine 1501
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1501 marzo, chiesa San Domenico, inquisitori celebranti Reginaldo Montoro, Girolamo Scalambro (Xfris)
-(Xmmis) Autodafe' del 22 febbraio 1501.
-(Xmmis) Autodafe' del 13 marzo 1501, Palermo chiesa di S. Domenico; - condannati: trapanesi.
Altre note
......
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Anno Domine 1502
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1502 8 gennaio, luogo non indicato, inquisitori celebranti Reginaldo Montoro, Girolamo Scalambro (Xfris)
-(Xmmis) Autodafe' dell'8 gennaio 1502 Palermo, chiesa di San Nicola La Kalsa, inquisitori R. Montoro G. Scalambro.
-(Xmmis) Autodafe' dell'11 luglio 1502 Palermo, Marina.
-(Xmmis) Autodafe' del xx novembre 1502 Palermo, chiesa di San Domenico.
-(Xmmis) Autodafe' del xx novembre 1502 Palermo, Cattedrale.
Altre note
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Anno Domine 1503
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-(Xmmis) Autodafe' del xx xx 1503 Messina.
-(Xmmis) Autodafe' del 29 novembre 1503 Palermo, piano della Marina.
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Altre note
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Anno Domine 1504
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- ??????????.
Altre note
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Anno Domine 1505
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Autodafe' del 1505 6 Giugno, citta' di Messina, Inquisitore celebrante Pietro Belforado.(Xfris)
- (Xmmis) Autodafe' del xx xx 1505 Messina, Cattedrale. e' lo stesso autodafe' indicato sopra da Xfris?
Altre note
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Anno Domine 1506
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- (Xmmis) Autodafe' dell'11 agosto 1506 Palermo.
- (Xvlmo) Si ha memoria di un primo rilasciato al braccio secolare, cioe' dannato alle fiamme (11 agosto 1506). Secondo la manoscritta Serie dei rilasciati, era un
.......- Oliveri di Mauro, da Vizzini, cristiano rinnegato.
Da: Compendio de la historia critica de la Inquisicion de Espana - di Rodriguez Buron - Tomo I - ed. Molin Paris- 1823.
Pag. 158:
Durante los once anos que duro' el ministerio inquisitorial de Jemenez de Cisneros, (1506 - 1517) el Santo Officio hizo quemar en persona, tres mil quinientos y cuatro individuos de los dos dexos, y mil doscientos treinta y dos en estatua; cuaranta y ocho mil cinquenta y nueve desdichados fueron durante el mismo tiempo condenados a reclusion, galeras, o a otras penas, y siemrpe con la confiscacion de los bienes. De este calculo resulta que el numero de condenados, durante el cuerso de un ano, era porlo regular de cuatro mil ochocientos y cinco, lo que prueba incontestabilmente que Cisneros, a pesar de las buenas disposicion que manifesto en sus principios hizo' celebrar comparativamente muchos mas autos de fe que su predecesor Deza.
Cisneros murio el 8 de noviembre de 1517, al principio del reinado de Carlos Quinto. Su politica le habia decho pedir algunos meses antes, por companero, al cardenal Adriano que fue' el cuarto inquisidor general de Espana, cuyo destino ejercio' hasta que fue' elevado al solio pontificio.
Altre note
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Anno Domine 1507
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- ???????.
Altre note
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Anno Domine 1508
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- ??????.
Altre note
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Anno Domine 1509
AD_1509_Apr_01 (pb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Ufficio del 1° Aprile 1509; Dentro la Chiesa dei Santi Quaranta Martiri.
100. Portogallo. Beatrice de Quintal, neofita. In questo processo si narra che nel 1509 venendo una nave, e ritrovati molti neofiti giudaizanti al n. 39 tra uomini e donne, li quali presi dal Tribunale e fatti i loro processi furono insieme colla già detta esposti nello Spettacolo celebrato entro la Chiesa dei Santi Quaranta Martiri, alla presenza dell'Inquisitore Vescovo di Cefalù a primo aprile 1509. Indi la detta Beatrice de Quintana ricaduta nelli stessi errori a 6 giugno 1511 nella piazza della Marina fu rilassata in persona al braccio secolare cioè a Matteo di Settimo capitano.
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1509 1 Aprile, chiesa Quaranta Martiri.(Xfris)
-(Xmmis) Autodafe' del 1 aprile 1509 Palermo, chiesa Santi Quaranta Martiri.
-(Xvlmo) ...In questo processo (di Beatrice de Quintal) si narra che nel 1509 venendo una nave dal Portogallo, e ritrovati molti neofiti giudaizzanti al numero trentanove tra uomini e donne, li quali presi dal Tribunale e fatti i loro processi, furono insieme alla gia' detta esposti nello spettacolo celebrato entro la chiesa dei Santi Quaranta Martiri alla presenza dell'Inquisitore Vescovo di Cefalu' a primo aprile 1509.
Altre note
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Anno Domine 1510
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- ???????????.
Altre note
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Anno Domine 1511
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1511 6 Giugno, Piano della Marina.(Xfris)
-(Xmmis) Autodafe' del 6 giugno 1511 Palermo, piano della Marina.
-(Xmmis) Autodafe' del 16 novembre 1511 Palermo, Piano della Marina.
-(Xvlmo) 1511. Palermo.
.......- Laura Palumbo neofita giudaizzante, relassa. Fu letta la sua sentenza di rilassazione in persona a 6 giugno 1511 nel piano della Marina.
.......- Beatrice de Quintal neofita. In questo processo si narra che nel 1509 venendo una nave dal Portogallo, e ritrovati molti neofiti giudaizzanti al numero trentanove tra uomini e donne, li quali presi dal Tribunale e fatti i loro processi, furono insieme alla gia' detta esposti nello spettacolo celebrato entro la chiesa dei Santi Quaranta Martiri alla presenza dell'Inquisitore Vescovo di Cefalu' a primo aprile 1509. Indi la detta Beatrice de Quintana ricaduta nelli stessi errori a 6 giugno 1511 nella stessa piazza della Marina fu rilassata in persona al braccio secolare, cioe' a Matteo di Settimo, capitano.
quindi prosegue:
1511, 6 giugno. Fu letta la sentenza nel piano della Marina, e vennero rilasciati altri 6 eretici:
.......- Giovanni Crispo, da Palermo neofito giudaizzante, abitante di Palermo (condannato per sentenza a 17 maggio).
.......- Giovanni de Toledo, da Messina, neof. giud. (19 marzo).
.......- Antonio Carni, da Messina, neof. ostinato, finto e simulato (30 aprile).
.......- Gabriele Zavateri, da Bivona, fisico medico, eretico giudaizzante ed ostinato.
.......- Gabriele Politi, da Palermo, neof. giud. (16 maggio).
.......- Maestro Jacobo Baxo (Bascio), da Messina, neof. giud. (3 giugno).
Da:Historia Critica de la Inquisition de Espana. di Juan Antonio Llorente- Pag. 252...
Articulo VI.
Proceso de la Beata de Piadrahita y otros.
1.Entre tantas causas de aquel tiempo algunas merecen mencion particular. En el ano 1511 fue' famosa la de una muger conocida con el dictado de Beata, hija de un labrador de Piedrahita, obispado de Avila. Educada en Salamanca se dedico' yanto a' la horacion y a las moritificacion del ayuno y otras que, exaltada su imagination poi la debilidad, cayo' en ilusion. Decia ver a Jesus y Maria, y hablaba en presencia de las gentes como contestando a proposiciones que suponia escucharles. Vestia el habito de beata, o religiosa de la orden tercera de santo Domingo; se titulaba esposa de Jesu-Cristo; y prpcedendo bajo el supuesto de que siempre la accompanaba Maria santissima, se detenia llegando a qualquiera puerta estrecha como par dal lugar a que pasara otra persona. y se explicaba en terminos de que Nuestra Senora le instaba pasar delante por privilegio de esposa de su hijo Dios, per que ella lo resistia por humildad diciendo en voz perceptible: Si tu, o Virgen, no hubieses parido a Cristo, no hubiera conseguido yo ser su esposa: corresponde que pase antes la madre de mi esposo. Tenia extasis continuos y se la notaba tal rigidez de miembros y nervios con privacion absoluta de color en cara y manos, que parecia no tener articulaciones en sus dedos, ni movimientos en parte alguna de su cuerpo. Se dijo tambien que hacia milagros. El rey, noticioso de todo, mando' con acuerdo del cardenal inquisidor general, que fuese llevada a la corte: ambos le vieron y trataron; consultaron a varios teologos religiosos de diferentes institutos, y se dividieron las opiniones diciendo los unos ser una santa llena de espiritu de amor de Dios; y otros que era una ilusa poseida de espiritu fanatico: ninguno le imputaba ser ipocrita ni embustera. Se comunico' el suceso al sumo pontefice, quien comisiono a su Nuncio, y a los obispos de Vique y de Burgos para indagar le verdad, encargandoles cortar el escandalo en sus principios caso de conocer que alli no intervenia el espiritu de Dios. El rey y el inquisidor general de Castilla estaban en favor de la Beata y la suponian asistida del Espiritu Divino: los comisionados del papa no hallaron que reprender en su conducta de palabras y obras, y dejaron a la disposicion de la providencia divina el momento de manifestarse, si el espiritu que dominaba en la Beata era del Dios o del Diablo. Los inquisidores le formaron proceso sobre si la apariciones que contaba la Beata, y la palabras que bajo este supuesto pronunciaba, producian o no sospecha de la heregia de los illuminados; pero como el rey y el inquisidor general estaban en favor suyo, salio bien. Su opinion quedo' siempre problematica: los mas creia que todo era debilidad de imagination femenina, y entre ellos el consejero de Indias, Pedro Martir de Angleria. La historia del buen exito de aquella embustera o loca contrasta mucho con la muerte de fuego de algunos miles de hombres por haverse negado a trabajar un sabado, u otra bagatela semejante que se interpretaba ser testimonio de la heregia judaica. En Cuenca promovieron los inquisidores, ano 1517, proceso contra la memoria, fama, y bienes de Juan Henriquez de Medina, sobre heregia, no obstante que antes de morir havia recibido los sacramentos de confesion, Eucaristia y extrema unxtion; y habiendolo declarado por herege impenitiente y christiano ficto, condenaron su memonia y fama, mandaron desenterrar sos huesos para quemarlos con estatua y sambenito, y confiscation sus bienes. Los herederos apelaron al inquisidor general que nombro' jueces subdelegados: estos se negaron a comunicarles el proceso y los nombres de los testigos, y en su vista los herederos acudieron al papa quen comisiono'. en 8 de febrero de 1517, al comendador de fraile mercenarios de Fuensanta de Cuenca, y dos canonigos; mandando que si los herederos hafianzaban no hacer dano alguno a los testigos, se le comunicara el procesos: los subdelegados se excusaron de recibar la comision. Leon X insistio, en 19 de mayo, bajo la pena de obediencia y excomunion mayor, encargadoles sentenciar con imparcialidad, como lo hicieron a favor de la memoria del difunto. Si una muerte tan catolica como la de Juan Henriquez de Medina no excusaba de que se procesase al difunto. ?Que otros testimonios de catolicismo pueden hallarse mas terminantes?
Aun es mas escandaloso el suceso de Juan de Covarrubias, natural de Burgos. Haviendosele procesado despues de muerto, se lo absolvio; mas paso' algun tiempo, y mudados los jueces, el fiscal tuvo la crudeldad de suscitar nueva demanda criminal para lo mismo sentenciado, abusando de que las sentencias absolutoriaa de la Inquisicion no pasan a cosa juzgada. Los interesados acudieron a Leon X, quien enterado de tan escandalosa persecucion, y siendo afecto al difunto por haver sido su condiscipulo en la juventud, comisiono' al obispo de Burgos, don fray Pascual, amigo suyo, para que hablara en nombre de su Santidad lo conveniente al cardenal Cisneros, a quien ademas escribio, en 15 de febrero de 1517, que procediase con la circunspeccion que merecia un asunto tan extrano, y cortase con decoro una instancia renovada despues de haver pasado muchos anos. No haviendo esto bastado, se avoco' su Santidad la causa: reclamo' Cisneros, pero sin efecto: despues lo hizo Carlos V por medio del emajador; huvo grandes contestaciones de parte a parte sobra esta y otras causas que luego se ofricieron, y por fin el papa la devolvio por breve de 20 de enero de 1521, al cardenal Adriano, inquisidor general, para que la sentenciara juntamente con el Nuncio.
segue....
Altre note
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Anno Domine 1512
AD_1512_Jul_11 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Ufficio dell'11 Luglio 1512; ????.
5. Palermo. Angelo Marinaro, morto, fu la sua memoria condannata come osservante la legge Giudaica, fu rilassato in statua per sentenza data a 11 luglio 1512, fu nella Cattedrale letto il suo processo e rilasciato, e li soi ossa con la statua furono brugiate alla porta di li Greci nel loco solito. (Xvlmo)
-(Xmmis) Autodafe' dell'11 luglio 1512 Palermo, Piano della Marina e Porta dei Greci?.
-(Xmmis) Autodafe' del 29 settembre 1512, Palermo, Piano della Marina e Porta dei Greci.
-(Xmmis) Autodafe' del 18 ottobre 1512, Palermo, Cattedrale.
-(Xvlmo) 1512.
.......- Giacomo Staiti, da Messina, neof. giud. (2 giugno (e' la data della sentenza)).
.......- Maestro Paolo, da Segovia, cimatore, neof. giud. (8 giugno (e' la data della sentenza))
1512, 11 luglio. Nel piano della Marina furono rilasciati:
.......- Margaritella di Balsamo, da Messina, neof. giud. recidiva (22 settembre 1511).
.......- Soprana de Patomo, da Palermo, neof. giud. ostinata (2 settembre 1511).
.......- Simone de Elefante, da Palermo, neof. giud. recidivo (3 giugno).
.......- Maestro Antonio, da Carini, corbiseri, giudaizzante relasso (8 giugno), fu dichiarato eretico relasso, e fu consegnato al nobile Gio. Guglielmo Valguarnera barone di Siculiana.
.......- Gabriele Garzia (Garcia) da Orinela, console di Biscayni, neof. giud. recidivo.
.......- Gabriele Compagno, da Milazzo, neof. giud. recidivo.
.......- Gio. Antonio Tudisco, da Marsala, neof. giud. (8 giugno).
.......- Gio. de Elefante, da Palermo, neof. ostinato (3 giugno).
sempre da Xvlmo:
- Lucia Cimatore, da Palermo, neof. giud. fu nel 1511 a 6 giugno condannata a carcere perpetua, abjurando, poi ricaduta (30 luglio 1513) sara' rilasciata e bruciata il 29 settembre 1513.
AD_1512_Oct_18 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Ufficio del 18 Ottobre 1512; Chiesa Cattedrale di Palermo.
3. Messina. Mastro Antonio Barone per l'osservanza delli riti Giudaichi a 18 ottobre 1512 abiuro' nella Cattedrale Chiesa di Palermo, poi relasso nelli medesimi errori fu per sentenza a 9 marzo 1538 rilasciato in persona al braccio secolare.
(Xvlmo)
sempre da Xvlmo si riporta:
Perna de Ortuni, da Marsala, neof. recidiva, fu nell'atto a 18 ottobre 1512 ammessa a riconciliazione, e condannata a carcere perpetua, poi fuggendosene e presa in fuga, fu per sentenza a 11 settembre (1513) rilassata in persona.
e ancora da (Xvlmo): "Non riferiro' i nomi dei molti eretici contumaci o defunti bruciati in effigie. Diro' solo che nel corso del secolo XVI molti cadaveri di eretici vennero tratti dal sepolcro e bruciati per sentenza.
.......- Salvatore la Muta, da Palermo, neof. giud. morto, per sentenza a 6 luglio 1512 rilassato in statua, letta nel piano della Marina a 11 luglio 1512, e li soi ossa sepolte nella Chiesa di S. Agostino furono disumati, e brugiati fora la porta dei Greci.
.......- Angelo Marinaro, da Palermo, morto, fu la sua memopria condannata come osservante la legge giudaica, fu rilassato in statua per sentenza data a 11 luglio 1512, fu nella Cattedrale letto il suo processo e rilasciato, e li soi ossa con la statua furono brugiate alla porta di li Greci nel loco solito.
"
Anno Domine 1513
AD_1513_Mar_Apr_xx (pb)
Avvenne nel giorno di Pasqua del 1513 un fatto memorabile in Catania. Mentre celebravasi la messa solenne in presenza del Senato, un sarto Battista Rizzo, forse demente, corse a strappare l'ostia dalle mani del sacerdote. Il popolo gia' avvezzo allo spettacolo dei roghi, senza bisogno di condanna, prese il sarto e tosto il brucio' vivo.
Il fatto e' narrato da Ferrara, storia di Catania ed. 1829, p.128 secondo il testo di un'antica cronaca:
"Mastru Battista Rizzu, era foddi e impazzitu, il populu lu assassinau a colpi, e dopo jeru versu lu campanaru unni truvaru una vutti, e ci lu misiru intra mezzu vivu. Incuntinenti vinniru ligna, fraschi, e focu e fu arsu. Multi si cundulianu ca lu dittu mastru Battista sum sia chi pri lu tempu passatu era cussì discretu et saju (savio) et aviri fatto tali cosa".
Ferrara aggiunge che in memoria di quel fatto fino al 1693 nelle grandi messe al Prefazio suonavansi le campane per chiamare il popolo, e gli artefici, al suono di tali campane, serravano le loro botteghe e armati correvano alla chiesa. La notizia ne avea pure data Di Giovanni, Ebraismo, p.274 tratta dall'arch. Sen. Cat. 1513, p.62.
(Xvlmo)
Ci fa riflettere la frase:
"Il popolo gia' avvezzo allo spettacolo dei roghi, senza bisogno di condanna, prese il sarto e tosto il brucio' vivo".
Dalla scarna documentazione sfuggita alle fiamme e consultata finora potrebbe sembrare che ci siano stati soltanto autodafe' a Palermo e pochissimi altri soltanto(?) a Messina.
Ma questa frase che significa?
Era "avvezzo ai roghi" anche il popolo di Catania?
Quindi altri audodafe' erano stati celebrati a Catania?
E nelle altre Diocesi?
Quanti?
Stanno affiorando, come perle risplendenti dei frammenti di Verita' su quello che e' stato il piu' grande crimine della Storia:
La Santa Inquisizione!!!
Hitler e l'olocausto?
A confronto dei crimini commessi da Nostra Santa Madre Chiesa e dai Cristiani, Hitler, come pure Nerone, Caligola, Domiziano e Commodo erano dei dilettanti.
(Xvlmo) I zelanti Inquisitori (i 3 inquisitori di Palermo) inaugurarono con feroci condanne il loro ufficio, e si conserva memoria di trentacinque (35) infelici rilasciati al braccio secolare.
- 1513, 10 agosto.
1).......- Marco Termini, da Polizzi, ferraro neof. giud. recidivo.
- 1513, 26 settembre.
2).......- Giacoma Barbara, da Marsala, neofita fuggitiva e presa poi, fu per sentenza a 11 agosto 1513 rilassata in persona e a 26 settembre 1513 nel piano della Marina.
3).......- Giambattista Ferrario, da Termini, neof. giud. recidivo (condannato per sentenza 17 settembre).
- 1513, 29 settembre. Nel piano della Marina furono rilasciati in persona:
4).......- Antonia Romano, da Mazara neofita, fu per sentenza lata a 16 settembre rilassata in persona al braccio secolare, con confiscazione di beni, e fu consegnata al capitano Niccolo' Antonio de Afflitto.
5).......- Beatrice Calabrese, da Marsala, moglie di marinaio, neofita giud. (6 settembre).
6).......- Clara di Polizzi, da Palermo.
7).......- Antonella di Jona, da Palermo, neofita, la quale fu nel 1502 a 8 gennaio nella Chiesa di Nicolo' la Kalsa, Inquisitori Raynaldo Montoro e Gio. Scalambro, poi ricadendo nelli medesimi delitti per sentenza 15 luglio 1513 fu dichiarata eretica impenitente relassa.
8).......- Rosa, da Messina, vedova quondam magistri Nardi Sartorii de Messina, neofita giud. ostinata (16 settembre).
9).......- Isabella La Muta, da Palermo, neof. giud. recidiva, fu per sentenza a 2 giugno 1511 ammessa a riconciliazione, poi ricaduta (16 settembre).
10).......- Isabella Lamattina, da Girgenti, neofita giud. (16 luglio).
11).......- Isabella de Andrea, da Naro, neof. giud. (16 settembre).
12).......- Perna de Ortuni, da Marsala, neof. recidiva, fu nell'atto a 18 ottobre 1512 ammessa a riconciliazione, e condannata a carcere perpetua, poi fuggendosene e presa in fuga, fu per sentenza a 11 settembre (1513) rilassata in persona.
13).......- Lucretia di Magri, da Plaermo, neofita riconciliata nella Chiesa Palermitana, fu per sentenza a 16 settembre rilassata in persona.
14).......- Lucia Cimatore, da Palermo, neof. giud. fu nel 1511 a 6 giugno condannata a carcere perpetua, abjurando, poi ricaduta (30 luglio).
15).......- Nicolo' di Balsamo, da Palermo, neof. giud. reconciliato nel 1511, poi ricaduto (12 agosto).
16).......- Antonia de Balsamo, da Palermo, madre di Nicolo' di Balsamo, neof. giud. recidiva ed ostinata (19 settembre).
17).......- Leonora de Balsamo, da Palermo, accusata da Diego de Bovilla, inquisitore fiscale, a 28 settembre 1503, neofita giudaizzante (9 agosto).
18).......- Francesca de Balsamo, da Pal.(ermo), avendo nel 1512 abiurato la setta giudaica, poi ricaduta nelli stessi errori.
19).......- Guglielmo de Balsamo, da Pal.(ermo), neofito, un tempo reconciliato, poi relasso (11 agosto).
20).......- Angelo Balsamo, da Pal.(ermo), neof., un tempo reconciliato, poi ricaduto nelli riti giudaichi.
21).......- Bartolomeo di Balsamo, da Pal.(ermo), neof. giud., a 26 maggio 1512 fu ammesso a reconciliazione, ed abiuro' nel piano della Marina a 11 giugno 1512, poi ricaduto nelli medesimi errori (11 agosto), e fu consegnato in persona al nobile Nicolo' Antonio d'Afflitto capitano di Palermo.
22).......- Francesco Balvo, da Marsala, insieme con Perna figlia di Gio. Ant. Balvo, Giacomo Balvo figlio di Gio. Antonio, Gio. d'Attini genero di Gio. Ant. Balvo, Giacomo Barbera, Lucretia Barbera moglie di Giacomo;...
qui c'e' un po' di confusione e non si capisce se siano stati rilasciati tutti; vediamo che in effetti ne mancherebbe ancora 1 se il numero 35 che ha riferito all'inizio intende l'intero anno 1513 oppure lo limita all'autodafe' del 29 settembre, nel qual caso ne mancherebbero ancora 4; vediamo di raccapezzarci:
----------------------------1) Perna figlia di Gio. Ant. Balvo.
----------------------------2) Giacomo Balvo figlio di Gio. Antonio.
----------------------------3) Gio. d'Attini genero di Gio. Antonio Balvo
----------------------------4) Giacomo Barbera
----------------------------5) Lucretia Barbera moglie di Giacomo
Quindi e' probabile che non tutti e 5 sono stati consegnati al braccio secolare, ma soltanto la Perna figlia di Gio Ant. Balvo, mentre gli altri sono stati probabilmente riconciliati e sottoposti ad altre condanne piu' lievi (ai remi nelle galee, ergastolo ecc.).
poi Xvlmo riprende:
...a 18 ottobre nella Cattedrale fu riconciliato, poi ricadendo nelli stessi errori per sentenza a 11 agosto 1513 come impenitente fu rilassato in persona.
23).......- Guglielmo Geremia Cerdone, da Naro, neof. giud. (17 sett.).
24).......- Gerardo de Macri, da Pal.(ermo), neof. giud. (11 agosto).
25).......- Giuliano di Patti, da Pal.(ermo), christiano rinnegato, impenitente (15 luglio).
26).......- Bernardo Barbera, da Marsala, neof. nel 1512 a 24 settembre per sentenza fu ammesso a reconciliazione, poi ricaduto (29 luglio).
27).......- Angelo Sellaro, da Marsala, per riti giudaicali fu per sentenza a 24 settembre 1512 riconciliato, e perpetuamente carcerato con la confiscazione dei suoi beni, e a 18 ottobre del detto anno abjuro' nello spettacolo tenuto nella Chiesa Maggiore di Palermo, poi relasso (15 luglio).
28).......- Nicolo' Bonfiglio, da Castronovo, candelaro, neof. giud. (17 settembre).
29).......- Maestro Paolo Spataro, da S. Marco, neof. giud. (9 agosto).
30).......- Pietro di Bologna, da Pal.(ermo), ferraro, neof.giud. ostinato (15 luglio).
31).......- Gio. Vicini, da Trapani, neof. giud. (8 agosto) come impenitente e relasso.
32).......- Gio. de Leofante, da Sciacca, bocciere (macellaio), neof. giud. (3 marzo).
33).......- Simone Marinaro, da Palermo, mezzano (sensale), neof. giud. (21 luglio).
34).......- Violante Gagliardo, da Marsala, moglie di maestro Alfonso Gagliardo Sellaro, neofita giudaizzante riconciliata nel 1512, poi relassa (15 luglio).
35)esima quindi: .......- Perna figlia di Giovanni Antonio Balvo...
Anno Domine 1514
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Anno Domine 1515
Giugno 1515 - Autodafe'
"In quel clima di assedio, l'11 giugno (1519), mentre il vicere' si trovava a Catania, gli inquisitori Cervera e Calvete furono autorizzati a celebrare al Piano della Marina il loro primo autodafe', distanziato di 4 anni da quello organizzato nel giugno 1515."
(Citazione da Xfris)
(Xvlmo) "In questo ultimo tempo del governo di Ferdinando il Cattolico furono tratte al rogo varie persone.
-1515, 1 agosto.
.......- Granusa la serva, da Marsala, neofita giudaizante.
-1515, 10 agosto.
Nel piano della Marina furono rilasciati in persona:
.......- Desiata Siracusa, da Giuliana, neof. giud. per sentenza 15 novembre 1514.
.......- Maestro Giacomo Siracusa, da Giuliana, neofito un tempo, riconciliato, poi ricaduto ((sentenza del) 15 nov. 1514)
.......- Francesco Sala, da Trapani, neof. giud. recidivo (7 agosto).
.......- Paolo de Antilia, da Palermo, neof. on tempo, riconciliato nella Cattedrale Chiesa a 24 agosto 1513, poi come falso testimonio a 20 luglio 1515 rilassato in persona.
.......- Perna Messina, da Caccamo, neof. giud. impenitente (23 dicembre 1514)"
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Anno Domine 1516
Xvlmo) "In questo ultimo tempo del governo di Ferdinando il Cattolico furono tratte al rogo varie persone.
-1516.
.......- Antonino lo Bianco, da Messina, neof. giud., fu per sentenza data a 25 gennaro 1516 rilassato in persona al braccio secolare con confiscazione di beni. (Ms.)"
Sommossa... con fuga dalle carceri:
"...nel 1519... fu rilasciato in statua...:
- Giacomo Vivilaqua di Palagonia fuggito dalle carceri nella sommossa del 1516"
(Citazione da Xfris)
Anno Domine 1517
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Anno Domine 1518
..............
Anno Domine 1519
"In quel clima di assedio, l'11 giugno, mentre il vicere' si trovava a Catania, gli inquisitori Cervera e Calvete furono autorizzati a celebrare al Piano della Marina il loro primo autodafe', distanziato di 4 anni da quello organizzato nel giugno 1515.
Vi comparvero, rilasciati in persona:
.......- Vittoria Catania di Naro
.......- Pietro Parisio di Mineo
.......- Giovanni Niccolo' Costanzo di Palermo
.......- Benedetto Termini di Polizzi
.......- Francesco Oliveri di Siracusa
.......- Francesco Gargano di Siracusa
Rilasciati in statua:
.......- Perna Politi di Polizzi
.......- Giovanni Politi di Polizzi
.......- Giacomo Vivilaqua di Palagonia (fuggito dalle carceri nella sommossa del 1516)
"
(Citazione da Xfris)
E ancora da (Xvlmo): "Non riferiro' i nomi dei molti eretici contumaci o defunti bruciati in effigie. Diro' solo che nel corso del secolo XVI molti cadaveri di eretici vennero tratti dal sepolcro e bruciati per sentenza. -Giacomo Viniacqua (o Viviacqua?), da Palagonia, neof. fugitivo in tempo del tumulto, fu per sentenza a 3 giugno 1519 rilasso in statua con il suo cadavere per esser morto, e letta la sentenza nel piano della Marina."
Anno Domine 1520
AD_1520_Jun_26 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Officio del
-26 Giugno 1520; ????.
4. Bivona.
.......- Antonio Bufalo, corbisere, per sentenza a 26 giugno 1520 fu, per li stessi errori, rilassato in statua al braccio secolare; come ancora nello stesso giorno ed anno per la stessa causa furono rilassati
.......- Fiore Bufalo, moglie, ed
.......- Evangelista Bufalo, suo figlio,
perché morti, e le sue ossa dissotterrati.
(Xvlmo)
(Xfris) Il secondo autodafe' (degli Inquisitori Cervera e Calvete) fu celebrato il 26 Giugno 1520 (forse data errata; secondo La Mantia si svolse l'8 luglio) e vi comparvero
5 rilasciati in persona...)
(Vedere piu avanti i nomi sulla relazione di (Xvlmo) )
e 31 rilasciati in statua, (Antonio, Fiore ed Evangelista Bufalo gia' citati e altri 28...)
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(Xfris)
(Xvlmo) "Deploravasi la severita' che traeva al rogo le vittime della Inquisizione in questo periodo del governo di Carlo V (1516-1534).
-1520, 8 luglio. Nel piano della Marina vennero rilasciati in persona:
.......- Giacomo Siciliano, da Termini, maestro d'ascia, neof. giud ((sentenza del) 25 giugno).
.......- Giacoma di Greco. da Mazzara, cristiana nata, passo' a riti giudaichi (21 giugno).
.......- Francesco Zarsana, da Messina, neof. giud. (22 giugno).
.......- Caterina de Certa, da Trapani, neofita relassa (25 giugno).
.......- Bernardo Barbarino, da Piazza, ferraro, neof. giud. (26 giugno)
ed a 8 luglio 1520 nel piano della marina fu letta la sua sentenza e fu consegnato a giovanni Luca Barberio Capitano."
Anno Domine 1521
Nell'autodafe' del 29 Giugno 1521 comparvero invece 1 solo rilasciato in persona, e 30 rilasciati in statua...
(Xfris)
(Xvlmo) "(pag. 49)
-1521, 9 giugno.
.......- Bernardo Bologna, da Castiglione, bordonaro (7 maggio)."
AD_1521_Jun_09 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Officio del 9 Giugno 1521; Piano della Marina.
1. Girgenti. Angelo de Sassari abiura la setta Giudaica. (Recidivo, sara' rilasciato in persona il 20 Settembre 1527)
(Xvlmo)
Anno Domine 1522
Nell'autodafe' dell'8 e 9 settembre 1522 comparvero 24 rilasciati in statua e nessuno in persona...
(Xfris)
Anno Domine 1523
Nel 1523 si ebbe un solo rilasciato in persona, originario di Sciacca...
(Xfris)
Anno Domine 1524
AD_1524_Jul_28 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Officio del 28 Luglio 1524.
2. Messina. Angelo Campagna di Messina, fu per sentenza rilassato in statua al braccio secolare a 28 luglio 1524, e le ossa del suo cadavere dissotterrate, per cerimonie giudaiche.
(Xvlmo)
(Xfris) Nell'autodafe' del 6 agosto dell'anno seguente (1524) comparvero invece 6 (o 5? (Xvlmo) ne nomina solo 5) rilasciati in persona, e 16 in statua...
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(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 49)
1524, 6 agosto. Nel piano della Marina furono rilasciati in persona al braccio secolare:
.......- Leonora Manzuni, da Catania, neof. giud. (27 luglio).
.......- Bartolomeo Mansone, da Catania, ferraro, fuggitivo per la sedizione delle carceri (1° agosto).
.......- Antonio Rizone, da Catania, neofito (3 agosto). e letta la sua sentenza fu consegnato a D. Coriolano di Bologna Capitano.
.......- Francesco Patella, da Cammarata, ferraro, neof. giud. relasso (I° agosto)
.......- Giovannello d'Amato, da Castiglione, neof. giud. fuggitivo nei tumulti di Palermo, fu in statua rilasciato, e letta la sua sentenza nel piano della Marina a 9 giugno 1521, poi preso pel S. Officio fu per sentenza lata a 17 luglio 1524 rilassato in persona."
Nota sui 6 citati da Xfris: Onde prevenire facili critiche dai minimalisti che tendono ad AZZERARE il fenomeno dell'Inquisizione, e' importantissimo attenersi scrupolosamente ai dati dei quali si ha una (quasi) assoluta certezza, cosi, per esempio, preferiamo pensare a una svista di Xfris che ha contanto 6 nomi dovuta probabilmente a una rilettura superficiale del testo del La Mantia che cita 6 nomi e' vero, ma uno di questi e' il Capitano D. Coriolano di Bologna a cui fu consegnato Antonio Rizone e verosimilmente anche gli altri.
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Anno Domine 1525
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Ugual numero di rilasciati, 6 in persona (ma Xfris ce l'ha per vizio? O non sa contare? Vito la Mantia ne cita solo 5 e anche l'anno precedente, ne citava solo 5, mentre Xfris parla di 6) e 16 in statua,
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comparvero anche nell'autodafe' del 29 settembre 1525...
(Totali nel settennio 1519-1525 i rilasciati al braccio secolare furono pertanto 145, 22 in persona 123 in statua...)
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 49)
-1525, 29 settembre. Vennero rilasciati in persona nel piano della Marina:
.......- Angela la Maccagnuna, da Mazara, neof. relassa giudaizzante e pertinace (20 settembre).
.......- Sicilia la Manuele, da Mazara, neof. giud. ostinata (20 sett.).
.......- Gio. Pietro, da Trapani, moro battizzato, perche' tento' di ritornare alla setta maomettana, fu preso in fuga.
.......- Caterina la Russa, da Girgenti, neof. giud. recidiva (5 sett.).
.......- Costanza Brancato, da Girgenti, neof prima fuggitiva, poi inciampata nelle mani del Tribunale."
Nota sui 6 citati da Xfris: Onde prevenire facili critiche dai minimalisti che tendono ad AZZERARE il fenomeno dell'Inquisizione, e' importantissimo attenersi scrupolosamente ai dati dei quali si ha una (quasi) assoluta certezza, cosi, per esempio, preferiamo pensare a una svista di Xfris che ha contanto 6 nomi dovuta probabilmente a una rilettura superficiale del testo del La Mantia che nel 1524 cita 6 nomi e' vero, ma uno di questi e' il Capitano D. Coriolano di Bologna a cui fu consegnato Antonio Rizone e verosimilmente anche gli altri.
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Anno Domine 1526
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Nel successivo decennio 1526-35 venne celebrato un autodafe' per anno e i rilasciati in persona furono 50, quelli in statua 84...
...nell'autodafe'... del 1526... furono 5 rilasciati in persona e 19 in statua...
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 50)
-1526, (4?) luglio.
.......- Leonardo Greco, da Xaca ((senza) forse Sciacca), olim reconciliato, per aver occiso il nuncio del S. Officio e commesso altri delitti fu per sentenza a 3 luglio 1526 come impenitente rilassato al braccio secolare, e letta la sua sentenza in Sacro Regio Palatio a 4 luglio 1526.
-1526, I° agosto. Rilasciati nel piano della Marina:
.......- Francesca Lanzarotto, da Girgenti, neofita fuggitiva. Come assente fu in statua rilassata nel piano della Marina a 8 luglio 1520. Poi per altra sentenza a I° agosto (1526) fu rilassata in persona.
.......- Bernardo Li Puzzi, da Geraci, essendo stato per sentenza lata a 6 maggio 1521 come fuggitivo rilassato in statua al braccio secolare, poi per sentenza I° agosto 1526 fu rilass. in persona.
.......- Francesco Lo Porto, da Girgenti, neof. fuggitivo, fu per sentenza I° agosto 1526 rilassato in persona.
-1526, 16 settembre.
.......- Gandolfo di Calacerdo, da Polizzi, neof. giud., fu per sentenza a 4 maggio 1521 ammesso a reconciliazione, poi ricaduto fu rilassato in persona."
E ancora da (Xvlmo): "Non riferiro' i nomi dei molti eretici contumaci o defunti bruciati in effigie. Diro' solo che nel corso del secolo XVI molti cadaveri di eretici vennero tratti dal sepolcro e bruciati per sentenza.
.......- Nora lo Castello, da Catania, neofita e morta, fu per sentenza a 3 agosto 1526 rilassata in statua ed il suo cadavere.
.......- Gio. Metta (o Motta?), da Iaci, merciero, neofita, morto fu per sentenza (8 ag. 1526) rilassato in statua al braccio secolare insieme col suo cadavere."
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Anno Domine 1527
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(Xfris)...nell'autodafe'... del 1527... furono 9 rilasciati in persona e 31 in statua...
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 50)
-1527, 10 settembre.
.......- Antonio de Alagona, da Naro, neof. rilassato prima in statua (10 agosto 1522), poi in persona.
-1527, 30 settembre. Nel piano della Marina furono rilasciati:
.......- Gracia, moglie di Nicolo' Golisano, da Golisano, neof. giud. Fu per sentenza 13 agosto 1526 ammessa a riconciliazione, ed abiuro' a 16 settembre 1526, poi ricaduta (13 settembre).
.......- Cristoforo Pellegrino, da Messina, essendo stato a 13 febbraio per sentenza reconciliato nell'a. 1513 abiurando a 6 marzo 1513 nella Cattedrale di Palermo, poi ricaduto (30 sett.).
.......- Maestro Pietro di Polizzi, ferraro neof. giud., a 30 maggio 1519 ammesso a riconciliazione, abiuro' nel piano della Marina (21 giugno 1519), poi ricaduto (28 sett. 1527).
.......- Angelo di Sassari, da Girgenti, avea abiurato (9 giugno 1521) nel piano della Martina la setta giudaica, e perche' recidivo fu poi rilasciato.
.......- Pace di Sortino, da Girgenti, neof. giud., per sent. 15 giugno 1516 ammessa a riconciliazione, poi ricaduta (23 sett.).
.......- Petruchio de Amico, da Candro, un tempo reconciliato, neof. giud. ricaduto (20 settembre)."
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Anno Domine 1528
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...nell'autodafe'... del 1528 [ 1531, 1533, e 1534]... furono 13 rilasciati in persona...
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 50)
-1528. 21 dicembre.
.......- Giambattista Melezinda, da Palermo, moro battezzato, barbiero."
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Anno Domine 1529
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(Xfris) Gli autodafe' piu' terribili furono quelli del 1529, 13 rilasciati in persona (c'e' proprio da ammetterlo: Xfris non sa contare. Qua' sono 14 e lui ne indica solo 13, in altri casi erano 5 e ne indicava 6....)
e 9 in statua:
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(Xfris)
(Xvlmo) "Pag. 50)
-1529. Rilasciati in persona:
.......- Antonello di Gualtiero, da Palermo, calzettiero (15 aprile).
.......- Agata Parisi, da Militello, neof. giud. reconciliata (1527), poi relassa fu rilasciata (30 giugno 1529).
.......- Bernardo Parisi, da militello, neof. giud. relasso (5 luglio).
.......- Giacomo Jurati, da Modica, trappitaro, neof. giud. (3 luglio).
.......- Polisena de Flore, da Militello, neof. giud. (5 luglio).
.......- Catarina Campisi, da Militello, neof. fuggitiva (13 luglio).
.......- Contessa Casacho (Casaccio), da Ragusa, rilassata in statua (30 settembre 1527), poi relassa a 14 luglio 1529.
.......- Antonio Casacho (Casaccio), da Ragusa, rilassato prima in statua come assente, poi in persona (14 luglio).
.......- Framcesca Buccheri, alias Cirneca, da Militello, neof. giud. rilassata in statua come assente fuggitiva a 30 settembre 1527, poi (14 luglio) in persona.
.......- Girolamo de Alesi, da Palermo, neof. giud. recidivo (13 luglio).
.......- Antonio Lauria, da Modica, neof. giud. (14 luglio).
.......- Gio. Vincenzo de Plazza, da Palermo, moro battezzato e rinnegato (14 luglio).
.......- Antonio Campisi, da Militello, come assente condannato nello spettacolo tenuto nel piano della Marina a 30 sett. 1527 rilassato in statua, poi ritrovato fu rilassato in persona (19 luglio 1529).
.......- Diana Nichito, da Mineo, neofita fuggitiva fu per sentenza a 8 agosto 1526 rilassata in statua. Poi per altra sentenza (1° ottobre 1529) rilassata in persona a Giuliano Corbera, capitano. Fu letta la sentenza nel regio palazzo della Ss. Inquisizione a 14 ottobre 1529."
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Anno Domine 1530
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(Xfris) ...nell'autodafe'... del 1530... i rilasciati in persona furono 4
e in statua 7
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(Xfris)
(Xvlmo) "Pag.50-51)
-1530.
.......- Giovannello Ferranti, da Mineo, neof. giud. (3 novembre).
.......- Gio. Bernentano, da Ragusa, neof. giud. recidivo (7 nov.).
.......- Guglielmo Manuale, da Mineo, bordonaro, neof. giud. fuggitivo, rilassato in statua (8agosto 1526), poi nell'Atto celebrato nella Loggia a 21 dicembre 1530 fu rilassato in persona.
.......- Catarina Malaventano, da Ragusa, neof. relassa ed ostinata, nello spettacolo a 31 dicembre 1530 nella Loggia, rilasciata a Pietro Bologna Capitano."
Anno Domine 1531
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(Xfris)...nell'autodafe'... del [1528], 1531, [1533, e 1534]... furono 13 rilasciati in persona...
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 51) (rilassati in persona al braccio secolare per essere bruciati vivi o dopo strozzatura al palo.)
.......- Giacoma Biancolilla, da mineo, n. g. (18 agosto)."
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Anno Domine 1532
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(Xfris)...nell'autodafe'... del 1532 furono rilasciati 6 (decisamente Xfris non sa contare; sono 7 e non 6) in persona
e 5 in statua...
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(Xfris)
(Xvlmo) "Pag. 51)(rilassati in persona al braccio secolare per essere bruciati vivi o dopo strozzatura al palo.)
-1532.
.......- Donato di Jurato, da Spaccafurno, n. g. relasso (4 aprile).
.......- Angela di Costanzo da Sciacca, n. g. (6 maggio).
.......- Gio. Russo, da Mineo, n. g. (10 mag.)
.......- Pietro Montemagno, da Mineo, ferraro, n.g. (10 mag.).
.......- Giacomo Gurrieri, da Mineo, n.g. (11 mag.).
.......- Lo Vico di Costanzo, da Sciacca, n. relasso (16 mag.).
.......- Giovanni di Polino, da Modica, n.g. Fu letta la sua sentenza di rilassazione nella sala magna del regio palazzo a 13 ottobre 1532 e fu rilassato in persona."
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Anno Domine 1533
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...nell'autodafe'... del [1528, 1531], 1533, [e 1534]... furono 13 rilasciati in persona...
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 51) (rilassati in persona al braccio secolare per essere bruciati vivi o dopo strozzatura al palo.)
-1533.
.......- Perna di Parigi, da Mineos, n.g. impenitente (6 mag.).
.......- Giacomo Ferranti, da Mineo, n. olim reconciliato, poi ricaduto (7 mag.).
.......- Gio. de Nichito, da Mineo, n.g. (7 mag).
.......- Pietro Siragosa, da Sciacca, n.g. (12 maggio)".
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Anno Domine 1534
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...nell'autodafe'... del [1528, 1531, 1533 ] e 1534... furono 13 rilasciati in persona...
(Xfris)
(Xvlmo) "(Pag. 51)
-1534.
.......- Giacomo de Perollo, da Sciacca, ferraro, n.g. (30 ott.). (Ms.)."
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Anno Domine 1535
........
...Il bilancio complessivo del quindicennio 1519-1535 fu quindi di 72 rilasciati in persona, 207 rilasciati in statua, 126 riconciliati, 658 penitenziati, quasi tutti condannati per eresia e apostasia giudaizzante...
(Xfris)
Anno Domine 1536
........
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Anno Domine 1537
- Autodafe': "In questo medesimo Libro primero si rinvengono anche i tre memoriali di autos de fe' del 1537, 1540 e 1542, che possono considerarsi come i piu' antichi, in ordine di tempo, che abbia rinvenuto in quelle carte".
(Xgcfp)
(XGcfp) Autodafe' del 1 Luglio 1537 Palermo.
Lista de las personas que fueron reconciliadas en la ciudad de Palermo en el aucto de la fe que el S.R Inquisidor Camargo hizo' el premero dia del mes de julio del ano M.D.XXXVII
Vezinos de la ciudad de Messina:
-Angelo de Amato, bardaro
-Madalena la muger (moglie di Angelo de Amato)
-Colena Guaglardo, ferraro
-Francisco de Ambrosio alias Ballari
Vezinos de Catania
-Antonio de Furnari, bardaro
-Laurea su mugler
Vezinos de la ciudad de Lentini
-Ferranti Mussulino, zapatero
-Juana la muger
-Antonella di Fontana
Vezinos de la terra de Modica
-Augustino Monello, trapitaro
-Salvaturi Cutrera, trapitaro
Vezino de la terra de Ragusa
-Paulo Balventano, labrador
Relaxada en statua
-Perna la Garruba, fugitiva de la ciudad de Calatagironj (Caltagirone)
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Anno Domine 1538
AD_1538_Mar_09 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Officio del 9 Marzo 1538.
3. Messina. Mastro Antonio Barone per l'osservanza delli riti Giudaichi a 18 ottobre 1512 abiuro' nella Cattedrale chiesa di Palermo, poi relasso nelli medesimi errori fu per sentenza a 9 marzo 1538 rilasciato in persona al braccio secolare.
(Xvlmo)
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Anno Domine 1539
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1540
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1540 12 marzo, luogo non indicato, inquisitore Arnaldo Albertini (Xfris)(Garufi, 14).
- Autodafe': "In questo medesimo Libro primero si rinvengono anche i tre memoriali di autos de fe' del 1537, 1540 e 1542, che possono considerarsi come i piu' antichi, in ordine di tempo, che abbia rinvenuto in quelle carte".
(Xgcfp)
(Xgcfp) Memoria de las personas que salieron en el aucto de la fe que se hizo' en la ciudad de Palermo a las xii de marzo del ano mil quinientos y querenta por el Obispo de Patti, Inquisidor del Reyno de Sicilia.
Palermo 12 marzo 1540
Reconciliados por observancia de cerimonias judaycas y condenados a carcel perpetua con confiscacion de los benes.
(Riconciliati per osservanza di riti giudaici e condannati al carcere perpetuo con confisca dei beni).
-Costanzia Sabia di Paterno'
-Ysabella Zingarella di Siracusa
-Josep Manuello di Siracusa
-Rogerio de Moncata di Siracusa
-Joanella de Lixandro di Vizini (Vizzini)
-Bella de Pisano di Vizini
-Josep Nuchifora di Vizini
-Manna Di Aloysi di Polizi (Polizzi)
-Joan Petro Di Aloysi di Polizi
-Margarita Riczo di Claramonte (Chiaramonte)
-Francesco Landolina di Calatagiron (Caltagirone)
-Sibilia Sgrima di Calatabuturo (Caltavuturo)
-Antonella Mayolina di Santa Lucia
Reconciliados por cerimonias judaycas y condempnados a carcel perpetua con confiscacion de los benes.
(Riconciliati per riti giudaici e condannati al carcere perpetuo con confisca dei beni).
(Notare la sottile differenza fra questa motivazione e quella di cui sopra, qui si parla di riti giudaici (casuali?), sopra invece per osservanza (continuata?))
-Jacobo Portuesi Di Golisano
-Ferramonti Chiarolo di Golisano
-Rosa di Neapoli di Santa Lucia
-Francisco Criximano di Plaza (Piazza Armerina)
-Julia di Gavareccio di Xacca (Sciacca)
-Benedicto Cathalano de Vitzini (Vizzini)
-Francisco Zacco di Ragusa, heretico non creya ser inferno ni paradiso. (Non credeva esservi inferno ne' paradiso).
Suspectos de Heresia
-Antonino de Andrianis, clerigo de missa, de Castrojoan. Por haver traydo el corpus Domini para buscar cierto thesoro, el qual corpus Domini robo' de una yglesia.
(Chierico di messa, di Enna, per aver sottratto il corpus Domine (l'ostia) per disincantare un certo tesoro, il qual corpus Domine aveva sottratto da una chiesa).
-Thomia de Man di Castrojoan e
-Antona de Blunda di Castrojoan
Por haver intervenido con el dicto clerigo en el dicto maleficio. (Per essere intervenute con lo stesso chierico nello stesso maleficio).
-Fray Jorlando di Andria del orden de S.to Francisco, reconciliado en secreto por honra de la religion. Por aver stado siempre judio, y quando dezia missa no consacrava.
-Antonuczo la Costa di Golisano. Acotado por que rompio la carcel.
Hereticos absentes relaxados en statua
Por observancia de ceremonias judaicas.
Da Castania
-Iacobo di Nava
-Angelo di Nava
-Salvo di Nava
-Gabriel di Nava
-Catherina de Garcia, de Savoca
-Antonj Jofre' di Palaczolo (Palazzolo)
-Stefano di Savoca de Mandanichi
-Graczula Maczula de Mandanichi
-Minyca Pelliteri de Mandanichi
-Diani di Rocco de Palermo
-Ferrantello de Moncata de Palermo
-Andria Maneglla de Siracusa
-Mannucza su mugler
-quondam Zorella Bonnanno de Messina
-quondam Antonino Malventano de Ragusa
Altre note
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Anno Domine 1541
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Vengono pero' indicati in questo periodo (ma senza data) 2 "rimessi" al Vicariato generale di Reggio Calabria:
- Antonio Micicheni di San Lorenzo in Calabria, sacerdote di messa, luterano. Arrestato a Messina dal Santo Ufficio di Sicilia, fu rimesso al vicario generale del Santo Ufficio Romano di Reggio Calabria, dal quale fu rilasciato in persona e bruciato.
- Crescente Sciglione di San Lorenzo in Calabria, luterano. Come il precedente catturato dal S. Officio di Sicilia e rimesso al vicario generale del Santo Ufficio romano di Reggio Calabria, fu rilasciato in persona e bruciato.
Altre note
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Anno Domine 1542
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1542 30 maggio, piano davanti chiesa Cattedrale, inquisitore Arnaldo Albertini (Xfris)(Garufi, 16).
- Fra Petruccio Campagna al secolo di Giorgi di Messina, frate del terzo ordine di San Francesco di Paola, luterano, per sentenza decisa 22 dicembre 1541 fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato a Palermo il 30 maggio 1542.
- Autodafe': "In questo medesimo Libro primero si rinvengono anche i tre memoriali di autos de fe' del 1537, 1540 e 1542, che possono considerarsi come i piu' antichi, in ordine di tempo, che abbia rinvenuto in quelle carte".
(Xgcfp)
(Xgcpf) 3. Memoria de las personas que salieron en el aucto de la fe en esta ciudad de Palermo por el Obispo de Patti Inquisidore deste Reyno, hecho a treinta del mes de mayo del ano mil quinientos y quarenta y dos.
Autodafe' - 30 maggio 1542, Palermo.
...........segue
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Altre note
......
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Anno Domine 1543
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1544
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1545
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1546
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1547
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1547 13 febbraio, Piano della Loggia, inquisitore Bartolomeo Sebastian.
-Autodafe' del 1547 22 dicembre, luogo non indicato
Da -Memorie per la storia letteraria di Piacenza- di Cristoforo Poggiali, Ed. Nicolo' Orcesi, anno 1789
"...A togliere pero' su questo stesso proposito ogni dubbiezza e' recentemente uscito dalla stamperia di Anton Giuseppe Pagani, e Compagni di Firenze un Libro in 8., intitolato: Fatti attenenti all'Inquisizione, e sua Storia generale, e particolare in Toscana, nel quale alla pagina 129. si leggono le seguenti parole:
.......- LODOVICO DOMENICHI venuto a Firenze nel Marzo 1547. per dedicare al Duca le sue traduzioni di Senofonte; il quale da esso era pensionato per accudire alla Letteratura, fu condannato dall'Inquisizione, per aver tradotta, e stampata in Firenze, con la data di Basilea, la Nicomediana di Calvino, benche' negasse di aver mai tenuta alcuna cattiva opinione contro la Fede, ad abjurare pubblicamente con un Libro appeso al collo, e a dieci anni di carcere, per aver trasgredito alle leggi emanate in materia di stampe.
Per la verita' non si capisce troppo bene cosa sia la mentovata Nicomediana di Calvino, se pur non e', com'eio credo un Opuscolo, che trovansi nella Raccolta delle Opere di lui..."
Altre note
......
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Anno Domine 1548
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1549
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1549 19 maggio, luogo non indicato, inquisitore Bartolomeo Sebastian.
Lo stesso Xfris a pag. 337 completa nel seguente modo:
- Giorgio Costa di Genova, mercante, luterano, fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato nel Piano della Loggia a Palermo il 19 maggio 1549. Invano in suo favore intervenne Andrea Doria primo cittadino di Genova.
(Xgcfp) cita lo stesso episodio cosi: -Fra gli eretici, con odor di luteranesimo, si trova pure annoverato un mercante Genovese, carico di famiglia, relaxado en persona il 19 maggio 1549 e condannato alla confisca dei 3000 scudi di cui s'era trovato possessore. Di lui, ma molto tardi, s'interesso' moltissimo Andera Doria.
(Xvlmo) - "1549
.......- Diana Rosso, da Paterno', rilassata pria in statua, poi fu in persona rilassata nell'Atto celebrato a 19 maggio 1549 nel piano della Loggia.
.......- Giacomo Achiti, da lercara, bannito cristiano, per aver impedito insieme con altri fuggitivi il libero esercizio del S. Officio ed ammazzato a Gio. de Landeras ministro del S. Officio e capitano, fu per sentenza lata nel castello a 21 maggio 1549 rilassato in persona e letta la sua sentenza nel piano della Loggia".
Altre note
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Anno Domine 1550
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1551
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1551 1 luglio, piano della Loggia, inquisitore Bartolomeo Sebastian.
Xfris nello stesso libro a pagina 337 parla pero' del 5 luglio:
- Frate Francesco Pagliarino di Savoca, dell'ordine di San Francesco di Paola, luterano. Per sentenza decisa 21 maggio 1551 fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato nella piazza della Loggia a Palermo il 5 luglio 1551.
e ancora:
- Antonino Caruso di Militello, diacono eremita del Terzo Ordine di S. Francesco, residente nell'Oratorio di San Giovanni di Monte Scarpello, luterano. Fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato nella Piazza della Loggia a Palermo il 5 luglio 1551.
Altre note
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Anno Domine 1552
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- Xfris non indica Autodafe'.
Altre note
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Anno Domine 1553
(Xfris)
-Autodafe' del 1553 18 giugno, Palermo, luogo non indicato.
A Ginevra in Svizzera accadeva questo:
da wikipedia:
"Calvino estrasse dalla Christianismi Restitutio 28 proposizioni eretiche, che furono trasmesse a Serveto il quale, pur lamentando che molte di loro fossero estratte fuori contesto, riportò nel foglio stesso di Calvino le proprie controdeduzioni. Rispose ancora in calce a una nuova ettera di Calvino, che era controfirmata da altri tredici pastori, che i suoi accusatori, «per provare che, nella Trinità, Dio Figlio è realmente distinto da Dio Padre» avevano presentato solo «vane parole. Conveniva questo a tanti ministri della Parola divina, che si vantano ovunque e ad alta voce di voler insegnare solo quel che è nella Sacra Scrittura? Essi non possono allegare alcun passo. La mia dottrina è giudicata falsa solo in base a vane chiacchiere e contro di essa non si riesce a fornire nessuna reale autorità e ragione».
I magistrati di Ginevra chiesero ai pastori delle Chiese riformate di Basilea, Berna, Sciaffusa e Zurigo di esprimersi sulla questione, ottenendo un giudizio di condanna delle tesi di Serveto. Il 26 ottobre 1553 fu emessa la sentenza.
La condanna a morte:
I Sindaci di Ginevra sottoscrissero la seguente sentenza:
« Contro Michel Servet, di Villeneuve, nel regno d'Aragona, in Spagna.
Il quale, circa 23 o 24 anni fa, fece stampare un libro a Haguenau, in Germania, contro la santa e indivisibile Trinità, contenente molte e grandi bestemmie contro di essa, grandemente scandalose per le chiese tedesche; libro che egli ha spontaneamente confessato di aver fatto stampare, malgrado le rimostranze e le correzioni, fatte alle sue false opinioni, dai sapienti dottori evangelici di Germania.
Item, il quale libro è stato riprovato dai dottori di quelle chiese come pieno di eresie e il Servet si è reso fuggiasco da quelle chiese a causa del detto libro.
Item, ciò nonostante, il detto Servet ha perseverato nelle sue false dottrine, infettanti quante più chiese possibili.
Item, non contento di questo, per meglio divulgare e spandere il suo veleno eretico, poco dopo ha fatto stampare di nascosto un altro libro a Vienne, nel Delfinato, pieno di queste orribili ed esecrabili eresie e bestemmie contro la Santa Trinità, contro il Figlio di Dio, contro il battesimo dei bambini e contro altri fondamenti della religione Cristiana.
Item, ha spontaneamente confessato che in quel libro chiama coloro che credono nella Trinità, Trinitari e Atei.
Item, chiama questa Trinità un diavolo e un mostro a tre teste.
Item, contro il vero fondamento della religione Cristiana e bestemmiando detestabilmente contro il Figlio di Dio, ha detto Gesù Cristo non essere Figlio di Dio dall'eternità, ma solo dopo la sua incarnazione.
Item, contro quel che dice la Scrittura, Gesù Cristo essere figlio di David secondo la carne, egli lo nega, dicendo essere creato dalla sostanza di Dio Padre, avendo ricevuto tre elementi di questi e uno soltanto dalla Vergine, con cui perversamente egli pretende di abolire la vera e intera umanità del nostro Signore Gesù Cristo, sovrana consolazione del povero genere umano.
Item, dice che il battesimo dei bambini non è che una invenzione diabolica e una stregoneria.
Item, di molti altri punti e articoli e di esecrabili bestemmie è tutto infarcito il libro da lui intitolato maliziosamente Restitution du Christianisme, per meglio sedurre e ingannare i poveri ignoranti.
Item, ha confessato volontariamente che a causa di questo perfido e abominevole libro fu imprigionato a Vienne, riuscendo però a fuggire.
Item, ciò nonostante, stando qui in prigione, non ha smesso di persistere maliziosamente nei suoi perfidi e detestabili errori, cercando di sostenerli con ingiurie e calunnie contro i veri cristiani e i fedeli detentori della pura immacolata religione cristiana, chiamandoli Trinitari, Atei e stregoni, nonostante le rimostranze fattegli da lungo tempo, come detto, in Germania e, a dispetto dei rimproveri, prigionie e correzioni fattegli qui e altrove, come più ampiamente e a lungo è contenuto nel suo processo.
Noi, sindaci e giudici delle cause criminali di questa città, avendo visto il processo fatto e formato davanti a noi, a istanza del nostro luogotenente istante in detta causa, contro di te, Michel Servet, di Villeneuve nel regno di Aragona, per le volontarie confessioni fatte nelle nostre mani e più volte reiterate, e per i libri davanti a noi prodotti, giudichiamo che tu, Servet, hai lungamente prodotto dottrine false e pienamente eretiche e, trascurando ogni rimostranza e correzione, hai con maliziosa e perversa ostinazione perseverato a seminare e divulgare, fin con la stampa di libri pubblici, contro Dio Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, in breve, contro i veri fondamenti della religione cristiana, e per questo hai cercato di fare uno scisma e turbato la Chiesa di Dio, molte anime delle quali hanno potuto essere rovinate e perdute; cosa orribile e spaventosa, scandalosa e infettante, e non hai avuto vergogna e orrore di innalzarti contro la Maestà divina e la Santa Trinità, e ti sei impegnato con ostinazione a infestare il mondo delle tue eresie e del tuo fetido veleno ereticale. Crimine d'eresia grave e detestabile che merita una grave punizione corporale. Perciò, desiderantdo purgare la Chiesa di Dio di una tale infezione e troncare un tale membro putrido, con la partecipazione del consiglio dei nostri cittadini e avendo invocato il nome di Dio, per giusto giuramento, insediati a tribunale e avendo Dio e le Sante Scritture davanti agli occhi, diciamo:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, con questa solenne e definitiva sentenza, che noi diamo qui per iscritto, Tu, Michel Servet, noi condanniamo a essere legato e condotto nel luogo di Champel e là essere attaccato a un palo e a bruciare vivo con il tuo libro, scritto di tua mano e stampato, fino a che il tuo corpo non sia ridotto in cenere e finire così i tuoi giorni per dare esempio agli altri che volessero commettere tali fatti e a voi, nostro luogotenente, comandiamo che la nostra presente sentenza sia eseguita »
(In E. H. Alban, cit.)
Il giorno dopo
-(27 ottobre 1553)
.......- (Michele) Serveto fu condotto sul luogo dell'esecuzione,
accompagnato dal pastore di Neuchatel, Guillaume Farel, che invano cercò di ottenere da lui la ritrattazione delle sue opinioni. Fu incatenato al palo, il suo libro gli fu legato a una gamba e sulla testa gli misero una corona di foglie bagnate nello zolfo. Alla prima vampata del fuoco, non riuscì a trattenere un urlo di orrore, gridando: «Gesù, figlio del Dio eterno, abbi pietà di me!». Mezz'ora dopo spirò".
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Anno Domine 1554
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Altre note
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Anno Domine 1555
(Xfris)
-Autodafe' del 1555 12 maggio, citta' di Messina.
(Xccei) Milano:
.......- Giulio Pallavicino della Pieve d'Incino eretico, che "fu messo sul palco del duomo l'anno
-1555
e 1573; poi il 1 ottobre 1587 fu morto dopo essersi confessato e comunicato".
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...E noi frugando pei ricordi dei tempi troviamo come Roma si sbracciasse a soffocare in Lucca ogni anelito di liberta' religiosa: cosi il Vescovo nel
-novembre 1555 (Lucca)
arresta, e processa sottoponendolo al tormento (leggasi a tortura)
.......- Rinaldino soldato di Guardia, e dopo averlo costretto ad abiurare in Duomo sopra un palco, vestito di giallo, con torchio di cera gialla in mano lo mando' legato a Roma al Santo Offizio; nel 1556 il Vescovo per comandamento di Roma cattura come sospetti di eresia... (segue nell'anno 1556)
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Anno Domine 1556
(Xfris)
-Autodafe' del 1556 18 ottobre, Palermo, luogo non indicato.
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...nel
-1556 (Lucca)
il Vescovo per comandamento di Roma cattura come sospetti di eresia, ed ostinati a non ritrattarsi
.......- Girolamo Santucci,
.......- Giovannipiero da Dezza, e
.......- Giovanbattista Carletti
e gl'invia a Roma, donde furono relegati nelle loro case. Del pari per ordine espresso di Roma nel medesimo anno il Vescovo fece citare pubblicamente dal pulpito in Duomo sotto pena della vita, e della confisca da applicarsi alla Camera apostolica per intimare loro che si costituissero nelle carceri del Santo Offizio a Roma,
.......- Nicolao (Liena) e
.......- Girolamo Liena,
.......- Niccolao Balbani,
.......- Gaspero da Massaccuccoli,
.......- Cristoforo Trenta e
.......- Guglielmo Balbani,
con altri parecchi;
.......- ???????
???????
.......- ???????
e poiche' rimasero contumaci l'eccellentissimo Consiglio li dichiaro' ribelli, e ne confisco' i beni; di piu' nel medesimo giorno impose le pene a cui in qualsivoglia maniera per lettera, o per messaggio corrispondesse con loro; e non si potendo sfogare in altro, cosi volendo la Inquisizione di Roma, gli arse in effige nel gennaio del 1559 sopra la piazza di San Michele...
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Anno Domine 1557
(Xfris) non indica Autodafe'.
(Xgcfp) indica invece: "Anche nel
-1557
vi fu in Palermo l'auto de la fe, come risulta dalla lettera del 18 dicembre 1557 del "Licenziado Horoczo de ArZe", ma non e' stato posssibile rinvenire il -Memorial...-".
Altre note
......
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Anno Domine 1558
-Autodafe' del 1558 1 maggio, Palermo, luogo non indicato.
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...(a Lucca)...[]
sei mesi prima (del gen 1559n quindi nel...)
-1558 (a Lucca)
.......- Michele di Alessandro Diodati chiamato a Roma era chiuso in carcere dove si logoro' fino al pontificato di Pio IV: e poco dopo con solenne e grottesca cerimonia presi pel collo ebbero ad abiurare in Duomo (di Lucca) non pochi cittadini fra i quali un frate sfratato dei Servi.
.......- ???????
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.......- ???????
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Anno Domine 1559
(Xgcfp)
-Autodafe' del 21 maggio 1559 a Villadolid.
(Xgcfp) "...nella Spagna il protestantesimo fu un incidente episodico superficiale dovuto soltanto a stranieri, come si conosce dal primo auto de fe contro di loro celebrato, questa e' la parola, in Villadolid il 21 maggio 1559".
Da: Memories of Council of Trent di Joseph Mendham - Ed. James Duncan London 1834. Pag. 334.
L'autore chiarisce un errore presente nell'opuscolo originale in italiano che indica come xxi giugno il giorno della Trinita' la data dell'autodafe' a Valladolid e la corregge (giustamente) di un mese, esattamente il 21 maggio. Anche il Garufi, nel suo libro sull'inquisizione in Sicilia la cita in modo corretto.
"It is only necessary further to notice in the title-page the error of June for May. The 21st of June could non no year be Trinity Sunday; and the Tables of Nicolas il the year 1558, exhibit Trinity Sunday as the 21st of May. This, in fact is the day expressede in Yllescas."
A questo punto ne riportiamo riportiamo ampi stralci, non come ha fatto diligentemente il nostro Joseph Mendham nel 1834. (di Autore anonimo ma stampato in Bologna sotto gli auspici e l'imprimatur del Santo Uffizio).
Relatione dell'atto della Fede, che si e' celebrato dall'offico della Santa Inquisitione di Valladolid.
Nel Giorno della Dominica della Santissima Trinita', a' xxi. del emse di Giungo, (vedi nota all'inizio, e' Maggio), della Nativita' del nostro Signore Giesu Christo M.D.LIX. Col Nome di tutti quelli Signori, et Donne, che sono stati abbrusciati, et anco le Condannaggioni de' Racconciliati.
[A figure of St. Peter with the legend, Santus Petrus.]
In Bologna, per Alessandro Benacio, et compagni.
Essendosi fatto un palco grande, & ben fabricato per l'effetto che si fece in la piazza maggiore di Valladolid, appresso alla casa del Concistoro, & acconcia la stanza dove haveano da stare le persone Regale in la detta Casa....[]"
Quindi:
-21 Maggio 1558, autodafe' di Valladolid
Gli Abbrusciati:
.......- Dottor Agostino de Cazaglia, capellano, & praedicatore di Sua Maesta', habitatore di Valladolid, degradato, & abbrusciato in persona per Lutherano, mastro et praedicatore della detta setta di Luthero, con confiscation de beni.
.......- Francesco de Viuero, prete suo fratello, habitator di Valladolid, degradato, & abbruscato in persona per Lutherano, & mastro della detta setta, con confiscatione de beni.
.......- Donna Beatrice de Viuero, monaca, sorella delli sopradetti, abbrusciata in persona per Lutherana, et maestra di detta setta con confiscation de beni.
.......- Donna Leonora de Viuero, madre delli sopradetti morta, habitatrice che fu di Valladolid, condennata sua memoria, & fama abrusciata in statua per lutherana, con confiscation de beni, V commandossi, che fosse rovinata la casa sua, perche' in essa si ragunavano alcune persone a' predicare, & insegnare la detta setta pestifera di Luthero, & nel suolo di essa fosse posta una colonna, o marmo, a' perpetua memoria, con lettere, che dichiarini, perche' fu rovinata. Il
.......- mastro Alons Perez, prete habitator, di Palentia degradato, et abrusciato per lutherano con confiscation de beni. Il
.......- Baccillieri Antonio de Herezzuolo, habitator de Toro abbrusciato in persona per lutherano pertinace, con confiscation de beni
.......- Christophoro di Ocampo, habitator di Zamora, abrusciato in persona per lutherano, con confiscation de beni.abr>
il licentiato
.......- Francesco di Errera, nativo di Pegnaranda, abbrusciato in persona per lutherano, con confiscation de beni.
.......- Giovan Garsia argentiero, habitator di Valladolid, abbrusciato in persona per lutherano, con confiscation de beni.
.......- Christophoro di Padiglia, habitator di Zamora, abbrusciato in persona per lutherano dogmatizator, & come Heresiarca della detta Setta, con confiscation de beni.
.......- Isabella de Strada habitatrice di Pedrosa, abbrusciata in persona per lutherana dogmati zatrice della detta Setta, con confiscation de beni.
.......- Giovanna Velasquez nativa di Pedrosa, abbrusciata in persona per lutherana, con confiscation de beni.
.......- Gonzalo Vaes Portughese habitator di Lisbona, abbrusciato in persona, perche' era stato Giudeo, & Giudaizava, con confiscatione de beni.
.......- Catherima Romana, habitatrice di Pedrosa, abbrusciata in persona per lutherana, con confiscation de beni.
.......- Donna Catherina de Ortega, habitatrice di Valladolid, abbrusciata in persona per lutherana, maestra della detta Setta, con confiscation de beni.
Reconciliati.
.......- Don Louigi de Roias, nepote del Marchese de Poza, figliuolo maggiore de l'herede del Marchesato, reconciliato per lutherano, con confiscatione de tutti i suoi beni, & habito dal palco fin'alla tornata alla casa del santo Officio, & non piu.
.......- Donna Anna Henriquez, habitatrice di Toro, figliuola della Marchesa de Alchanixas, & nepote al detto marchese di Poza, moglie di don Giovanni Alfonso di Fonseca reconciliata per lutherana, con confiscatione de beni, & habito dal palco fin'alla tornata alla casa del santo Officio, & non piu.
.......- Don Pietro Sarmiento Commendator dell'Ordine di Alchantara, habitator di Palentia, figlio del Marchese di Poza, reconciliato per lutherano con confiscatione d beni, & habito, & carcere perpetua.
.......- Donna Mentia de Figueroa, moglie del detto, reconciliata per lutherana, con confiscation de beni, & abito, & carcere perpetua.
.......- Giovan d'Ulloa Pereira Commendator dell'Ordine di san Giovanni, habitator di Toro, reconciliato per Lutherano, con confiscatione de beni, & abito dal palco fino alla tornata alla casa del santo Officio, & non piu.
.......- Leonora de Cisneros, moglie del Baccillero Antonio Herrezuelo, habitatrice de Toro, reconciliata per Lutherana, con confiscation de beni, & habito, & carcere perpetua.
.......- Giovan de Viuero fratello del dottor Cazzaglia, habitatore di Valladolid, reconciliato per Lutherano, con confiscation de beni, habito, & perpetua carcere irremissibile.
.......- Donna Giovanna de Silva, moglie del Sopradetto il medesimo.
.......- Donna Costanza de Viuero, moglie che fu del Computatore Ferrante Ortiz, sorella del detto Dottor Cazzaglia, habitatrice di Valladolid, reconciliata per Lutherana, con confiscation de beni, habito, & carcere perpetua irremissibile.
.......- Donna Francesca de Zuniga monaca, figliola del licentiato Antonio di Baezza, habitatrice di Valladolid, reconciliata per Lutherana, con confiscatione de beni, & abito, & carcere perpetua.
.......- Donna Maria de Roias, figliola del Marchese di Poza, monaca, nel monastero di santa Catherina di Valladolid, reconciliata per Lutherana, con confiscatione de beni, & habito nel palco, & non piu.
.......- Antonio Dominiquez habitator de Pedrosa, reconciliato per Lutherano, con confiscatione de beni, habito, & carcere per tre anni.
.......- Isabella Dominquez, fantesca di donna Beatrice di Viuero nativa di Montimaggiore, reconciliata per Lutherana con confiscatione de beni, & habito, & carcere perpetua.
.......- Daniel della Quadra habitator di Pedrosa, reconciliato per Lutherano, con confiscatione de beni, & habito, & carcere perpetua.
.......- Antonio Basor Inglese, reconciliato per Lutherano, con confiscation de beni, & habito dal palco fin'al tornar alla casa del santo Officio, et non piu, & reclusione per un'anno in un monasterio, & casa di religione, dove sia instrutto nelle cose di nostra santa fe Catholica.
.......- Marina di Saiiavedra, moglie di Cisneros de Soteglio, habitatrice di Zamora, reconciliata per Lutherana, con confiscatione de beni, et habito, et carcere perpetua irremissibile.
Et perche' in un giorno non si poteva far l'atto con tutti li prigioni, che uscirono, restarono in la prigione della santo Officio, per essere molte, et lunghe sentientie, per li molti errori di che stavano combinti.
Restarono nella prigione per un'altro atto le persone sottoscritti.
.......- Fra Domenico di Roias
.......- Don Carlos de Seso habitatore dello Grugno.
.......- Pietro de Cazaglia, prete curato de Pedrosa.
.......- Pietro Soteglio, habitator di Aldea, il palo della diocesi di Zamorra.
.......- Donna Marina de Guevara, monaca del monasterio di Balen di Valladolid.
.......- Donna Felippa di Heredia, monaca del detto Monasterio.
.......- Donna margherita di Santostefan, monaca di detto monasterio.
.......- Donna Francesca de Zuniga, monaca del detto Monasterio.
.......- Donna Catherina de Reinoso, monaca di detto Monasterio.
.......- Donna Catherina de Alcharaz, monaca del detto Monasterio.
.......- Maria de Miranda, monaca del detto Monasterio.
.......- Donna Teresa Doipa, habitatrice di Madrid.
.......- Leonora de Toro, moglie de Francesco della Vega calzolaro, habitatrice di Zamorra.
.......- Anna de Mendozza, zitella nativa di Toledo.
.......- Catherina Bezerra vedoa, habitatrice de Pedrosa.
.......- Antonio di Lara Sartore, habitator di Valladolid.
.......- Donna Isabella de Castiglia, moglie di Don Carlo.
.......- Donn'Anna Brezenno vedoa, habitatrice di Zamorra.
.......- Donna Catherina di Castiglia zitella.
il licentiato
.......- Diego Sanchez, prete della villa de Medina.
.......- Donna Eufragina di Mendozza monaca.
.......- Isabella de Pedrosa vedova, habitatrice de Pedrosa.
.......- Francesco de Almarca, habitator de Almarca, diocesi de Soria.
.......- Joannes Sances, habitator d'Astadillo.
.......- Alfonso Lopez, prete della diocesi di Ciudad Rodrigo.
.......- Alfonso Cozzon Moresco, habitator di Aranda de Duero.
.......- Gaspar Blanco Moresco, habitator di Palentia.
.......- Amator di Miranda Portogallese, di razza de Giudei.
.......- Bernardo Lopez Portogallese della medesima razza.
.......- Diego Perez Portogallese della medesima razza.
.......- Gabriel Perez Portogallese, della medesima razza.
.......- Anna de Leon Portogallesa, della medesima razza.
.......- Joanne de Avila orefice, habitator di Valladolid.
.......- Joanne de Salorzano Montagnes.
.......- Christoforo di Zamorra, habitator di Valladolid.
.......- Antonio Goncales, habitator di Salamanca.
.......- Maddalena Fernandez habitatrice di Villaverde.
L'atto dell'Inquisizione di Siviglia si celebrera' presto, che non aspettavano se non che si celebrasse prima questo atto di Valladolid.
Stampata in Bologna, con licentia de i superiori."
Stampato quindi con l'Imprimatur del Santo Uffizio e vedi vedi... annuncia un imminente
-xx-xx- 1559 autodafe' a Siviglia che si terra' quando???.
Eccolo qui!!! Trovato
Su: The Quarterly Review. Ed. John Murray - London - Vol. XXIX - April & July, 1823. Pag. 255
"The first of these Autos da Fe took place (in Seville, - Siviglia) on
*-24 September, 1559
the second on 22d December, 1560.[]
...Yet, of the thirty-five men and woman who died at yhe two autos of Seville, no less then twenty-seven submitted tu be burnt alive rather than belie their conscience. Thirteen of these heroic sufferers were fenales; and most of them wives, daughters, or sisters if distinguished individuals. Twi Englishmen, the one named
:*.......- Burton,
the other
:*.......- Brook
perished in the same flames, and with equals firmness.[]"
... A priest named
:*.......- Gonzales, had among other proselytes, gained over two young females,
:*.......- ???????
:*.......- ???????
his sisters, to the protestant faith.[]
...The fatal end of
:*.......- Maria Gomez, the widow...[]
She was doubly united by the ties of blood and religious feeling with
:*.......- Leonor Gomez, her widowed sister, and three unmarried daughters of the latter,
:*.......- Elvira Nunez (Gomez), and
:*.......- Theresa (Gomez) and
:*.......- Lucy Gomez,
whom, notwithstanding the difference in theire sirnamer, she had by the same husband, a phisichian ov Seville."
Mancano i nomi di molti altri che indicheremo per ora nel modo seguente:
:* ??????? ??????? ???????
fino alla loro completa emersione dal buio!
E non e' finita:
Da: Il costume antico e moderno, o storia del governo, della milizia di Tutti i Popoli. Vol. Sesto - Europa - di Giulio Ferrario. Ed. Firenze MDCCCXXIX - Pag. 149.
Auto-da-fe' in Valladolid.
La tavola 22 rappresenta la gran piazza di Valladolid, ed il solenne Auto-da-fe', che venne quivi celebrato alla presenza di Filippo II(i). Questa piazza, della quale venno superbi gli...
Nota a fondo pagina(i): Valladolid e' celebre negli annali di Spagna pe'moltissimi e grandi avvenimenti ch'ebbero l'uogo nelle sue mura. Giace in amenissima pianura, per la quale scorrono la Pisuerga, l'Esgueva ed il Douro; e' fabbricata assai bene ed e' centro al commercio della Castiglia, del regno di Leone e del Portogallo. Non sembra pero' che essa debba ai Romani la fondazione sua, sebbene alcunis torici pretendano che sia l'antica Pinzia nominata da Tolomeo. Fu per lungo tempo soggiorno dei Re, che vi hanno tuttora (1829) un magnifico palazzo. Questo e' contiguo al convento dei Domenicani, alla cui chiesa puo' passarsi per un portico coperto, senza che alcuno se ne avvegga. Vi si annoverano ben settanta conventi dell'un sesso e dell'altro, fra' quali il piu' sontuoso e' quello de'Domenicani, detto di S. Paolo, celeberrimo epr l'Inquisizione, di cui era sede. Dicesi che uno dei motivi, da'quali Filippo III. si lascio' indurre a trasportare la corte da questa citta' a Madrid sia provenuto dalla scarsezza della legna, essendone state del tutto spogliate le vicine montagne. (Per i roghi continui che vi si accendevano?).
...abitanti di Valladolid chiamasi il Centro, e dicesi che sul modello di essa sia costruita la gran piazza di Madrid. Essa di fatto e' vastissima ed assai regolare; e' circondata da tre ordini di balconi e da portici con colonne. Essa puo' contenere ben trentamila persone.
Due furono i solenni Autodafe' celebrati su questa piazza nel 1559.
Nelle carte relative a' vari processi fatti dalle Inquisizioni di Seviglia e di Valladolid negli anni 1557 e 1558 eransi trovati gl'indizi di una vasta cospirazione tendente a propagare gli errori di Lutero. Laonde Filippo II e l'Inquisitore Valdes credettero che fosse ormai tempo di trattare colla massima severita' coloro che stati ne sarebbero convinti, onde porre freno alla propagazione della setta. Il Re ne scrisse alla Santa Sede, ed il 4 gennaio 1559 il Papa diresse un Breve a Valdes autorizzandolo a consegnare al braccio civile i Luterani dommatizzati. Cio' diede luogo al primo solenne Auto-da-fe a Valladolid nel suddetto anno, il 21 maggio, in cui cadeva la Domenica della Trinita', nella gran piazza, alla presenza di Principi Don Carlo e Donna Giovanna, delle autorita' civili e di una moltitudine di Grandi di Spagna e di altri eprsonaggi della primaria nobilta'. Quattordici furono i recidivi condannati alle fiamme: vi furono in oltre recate le ossa di una donna che doveva pur essere abbruciata, sedici furono le persone ammesse alal riconciliazione con penitenze...[]" Continua Dopo...
L'autodafe' appena citato viene descritto anche dettagliatamente su:
Historia general de Espahna di Modesto Lafuente, parte terceira, tomo XII- Ed. Madrid Estab. tipografico de Mellado, MDCCCLIV.- che a pagina 65 cita:
"...Verificose el primero el domingo de la Santisima Trinidad 21 de mayo. 1559, con asistencia, con asistencia de la princesa regente, del principe de Asturias don Carlos, de todos los consejos, de prelados...[]
(x) Nota a fondo pagina: Para estas noticias tenemos la vista una Relacion hecha por testigo competente al dia siguiente del auto en Valladolid, y copiada por nosotros del archivio de Simancas.
Treinta y un delincuentes eran los destinados a figurar en esta terribile ceremonia; de ellos diez y seis (16) para ser reconciliados con penitencia, catorce (14) condenados a muerte, y un defunto, en estatua.
Salio el primero, y sestaronle en la silla mas alta del teatro (que asi le llamaban), el doctor Augustin de Cazalla, canonigo de Salamanca y predicador del emperador y del rey, hijo de su contador, acusado y condenado a' muerte por herege luterano dogmatizante: habia negado primero y confesado despues; se confeso', comulgo' y reconcilio' con ejemplare arrepentimento con fray Antonio de la Carrera; en todo el transito hasta el lugar del suplicio fue' predicando e sus mismos companeros de proceso, exhortandolos a retractar sus errores y morir en la verdadera fe', dirigiendo al pueblo y a los mismos sentenciados los consejos mas sanos y ortodoxos, palabras llenas de uncion y de caridad. Sufrio con resignacion cristiana la muerte en garrote, y su cadaver fue' dispues quemado en la hoguera. Don Francisco de Vivero Cazalla, hermano del doctor, parroco del obispado de Palencia: se confeso', murio en garrote y fue' quemado. 3° Dona Beatrix de Vivero Cazalla, hermana tambien, beata: se confeso', murio en el garrote y fue' quemada. Llevaba sanbenito, coroza en la cabeza y cruz en la man. ecc. ecc. segue la lista di tutti i nomi gia altrove riportati...[]"
Continuo...
Da: Il costume antico e moderno, o storia del governo, della milizia di Tutti i Popoli. Vol. Sesto - Europa - di Giulio Ferrario. Ed. Firenze MDCCCXXIX - Pag. 149.
Auto-da-fe' in Valladolid.
La tavola 22 rappresenta la gran piazza di Valladolid, ed il solenne Auto-da-fe', che venne quivi celebrato alla presenza di Filippo II(i). Questa piazza, della quale venno superbi gli...
"...L'Auto-da-fe' che da noi viene riferito e' il secondo, il piu' solenne ed il piu' famoso, perche' celebrato alla presenza dello stesso Filippo, che giunto era di ritorno dai Paesi Bassi(1).
Processione
Il semplice racconto di questa cerimonia bastera' ad illustrare la detta Tavola 22 (2). Il giorno
-7 ottobre del 1559
ebbe luogo una processione che venne aperta dalla comunita' dei frati di S. Domenico preceduti da unos tendardo bianco, dai commissarj, da'protonotari, e da altre persone del Santo Ufficio addette, dietro alle quali era portata una bandiera alta diciotto piedi e tutta di damasco. Su tale bandiera d'all'una parte era in ricamo l'immagine di S. Domenico con tutti i suoi attributi: a lato del Santo...
Nota (1) a fondo pagina: Veggasi Llorente, Historie critique de l'Inquisition d'Espagne etc. Paris 1817, tom II pag. 234.
Nota (2): Questa Tavola e' tratta dal Tomo II parte II dell'opera di De Laborde, e da quest'autore e' pur tratta la descrizione dell'Auto-da-fe'.
(segue Pag. 151)
...vedevasi la croce di Lorena, su cui una spada incrocicchiavasi con un ramo d'ulivo; sull'orlo leggevasi il versetto, Exurge Domine ec. Sull'altra parte era parimente in ricamo l'immagine di S. Pietro Martire, e nell'uno dei alti lo stemma di Castiglia. Dopo la bandiera venivano i dignitarj ed i superiori del Santo Ufficio. L'uno d'essi portava la croce dell'Inquisizione coperta da un velo nero. La processione era chiusa dalla soldatesca. Tutto il corredo sì fatto si reco' alla gran piazza rappresentata nella tavola presente. La croce dell'Inquisizione venen collocata sull'altare ch'erasi eretto nel mezzo, all'interno della croce vennero accese delle candele di color verde. Alcuni dei Domenicani e delle guardie del Santo Ufficio rimasero alla custodia dell'altare con un drappello di soldati. A mezzanotte si diede ivi principio alle messe per la conversione delle anime di coloro ch'eessere doveano giustiziati: le messe si succedettero senz'interrompimento sino al levarsi del sole.
Celebrazione dell'Auto-da.fe'
Alla domane,
-8 ottobre (1559),
piu' di venti mila persone si riunirono nella stessa gran piazza. I Grandi del regno, le autorita' ecclesiastiche, civili e militari, ed il corpo diplomatico occuparono le tribune che veggonsi alla destra. Fra l'ora settima e l'ottava del mattino uscì dal palazzo dell'Inquisizione la croce della parrocchia coperta d'un velo a lutto ed accompagnata da tutti i cappellani in cotta; seguivano fiancheggiati dalla truppa e dalle guardie del Santo Ufficio i colpevoli nell'ordine seguente. Primo i Convertiti ed i Penitenti colla testa coperta e con un cero acceso nell'una mano: tra questi erano un religioso per nome
.......- Francesco di Zuniga ed
.......- Antonio Sanchez che al giorno appresso sofferir dovea la pena della frusta.
seguivano i Riconciliati vestiti del san benito, che e' una specie di sacco giallo colla croce di Sant'Andrea a colori, e coperti il capo della corona o mitra di cartone, sulla quale erano dipinte varie piccole croci a colori. Fra i Riconciliati miravansi
.......- Isabella e
.......- Catterina di Castiglia
condannate alla confiscazione dei beni, ad una perpetua prigione ed al san benito.
Venenro in seguito portate insieme ad una specie di cassa con ossami, due figure
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su lunghi piuoli vestite del san benito e della corosa, le quali erano dipinte a fiamme, a demonj ed a serpenti. Venivano quindi i Recidivi dannati alle fiamme: questi portavano il san benito e la corosa, come le due anzidette figure; tre di essi, essendo preti, avevano la sottana: seguiva per ultimo
.......- Don Carlo di Seso, nobile Veronese, alla cui bocca stata era apposta una sbarra, onde non potesse parlare.
Gli accusati giunti alla gran piazza vennero collocati qui gradini dell'altare con quest'ordine: i Recidivi sul primo, i Penitenti sui gradini piu' alti presso l'altare ed i Riconciliati sui gradini di mezzo. Il delitto della maggior parte di costoro consisteva nell'aver abbracciato e propagato il Luteranesimo.
Condanna e pena dei Recidivi
Allorche' i rei furono disposti nella maniera da noi descritta e come vedasi nella Tavola, il tribunale del Santo Ufficio venne ad occupare i sedili, il piu' alto de'quali era riserbato pel grande Inquisitore. Giunto il Re Filippo II con tutta la sua corte, ebbe l'Auto-da-fe' cominciamento da un discorso del Vescovo di Cuensa intorno alla purita' della Cattolica religione. Il grand'Inquisitore Arcivescovo di Seviglia dopo d'aver pure recitato un discorso fece al Re orestar giuramento di sostenere e difendere l'Inquisizione, e di rivelare tutto cio' ch'egli sapesse operarsi contra la fede da qualsivoglia persona. Il Re firmo' di sua mano cotal giuramento, che da un protonotaro dell'Inquisizione fu letto ad alta voce. I Vescovi di Palencia e di Zamora procedettero quindi alla degradazione dei tre sacerdoti Recidivi,ch'erano
.......- Pietro Cazallo parroco di Pedrosa,
.......- Domenico Sanches prete di Villa-Mediana, e
.......- Domenico di Roxas religioso Domenicano.
Costoro dopo le formalita' canoniche vennero rivestiti del san benito e della corosa, e poi costretti a passare ad uno ad uno pel palco che vedesi nel mezzo della Tavola: onde ciascuno udisse le proprie sentenze dinanzi al tribunale: venne praticato lo stesso per gli altri dieci Recidivi. Dopo di cio' furono tutti ababndonati alla giustizia ordinaria e secolare, che li condusse in un distretto fuori della citta', dove la sentenza dovea eseguirsi. Quivi gia' trovavasi costruito il rogo rpesso del quale sopra un piedistallo di tre a 4 piedi d'altezza gia' era stata pur eretta la croce bianca portata in processione dalla compagnia di S. Pietro Martire. I tredici Recidivi (i tre preti menzionati e altri 10)
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accompagnati dal carnefice e dal confessore furono condotti al rogo, e cola' ebbero nuova esostazione al pentimento ond'ottenere la grazia d'essere strangolati anzi che gettati vivi nelle fiamme. Undici si prestarono alla confessione, e perirono prima dessere abbruciati vivi. In tanto sulla gran piazza fu continuato l'Auto-da-fe'. I condannati passarono nuovamente ad uno ad uno sul palco per udire la loro sentenza: prima i Riconciliati, poi i Penitenti e finalmente i Ravveduti. Tutti secondo la qualita' del loro delitto furono costretti ad abiurare in forma de vehementi et de levi, e quindi venen loro data l'assoluzione generale. Dopo di cio' verso sera la croce dell'Inquisizione venne processualmente riportata al luogo d'ond'era stata presa.
Dello stesso Autodafe' del
-8 ottobre 1559 suggeriamo al lettura di altri aprticolari su un testo in inglese dal titolo "The Spanish Protestants and their Persecution by Philip II- di Don Adolfo de Castro Translated by Thomas Parker- Ed. Charles Gilpin - London - 1851. Pag. 110-120
Riportiamo solo i nomi, sembrandoci la lista piu' completa di quella precedente:
.......- Don Carlos de Seso, or Sesse, a gentleman born in Verona and one of the most illustrious families in Italy.... condamned to be burnt.
.......- Fray Domingo de Rojas, a Domenican presbiter, and son of the Marquis de Poza.
.......- Juan Sanchez, aged thirty-three, a resident in Villadolid native of Astudilli de Campos, and servant of Pedro Cazalla.
Questi tre bruciati vivi, i prossimi bruciati dopo essere stati strangolati con la garrota.
.......- Pedro de Cazalla, a native of valladolid ancd parochial curate of the town of Pedrosa
.......- Domingo Sanchez, the presbyter already named
.......- Dona Eufrosina Rios, a nun of the order of Santa Clara, in Valladolid.
.......- Dona Marina De Guevara, a nun of the convent of Belen, of the order of Cister, in the same city.
.......- Dona Catalina de Reynoso, and
.......- Dona Margarita de Santisteban, nuns, also of the same convent.
.......- Pedro Sotelo
.......- Francisco de Almansa and
.......- Dona Maria Miranda, a nun of the same convent of Belen.
Also were brought out at this auto, the effigy and the remains of
.......- Juana Sanchez, beata, an inhabitant of Valladolid; who, on finding herself a prisoner in the Inquisition, and knowing that her condemnation was inevitable, inflicted a wound upon her throat with a pair of scissors, of witch wound she died in a few days, all efforts to induce her to confess previously having been useless, for she wished to die firmly in the Protestant doctrines.
.......- Dona Isabel de Castella, wife of Don Carlos de Seso,
.......- Dona Catalina de Castilla, her niece and
.......- Dona Francisca de Zuniga y Reinoso,
.......- Don Felipe de Heredia and
.......- Dona Catalina de Alcaraz
all nuns of convent of Belen, were punished with sanbenitos, perpetual imprisonmpent, confiscation of property, and other penalties.
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...ordine espresso di Roma [] il Vescovo (di Lucca) fece citare pubblicamente dal pulpito in Duomo sotto pena della vita, e della confisca da applicarsi alla Camera apostolica per intimare loro che si costituissero nelle carceri del Santo Offizio a Roma,
.......- Nicolao (Liena) e
.......- Girolamo Liena,
.......- Niccolao Balbani,
.......- Gaspero da Massaccuccoli,
.......- Cristoforo Trenta e
.......- Guglielmo Balbani,
con altri parecchi;
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e poiche' rimasero contumaci l'eccellentissimo Consiglio li dichiaro' ribelli, e ne confisco' i beni; di piu' nel medesimo giorno impose le pene a cui in qualsivoglia maniera per lettera, o per messaggio corrispondesse con loro; e non si potendo sfogare in altro, cosi volendo la Inquisizione di Roma, gli arse in effige nel
-gennaio del 1559 sopra la piazza di San Michele: (Lucca)...
sei mesi prima (nel 1558) Michele di Alessandro Diodati chiamato a Roma
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Anno Domine 1560
(Xfris)
-Autodafe' del 1560 18 febbraio, Palermo, luogo non indicato.
Da: The Quarterly Review. Ed. John Murray - London - Vol. XXIX - April & July, 1823. Pag. 255
"The first of these Autos da Fe took place (in Seville, - Siviglia) on 24 September, 1559, the second on
:*-22d December, 1560.[]
...Yet, of the thirty-five men and woman who died at yhe two autos of Seville, no less then twenty-seven submitted tu be burnt alive rather than belie their conscience. Thirteen of these heroic sufferers were fenales; and most of them wives, daughters, or sisters if distinguished individuals.
Tranne alcuni trascritti nel 1559(?), mancano i nomi di quasi tutti gli altri che indicheremo per ora nel modo seguente:
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fino alla loro completa emersione dal buio!
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Da: Historia critica de la Inquisicion de Espana di Juan Antonio Llorente -tomo tercero- Madrid 1822. Pag. 257
"... Los Inquisidores de Sevilla (que tal vez habian concebido esperanzas de tener allì al rey Felipe II) le prepararon segundo auto de fe' como los de Valladolid; per desenganados, lo dispusieron para el dia
*22 de diciembre de 1560, con catorce (14)
:* Julian Hernandez el Chico renombrado asi por la pequenez de su estatura, natural de Villaverde de tierra de Campos...[]
:* Gonzales de Montes...[]
:* Dona Francisca Chabes, monja profesa del orden de San Francisco de Asis en el convento de Santa Isabel de Sevilla, por herege luterana pertinaz.
:* Nicolas Burton, natural de Induasel en Inglaterra, por herege luterano contumaz.
:* Ana de Ribera, viuda del maestro de ninos Hernando de San Juan, quemado en el ano anterios, lo fue' en este por herege luterana, como tambien,
:* fray Juan Sastre, monge lego de San Isidoro, y
:* Francisca Ruiz, muger de Francisco Duran, alguacil de Sevilla;...[]
:* Francisco Zafra.
:* Maria Gomez, viuda de Hernan Nunez, boticaro que habia sido de la villa de Lepe.
:* Leonor Gomez, su hermana, muger de otro Fernando Nunez, medico de Sevilla y con
:* Elbira Nunez,
:* Teresa Gomez y
:* Lucia Gomez, sus hijas solteras,
:* Melchor del Salto, natural de Granada, vecino de Sevilla, de oficio tunditor de panos, porque, estando preso por suspechas de heregia, conspiro' contra el alcaide de la carcel y su ayudante, e hirio' a este tan gravemente que se subsiguuio la muerte por las heridas.
quemados en persona, tres
:* Doctor Egidio, Canonico magistral de Sevilla y obispo electo de Tortosa.
:* Doctor Costantino Ponce de la Fuente, natural de la ciudad de San-Clemente de la Mancha, Y
:* Juan Perez de Pineda
un statua, treinta y quatro penitenciados
:* dona Catalina Sarmiento, viuda de don Fernando Ponce de Leon
:* dona Maria (de Manuel) y
:* dona Luisa de Manuel, hijas de don ferdinando de Manuel, caballero de dicha ciudad;
:* fray Diego Lopez, natural de Tendilla;
:* fray Bernardino de Valdes, natural de Guadalajara;
:* fray Domingo de Churruca, natural de Azcoitia;
:* fray Gaspar de Porsas, natural de Sevilla;
:* fray Bernardo de San Geronimo, natural de Burgos, monges, lego el ultimo, de San Isidoro de Sevilla, todos poro luteranos.
:* Juan Franton, Ingles, vecino de la ciudad de Bristol, vino a Sevilla de resulyas de la prison de Nicolas Burton...[]
:* Guillelmo Franco, natural de Flandes vecino de Sevilla, vivia sentido de que un clerigo de la misma ciudad tubiese amistad con su muger en terminos sospechosos, y de que, por se pobre, carecia de proteccion para evitar su sonrojo: concurrenciendo en cierta conversacion en que otros hablaron de las penaso del purgatorio, dijio: Bastante purgatorio tengo yo con mi muger, sin encesidad de que haya otro. Delatada la proposicion, fue preso en carceles secretas como sospechoso de la heregia luterano, y salio al auto de fe' condenado a reclusion, donde y por el tiempo que los insuisidores juzgasen conveniente.
:* Bernardo de Franqui, natural de Genova, ermitano en Cadiz...
:* Diego de Virues, caballero y iurado de Sevilla...
:* Bartolome Fuentes, pobre que solia pedir limosna para la ermita de San Lazaro de Sevilla...
:* Pedro Perez, estudiante del obispado de Calahorra en Sevilla, y
:* Pedro de Torres, su condiscipolo, sevillano, salieron al auto en cuerpo, abjuraron de levi, y fueron desterrados de Sevilla por dos anos, y el segundo multado con cien ducatos, por cosas de la secta luterana...
:* Luis, Americano, mulato de edad de catorce anos, fue' sacado al auto de fe', descalzo, en cuerpo, con soga en el cuello, condanado a sufrir doscientos azotes y servir toda su vida en galeras,...[] po haber sido complce de Melchor del Salto, relajado en este auto (vedere sopra)...[]
:* Gaspar de Benabides era el alcaide; y tambien salio al auto en cuerpo y con la vela...
:* Maria Gonzales, natural de Utrera, ama de gobierno del dicho Gaspar de Benavides, salio al auto en cuerpo, con sanbenito, soga en elcuello, y mordaza en la boca, condenada en doscientos azotes y destierro del distrito de la Inquisicion de Sevilla por diez anos, solo por aber permitidi que unos presos comunicasen con otros en virtud de dadibas y promesas.
:* Pedro Herrera, natural de Sevilla, la misma pena con la adicio de servir diez anos en galera a' remo y sin sueldo...
:* Gil Flamenco, natural de Amsterdam, cien azotes y destierro de Sevilla...
:* Ines Nunez, soltera natural de Toledo, vecina de Sevilla...
:* Dona Juana Bohorques... tutta una storia a parte: ASSOLTA, ma perche' era morta durante le torture, negando sempre le colpe che volevano farle confessare!!!
Ne mancano 12..... (da rivedere la lista e la descrizione delle singole condanne)...
O proseguono nel successivo volume?
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y la relacion de otros tres
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* ???????
que por motivos particulares habian sido reconciliados antes del auto."
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Anno Domine 1561
(Xfris)
-Autodafe' del 1561 8 giugno, luogo non indicato.
Lo stesso Renda pero', mentre prima lo cita come Luogo non indicato, successivamente a pagina 338 nell'elencare i nomi dei rilasciati scrive cosi:
......- Fra Cornelio di Nicosia alias Giancarlo, conventuale dell'ordine di San Francesco, maestro di teologia. Precedente riconciliazione 18 giugno 1553. Fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato nel Piano della Bocceria Vecchia a Palermo l'8 giugno 1561.
......- Giovanni de Giluto o Gigliuto di Noto, precedente riconciliazione 10 novembre 1559, fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato nel piano della Bocceria Vecchia a Palermo l'8 giugno 1561.
......-Frate Francesco Vicino di Padova, per sentenza decisa 13 maggio 1561 fu rilasciato in persona nell'autodafe' celebrato nel Piano della Bocceria Vecchia a Palermo l'8 giugno 1561.
......- Frate Andrea Lanza di Buscemi, luterano ostinato, per sentenza decisa 5 maggio 1561 fu rilasciato in persona(*) nell'autodafe' celebrato nel piano della Bocceria Vecchia a Palermo l'8 giugno 1561.
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Anno Domine 1562
(Xccei) "In Calabria, oltre i Valdesi... dicesi serpeggiasse il luteranesimo, e ne fossero presi molti monaci e alcuni famigliari di Reggio Agostino Gonzaga. Ma non ne venne notizia al Governo che dalle fiere inimicizie tra i Monsolino e i Malgeri di Reggio, scoppiate nel 1561 in vera guerra civile, ove i Monsolini riusciti superiori, trucidarono i nemici. Gli Uni rimbalzavano agli altri la taccia di luterani, con tale ostinazione che il vicere' nel 1562 spedì in Calabria Pietro Antonio Pansa, uomo di inflessibile rigore, che molti convinti d'eresia condanno' al rogo. Contansi in esso
-quattro cittadini di Reggio
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-undici di San Lorenzo fra cui sette erano frati cappuccini
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A quelli che abjuraroro fu dal Pansa ordinato portassero sul petto e sulle spalle un panno giallo, attraversato da una croce rossa"
(Disc. LX 3Q.)
Altre note
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Anno Domine 1563
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E ancora da (Xvlmo): "Non riferiro' i nomi dei molti eretici contumaci o defunti bruciati in effigie. Diro' solo che nel corso del secolo XVI molti cadaveri di eretici vennero tratti dal sepolcro e bruciati per sentenza.
.......- Alessandro Baudon, francese e
.......- Francesco Schillaci, da Messina, luterani morti furono (24 nov. 1563) rilassate le loro statue al braccio secolare, e le loro ossa bruciate, e fu letta la loro sentenza in Palermo nella piazza nova de lo Cassaro di Palermo a
-26 giugno 1569 (Ms.)"
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Anno Domine 1564
(Xccei) "Il
-marzo 1564 a Napoli, in piazza del Mercato furono decapitati, poi arsi i nobili
.......- Gianfrancesco d'Aloisio di Caserta, e
.......- Giambernardino di Gargano di Aversa
come luterani".
Altre note
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Anno Domine 1565
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Altre note
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Anno Domine 1566
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Altre note
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Anno Domine 1567
Tratto da: "Le cento e dieci divine considerazioni" di Jean de Valdes, Ed. Halle in Sassonia - MDCCCLX.
Pag. 576: Due mesi dopo la morte di Giulia, Carnesecchi venne arrestato in Firenze mentre pranzava col duca in palazzo. Ai 21 di settembre del 1567 fu rilasciato in Roma alla corte secolare. Gl'inquisitori gli dicono esser egli caduto in diverse eresie, prima, dal 1540 in Napoli instituito dalli quondam Giovanni Valdes, Spagnuolo, Marcantonio Flaminio, morto gia' nel 1550, pur egli, e Bernardino Occhino da Siena, e conversando con loro e con Pietro Martire e con Galeazzo Caracciolo e con molti altri eretici e sospetti di eresia, leggendo il libro del beneficio di Cristo e scritti del detto Valdes; e poi, nell'anno seguente in Viterbo, pratticando (proprio con 2 t) e trattando delle medesime e d'altre eresie ed errori con l'istesso Flaminio e il quondam Vittor Soranzio, gia' vescovo di Bergamo, Apollonio Merenda e Luigi Priuli e altri sospetti e infetti di eresia, leggendo parimenti simil libri Luterani ed eretici. Aveva continuamente pratticato con molti eretici, e tra gli altri con Pietro Paolo Vergerio, gia' vescovo di Capo D'Istria, con il quondam Lattanzio Ragnone da Siena, discepolo di detto Bernardino Occhino e seguace di Valdes, Luterano e poi ancora Zvingliano o Calvinista, e Baldassarre Altiero ecc. Desti alloggio, ricetto, fomento e danari a molti apostati ed eretici che per conto d'eresia se ne fuggivano in paesi d'eretici oltramontani, e raccomandasti per lettera a una Principessa d'Italia, Giulia Gonzaga, duoi apostati eretici con tanto affetto come se fussero stati duoi apostoli mandati a predicar la fede ai Turchi, come tu confessi, i quali apostati nel dominio di quella Signora volevano aprire scuola con intenzione di fare imparare dai loro teneri scolaretti alcuni catechismi eretici, i quali poi scoperti, furono allora mandati prigioni a questo S. Officio. Per queste cagioni... "
(da inserire ancora... ci sono ancora cose notevoli).
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Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino) - Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati...[]
-1567, 18 Gennaio.
.......- Bernardo [o Bernardino] Berscaglia, [Brescaglia o Bizzascaglia] da Modena.
.......- M. Baldassare [o Baldiserra o Valdiserra N.] veneziano pittore.
.......- M. Martino Fani, [o Forni o Forno] ciavattino Francese.
furono abbruciati per luterani ostinatissimi - E a di 18 detto (Gennaio) per la iustitia di 5 giustitiati cioe' (i) tre luterani abrusati quali s'andarono a tore a S. Domenico (cioe' al S. Officio) e dai altri...
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che s'impicorno, cera ec. - E più avanti - E per fare levare de piazza le reliquie delli 3 luterani che furno abrusati sino adi 18 del passato che per scordanza non erano (si erano) poste, libre 6 once 8 di cera-[]
E di seguito piu' avanti sempre nello stesso testo citato di Bologna ritroviamo:
-1567, 22 Marzo.
.......- Maestro Bernardo o Bernardino (in altro Libro e' detto Mastro Martino N.) Milanese detto DALLE AGOCCHIE fu abruciato per luterano.
E ancora:
-1567, 5 Settembre.
.......- Pellegrino Righetti e
.......- Pietro Antonio Cervia (in altro libro da Cervia citta') Pittore
furono appiccati e poi abbruciati per luterani, ec. ec. Furono sepolte le ceneri a s. Giovanni del Mercato-"
............................
da wikipedia:
(Pietro Carnesecchi)
La pubblicazione della sentenza avvenne nel corso di un solenne autodafé svoltosi nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva in Roma al quale Pio V volle dare particolare importanza appunto per la funzione d'esempio che la condanna dell'alto prelato doveva assumere presso i componenti della Curia. A tutti i cardinali di stanza a Roma venne imposto di parteciparvi
Come eretico impenitente, fu condannato alla degradazione, alla perdita di tutti i benefici ecclesiastici e alla consegna al Governatore di Roma (braccio secolare) per l'applicazione "del debito castigo" (che nella fattispecie era la pena di morte) con la solita formula intesa "a moderare la sentenza nostra intorno alla sua persona senza pericolo di morte ed effusione di sangue".
Il primo ottobre 1567 (in questi casi la decapitazione doveva precedere il rogo) lasciò il carcere di Tor di Nona e salì al patibolo. Il taglio della testa, notano gli agenti di Cosimo I che assistettero all'evento, avvenne senza problemi nella piazzetta antistante il ponte Sant'Angelo. Qualche problema ci fu per l'azione del rogo a causa della pioggia.
................. Al momento di lasciare il carcere Carnesecchi non pronuncio' parole di circostanza ne' lascio' ricordi personali ; soltanto quando fu sul punto di muoversi verso il luogo dell'esecuzione, scorgendo che la minaccia di pioggia era cessata per il tempo che gli restava da vivere si tolse il ferraiolo per donarlo ai confortatori. Apparve allora elegantissimo, come se si recasse a una gran festa con indosso un vestito << tutto attillato con la camicia bianca ,con un par di guanti nuovi e una pezzuola bianca in mano>> . Fra i presenti si rinnovo' l'ammirazione che al cronista dell'autodafe' della Minerva aveva fatto esclamare << pulcherrimus erat aspectu et magnum nobilitatis signum ostendebat >>
Da: Storia d'Italia comtinmuata da quella del Guicciardini sino al 1789. -Di Carlo Botta - Ed. Capolago, Tipografia Helvetica 1835. Pag. 338
"...il
-26 di Agosto 1567
.......- Pietro Carnesecchi fu dannato a morte come convinto di trentaquattro opinioni condannate. Fugli letta pubblicamente la sentenza il ventuno del mese seguente. Consegnato al braccio secolare, gli fu posto adosso il sanbenito dipinto a fiamme e diavoli. In quell'estremo passo non dispero' Cosimo (De' Medici) di muovere a compassione il pontefice- Sospese Pio (V) l'esecuzione per dieci giorni, promettendo la grazia, qualora il dannato le eretiche opinioni ripudiasse ed alle cattoliche ritornasse. Mando' anche un cappuccino ad esortarlo. Ma fu indarno; perche' non che si convertisse egli, voleva disputando convertire il cappuccino, e sprezzava la morte. Fu decapitato in Ponte, poi abbruciato. (Il 1° ottobre 1567). Sostenne sino all'ultimo con singolare costanza il terribile apparato e l'aspetto della morte stessa. Volle anzi andar al patibolo come in pompa e con biancheria e guanti nuovi ed eleganti, giacche' il sanbenito non gli permetteva l'uso d'altre vesti. Gli scrittori ecclesiastici. e specialmente il Baronio, riprendono chi scrisse che il Carnesecchi sia stato arso vivo, anzi affermano che l'Inquisizione di Roma non usava mai tal sorte di troppo crudele supplicio; il che fu vero, almeno quanto al Carnesecchi. Vogliono che il sant'Officio, prima di bruciare gli eretici, gli facesse o decapitare o impiccare; ma certamente il sambenito si accendeva prima della morte, e mentre ardeva decapitavasi o strangolavasi il condannato. Che pieta' e moderazione di pena fosse quella, e se l'inquisizione avesse motivo di vantarsene, il lettore giudichera': funeste parti di storia sono queste."
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Anno Domine 1568
AD_1568_Mar_30 (pb)
Palermo: Atto Generale di Fede del 30 Marzo 1568.
Piano della Marina.
.......- 77. Cosenza. Antonino Cavalcante alias Renduni, luterano, ammesso prima a riconciliazione a 30 marzo 1568 nel piano della Marina, poi ricaduto ed ostinato, fu letta la sentenza di relassazione in persona nella piazza delli Bologni a io agosto 1582.
.......- 137. Murcia. Diego Pellat cristiano rinnegato, fu per sentenza a 8 luglio 1567 ammesso a riconciliazione con dieci anni di galera, poi fugge dalla carcere, e preso fu per sentenza a 7 febbraro 1568, letta nel piano della marina a 30 marzo 1568, dannato in galera in vita, poi fuggendosene di nuovo fu per sentenza a 13 giugno 1582, rilassato in statua. Letta nell'Atto celebrato nella piazza delli Bologni a 10 agosto 1582.
.......- 314. Palermo. Gio. Pietro Cipolla, cristiano renegato, fu ammesso a riconciliazione a 30 marzo 1568 nel piano della Marina, poi ricaduto, fu per sentenza a ultimo agosto 1571, rilassato in persona, letta a 15 agosto 1573 nel piano delli Bologni, fu afforcato e brugiato allo Ciardone.
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino Galassi)- Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati.
-1568, 9 Ottobre.
.......- Silvio Lanzoni Mantovano,
.......- Pietro Paolo Mastrini (Meglio Martini come in un altro libro) Senese, e
.......- Bastiano del Paris (o Parisi) Ferrarese;
il primo fu bruciato vivo per luterano ostinatissimo, e gli altri due impiccati per abigeati (ladri di bestiami) e poscia sepolti in s. Giovanni del Mercato. Nella Cronica mss. di Valerio Rinieri leggesi: che Silvio Lanzoni da Mantova era cugino di quel Duca e del Signore della Mirandola. Sì potenti parentadi non bastarono a scamparlo dalle grinfe del Tribunale che chiamavasi Santo!"
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Anno Domine 1569
(Xccei) "...Paolo IV lagnavasi [] che a Milano si fossero scoperte conventicole di persone rqgguardevoli d'ambo i sessi, professanti gli errori di fra Battista da Crema. Nel registro dei giustiziati, tenuto dalla confraternita di San Giovanni alle Case Rotte, sotto il
-23 luglio 1569 trovo abbruciati
.......- un frate di Brera e
.......- Giorgio Filatore (degli Umiliati) quali erano luterani: e un... ved. 1555 e 1573
-------------
Altre note
......
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Anno Domine 1570
(Xfris) -autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
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Altre note
......
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Anno Domine 1571
(Xfris) -autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-------------
Altre note
......
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Anno Domine 1572
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
- ???
Carlo Alberto Garufi: Fatti e personaggi dell'inquisizione in Sicilia
Nota n.73 a pag. 58:
-Nello stesso anno 1572, 1° di Giugno il medesimo Inquisitore Bezerra celebro' in Palermo un altro "auto de la fe"; ma mi manco' il tempo per trascrivere la lunga "lista de las personas".
.......- ???????
????????????
.......- ???????
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino Galassi)- Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati.
-1572, 9 Decembre (Dicembre).
.......- Antenore Gherlinzano fu abbrugiato uiuo per lutterano et era Pittore. Confessato e comunicato, fu confortato da M. Cristoforo Pensabene Maestro, e da M. Gio. Francesco Baldella discepolo. Furono sepolte le ceneri in s. Giovanni decollato del Mercato."
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Anno Domine 1573
AD_1573_Aug_15 (Nopb)
Palermo: Atto Generale di Fede del 15 Agosto 1573.
???? - ??? Piazza Bologni.
(Xccei) Milano:
.......- Giulio Pallavicino della Pieve d'Incino eretico, che "fu messo sul palco del duomo l'anno 1555 e 1573; poi il 1 ottobre 1587 fu morto dopo essersi confessato e comunicato".
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
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Anno Domine 1575
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...Nel
-1575 (Lucca)
venne in Lucca un visitatore da Roma mansueto in vista, e col pretesto di riformare il Clero in cio' che per avventura contenesse in se di malsano; di repente poi chiese ed ebbe braccio per arrestare otto cittadini,
.......- Turretini
.......- ???????
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.......- ???????
.......- ???????
i quali eccetto il Turretini, che si salvo' inviaronsi al Santo Offizio a Roma con le catene alle mani ed ai piedi: visito' case, rovisto' armari per trovare libri proibiti, predico', confesso', comunico', fece il diavolo a quattro, ma non ebbe seguito tranne fra plebe e femminucce pinzochere.
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Anno Domine 1576
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...Nel
-1576 (Lucca)
la Inquisizione prescrive al Senato (di Lucca) gli mandi a Roma
.......- Francesco Arnolfini
il quale mostrando come sarebbe suprema jattura pei suoi interessi partire su due piedi, ebbe a dare mallevaria di 1000 scudi, che sarebbe andato: meglio per lui si fosse messo in salvo perdendo i mille scudi; ei volle andare, e si trovo' sommerso nelle carceri del Santo Offizio: trascorso appena un mese, mando' la Inquisizione per messere
.......- Niccolao Pighinucci, e
.......- Antonio Minutoli;
il Consiglio pauroso li consegnava, ed essi incontrarono la sorte dell'Arnolfini..."
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Anno Domine 1577
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324
"...per causa di religione nel seguente anno
-1577 (Lucca)
furono citati
.......- Giuliano, (Calandrini)
.......- Filippo, (Calandrini) e
.......- Benedetto Calandrini:
.......- madama Elisabetta vedova di Nicolao Diodati,
.......- Carlo di Michele Diodati,
.......- Michele di Francesco Burlamaschi e
.......- messere Giuseppe Jova:
poco dopo fu proibito parlare, e scrivere ai seguenti ribelli per causa di religione
.......- Paolino Minutoli,
.......- Venanzio Bartolomei,
.......- Regolo del Venoso,
.......- messere Filippo Rustici,
.......- Scipione Calandrini,
.......- Lodovico delle Tavole,
.......- Matteo Civitali, e
.......- messere Simone Simoni medico:
il
-4 novembre (1577)
del medesimo anno (sempre in Lucca) dichiararono ribelle
.......- Giuliano Calandrini;
nel 21 detto (novembre 1577) fu citata
.......- madonna Chiara di Paolo Arnolfini,
e condannata per 10 anni in casa; per 10 anni in prigione
.......- Giovanni Nuccorini, e
.......- Giovanni da Pariana nella testa(?);
nel dicembre processarono
.......- Jacopo di Chimento barbiere;
venti giorni dopo (quindi a fine dicembre 1577 o inizi gennaio 1578?) citarono
.......- madonna Elisabetta, e il figlio
.......- Nocolaio Diodati, e
.......- Carlo di Michele Diodati,
segue nel 1578 (nel testo erroneamente indicato 1568)...
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Anno Domine 1578
Da: Vite degli uomini illustri d'Italia in politica e in armi dal 1450 fino al 1850. Di F.D. Guerrazzi. -Ed. Guigoni Milano, 1867 -Vol. IV- Pag. 324-328
"(a Lucca)...nel
-febbraio del 1578 (nel testo viene erroneamente indicato l'anno 1568, ma si tratta di una svista dello stampatore poiche' la storia prosegue come naturale conseguenza degli anni precedenti e come immediata successione all'anno 1577)
(gli Inquisitori) citarono parecchi cittadini
.......- ???????
???????
.......- ???????
fra i quali due donne
.......- madonna Francesca Cattani, la moglie di Filippo Rustici,
(nel testo prosegue cosi: "la moglie di Vincenzo Mei, e Flaminia figlia;" noi la interpretiamo cosi: (S.E.&.O.))
.......- Flaminia figlia (di Filippo Rustici e Francesca Cattani, nonche' la...) moglie di Vincenzo Mei.
nel marzo dichiararono ribelli
.......- Elisabetta (Diodati),
.......- Pompeo (Diodati), e
.......- Carlo Diodati,
nell'aprile citato sotto pena del capo e della confisca
.......- Biagio Mei;
nello agosto oltre a parecchie capitali condanne
.......- ???????
???????-
.......- ???????
fu commesso di procedere contro la
.......- moglie di Luiso Guidiccioni,
e poco prima avevano citato, sempre sotto pena della confisca, e del capo, le madonne
.......- Marisa Maffei, ed
.......- Elisabetta Micheli.
Queste poi sono le famiglie Lucchesi le quali spatriate andarono a porre la stanza loro a Ginevra.
(Le citiamo di seguito per futura memoria e perche' resti traccia digitale anche di questi disgraziati che sia pure in tono minore subirono anch'essi la violenza dell'Inquisizione).
Vincenzo Mei con moglie e figli, Filippo Rustici con moglie, Paolo Arnolfini, Nicolao Balbani con la figlia, Francesco Micheli con la moglie, e tre figli, Maria vedova Massei, Cristoforo Trenta col figlio, Guglielmo di Carlo Balbani, Girolamo Liena, Niccolao da Lucca con moglie, Giovannantonio legnaiuolo con moglie e figli, Gregorio Arrighini, Scipione di Giuliano Calandrini ministro della Valtellina, Giovanni Domenici, Vincenzo del Muratore, Vincenzo Bonicelli, Regolo del Venoso, Giovanni Pierellini, Regolo Benedetti con moglie, e figlia, Paolino Minutoli con la moglie, Giorgio Baroncini, Simone di Simone medico, Giovanni e Ludovico Simoni, Salvatore Franceschi, Giuliano Calandrini con la moglie, Elisabetta Arnolfini con tre figli, Benedetto Calandrini con la moglie, e Maddalena Arnolfini, Pompeo Diodati con al moglie, Carlo Diodati, Giuseppe Jova, Visrginio Sbarra, Arrigo Balbani, Cesare Balbani, Antonio Liena, Ansano Franconi, Francesco Turretini con altre cinque famiglie del medesimo casato, madonna Elisabetta vedova Bartolomei, Timoteo Rustici, Paolino Terricciola, Francesco Cattani con moglie e cinque figli, Vincenzo Minutoli, Giovanni Lunardo, Domenico Colla, Giovanno Barsotti, e Giovanni Diori; con parecchie altre famiglie di basso lignaggio; due famiglie Arnolfini ripararono a Lodra, ed una a Bordo' (Bordeaux); tre ne rimasero a Ginevra;....Dei Burlamacchi oltre Michele figlio di Francesco posero domicilio a Ginevra Fabrizio Burlamacchi: due famiglie del medesimo nome cercarono asilo in Amsterdam, e lo trovarono..."
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Anno Domine 1579
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino Galassi)- Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati.
-1579, 30 Aprile.
.......- M. Giacomo Salicati, alias Cattaneo, fu impiccato poscia abbruciato come eretico, e le ceneri sepolte nella chiesa suddetta. Altri pretendono venisse giustiziato così -per avere sforzata e violata una sua serva e poscia uccisa-.
-1579, 13 Giugno.
dalla Cronaca Rinieri si rileva, che in tal giorno fu abbrugciato in Roma per eretico
.......- Pompeo ga' di Ascanio Loiani da Bologna."
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Anno Domine 1587
(Xccei) Milano:
.......- Giulio Pallavicino della Pieve d'Incino eretico, che "fu messo sul palco del duomo l'anno 1555 e 1573; poi il 1 ottobre 1587 fu morto dopo essersi confessato e comunicato".
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino Galassi)- Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati.
-1587, 28 Novembre.
.......- Ercole N. dal Tolle' (comune del contado Bolognese) fu impiccato per aver tenuto in casa secretamente un eretico! Sepolto in s. Giovanni del Mercato."
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Anno Domine 1592
Una storia interessantissima trascritta nel volume che segue e che ha il suo culmine a Saragoza con l'autodafe' del
".... Efectivamente, a 19 de octubre se procedio publicamente en Zaragoza a la ejecucion y castigo de..."
*-19 ottobre 1592
Da: Historia de las alteraciones de Aragon en el reinado de Felipe II del Marquis de Pidal- Tomo tercero- Ed. Martin Alegria 1863. Pag. 303-310
"...Apendice de Documentos Ineditos. Num. I.
Lista de Todos los culpados en la sediciones, de cuyo castigo se trata.
*.......- Don Diego de Heredia
*.......- Antonio Perez
*.......- Don Pedro Bolea
*.......- Don Martin de Lanuca
*.......- Manuel Don Lope
*.......- Don Ivan Goscon
*.......- Don Juan de Torrellas
*.......- Don Antonio Ferriz
*.......- Gil de Mesa
*.......- Juan Francisco Mayorini
*.......- Thomas de Ruenda
*.......- Christobal Frontin
*.......- Francisco de Ayerbe
*.......- Gaspar Burces
*.......- Juan Luis Fontova
*.......- Pedro de Fuentes
*.......- Jaime Christobal
*.......- Anton de Anon
*.......- Juan de Ubieto.
Presos en la carcels de Zaragoza y exceptuados.
*.......- Micer Claveria
*.......- Juan de Lanuca
*.......- Jaime Buil
*.......- Cosme Pariente
*.......- Doctor Murillo
*.......- Francisci Arantegui
*.......- Juan Ganareo
*.......- Juan de Mendive
*.......- Geronimo Avenilla
*.......- El Sr. de Huerto
*.......- Miguel Turlan
*.......- Domingo del Molino
*.......- Martin Jaime
*.......- Juan de Alteraque
*.......- Jaime Frances
*.......- Miguel de Fuentes
*.......- Nicolas Melgar
*.......- Don Luis de Urrea
*.......- Don Juan de Urrea
*.......- Peco el Mayor
*.......- Miguel Torres
Presos en sus casas y dados en fiado.
*.......- Mr. Espinosa
*.......- Mr. Barrotel
*.......- Mr. Bartolome' Lopez
*.......- Mr. Juan Lopez de Baylo
*.......- Baron de la Laguna
*.......- Don Miguel de Aragon
*.......- Hernando de Biota
*.......- Gil de Urroz
*.......- Felipe de Pomar
*.......- Juan Bucle de Meteli
*.......- Esteban de Ardanza
*.......- Aspanol Nino
*.......- Pedro Meliz
*.......- Matheo Ros
*.......- Luis Anton
*.......- Juan Loscos
*.......- Juan de Alayeto
*.......- Juan de la Serna
*.......- Sebastian Moles
*.......- Juan Moles
*.......- Valero de Aro
*.......- Mr. Martinez
*.......- Martin de Herrera
*.......- Juan de Rombau
*.......- Felipe Canelon
*.......- Marchueta
*.......- Miguel de Sese'
*.......- Geronimo Tafalles
*.......- Gaudioso la Foz
*.......- Juan de Arze
*.......- Juan Arinyez
*.......- Juan de Aro
*.......- Thomas de Villanueva
*.......- Domingo Montanes
*.......- Francisco de Aguilar
*.......- Francisco Ruiz de Prado
Excepuados ausentes.
*.......- Don Felipe de Castro
*.......- Don Juan Agustin
*.......- Mosen Juan Ximenez
*.......- Mr. Juan de Bardaxi
*.......- Pedro de Sese'
*.......- Agustin de Santa Clara
*.......- Cavero de Ortilla
*.......- Pedro Canigar
*.......- Pedro Martinez
*.......- Francisco Perez
*.......- Pericacho y otro su hermano (Pericacho Murillo?)
*.......- Pedro Murillo
*.......- Miguel Luis de Foncillas
*.......- Godofre de Bardaxi
*.......- Geronimo Perez de Calatayud
*.......- Geronimo Garcia
*.......- Marin Giraldo
*.......- Hijo de Ganareo
*.......- Juan Ramirez
*.......- Jaime de Urgel
*.......- Juan Geronimo Despes
*.......- Juan Baylon
*.......- Juan de Garcia
*.......- Juan de Villaverde menor
*.......- Julian del Conderano
*.......- M.° Jaime Monanes
*.......- M.° Juan, criado de D. Diego
*.......- Dionisio de Guaras
*.......- Miguel Araus
*.......- Peregrin
*.......- Matheo (Villanueva) y
*.......- Jaime Villanueva
*.......- Augustin Gimeno
*.......- Augustin Dalca
*.......- Geronimo Perez
*.......- Pedro de Mur
*.......- Don Antonio Coscon
*.......- Fontovas
*.......- Francisco de Luna
*.......- Gurrea Labrador,
*.......- su hijo ??????? y
*.......- su camarada ???????.
*.......- Martin Rubio
*.......- Martin Rubio
*.......- Mosen Pedro Estudiante.
Presos en la Inquisicion exceptuados.
*.......- Diego de Barrionuevo
*.......- Rafael Rebollar
*.......- El Maestro Basante
*.......- Juan del Barco
*.......- Francisco Valles
*.......- Miguel Don Lope.
Presos por el Sr. Arzobispo exceptuados.
*.......- Moses Martin Zuiz
*.......- M.° Oto, Cantor
*.......- Geronimo Muniesa
*.......- El Dean de Teruel
Exceptuados difuntos.
*.......- Mr. Marcosa Alvarex de la Serna
*.......- Mr. Jusepe Dominguez
*.......- Juan Batista Vello
*.......- Don Luis de Torrellas
*.......- Diego de Funes
*.......- Don Francisco de la Caballeria
*.......- Don Juan de Ferrera
*.......- Juan de Marcuello.
Capitanes y alfereces.
*.......- Augustin Batista
*.......- Lucas Perez de Olivan
*.......- Vertiz
*.......- Manuel Don Lope
*.......- Commendator Ros
*.......- Miguel Martinez
*.......- Juan de Sadava
*.......- Geronimo Valles
*.......- Ascanio de Omedes
*.......- Juan de Azlor
*.......- Francisco Cerdan
*.......- Pablo de Villanueva
*.......- Don Pedro de Ijar.
Letrados que aconsejaron la resistencia.
*.......- Mr. Andres de Avinon
*.......- Mr. Bartolome' Diaz
*.......- Mr. Diego de Funes
*.......- Mr. Geronimo Lopez.
*.......- Mr. Carlos Montesa
*.......- Mr. Gazo.
Presos con los franceses
*.......- Dionisio Perez
*.......- Diego de Heredia, que esta' en Francia
Presos antes del perdon
*.......- Juan de la Huarta
*.......- Pedro Lopez
*.......- Lorenzo Ximenes
*.......- Pedro Galicia
*.......- Pedro de Ribas
*.......- Pedro de Rebolledo
*.......- Juan de Estrue
*.......- Domingo Lobera
*.......- Jusepe de Altree
*.......- Juan Navarro
*.......- Esteban de Belamacan
*.......- Juan Ferrer
*.......- Thomas Gormaz
*.......- Dona Geronima de Arteaga
*.......- Bartolome' Maynar
*.......- D. Christobal Loriz
*.......- Jaime de Ayneto
*.......- Jayme Blasco
*.......- Pedro Navarro
*.......- Geronimo de Falces
*.......- Jayme Mezquita y su hermano
*.......- ???????
*.......- Anton de Egea
*.......- Pedro de Arnedo
*.......- Sebastian de Almendares
*.......- Domingo Balbastro
*.......- Pascual Vicente
*.......- Juan de Merchena
*.......- Miguel hijo de la comandre
*.......- Miguel de Ubieto
*.......- Matheo Sobirano
*.......- Juan Canton
Presos en Castilla y Cataluna.
*.......- Don Juan de Luna
*.......- Duque de Villarmosa
*.......- Conde de Aranda
*.......- Marcosa de Arayz
*.......- Lucas de Andia.
..."
E prosegue elencando le colpe de los exceptuados de la lista ecc. ecc. ecc.
---------------------------------------------------------------------
Anno Domine 1600
AD_1600_Feb_17 (Nopb)
Roma - Campo dei Fiori. 17 Febbraio 1600 - Si mandera' al rogo il piu' illustre degli eretici:
.......- GIORDANO BRUNO
E qui potremmo trascrivere fiumi e fiumi di parole, compresa un'opera teatrale scritta da noi, e non ancora rappresentata; ma ci limitiamo alle semplici parole che seguono:
La vergogna di questo delitto così come gli altri non sara' mai lavata dalla CHIESA!
Restera' a perenne vergogna della Chiesa e dei suoi ministri.
"NON BASTERANNO SECOLI E SECOLI DI POLVERE PER COPRIRE ANCHE SOLO QUESTO DELITTO!!!"
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Anno Domine 1607
AD_1607_Ott_05 (Nopb)
-Venezia 5 Ottobre 1607:
L'attentato a:
.......- Fra Paolo Sarpi; tentato assassinio, ma non riuscito come quello di Ario nel 336.
(da wikipedia)
L'attentato
In quel tempo Sarpi ricevette la visita dell'ex-luterano ed erudito tedesco Kaspar Schoppe, molto intimo dei segreti affari della Curia romana, il quale gli confidò che «il papa, come gran prencipe, ha longhe le mani, e che per tenersi da lui gravemente offeso non poteva succedergli se non male, e che se sino a quell'ora avesse voluto farlo ammazzare, non gli mancavano mezzi. Ma che il pensiero del papa era averlo vivo nelle mani e farlo levare sin a Venezia e condurlo a Roma, offerendosi egli, quando volesse, di trattare la sua riconciliazione, e con qual onore avesse saputo desiderare; asserendo d'aver in carico anco molte trattazioni co' prencipi alemanni protestanti e la loro conversione».
Lo Schoppe, ambiguo provocatore, intendeva convincere il frate a mettersi nelle mani dell'Inquisizione come miglior partito che il Sarpi potesse prendere, tanto «parvero strane le due proposte di far ammazzare o prender vivo il padre», ma i disegni omicidi erano reali: il 5 ottobre 1607, «circa le 23 ore, ritornando il padre al suo convento di San Marco a Santa Fosca, nel calare la parte del ponte verso le fondamenta, fu assaltato da cinque assassini, parte facendo scorta e parte l'essecuzione, e restò l'innocente padre ferito di tre stilettate, due nel collo et una nella faccia, ch'entrava all'orecchia destra et usciva per apunto a quella vallicella ch'è tra il naso e la destra guancia, non avendo potuto l'assassino cavar fuori lo stillo per aver passato l'osso, il quale restò piantato e molto storto».
I sicari, fuggendo, trovarono rifugio nella casa del nunzio pontificio e la sera s'imbarcarono per Ravenna, da dove proseguirono per Ancona e di qui raggiunsero Roma. Si conoscono i loro nomi: l'esecutore materiale dell'attentato fu Rodolfo Poma, già mercante veneziano, poi trasferitosi a Napoli e di qui a Roma, dove divenne intimo del cardinale segretario di Stato Scipione Borghese e dello stesso Paolo V. Fu coadiuvato da tre uomini d'arme, tali Alessandro Parrasio, Giovanni da Firenze e Pasquale da Bitonto, mentre «la spia, o guida, fu un prete, Michiel Viti bergamasco, solito offiziare in Santa Trinità di Venezia, che non lasciò dubitare quanti mesi precedessero questo bel effetto prima che fosse mandato alla luce; poi che questo prete la quadragesima antecedente, sotto specie d'aver gusto delle predicazioni del padre maestro Fulgenzio, andava ogni mattina in convento de' servi alla porta del pulpito, che risponde alla parte di dentro, e cortesemente trattava con lui, ricercandolo anco di qualche dubbio di coscienza. E continuò di poi sempre a salutarlo et anco andar in convento a visitarlo, parlandogli sempre di cose spettanti all'anima».
Il pugnale non aveva tuttavia leso organi vitali e il Sarpi riuscì a sopravvivere; il noto chirurgo Girolamo Fabrici d'Acquapendente, che l'operò, disse di non aver mai medicato una ferita più strana, rispondendo allora Sarpi con la famosa espressione: «eppure il mondo vuole che sia data stilo Romanae Curiae». Le conseguenze furono la rottura della mascella e vistose cicatrici nel volto. Il 27 ottobre 1607 il Senato, dichiarando il Sarpi «persona di prestante dottrina, di gran valore e virtù», gli concede una casa in piazza San Marco ove possa risiedere con il Micanzio e altri frati, e una sovvenzione affinché possa acquistare una barca e provvedere alla sua sicurezza personale. Sarpì rifiutò la casa ma si servì da allora di una barca che gli evitasse i pericolosi tragitti a piedi per le calli veneziane.
Poco più di un anno dopo, nel gennaio del 1609, fu sventato un secondo attentato, ordito da due frati serviti, Giovanni Francesco da Perugia e Antonio da Viterbo, sembra su mandato del cardinale Lanfranco Margotti, i quali, fatta una copia della chiave della camera di Sarpi, «volevano secretamente introdurre nel monasterio due o più sicarii e la notte trucidare l'innocente padre».
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Anno Domine 1610
Da: Compendio de la historia critica de la Inquisicion de Espana - di Rodriguez Buron - Tomo I - ed. Molin Paris- 1823.
Pag. 158:
Durante los once anos que duro' el ministerio inquisitorial de Jemenez de Cisneros, (1506 - 1517) el Santo Officio hizo quemar en persona, tres mil quinientos y cuatro individuos de los dos dexos, y mil doscientos treinta y dos en estatua; cuaranta y ocho mil cinquenta y nueve desdichados fueron durante el mismo tiempo condenados a reclusion, galeras, o a otras penas, y siemrpe con la confiscacion de los bienes. De este calculo resulta que el numero de condenados, durante el cuerso de un ano, era porlo regular de cuatro mil ochocientos y cinco, lo que prueba incontestabilmente que Cisneros, a pesar de las buenas disposicion que manifesto en sus principios hizo' celebrar comparativamente muchos mas autos de fe que su predecesor Deza.
Cisneros murio el 8 de noviembre de 1517, al principio del reinado de Carlos Quinto. Su politica le habia decho pedir algunos meses antes, por companero, al cardenal Adriano que fue' el cuarto inquisidor general de Espana, cuyo destino ejercio' hasta que fue' elevado al solio pontificio.
Pag. 177 - 181.
A fines del ano 1610, celebraron los inquisidores un auto de fe los mas solennes, en el que figuraron tambien veinte y nueve brujos. (29 streghe - stregoni). Sus procesos contienen declaraciones tan particulares, que a pesar de todo lo que acabo de referir de esta secta, creo que debo ponerlas aqui. Estos veynte y nueve brujos eran todos de las aldeas de Vera Y Zugarramurdi, en la valle de Bastan, en Navarra. Celebraron sus asembleas en un parage llamado Prado del Cabron. Alli, decian, que se les presentaba el diablo en forma de macho cabrio. He aqui analisis de sus confesiones. Los lunes, miercoles y viernes de cada semata, eran los dias senalados para sus reumiones, ademas de las grandes solemnidades de la Iglesias, como Pascuas, Pentecostes, Navidad, etc. En cada sesion y con especialidad si hay alun novicio que recibir, el diablo toma la figura de un hombre triste, iracundo, negro y feo; esta sentado en una silla grande, una veces dorada; otras negras como el ebano: su cabeza esta cenida con una corona de cuernos pequenos, dos grandes como de cabron en el colodrillo, y el tercero de la misura magnitud en medio de la frente; con el cual ilumina el lugar de la asamblea, con una luz que brilla mas que de la luna, y menos que el sol. Sus ojos son grandes, redondos y muy rasgados, centellantes y espanto-sos: su barba como de la una cabra: el cuerpo y talle, mitad hombre y mitad cabron: sus pies y manos como los de un hombre, sus dedos todos iguales con una unas u(g)nas larga, y terminados en punta; la parte superior de las manos corba como ave de rapina, y la de los pies como de un ganso. Su voz imita el rebuzno de un asno, ronca, desentonada y espantosa; sus palabras mal pronunciadas en tono bajo, iracundo y destemplado, y de un modo grave, severo y arrogante: su semblante melancolico y enjojado. La asemblea se abre con adoraciones que todos rinden al demonio, llamandole su Dios Y senor, y repitiendo la apostasia hecha cuando de abrazo' la secta; cada uno le basa el pie, la mano izquierda, el costado izquierdo, el ano y las partes pudendas. La sesion empieza a las nueve de la noche, y acaba regularmente a las doce, no puede prolongarse mas que hasta el canto del gallo.
A esta ceremonia se sigue otra que es un remedo infernal de la misa, en que algunos diablos subalternos preparan el altar, y sirven a su jefe como los ninos de coro ayudan la misa a los sacerdotes. El diablo interrumpe la celebracion para exhortar a los circunstantes a que no vuelvan jamas al cristianismo, y les promete a los suyos un paraiso mejor que el que esta' destinado a los cristianos.
Acabada la misa, el diablo conoce carnalmente a todos los hombres y mugeres, y y en seguida les ordena que le imiten; este comercio acaba por la mezcla de los dos sexos, sin distincion de matrimonio, ni parientes. Los proselitos del diablo tienen a grande honor el ser llamados los primeros a los operaciones, y es prerogativa del rey de los brujos el ir convocando a sus predilectos, asi como la de la reina es llamar a la mugeres que quiere preferir. El diablo despide a todos despues de la ceremonia, mandando a cada uno que haga todo el mal que pueda a los cristianos y a todos los frutos de la tierra, convertiendose para ello en figura de perro, gato lobo, raposo, ave de rapina, o en otros animales segun lo pida la necesidad, usando asi mismo de los polvos y licores ponzonosos, que se componen con agua sacada ............"
Da: -A Report of the preceeding in the Roman Inquisition against Fulgentio Manfredi - del Rv. Richard Gibbings - Ed. London - 1852.
-4 Luglio 1610. Roma, Campo dei Fiori
.......- Fra' Fulgenzio Manfredi; veneziano, amico di Paolo Sarpi. (Sembra che sia stato) Prima impiccato e quindi bruciato come eretico, ma qualcuno (Rev. Richard Gibbings) sostiene che forse fu soltanto "appeso sul fuoco" anche perche' nella sentenza e' riportato di punirlo "absque misericordia" (senza misericordia) e cita l'altra formula generica delle sue colpe, che gli eretici relapsi "debent puniri poena ignis, et quod debent cremari".
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Anno Domine 1612
AD_1612_Mar_30 (pb)
Anche in Inghilterra e nel resto d'Europa le cose non andavano meglio in fatto di inquisizione e di gente processata per stregoneria.
Tratto dal sito:
http://www.personal.utulsa.edu/~marc-carlson/witchtrial/eis.html
Witches and Witchtrials in England, the Channel Islands, Ireland and Scotland
Compiled by Marc Carlson
edited 12 July 2004
"1612 (3/30) England, Lancaster 1 Device, Elizabeth f
"Squintin' Lizzie". Daughter of "Mother Demdike". Tried. released; Hanged (8/20) (Sources: see Bulcock, Jane)"
Lancaster (Inghilterra), una donna, Elizabeth Device detta "Lizzy la Strabica" figlia di "Madre Demdike. Processata e' stata rilasciata al braccio secolare. Sara' impiccata il 20 agosto. (tratto da Jane Bulcock)
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Da: Obras de Don Nicolas.... Pag. 617
Auto De Fe
Celebrado en la Ciudad de Lognono,
En los dias
-6 y 7 de noviembre de 1610.
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Anno Domine 1618
AD_1618_Nov_06
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino) - Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"Tenutolo prigione molti mesi et fato le debite coretioni et processo dà 11 articoli brutti et uituperosi contra Iddio, la B.V...[]
... et così fatto fare un palcho in S. Domenico auanti il Choro, adì 4 di nouembre 1618 Domenica a hore 20 sonò la rengha...[]
.......- Asuero [Giovanni] [Busbrach o Bisbiach][]...
...Gionto al patibolo gli fu dal maestro della Iustitia atacato il capestro al colo, et trato giù; ma era basso che tocò tera et stentò un poco a morire ma con bonsegni. Piacia al Spirito Santo e Dio ben. alla Madre Santissima che l'intrischo accompagni l'estrinsecho, per che fu da tutti IUDICATO MORTO BENE IN GRATIA DI DIO, ma questi sono suoi segreti iudicare il cor delli homini - Requeiscat in pace Amen --
Notta che non si mise mai fuori la croce nostra al loco solito nel Pilastro sino che non uede segno di pentimento...."
Seguono tutti i documenti dell'abjura ecc.
e vengono chiusi nel seguente modo:
"Altro estratto dall'Archivio suddetto.
Nei Libri -- dei Condannati alla morte dall'anno 1540 in avanti --- leggesi:
--- 1618 al cinque de Nouembre in Lunedi Assuero di Gio. BUSBRACH (o BUSBIACH, o BISBIACH) inglese del luogo di Serbasdmit Diocesi Monastenense sotto l'arciuescouado di Colonia d'anni 30 fu appiccato sul Mercato ad un palo, e poi fu abbruciato per luterano...."
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Anno Domine 1621
AD_1621_???_?? (Nopb)
Palermo: Atto Pubblico di Fede del xx Xxxxx 1621; ????.
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
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Anno Domine 1622
Da: "Commentario anni 1615-1618 - regnante in Roma il Papa Paolo V - nell'opuscolo:
Bologna AUTO-DA-FE del 5 Novembre 1618- Commentario e note da M.G. (Giovanni Martino Galassi)- Ed. Bologna 1860.
Inquisitore: Fra Paulo de CARISI
"...Prima di parlare di alcuni personaggi citati nel processo non sara' fuori di proposito l'accennare alcune (fra le tante) esecuzioni avvenute a Bologna del genere di quella per noi riferita; ciò che raccogliesi dai diversi Libri originali Mss. dei Giustiziati.
...in data
-21 decembre (Dicembre) 1622.
mese ed anno in cui vennero condannati alla morte prima di fune et poi di foco -- quattro imbrattatori d'immagini. Ecco in succinto la storia:
Vedevansi (di quell'anno 1622) sparsi scritti abominevoli contro la religione e le sacre imagini le quali piu' e piu' volte trovavansi -- con la piu' schifa immondizia della terra empiamente bruttate -- Alla scoperta degli scellerati non bastando orazioni, prediche e processioni, si ricorse al premio di una forte taglia alla quale aggiunse il Pontefice l'impunita' della pena et l'assoluzione della colpa di ogni eccesso (ancorche' enormissimo ed incogitabile) al complice, mentre gli altri delinquenti manifestasse, ed al principale istesso; mentre che essendo solo, da se medesimo si scoprisse, sicuramente consesse: cosa insolita, et non piu' praticata (almeno in Bologna) ne' delitti della Santa Inquisizione --
Nel frattempo cadde in sospetto e fu catturato dal s. Officio certo
.......- Costantino Sacardino Romano
che alla Corte di Toscana, poi ai banchetti degli eccelsi Anziani di Bologna -- con la chitarriglia cantando, cianciando, improuisando, formalmente et palesamente il mestiere del buffone esercito' -- Invano per liberarlo, mostrava Bernardino, il di lui figlio, natogli in Bologna -- un testificato irrefragabile dell'innocenza del padre -- quando un Francesco Quilici Lucchese condusse al s. Uffizio certo Colombino Toscano suo amico e che lo aveva chiesto di consiglio, ed a cui il Quilici -- con una naturale ma efficace eloquenza i pericoli della fuga, eta la poca sicurezza della sua vita... fatto conoscere... l'utile grande ch'alla puera famigliola arrecar poteua, la salute del corpo.... nella prima fatta deliberazione il convince il persuade, e nel medesimo istante con molta prudenza al sacro Tribunale della Inquisizione egli stesso il conduce --
Il quale Colombino accusava al s. officio non solo il gia' rpeso Sacandino, ma anche il figliol suo
.......- Costantino Bernardino
non che
.......- Pellegrino de Tedeschi e [suo fratello]
.......- Girolamo de Tedeschi
cosi detti perche' di origine Germanica) occupanti pubblici impieghi. E questi tre vennero tosto catturati.
Compiuto celermente -- con una inviolabile secretezza -- il processo, mandato a Roma per la sanzione e ricevutala, venne letta ai condannati la terribile sentenza nella basilica di s. Petronio presente affollatissimo popolo. Furono tutti e quattro condannati alla forca poi ad essere arsi; dipiu' Pellegrino ad aver mozza in antecedenza la destra mano.
Pellegrino, con la costanza d'un altro Muzio Scevola, egli stesso la mano perche' tagliata gli fosse, porse e senza essere tenuto, salda sempre la tenne, finche' con piu colpi et stentatamente alfine gli fu troncata -- Prima del supplicio furono questi quattro disgraziati condotti processionalmente davanti tutte quelle immagini e quegli altari che avevano profanati...
"
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Anno Domine 1628
AD_1628_???_?? (Nopb)
Palermo: Atto Pubblico di Fede del xx Xxxxx 1628; ????.
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
-1628 13 febbraio, piano davanti la chiesa Maggiore, inquisitori Juan de la Cueva, Martino Real. (Xfris)
Inoltre sempre da (Xfris) pag. 418:
- Alonza la Candia di Buscemi, abitante a Ragusa, anni 44; bruja e apostata; ha avuto rapporto carnale con il demonio; e' andata col demonio in compagnia di altre brujas in diverse occasioni e in vari luoghi; inginocchiata dinanzi al demonio ha rinnegato nelle sue mani Dio Nostro Signore, la Santa Fede Cattolica, la Vergine Santissima, e i Santi; ha adorato il demonio offrendosi a lui in corpo e in anima; ha fatto poliza e cedola scritta col proprio sangue di essere moglie del demonio (condanna: autodafe' 1628, riconciliazione in forma, confisca di beni, reclusione perpetua nell'ospedale grande di Palermo; libro 900, ff. 43r-44v).
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Anno Domine 1633.
Galileo Galilei subì la tortura!!!
Da: Storia ed esame della enciclica e del Sillabo dell'8 Dicembre 1864 per l'abate Antonio Isaia -Ed. Torino Stamperia dell'Unione Tip. Editrice- 1865- pag. 79
"...Per paurosa imbecillita' dei Medici, Galileo e' costretto di andare a Roma: il verno era crudo, ed egli nella grave eta' di 70 anni intraprende il viaggiod a Toscana a piedi. Giunto in Roma e' chiuso nel convento della Minerva, e dopo alcun tempo e' tradotto avanti alla Confregazione de'Cardinali, piedi nudi ed in camicia; dichiarato «sospetto d'eresia per aver creduto dottrina falsa e contraria alle Divine Scritture, che il sole sia centro della terra, e che non si muova da Oriente ad Occidente, fu fatto sospendere per le braccia»: parendo a noi, che tu non avevi detta sinceramente la verita' circa la tua intenzione, giudicammo essere necessario venire contro di te al rigoroso esame (2). La quale formola per la Santa Inquisizione vale tortura. Cosi cospeso l'interrogatorio, ed ottenuta che ebbero la lui al dichiarazione di non tenere per vera quella sua perversa dottrina, comandarono che fosse pian piano calato dalla fune, slegato, rimesso delle braccia slogate e rivestito. Gli vietarono di nulla insegnare, nulla pubblicare: fu proibito quanto aveva scritto e quanto fosse per iscrivere de editia omnibus et de edendis, e rilegato nella sua villa: rimastogli un corpo straziato e sua figlia, la quale a lui cieco leggeva i salmi penitenziali impostigli per penitenza del suo delitto."
e alla nota (2) si legge:
Per edificazione di certi credenzoni, i quali han fede nella Civilta' Cattolica, (che aveva pubblicato parecchie stupidaggini, atte a minimizzare il delitto contro Galileo Galilei) anche quando spergiura che Galileo non ebbe a soffrire tratti di corda per ordine degli eminentissimi Cardinali della Santa Inquisizione; assicuriamo che queste parole sono tolte dal processo e trascriviamo la sentenza pronunciata contro lui, la quale si legge nelle opere di Galileo Galilei, prima edizione completa. Firenze 1868...
Segue la sentenza e la firma dei Cardinali:
Ita pronunciamus nos Cardinales infrascripti
G. Cardinalis Borgia. ............ F, Card. De Asculo.
G. Card. Bentivolics. ............ D. Card. De Cremona.
A. Card. S. Honofri. ............. L. Card. Zacchia.
R. Card. Gypsius. ................ F. Card. Verospius.
F. Card. Barberinus. ............. M. Card. Ginetyus."
Della stessa opinione i relatori di:
Da: History of Inquisition, from its establishment to the rpesent time. di.... Ed. Ward and Co. London 1850.
... a pag.257.258 infatti cita cosi:
A good deal of odium has been cast on Galileo
in consequence of his having tamely signed an abjuration
of his matured opinions; but it can hardly
be believed that a man of his strength of mind, *
We have not room for the insertion of this document
here ; but those desirous of reading it, as well as the sentence
of the holy office, will find them in the Life of Galileo, published
by the Society for the Diffusion of Useful Knowledge,
pages 09 and 62.
though of advanced age, would have so acted without
very forcible reasons ; and it has in fact been conjectured
that, during one of the days which he spent
in the holy office, he was tortured until he consented
to sign whatever he was required. This supposition
gains strength from the fact that, after this time,
he was, in addition to his old complaints, afflicted
with hernia, which, it is said, was a consequence
of the torture of the cord. Papers relating to the
trial prove, indeed, that as his confession was unsatisfactory,
he was subjected to the rigorous examination;
a phrase which, in other cases, has been
used to indicate the torture. * His sentence of
imprisonment was not rigorously enforced, and he
was in a short time allowed to return to Florence.
That we may appreciate the justice of his judges,
it may be necessary to state, that previous to the
publication of the work which caused his second
citation to Rome, Galileo had taken the precaution
to have it licensed by the Inquisition of Florence ;
so that the punishment ought to have fallen on
those who licensed it, not on the author. — The
indulgences which Galileo enjoyed in Rome were
not the result of the mildness of the Inquisition
there, but were obtained for him, only after great
exertion, by some influential friends.
Invece....
Isaac Orobio de Castro, a doctor of physic, gave
Limborch an account of the tortures to which he
had been subjected in the Inquisition of Madrid.
He had been denounced as a Jew, by a Moorish *
For proofs of this, see Quinet's " Ultramontanism," (
English translation,) page 63.
servant, who had, by his orders, been whipped for
stealing ; and four years afterwards he was accused
of practices tending to prove him a Jew. After
being imprisoned for three years, and undergoing
several examinations, during which he denied the
crimes imputed to him, he was carried out of his
prison to the place of torture. It was a large
underground room, arched, and lighted by candles
fastened to the walls, which were covered with black
hangings. The inquisitor and notary sat at a table,
placed in a recess at one end of the apartment.
Previous to the torture being applied, the inquisitor
admonished him to confess ; but as he still affirmed
his innocence, the inquisitor declared that as he was
so obstinate as to suffer the torture, the holy office
would be released from all blame if he should be
maimed, or even if he should die under the process.
The executioners then put on him a linen garment,
which they drew so very close as almost to squeeze
him to death. When he was almost dying from
the pressure, they at once let the sides loose, the
sudden release causing him as much anguish as the
pressure had done. Being again admonished to
confess, and still refusing, he had small cords tied
round his thumbs, and they were tightened so unmercifully
as to cause the extremities to swell, and
the blood to spirt from beneath his nails. As he
still refused to confess, he was placed on a bench
against the wall, in which were fastened several iron
pullies having ropes running through them. The
ropes were fastened to his arms, legs, and round
various parts of his body, and were then drawn so
tight as to cause him the most exquisite pain. The
bench was then knocked from under him, so as to
cause the weight of his body to draw the knots
closer, and increase the agony. This being over,
he was subjected to a torture on his shins. Each
of the instruments consisted of two upright pieces
of wood, and five cross-bars sharpened on one side,
and somewhat like a ladder. By a peculiar motion
the executioner struck his shins with these instruments,
in such a manner as to inflict five severe
blows on each of them : so severe, indeed, that
Orobio fainted away. On his recovery, he had the
last torture inflicted. The executioner tied two
ropes round Orobio 's wrists, and then put the ropes
over his own back, which was covered with leather
that he might not hurt himself. The executioner
then placed his feet against the wall and fell backwards,
so as to cause the ropes to penetrate even
to the prisoner's bones. This process was repeated
three times, the ropes being placed on each new
occasion about two inches from the former wound.
But it happened that, on the second occasion, the
ropes slid into the wound inflicted previously, and
caused such an effusion of blood that the physician
and surgeon were sent for, and were asked whether
the torture could be continued without danger of
death? They, being friends to Orobio, replied that
he had strength enough to endure the remainder of
the torture. This saved the prisoner, for had they
answered otherwise, the torture would have been
suspended, and inflicted over again whenever he
had strength to bear it. As it was, Orobio had
only to endure one more torture ; after which, he
was remanded to his prison. His wounds were
scarcely healed in seventy days. As he had not
confessed under the torture, he was condemned (as
suspected of Judaism) to wear the san-benito for two
years, and, after that time, to perpetual banishment.
He appears to have escaped (previous to the term
of his penance expiring) to Holland; and died at
Amsterdam, in 1707.
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Da: Illustrazione del Prato della Valle ossia della piazza delle statue di Padova. Ed. Seminario di Padova - MDCCCVII - Antonio Neumayr -.. Pag. 177
"... cosi fu condannato (Galileo Galilei) li
-21 Giugno 1633,
in dipendenza a un decreto segnato da sette Cardinali a rimanere carcerato per tre anni, recitando come reo recidivo per il corso della sua prigionia una volta alla settimana li Sette Salmi Penitenziali. Fu dichiarato il di lui sistema assurdo, fallace in buona filosofia, ed erroneo riguardo alla Fede, come espressamente contrario alla Sacra Scrittura...."
A partte l'errore pacchiano dell'anno (per errore dell'autore o dell'editore viene riportato l'anno 1663 anziche' 1633) l'autore "giustifica" e minimizza la condanna di Galileo Galilei nel seguente modo:
"...Il Galileo nell'eta' di 70 anni chiese perdono...(e fu perdonato). Ma nell'istante che si rialzo' da terra agitato da un falso giuramento pretendesi, che abbassati gli occhi, e battendo col piede dicesse: eppur si muove!
E' cosa certa per altro che una tale asserzione non aveva, almeno in allora, quel grado di evidenza e di dimostrazione che trascina al consentimento, e soggioga lo spirito d'una maniera invincibile... (sic)"
Qualcuno gli spieghi che la dimostrazioni di Galileo sono dimostrazioni MATEMATICHE e che solo degli imbecilli potevano smentirle, altro che "consentimento..."; e ancora prosegue:
"... I Cardinali Inquisitori soddisfatti della sua sommissione lo rimandarono negli stati del Duca di Toscana, dove epr fortunata combinazione gli tocco' in prigionia la piccola citta' di Arcetri, unitamente al di essa erritorio. La severita' usata a di lui riguardo, venne raddolcita dai trattamenti li piu' onesti. Gode' la liberta' del passeggio, e fu alloggiato nella Minerva, non come prigioniero, ma come un forastiere distinto.
Soffrì cosi poco durante la di lui detenzione, che ad onta della sua eta', fece a piedi parte della strada da Roma a Viterbo.
E' dunque falso che il Santo Offizio lo abbia trattato assai aspramente, come pretendono alcuni storici moderni.
"
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Anno Domine 1638
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1638 30 novembre, chiesa del Convento San Domenico, Inquisitore Giovanni de Torresilla (libro 901, ff. 483v-499r; ASP, Tribunale del S. Uffico, Ricevitoria, Vol. 182) da (Xfris)
Inoltre:
Tratto dal libro: Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna
(1500 -Autodafe' del 1782)
di Maria Sofia Messana
Sellerio editore Palermo.
Don Corrado de Ribera, detto il Profeta di Bucheri (Buccheri) - (??? -Autodafe' del 1638)
«pag.128»
Tre casi di profetismo religioso contro le istituzioni, con scrittura di libri profetici, avvengono durante il periodo di crisi legato alla guerra dei Trent'anni: riguardano un frate eremitano, condannato nel 1617, una terziaria di San Francesco, processata fra il 1620 e il 1621 e un prete, don Corrado de Ribera, condannato nel 1638. I tre attaccano le istituzioni religiose e laiche, particolarmente l'Inquisizione, profetizzando quel periodo di pace e di prosperità nel quale la popolazione spera.
«e a pag.129»
Un altro caso di profetismo riguarda don Corrado De Ribera, detto «il profeta di Bucheri (Buccheri)». Ha scritto un libro intitolato De Revelacione Domini Jesu Christi, in cui sostiene che ci si può salvare con qualsiasi religione, purché si viva rettamente. Una notte ha visto Dio in una nube di fuoco che si e' posata sulla sua testa infondendogli la sapienza e ha udito una voce che gli ha detto: «profetizza», per cui si è messo a scrivere; ha inviato copie del suo libro al Papa, al viceré di Napoli e al Sant'Uffizio. Don Corrado esprime una teoria che ritorna spesso nelle denunzie siciliane per eresia; quella che qualsiasi religione può garantire la salvezza eterna. La composizione multirazziale della società siciliana, la vicinanza con le culture del Nord-Africa e del vicino Oriente, l'esistenza di una legislazione laica ed ecclesiastica di relativa tutela per i fedeli di religioni diverse rendono la Sicilia una terra in cui la comprensione per le altre culture forse ha più ragioni che altrove.Ci penseranno i papi e l'Inquisizione, attraverso le bolle in cena domini e gli editti di fede, a frenare questa tolleranza.
Altre note
......
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Anno Domine 1640
AD_1640_Sep_09 (pb)
Palermo: Spettacolo di fede del 9 Settembre 1640 (o 1641?).
Piazza della Chiesa Maggiore.
Il Di Blasi, nella sua "Storia del Regno di Sicilia" pubblicato nel 1847 fa un po' di confusione su questa data, ma le cose che speravamo potere chiarire con Vito La Mantia nel suo "Origine e vicende dell'inquisizione in Sicilia" pubblicato nel 1886 e che cita altri particolari aggiunge anche lui una imprecisione che e' difficile da dirimere salvo poter visionare i documenti originali, a meno che non si tratti proprio di un errore di trascrizione sui documenti ai quali hanno attinto le informazioni i nostri due autori. Ma andiamo per gradi e cominciamo dal Di Blasi.
Nel terzo Volume alla fine del Capo Terzo leggiamo testualmente:
"Nel Governo del Corsetto, ed a 9 di settembre del 1641 gl'Inquisitori diedero al pubblico il lugubre spettacolo che gli Spagnuoli chiamano Auto da Fe' che fece fremere tutti coloro, che avevano sensi di umanita', con tutto il possibile grandioso apparato, in cui furono bruciati vivi tre infelici, cioe' Giambattista Verron nato in Francia, come calvinista, Gabriello Tedesco musulmano, che si era fatto cattolico, e poi professava la legge di Maometto, e fra Carlo Tavolara laico professo agostiniano calabrese, che si spacciava per Messia, ed avea formata una setta detta dei Messiani".
(Xgdbs)
Poco prima nello stesso capitolo affermava che "Fu breve il governo del Corsetto... e non comando' che fino all'arrivo del nuovo vicere'...". Subito dopo, nel Capo successivo (al Capo IV) infatti afferma che il successore, Giovanni Alfonso Enriquz de Caprera, ricevette i dispaccio della nomina il 23 Dicembre 1640 e arrivo' a Palermo per assumerne in pieno la carica il 14 giugno dell'anno seguente 1641.
E fin qui si evince che potrebbe benissimo trattare di una svista, o di un errore di stampa, o di trascrizione... ma... le cose si complicano con i documenti riportati da Vito La Mantia che mentre da un lato parla di due di questi come giustiziati il 9 settembre 1640 e una terza rilassata in statua, un po' piu' avanti aggiunge il Verron (Che il La Mantia chiama Vernon) come bruciato il 9 settembre 1641...
Che ci sia stato un altro autodafe' il 9 settembre dell'anno successivo? Probabile, ma non certo... anche perche' lo stesso La Mantia non ne parla in altre occasioni, ne' lo cita nell'elenco (sia pur limitato) che fa degli autodafe' di sua conoscenza; e parla dell'anno 1641 soltanto in quella circostanza del "rilascio" del Vernon al braccio secolare.
Viceversa, nel capitolo relativo alla descrizione del Regno di Filippo IV, citando il Baronio parla di tutti e tre rilasciati nel 1640 oltre alla quarta rilasciata in statua.
Anche lui ha avuto una svista di diversa natura?
Forse in futuro lo sapremo.
Godiamoci lo stesso le notizie così come sono riportate lasciando ad approfondimenti futuri il chiarimento su questa vicenda.
128. Usumarso in Calabria. Fr. Carlo alias Petro Antonio Tavaloraro,
religioso professo, laico dell'ordine di S. Agostino, eretico dommatista,
eresiarca, impenitente, pertinace, e si vantava essere il nuovo Messia,
fu rilassato al braccio secolare nell'Atto celebrato nel 1640, a 9 di settembre, domenica nella piazza della Cattedrale di Palermo.
176. Bronte. Soro Francesca Spitaleri e Bonina, di Bronte, monaca
tertiaria di S. Francesco. Fingea santità ed eresie, illusa dal demonio fu
a 12 dicembre 1621 nel piano delli Bologni riconciliata, ma poi ritornata
alli stessi errori, e carcerata nelle carceri dell'Orologio, uscì da una fissura
che dava lume al dammuso, e con un pezzo di corda mentre scendea si
precipitò, e morì nelli stessi errori; onde il cadavere fu sepolto in luogo
non sacro e nell'Atto celebrato nel piano della Madre Chiesa a 9 settembre 1640 si fece comparire il suo cadavere impassito, vestito da monaca con abito e fu rilassato al braccio secolare.
213. Catania. Gabriele Tedesco, moro battezzato, schiavo del Prior
de Barletta Fr. d. Octavio Gioeni Gran Croce, naturale d'Algeri, abiurò
domenica 16 ottobre 1630 nell'Atto celebrato nel piano della Cattedrale,
poi ricaduto e pentito fu ammesso la seconda volta a riconciliazione nella
Chiesa di S. Domenico a 3 marzo 1633, poi ricadendo ed essendo ostinato
fu rilassato in persona nell'Atto celebrato nella piazza della Chiesa Maggiore a 9 settembre 1640.
Invece il Baronio lo cita così:
"Gabriello Tudesco, da moro fatto Cristiano, chiamato prima Amet, cerco' fuggire con alquanti Cristiani, gia' schiavi e mori, insieme verso Barbarìa. Fu nel 1630 condannato che abiurasse in forma, e salito al pubblico spettacolo non volle ratificare l'abjura. Percio' si formo' il secondo processo. Si finse pazzo. Finse voler riabbracciare la fede (1633). Fece alla setta di Maometto abominevole ritorno. Volea vivere e morire da moro, e che erano la medesima cosa e la sostanza medesima Maometto e Dio, e che coloro che passavano di questa vita, tornavano subitamente a risorgere, facendo l'anima di un corpo all'altro alternativamente passaggio. Pertanto portando seco le insegne di eretico pertinace e rilasciato, si consegno' nelle mani della giustizia temporale, fatta la confiscazione dei beni, che vivo sententiato al fuoco mandasse fuori arso la vita".
328. Francia. Giambattista Vernon, alchimista, fu ammesso a riconciliazione nella Chiesa di S. Domenico a 3 marzo 1630, fu rilassato in persona al braccio secolare, domenica 9 di settembre 1641 nel piano della Cattedrale.
(Xvlmo)
"Ma alle festive rappresentazioni tenne dietro una barbara e truce: fu dessa un Auto di fe' che' era il secondo tragico spettacolo di simil genere (del quale l'umanita' non puo' non sentire ribrezzo ed orrore) che si eseguiva fra noi. I primi sciagurati che sperimentato aveano questo supplizio orrendo di essere bruciati vivi, si furono un francese Varron, siccome calvinista, un moro fatto cristiano per nome tedesco, ed un calabrese dell'ordine agostiniano nomato Favolara: cio' era avvenuto nell'anno 1640, perche' erano imputati di professare false e strane credenze, e quel che' piu, una setta chiamata de' Messiani: cosi dicono le scritture de' tempi: Diciotto anni conseguitaronsi; dopo i quali (quindi nel 1658) videsi rinnovato quell'infernale operamento in persona di un diacono agostiniano per nome Fra Diego la Matina. Era questi dotato di straordinaria robustezza, ed alle membra erculee accompagnava un gran vigore d'animo, che sapea di atrocita'; cadde e ricadde in vari errori di credenza, ed allorquando simulava di ricredersi da capo ricadea. Il tribunale del sant'offizio avealo condannato per parecchi anni alla galera, ma, cio' non giovando, il danno' a perpetua prigionia, molto piu' che nel tempo ch'egli era nel luogo dell'espiazione della sua pena, avea istigato que' che con lui trovavansi alla sollevazione: condotto pero' nella nuova carcere, e assai di lui temendo, furongli imposte manette, perche' non potesse offendere alcuno, ma egli ebbe fiato di liberarsene spezzandole. E cosi stette, fintanto che venne l'ora di poter praticare un reo disegno ch'egli in sua mente macchinava. Soleano gl'Inquisitori far la visita delle carceri, onde racconsolare i rei ed indurli, se poteano, a pentimento. L'inquisitore Giovanni Lopez Cisneros che solea cio' praticare piu' sovente degli altri, un di incontratosi con La Matina videsi subitamente assaltato, e quegli che in proprie mani avea la preda agognata infin da lungo tempo, uso' delle rotte manette per fortemente percuoterlo, ne' giovo' a nulla l'accorre che fecero i familiari e gli inservienti del luogo. Il Lopez tante percosse ricevute avea, e una molto piu nel cranio si forte, che semivivo fu tratto dal carcere, e di li a pochi giorni se ne mori. Preso il malfattore, fu imperterrito, e non nego' il suo attentato; intanto il tribunale avealo in potere, ne' lasciavalo piu' scappare, a manette aggiunse ferri, altre legature, e cosi il tenne per la durata di un anno circa, nel qual termine fugli compilato il processo, ed indi emanato il giudizio. Il frate ben conoscea quel mala sorte attendealo, ed in effetti, e come professate credenze e dottrine condannevoli, e come reo di sacrilego omicidio fu dannato ad esser arso vivo. La barbara sentenza eseguissi con le debite formalita', e con solenne apparato il decimo settimo giorno di marzo dell'anno 1658(I), ed occorsevi gran popolo, e fuvvi gran bordello, e non manco' ne' anco chi vide intorno a lui, e propriamente nel suo capo, nel momento di quella truce esecuzione, uno stormio di neri e lugubri corbi, che roteavano e crocidavano, e che per ubbie dell'ignorante bordaglia erano diavoli che...
(I) Relazione dell'atto pubblico di fede celebrato in palermo a 17 marzo dell'anno 1658 del padre Don Girolamo Matranga ec. ec. seconda edizione con aggiunte; in Palermo 1658, per Bua.
...attendeano l'ultima esalazione dell'anima di quel frate per condurla nel baratro infernale (I). In cosiffatta maniera peri l'erculeo La Matina."
(Xplcs)
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Anno Domine 1641
Pare che nel 1641 non si sia verificato alcun autodafe', ma pur non di meno, o a causa di trascrizioni errate o a causa di sviste, a nostro avviso riportando pari pari l'autodafe' del 1640, si legge quanto segue:
AD_1641_Sep_09 (pb)
Palermo: Spettacolo di fede del 9 Settembre 1641 (o 1640?).
Piazza della Chiesa Maggiore.
Vedere note precedenti su Anno Domine 1640.
Palermo: Spettacolo di fede del 9 Settembre 1641 (o 1640?).
Piazza della Chiesa Maggiore.
Il Di Blasi, nella sua "Storia del Regno di Sicilia" pubblicato nel 1847 fa un po' di confusione su questa data, ma le cose che speravamo potere chiarire con Vito La Mantia nel suo "Origine e vicende dell'inquisizione in Sicilia" pubblicato nel 1886 e che cita altri particolari aggiunge anche lui una imprecisione che e' difficile da dirimere salvo poter visionare i documenti originali, a meno che non si tratti proprio di un errore di trascrizione sui documenti ai quali hanno attinto le informazioni i nostri due autori. Ma andiamo per gradi e cominciamo dal Di Blasi.
Nel terzo Volume alla fine del Capo Terzo leggiamo testualmente:
"Nel Governo del Corsetto, ed a 9 di settembre del 1641 gl'Inquisitori diedero al pubblico il lugubre spettacolo che gli Spagnuoli chiamano Auto da Fe' che fece fremere tutti coloro, che avevano sensi di umanita', con tutto il possibile grandioso apparato, in cui furono bruciati vivi tre infelic, cioe' Giambattista Verron nato in Francia, come calvinista, Gabriello Tedesco musulmano, che si era fatto cattolico, e poi professava la legge di Maometto, e fra Carlo Tavolara laico professo agostiniano calabrese, che si spacciava per Messia, ed avea formata una setta detta dei Messiani".
(Xgdbs)
Poco prima nello stesso capitolo affermava che "Fu breve il governo del Corsetto... e non comando' che fino all'arrivo del nuovo vicere'...". Subito dopo, nel Capo successivo (al Capo IV) infatti afferma che il successore, Giovanni Alfonso Enriquz de Caprera, ricevette i dispaccio della nomina il 23 Dicembre 1640 e arrivo' a Palermo per assumerne in pieno la carica il 14 giugno dell'anno seguente 1641.
E fin qui si evince che potrebbe benissimo trattare di una svista, o di un errore di stampa, o di trascrizione... ma... le cose si complicano con i documenti riportati da Vito La Mantia che mentre da un lato parla di due di questi come giustiziati il 9 settembre 1640 e una terza rilassata in statua, un po' piu' avanti aggiunge il Verron (Che il La Mantia chiama Vernon) come bruciato il 9 settembre 1641...
Che ci sia stato un altro autodafe' il 9 settembre dell'anno successivo? Probabile, ma non certo... anche perche' lo stesso La Mantia non ne parla in altre occasioni, ne' lo cita nell'elenco (sia pur limitato) che fa degli autodafe' di sua conoscenza; e parla dell'anno 1641 soltanto in quella circostanza del "rilascio" del Vernon al braccio secolare.
Viceversa, nel capitolo relativo alla descrizione del Regno di Filippo IV, citando il Baronio parla di tutti e tre rilasciati nel 1640 oltre alla quarta rilasciata in statua.
Anche lui ha avuto una svista di diversa natura?
Forse in futuro lo sapremo.
Godiamoci lo stesso le notizie così come sono riportate lasciando ad approfondimenti futuri il chiarimento su questa vicenda.
128. Usumarso in Calabria. Fr. Carlo alias Petro Antonio Tavaloraro,
religioso professo, laico dell'ordine di S. Agostino, eretico dommatista,
eresiarca, impenitente, pertinace, e si vantava essere il nuovo Messia,
fu rilassato al braccio secolare nell'Atto celebrato nel 1640, a 9 di settembre, domenica nella piazza della Cattedrale di Palermo.
176. Bronte. Soro Francesca Spitaleri e Bonina, di Bronte, monaca tertiaria di S. Francesco. Fingea santità ed eresie, illusa dal demonio fu a 12 dicembre 1621 nel piano delli Bologni riconciliata, ma poi ritornata alli stessi errori, e carcerata nelle carceri dell'Orologio, uscì da una fissura
che dava lume al dammuso, e con un pezzo di corda mentre scendea si
precipitò, e morì nelli stessi errori; onde il cadavere fu sepolto in luogo
non sacro e nell'Atto celebrato nel piano della Madre Chiesa a 9 settembre 1640 si fece comparire il suo cadavere impassito, vestito da monaca con abito e fu rilassato al braccio secolare.
213. Catania. Gabriele Tedesco, moro battezzato, schiavo del Prior de Barletta Fr. d. Octavio Gioeni Gran Croce, naturale d'Algeri, abiurò domenica 16 ottobre 1630 nell'Atto celebrato nel piano della Cattedrale,
poi ricaduto e pentito fu ammesso la seconda volta a riconciliazione nella
Chiesa di S. Domenico a 3 marzo 1633, poi ricadendo ed essendo ostinato
fu rilassato in persona nell'Atto celebrato nella piazza della Chiesa Maggiore a 9 settembre 1640.
328. Francia. Giambattista Vernon, alchimista, fu ammesso a riconciliazione nella Chiesa di S. Domenico a 3 marzo 1630, fu rilassato in persona al braccio secolare, domenica 9 di settembre 1641 nel piano della Cattedrale.
(Xvlmo)
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Da: Santa Croce di Firenze di Filippo Moise'- stampato firenze a spese dello stesso autore nel 1845. Pag. 389
"...inquisitore il P. Giovanni Muzzarelli da Fanano...[]Ai
-28 novembre del 1641,
nel maggior refettorio del convento di Santa Croce, coperto di negro apparato a mo'di funerale, al cospetto della famiglia medicea, di infinita turba di teologi, di religiosi, di nobili, di cittadini, sopra un palco fu fatta mostra dei rei vestiti di cappe dipinte a diavoli e fiamme, inginopcchiati davanti all'Inquisitore. Un religioso del convento lesse ad alta voce il processo, e la nostra penna rifugge dal contaminarsi in siffatta narrazione, che trovasi conservata in piu' copie ed in piu' biblioteche di questa citta, e che noi non vogliamo pur notare perche' non sappiamo nel nostro secolo chi volesse spendere anche un minuto per procacciarsi una sensazione così nauseabonda. E, quasi in quelle si trattenessero con compiacenza quegl'Inquisitori, le stesse parole si udirono e si legogno ripetute le mille volte nella sentenza del canonico, della Mainardi e del prete Fantoni!
Riporteremo per curiosita' la somma della sentenza:
« D'ordine espresso della Santita' di Nostro Signore, siamo venuti contro di te alla sentenza definitiva infrascritta:
Diciamo, pronunziamo, sentenziamo e dichiariamo che tu
.......- Pandolfo Ricasoli, per le cose da te confessate e contro di te provate, come sopra, sei incorso e stato immerso ed involto per lo spazio di otto anni nella esecrabile e detestabile eresia da te tenuta, creduta, praticata e insegnata per questo tempo a molte persone, e sei stato formalmente eretico, e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene che sono dai Sacri Canoni ed altre costituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate.
Ma poiche' hai detto d'esser pentito de' suddetti tuoi errori ed eresie, e di credere al presente tutto quelloc he tiene e crede la Santa Madre Chiesa cattolica ed apostolica romana, aremo sontenti assolverti dalla scomunica maggiore nella quale sei incorso per le suddette eresie ed errori, e di riceverti nel grembo di Nostra Madre Chiesa, purche' prima con cuor sincero e fede non finta, vestito dell'abito di penitenza, col segno della santa Croce, qual dovrai portare per tutto il tempo della tua vita sopra gli altri tuoi vestimenti, aniuri, maledichi e detesti avanti di noi in questo luogo gli suddetti errori, eresie e setta, e ogni altro errore che contradica a Santa Madre Chiesa cattolica ed apostolica romana; come per questa nostra definitiva sentenza ti comandiamo che facci nel modo e forma che da noi ti sara' data.
E accio'...
Ti condanniamo al perpetuo carcere in questo Santo Uffizio, dove coll'abito suddetto di penitenza abbi perpetuamente a piangere la grande offesa fatta da te a Dio benedetto e al prossimo sedotto dal tuo perniciosissimo esempio e dalla tua pestifera dottrina, senza speranza di grazia.»
Quest'iltima formula trovasi anche nella sentenza della
.......- Faustina Mainardi, mentre al prete
.......- fra Serafino Fantoni, ugualmente condananto al carcere perpetuo, non si toglie speranza di supplicare al supremo tribunale del Sant'Uffizio per la commutazione della pena.
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Anno Domine 1644
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1644 12 giugno, chiesa del Convento San Domenico, Inquisitore Gonzalo Bravo de Granera, Luis Alonso de los Cameros.
Da XM_S_Messana: pag. 239 nota 12:
ASP, S.Uff.Ric. vol. 173, pp 14-16. Vincenza Mazone de Bucheri (Buccheri), sor Joana Mazone de Bucheri, sor Dorotea Mazone de Bucheri, imprigionate il 30 agosto 1644, "por la tarde". L'alguzil annota un pagamento di 24 tarì per il letto in cui dormono durante la loro prigionia. Parteciperanno all'autodafe' del 10 novembre 1651.
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Anno Domine 1651
-autodafe' celebrati a Palermo (o Messina ove indicato) dal 1501 al 1748.
-Autodafe' del 1651 22 gennaio, chiesa del Convento Santa Cita, Inquisitori Diego Garcia de Trasmiera, Juan de la Guardia, Giovanni Lopez de Cisneros.
-Autodafe' del 1651 10 novembre, ????, citato da M.S. Messana a proposito dell'autodafe' a cui parteciperanno le tre Mazone di Buccheri. Vedi sotto.
Da XM_S_Messana: pag. 239 nota 12:
ASP, S.Uff.Ric. vol. 173, pp 14-16. Vincenza Mazone de Bucheri (Buccheri), sor Joana Mazone de Bucheri, sor Dorotea Mazone de Bucheri, imprigionate il 30 agosto 1644, "por la tarde". L'alguzil annota un pagamento di 24 tarì per il letto in cui dormono durante la loro prigionia. Parteciperanno all'autodafe' del 10 novembre 1651.
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Anno Domine 1658
AD_1658_Mar_17 (Nopb)
Palermo: Atto Generale di Fede del 17 Marzo 1658.
Matranga- ??? Piano di Sant'Erasmo.
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
"Ma alle festive rappresentazioni tenne dietro una barbara e truce: fu dessa un Auto di fe' che' era il secondo tragico spettacolo di simil genere (del quale l'umanita' non puo' non sentire ribrezzo ed orrore) che si eseguiva fra noi. I primi sciagurati che sperimentato aveano questo supplizio orrendo di essere bruciati vivi, si furono un francese Varron, siccome calvinista, un moro fatto cristiano per nome tedesco, ed un calabrese dell'ordine agostiniano nomato Favolara: cio' era avvenuto nell'anno 1640, perche' erano imputati di professare false e strane credenze, e quel che' piu, una setta chiamata de' Messiani: cosi dicono le scritture de' tempi: Diciotto anni conseguitaronsi; dopo i quali (quindi nel 1658) videsi rinnovato quell'infernale operamento in persona di un diacono agostiniano per nome Fra Diego la Matina. Era questi dotato di straordinaria robustezza, ed alle membra erculee accompagnava un gran vigore d'animo, che sapea di atrocita'; cadde e ricadde in vari errori di credenza, ed allorquando simulava di ricredersi da capo ricadea. Il tribunale del sant'offizio avealo condannato per parecchi anni alla galera, ma, cio' non giovando, il danno' a perpetua prigionia, molto piu' che nel tempo ch'egli era nel luogo dell'espiazione della sua pena, avea istigato que' che con lui trovavansi alla sollevazione: condotto pero' nella nuova carcere, e assai di lui temendo, furongli imposte manette, perche' non potesse offendere alcuno, ma egli ebbe fiato di liberarsene spezzandole. E cosi stette, fintanto che venne l'ora di poter praticare un reo disegno ch'egli in sua mente macchinava. Soleano gl'Inquisitori far la visita delle carceri, onde racconsolare i rei ed indurli, se poteano, a pentimento. L'inquisitore Giovanni Lopez Cisneros che solea cio' praticare piu' sovente degli altri, un di incontratosi con La Matina videsi subitamente assaltato, e quegli che in proprie mani avea la preda agognata infin da lungo tempo, uso' delle rotte manette per fortemente percuoterlo, ne' giovo' a nulla l'accorre che fecero i familiari e gli inservienti del luogo. Il Lopez tante percosse ricevute avea, e una molto piu nel cranio si forte, che semivivo fu tratto dal carcere, e di li a pochi giorni se ne mori. Preso il malfattore, fu imperterrito, e non nego' il suo attentato; intanto il tribunale avealo in potere, ne' lasciavalo piu' scappare, a manette aggiunse ferri, altre legature, e cosi il tenne per la durata di un anno circa, nel qual termine fugli compilato il processo, ed indi emanato il giudizio. Il frate ben conoscea quel mala sorte attendealo, ed in effetti, e come professate credenze e dottrine condannevoli, e come reo di sacrilego omicidio fu dannato ad esser arso vivo. La barbara sentenza eseguissi con le debite formalita', e con solenne apparato il decimo settimo giorno di marzo dell'anno 1658(I), ed occorsevi gran popolo, e fuvvi gran bordello, e non manco' ne' anco chi vide intorno a lui, e propriamente nel suo capo, nel momento di quella truce esecuzione, uno stormio di neri e lugubri corbi, che roteavano e crocidavano, e che per ubbie dell'ignorante bordaglia erano diavoli che...
(I) Relazione dell'atto pubblico di fede celebrato in palermo a 17 marzo dell'anno 1658 del padre Don Girolamo Matranga ec. ec. seconda edizione con aggiunte; in Palermo 1658, per Bua.
...attendeano l'ultima esalazione dell'anima di quel frate per condurla nel baratro infernale (I). In cosiffatta maniera peri l'erculeo La Matina.
(Xplcs)
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Anno Domine 1661
Da: Rivista Europea- Anno Primo - Semestre Primo - Milano- Ed V. Guglielmini 1843. Pag. 13
"L'inquisitore (di Milano) procedeva nelle sue indagini, e alquanti giorni dopo cito' il Borri a comparire innanzi al proprio tribunale nellos pazio di nove giorni sotto le comminatorie piu' severe. Come il reo si era in questo mentre posto in salvo, quella compulsione fu rinnovata e in forma anche piu grave (2 ottobre 1660). Non comparso, fu condannato in contumacia. La sentenza portava, fosse e s'intendesse il Borri tolto alla Comunione cattolica, i suoi beni cadessero al fisco, abbruciati gli scritti epr mano del boia, data intimazione ai principi ed ai vescovi che ne procurassero l'arresto, e che niuno, sotto pena di scomunica da incorrere issofatto, ardisse aver relazione con lui. Appresso, essendo stati mandati a Roma gli atti risguardanti il processo e la condanna, rinverdita quivi la memoria del Borri e de' suoi reati, fu da parte del Santo Offizio restaurata la questione criminale contro il Borri, e medesimamente venne condannato in contumacia. A'
-5 di gennaio del 1661 il ritratto del
.......- (Giuseppe) Borri,
portato prima per le vie di Roma dal carnefice, fu dalle costui mani arso sulla piazza di Campofiore (Campo dei Fiori) unitamente agli scritti che di lui si eran potuti raccorre."
Successivamente catturato e penitenziato, viene rinchiuso a Roma dove "...espiato e non perdonato innanzi alla giustizia degli uomini, espiato e perdonato innanzi a quella di Dio, chiuse i suoi giorni in Castel sant'Angelo nel 1695 in eta' di circa 79 anni."
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Anno Domine 1663
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Anno Domine 1680
Da: Relacion historica del auto general de fe', que se celebro' en Madrid en el ano 1680, di Jose' vicente del Olmo- Ed. Madrid Imprenta de Cano, 1820. (Pag. 79)
*30 junio 1680
Los treinta i cuatro primeros en estatua, ya muertos, ya fugitivos, de los cuales los treinta i dos eran relajado, y como tales llevaban en la manos las arquillas de sus huesos. Las dos estatuas iban con sanbenitos, y en todos se leian los nombres de los que representaban, escritos con letras grandes en rotulos que llevaban por el pecho.
:* 34 in statua di cui 32 con le ossa, gli altri 2 fuggitivi.
De los reos que salieron en persona se seguian once penitenciados
:* 11 penitenziati
con abiuracion de Levi, unos por casados dos veces,
:* 1 ???????
otros por supersticiosos,
:* 1(?) ???????
y otros per hipocritas embusteros,
:* 1(?) ???????
todos con velas amarillas apagadas en les manos.[]
Iban luego cinquebnta y cuatro reos judaizantes reconciliados
:* 54
Immediatamente salieron veinte y un reos condenado a relajar, todos con la coroza y capotillos de llamas,
:*21 rilasciati in persona...
...Segue la predica, e l'elogio dei Signori vescovi, Inquisitori e Nobili di Spagna[]...
Acabado el sermon hizo su Excelencia se- Hace señal su
nal con la campanilla para que se empezasen á leer Excelencia palas
causas y sentencias de los reos , y al punto los rí?ue se
alcaides don Pedro Santos , y José del Olmo, que
tenian la lista y el orden de como los habian de ir
sacando, subieron al sitio de las gradas donde estaba
:*Manuel Diaz , sardo , judaizante , y mand óle venir , le sacaron los ministros que le asistian, y siguiendo
á los alcaides que iban guiando , y por el
corredor que estaba en medio de los atrios , le condujeron
á una de las jaulas , y pareció alli puesto en
alto á vista de todos con su capote de San Benito, •
y en la mano su vela amarilla apagada; y al mismo
tiempo habiendo sacado de la arquilla el proceso •
que le tocaba , y subidose en el pulpito don Gaspar
Peinado Fanega , leyó la acusacion del fiscal j y lue- -
go que su Excelencia hizo señal con la campanilla,
pasó 4 leer la sentencia de dicho: reo , que fue de
carcel perpetua, de abjuracion formal, confiscacion <
de bienes, prohibicion de tratar con los de la nacion
hebrea, cinco años. de galeras, y despues carcel
perpetua con Sambenito.
(Da correggere... estrapolato con OCR)...[]...
alla fine...
.
Reosconab- BREVE SUMARIO i
luracion de le-
vi por varios -
t
de
los
reos¡
méritos
y
sentencias.
-.'•-. .... '•/...'.• ...":'-'"•: -
T ' • .••'--. ••-.:•
Juan Antonio * J uan Antonio Costal , natural de la ciudad de
Costal. • Balbastro, en el reino de Aragon, vecino de Madrid ,
de oficio platero , de edad de treinta y siete
años ; salió al auto en forma de penitente con
coroza de hipócrita y embustero, que decia tenia
el espiritu de San Vicente Ferrer: abjuró de le-
vi, y fue advertido, reprendido y conminado, y
desengañado, y confinado por tres años en la ciudad
de Toledo , á donde se le mandó presentar , y remitido
al tribunal para saber como procede.; . •',
Leonor Dia?.
2 Leonor Diaz , viuda dedicolas Sanchez , natural
y vecina de Gibraltar; de edad de treinta y
cuatro años; salió al auto en forma de penitente,
con coroza y insignia de hechicera supersticiosa;
abjuró de levi , fue advertida , reprendida y cóm-
minada , y el dia dos de julio fue sacada á la vergüenza
por las calles públicas , y fue desterrada por
cuatro años de las ciudades de Sevilla , y Gibraltar,
y esta Corte y ocho leguas en contorno.
José Peña 6 3 Jos¿ ^e"a o" Pedra, alias Quile, y de Mareen,
Pcdra. natural de la villa de la Yesa, del reino de Valencia
y vecino de dicha ciudad ; de oficio sastre , tullido,
que pedia limosna , de edad de treinta años : salió al
auto en forma de penitente con coroza y insignias
de embustero supersticioso \ sacador de tesoros ; abjuró
de levi, fue reprendido, advertido y conminado ,
y el dia dos de julio se le dieron doscientos
azotes por las calles públicas , y está desterrado de
Madrid, Valencia, villa de la Yesa, y ocho leguas en
contorno .por seis años, y los dos primeros los cumpla
confinado á un lugar que haya comisario, y ante
él se presente una vez cada semana y se cuide como
procede.
4 Alfonso de Arenas, alias el hermano Almen- Alfonso de
dron, natural y vecino de Manzanares , de oficio car- Arenai,
pinrero , de edad de treinta y seis años , salid al auto
en forma de penitente, con coroza y insignias de hipocrita
embustero: abjuro de levi, y fue reprendido,
advertido y comminado, y se le dieron doscientos
azotes por las calles publicas , y está desterrado de
Madrid, Toledo, Almagro y Manzanares por diez
años, y los cinco primeros en las Galeras de S. M. al
remo y sin sueldo.
5 Don Geronimo Galloto y Confalon , alias don Don Geróni-
Pablo José Preconi, natural de la ciudad de san Mar- ™° Galioto y
eos , en Sicilia , y residente en esta cdrto , de edad de Confalün.
veinte y nueve años, salió al auto en forma de penitente,
por decir Misa y confesar sin estar ordenado:
abjuró de levi, fue advertido, y reprendido y comminado,
y se le dieron doscientos azotes por las calles
pilblicas , y está desterrado perpetuamente de estos
reinos de España , y por cinco años á las Galeras de S. M.
al remo y sin sueldo, y privado perpetuamente
de ascender á Ordenes y traer hábitos eclesiásticos.
6 Don Cristobal de Zabiati, alias don Juan Bau- Don Cristobal
tista de Verganza, presbitero, natural del lugar del de Zubiati.
Barrambio, residente en Talavera de la Reina, de
edad de cuarenta y siete años, salió al auto en' forma
de penitente por haberse casado siendo sacerdote: abjuro
de levi, fue reprendido, advertido y comminado ,
y privado del egercicio .de las Ordenes y cuales-
quier beneficios eclesiásticos, y desterrado por ocho
años de Madrid, Toledo, Barrambio, Vilbao, Talavera,
vera, san Miguel de Basauri, Astobica, Vitoria y santo
Domingo de la Calzada, y los cinco años primeros
á las Galeras de S. M. al remo y sin sueldo.
María Hernan- j Maria Hernandez de Salazar, natural de Pas-
dcz deSaiazar. trana i y vecina de esta corte, de edad de treinta y
un años, salid al auto en forma de penitente con coroza
y insignias de casada dos veces: abjurd de levi,
y fue advertida, reprendida y comminada , y desterrada
de Madrid, Pastrana y Fuente la Encina por
cuatro años.
Antonio Nie. 8 Antonio Nieto, natural de la ciudad de Mérito.
da, y vecino de la de Jerez de los Caballeros, donde
fue alguacil ordinario, de edad de cuarenta años, salio'
al auto en forma de penitente , con coroza y insignias
de casado dos veces: abjuro de levi , y fue advertido,
reprendido y comminado, y desterrado á las
Galeras de S. M. al remo y sin sueldo por cinco
años.
Jaan Miguel, 9 Juan Miguel , natural de Villanueva de la Vera,
y vecino del lugar de Meajadas,. de oficio Vaquero,
de edad de veinte y nueve años, s
de penitente, con coroza y insignias de casado
dos veces : abjuro de levi , se le dieron doscientos
azotes por las calles públicas , y está desterrado de
Madrid , Llerena y Meajadas, por diez años, y los
cinco primeros á las Galeras de S. M. , al remo y
sin sueldo.
Lies Caldera. 10 Inés Caldera, natural de Castel David, reino
de Portugal, y vecina de la villa del Arroyo del Puerco,
de oficio hilandera, de edad de treinta y cuatro
años, salió al auto en forma de penitente, con coroza
y insignias de casada tres veces : abjuro de levi , y
fue advenida, reprendida y ccmminada, y se le dieron
doscientos azotes por las calles públicas, y está
desterrada de Madrid, Llerena y villas del Arroyo,
Membrio y san Vicente, y ocho leguas en contorno, Abluracion d,
por cuatro años. vehementi.
u Maria Ruiz, que llaman la Esmeralda, muger
de Domingo Serrano, portuguesa , natural de Lisboa, Maria Ruiz.
y vecina de esta corte, de edad de treinta y nueve
años, por judaizante negativa: salid al auto en forma
de penitente, con sambenito de media aspa, y se le
leyd su sentencia con méritos: abjuro de vehementi,
y fue gravemente reprendida , advertida y commina-
tla , y condenada en perdimiento de la mitad de sus
bienes (que no tuvo) y desterrada por cuatro años de
Madrid y Toledo, y ocho leguas en contorno, y que
no llegue á los puertos de estos reinos con veinte le- 'Reconciliados
guas en contorno. por judaizantes.
12 Manuel Diaz Sardo, por otro nombre Manuel
Enriquez, por otro don Antonio Correa, natural de s anucl Día»
la villa de Estremoz, reino de Portugal, vecino de
Burdeos, y residente en e-.ta cdrte, de edad de treinta
años, judaiz.inte, confitente, estafador á portugueses
de la nacion, salid al auto en forma de penitente
con sambenito, y se le leyo su sentencia con méritos:
abjuro sus errores, y fue reconciliado en forma, con
confiscacion de bienes (que no tuvo) hábito y cárcel
perpetua irremisible, y prohibido de tratar con portugueses
de la nacion , y fue desterrado á las Galeras
de S. M , al remo y sin sueldo por cinco años, y mandado
que cumplidos, sea reducido á la cárcel de la penitencia
del santo oficio, donde resuma el sambenito
y cumpla con el tenor de su sentencia , y no se le impuso
mayor pena por haber sido condenado por la
justicia rea! en doscientos azotes (que se egecutaron}
y diez años de Galeras.
13 Francisco de Espinosa, natural de Mogodoiro,
en Portugal, y vecino de Madrid, que vendia espe- £j Peñasco d«
cias por las calles, de edíd de treinta y seis nños , ju- ' ''
daizante confitente, salid al auto en forma de penitente,
con sambenito. y soga á la garganta: abjuro sus
errores , fue reconciliado en forma , con confiscacion
de bienes, hábito y cárcel perpetua irremisible , y por
vario y revocante $e le dieron' doscientos azotes por
las calles públicas.
IViro Nuñez 14 Pedro Nuñez Marquez , natural de Villaflor
Marquez. en Portugal, y vecino de esta corte, de oficio mercader
de lienzos, de edad de cuarenta y cuatro años, judaizante
confitente , salid al auto en forma de penitente
con sambenito: leyosele su sentencia, abjuró sus
errores que hacia, y fue reconciliado en forma con
confiscacion de bienes, hábito y cárcel por un año , y
cumplido, está desterrado de Madrid, Pastrana, Alcalá,
Verin y Segovia , y ocho leguas en contorno
por tiempo de dos años.
El dqctor Ge- 15 El doctor Geronimo Nuñez Marquez, su-
rónimo Nuñez. hermano, natural de la dicha villa de Villaflor, y vecino
de esta corte , médico de familia de S. M. , de ,
edad de treinta y seis años, judaizante confitente, salid
al auto en forma de penitente con sambenito: le-
ydsele su sentencia, abjuró sus errores, y fue reconciliado
en forma, con confiscacion de bienes, hábito y
cárcel por dos años, y cumplidos, está desterrado de
Madrid , villas de Verin y Alcaiá de Henares, y Segovia
y ocho leguas en contorno por dos años.
Leonor Nuñez 1 6 Leonor Nuñez Marquez, hermana de los di-
Marquez. chos Pedro y Gerónimo, viuda de Rodrigo de Silva,
natural de dicha villa de Villaflor, que tenia estanco
de tabaco en esta corte, de edad de cuarenta años, judaizante
confitente, salid al auto en forma de penitente
con sambenito: leyósele su sentencia con méritos,
abjuró sus errores , y fue reconciliada en forma con
confiscacion de bienes , y condenada á hábito y cárcel
perpetua.
ela Nuñez *7 Angela Nuñez Marquez, su hermana , viuda }
u:z. de Francisco Correa , natural de Villaflor y vecina
de Pastrana, de edad de treinta y nueve anos, judaizante
confitente, salió al auto en forma de penitente
con sambenito: Icydsele su sentencia con méritos, abjuro
sus errores y fue reconciliada en forma con confiscacion
de bienes , hábito y cárcel perpetua.
iS Blanca Correa, su hija, natural y vecina de Blanca Correa.
Pastrana, soltera, de edad de diez y ocho años, judaizante
confitente , salid al auto en forma de penitente
con sambenito, y se le leyó su sentencia con méritos:
abjuró sus errores y fue reconciliada en forma , con
confiscacion de bienes , y condenada en hábito y cárcel
perpetua.
19 Clara Mendez, viuda de Gabriel Muñoz de Clara Mendee.
Alvarado, natural y vecina de Pastrana, mercadera
de sedas, originaria de Portugal, de edad de cuarenta
años , judaizante confitente, salió al auto con sambe
nito en forma de penitente , y se le leyó su sentencia
con méritos: abjuró sus errores, y fue reconciliada en
forma con confiscacion de bienes, hábito y cárcel
perpetua.
20 Domingo de Losada, natural de Berganza en Domingo d«
Portugal, vecino de Toledo, de oficio mercader de Losada.
lienzos, de edad de cuarenta y dos años, judaizante
confitente, salió al auto en forma de penitente con
sambenito, y se le leyó su sentencia con méritos: abjuró
sus errores y fue reconciliado en forma con confiscacion
de bienes, hábito y cárcel por un año, y desterrado
de Madrid, Toledo, Valladolid, Zamora y
Pastrana , y ocho leguas en contorno por dos añ > , y
prohibido de llegar á los puertos de estos reinos ni
con veinte leguas.
21 Antonia Mendez, muger del dicho Domingo Antonia Men-
d" Losa Ja, natural de la villa de Pastrana y vecina de
Tokdo, de origen Portugues, de edad de treinta y
cuatro años, judaizante salió al auto en forma de penitente
nitente con sambenito, leyo'sele su sentencia con méritos:
abjuro sus errores y fue reconciliada en forma
con confiscacion de bienes, hábito y cárcel perpetua.
1'eJro Rodri- 22 Pedro Rodriguez de Losada, su hijo natural ;;
ujz de Losa- y vecino de Toledo que vendia lienzo, de edad de **•
veinte años, judaizante confitente, salid al auto en forma
de penitente con sambenito; leyósele su sentencia
con méritos, abjuró sus errores y fue reconciliado en
forma con confiscacion de bienes, hábito y carcel por
seis meses y desterrado por imano de Madrid, Toledo,
Valladolid y Cádiz y ocho leguas en contorno, y que
no llegue á los puertos de estos reinos en veinte leguas.
Maria Enri- 2^ Maria Enriquez, natura! de Lisboa y vecina de (
juez. la villa de Pastrana, devanadera de seda, de edad de
sesenta años judaizante confrente, salió al auto en
forma de penitente con sambenito: abjuró sus errores
y fue reconciliada en forma con confiscacion de bienes (
que no tuvo) hábito y cárcel por un año, y está
desterrada de Madrid , Toledo y Pastrana y ocho
leguas en contorno por dos años.
JuanaMendez. *4 Juana Mendez natural y vecina de Pastrana,
soltera, de nacion portuguesa de edad de treinta años,
judaizante confitente, salió al auto en forma de penitente
con sambenito, leyosele su sentencia con méritos,
abjuró de sus errores y fue reconciliada en forma
con confiscacion de bienes, hábito y cárcel perpétua.
Meadcz. 25 Isabel Mendez , natural y vecina de Patrana
viuda, de edad de sesenta años, originaria de Portugal,
judaizante confitente, salió al auto con sambeni--
to , leyóc-ele su sentencia con méritos, abjuró sus errores
y fue reconciliada en forma con confiscacion de
bienes (que no tuvo) hábito y cárcel por dos años, y
cumplidos está desterrada por seis años de Madrid,
Toledo y Pastrana, y ciudad de Soria y ocho leguas
en contorno.
a6 Juan Ibañez, íi//¿z* Luis Ordoñez, alias Juan Juan Ib.ñez.
de Paredes (que es su propio nombre) alias Abran de
Paredes, natural de Peña Horada en Francia , originario
de Portugal y vecino de Pastrana, de oficio labrante
de seda, de edad de veinte y tres años, judaizante
confitente, salió al auto en forma de penitente con
sambenito y se ¡e leyó su sentencia con méritos : abjuró
de sus errores y fue reconciliado en forma, con confiscacion
de bienes, hábito y cárcel por dos años; y
cumplidos, está desterrado de Madrid, Toledo, Sevilla,
Utrera y Pastrana , y ocho leguas en contorno
por cuatro años y que no llegue á los puertos de estos
reinos ni con veinte leguas, /
27 Beatriz Lopez Cardoso, natural y vecina de Beatriz Lop?z
Pastrana, muger del doctor Juan Nuñez, médico en Curdoto.
aquella villa, de edad de veinte y un años, judaizante
confitente, salió al auto en forma de penitente con.
sambenito y se le leyó su sentencia con me'ritos: abjuró
públicamente sus errores y fue reconciliada en
forma» con confiscacion de bienes, hábito y cárcel por
seis meses, y está desterrada de Madrid, Toledo, Soria
y Paítrana y seis leguas en contorno por dos años,
y prohibida de llegar á los puertos de estos reinos con
veinte leguas.
28 Gaspar de Campos , natural de Oporto en Gaspar de
Portugal y vecino de Pastrana, de oficio vender taba. Campos.
eo , de edad de diez y ocho años , judaizante confitente,
salió al auto en forma de penitente co¡i sambenito,
y se le leyó su sentencia con méritos; abjuró sus
errores y fue reconciliado en forma , con confiscacion
de bienes, hábito y cárcel por un año, y desterrado de
Madrid , Toledo , Villanueva de los Infantes y Pastrana
y ocho leguas en contorno por dos años , y que no
llegue á los puertos de estos reinos con veinte leguas.
29 Felipa de Campos su hermana , natural de Felipa dtCana.
Oporto y vecina de Pastrana, soltera, de edad de ca. 'r~ '•os.
torce años , judaizante confitente, salio al auto en
forma de penitente, con sambenito, y se le leyo su
sentencia con meritos ; abjuró sus errores y fue reconciliada
en forma , con confiscacion de bienes , hábito
y carcel por un año, y fue encargada á un caliñcador
para que la instruya en la doctrina cristiana.
Isabel Mendez 30 Isabel Mendez Correa, soltera, natural de la
Correa. ciudad de Zamora, y vecina de la villa de Pastrana,
originaria de Portugal , de edad de veinte y cinco
años, judaizante confitente, salió alauto en forma
de penitente con sambenito, y se le leyo su sentencia ,
con méritos: abjuro sus errores y fue reconciliada en .
forma, con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito
y cárcel perpetua.
Isabel Nunez 31 Isabel Nuñez Jorge, muger de Manuel Perez,
Jorge. de oficio herreteador, natural y vecina de Pastrana, •
de origen Portugesa, de edad de cuarenta años, judaizante
confitente, salió al auto en forma de penitente
con sambenito; hydsele su sentencia con méritos, abjuro
sus errores y fue reconciliada en forma con confiscacion
de bienes, que no tuvo, "hábito y cárcel por
dos años, y cumplidos, desterrada de Madrid , Toledo,
Pastrana y ocho leguas en contorno por cuatro
años , y que no llegue á los puertos de estos reinos con
veinte leguas.
Silmn Muñoz 32 Simon Muñoz de Alvarado, natural y vecino
d¿ Al varado, de Pastrana , de nacion Portugues, de oficio mercader
de seda, de edad de veinte años, judaizante confitente,
salio al auto en forma de penitente con sambenito;
leyósele su sentencia con méritos, abjuro sus
errores y fue reconciliado en forma , con confiscacion
de bienes, hábito y cárcel por un año, y cumplido,
desterrado de Madrid, Toledo, Pastrana y ocho leguas
al contorno por dos años, y que no llegue á los
puertos de estos reinos con veinte leguas.
53 Diego Muñoz de Alvarado su hermano, natu- Diego Muñoz
ral y vecino de Pastrana, de edad de trece años, juclai- ^e Áirar^do.
zante confitente , salid al auto en forma de penitente
con sambenito, leydsele su sentencia con méritos, abjuro
sus errores públicamente, y fue reconciliado en
forma , con confiscacion de bienes que no tuvo , y
condenado á hábito y cárcel por seis meses; y cumplidos,
está desterrado de Madrid, Toledo y Pastrana,
y ocho leguas en contorno por un año. . -
i Pedro Vaz-
34 Pedro Vazquez, soltero, natural de esta villa que*.
de Madrid y residente en ella , de origen Portugues,
sin oficio, de edad de veinte y dos años, judaizante
confitente, salid al auto en forma de penitente con
sambenito; leydsele su sentencia con méritos, abjuro
5us errores , y fue reconciliado en forma con confiscacion
de bienes que no tuvo, y condenado á hábito
y cárcel por un año.
35 El doctor Rafael de Paz, natural de la ciudad El doctor Ra-
de Zamora , originario de Portugal y vecino de esta Leí de Paz.
corte, de oficio médico, de edad de cuarenta y dos
años, judaizante confitente, salid al auto en forma de
penitente con sambenito; leydsele su sentencia con
méritos , abjuró sus errores, y fue reconciliado en forma
con confiscacion de bienes que no tuvo , y fue
condenado á hábito y cárcel perpetua irremisible.
36 Rafael Crespo Cortés, alias Gabriel Tomas, na- Rafaei Cresro
rural y vecino de la ciudad de Mallorca, viandante, Conéj.
de edad de treinta y un años , y residia en esta corte
en hábito de peregrino, judaizante confitente i salrd
al auto en forma de penitente con sambenito ; leydsele
su sentencia con méritos, abjuro sus errores, y fue
reconciliado en forma con confiscacion de bienes
que no tuvo, hábito y cárcel perpetua irremisible. .
37 Elena de Robles, alias Elena Cardoso, muger Elena de
de Diego Nuñez, natural de Mogodoiro en Portugal, bies.
y vecina de esta corte , de edad de cuarenta y cinco
años, judaizante confitante, salid al auto en forma de
penitente con sambenito; leydsele su sentencia coa
méritos, abjuró sus errores y fue reconciliada en forma ,
con confiscacion de bienes que no tuvo , hábito
y cárcel por cuatro meses, y fue encargada á un calificador
que la instruya en. los misterios de nuestra
santa fe católica, y desterrada de Madrid, Jaen y ocho
leguas en contorno por tiempo de dos. años , el una
preciso y el otro voluntario. ,
Gerónimo; dí. 38. Gerónimo de Robles,• hijo: natural de la ciu-
Robles.. ¿a¿ ¿c jaen y residente en esta corte, .de oficio moledor
de tabaco , de edad de veinte y cuatro años , judaizante
confitente, .salió al. auto en forma de penitente
con. sambenito í.leydsele su sentencia con méritos ,
abjuró sus errores y fue reconciliado en forma,
con. confiscacion de bienes• que no tuvo ,• hábito y
cárcel por seis meses, y cumplidos , desterrado de es- ... ,..- '
ta córte por un año, y que no llegue á los puertos dei .!-. .
estos reinos ni con veinte leguas..
Salvador.- de 39 Salvador de Robles su hermano ,, soltero , na«-
Robles.. tura! de Jaen, que vendia cordones por las calles en
esta. córte, de edad de diez y ocho años, judaizante
confitente , salió al auto en forma de penitente, con
sambenito; leydsele su sentencia con méritos, abjuró
sus errores y fue reconciliado en forma,• con confiscacion
de bienes que no tuvo, hábito y cárcel por seis
años, y cumplidos,• desterrado de Madrid por un año,
y prohibido de llegar á los puertos de estos reinos con.
veinte leguas en contorno-
Fr2ncisca Nü>- 4o Francisca Nuñez de Robles su hermana , mu- £
ez de Robles, ger de Bernardo de Paz, natural de Jaen, vecina de
esta córte , de edad de veinte y dos años, judaizante
confitente, salio al auto en forma de penitente con •;
v; F-i :' i sambenito ; leyósele su. sentencia• con méritos, abjuró
sus errores y fue reconciliada en forma , con confisca «
cion de bienes que no tuvo , hábito y cárcel por seis
meses; y cumplidos desterrada de Madrid, Jaen y
ocho leguas en contorno por un año.
41 Benosa de Robles su hermana, soltera, natu- Berosa deRo-
ral de la villa de Arjona y vecina de esta corte , de
edad de quince años, judaizante confitente, salid al
auto en forma de penitente con sambenito, y se le leyd
su sentencia con méritos ; abjuro sus errores y fue
reconciliada en forma con confiscacion de bienes que
no tuvo, hábito y cárcel por seis meses, y cumplidos
desterrada de esta corte y ocho leguas :en contorno
por un año.
41 Maria de Robles su hermana , natural de Jaen María ¿e Ro-
y vecina de esta corte, de edad de diez y siete años, ¿les.
muger de Antonio Rodriguez , de oficio dorador de
fuego, judaizante confitente , salid al auto en forma
de penitente con sambenito , y se la leyo su sentencia
con méritos , abjurtí sus errores y fue reconciliada
en forma con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito
y cárcel por seis meses, y cumplidos desterrada de
Madrid y villa de Almaden de los Azogues y ocho
leguas en contorno por dos años ; el uno preciso y el
otro voluntario, y fue encargada á un calificador que
la instruya en los misterios de nuestra santa fe.
43 Antonio Rodriguez su marido, natural y ve- Antonio Rocino
de Madrid , originario de Portugal , de oficio driguez.
dorador de fuego, de edad de veinte y ocho años , judaizante
confitente, salid al auto en forma de penitente
con sambenito, leydsele su sentencia, abjuro ptíblicamente
sus errores, y fue recónciliado en forma
con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito y cárcel
por seis meses , y cumplidos desterrado de esta
corte por dos años y que no llegue á los puertos de estos
reinos ni con veinte leguas. • . • . •
44 . Maria Mendez , muger del dicho Geronimo Mam Mendez
de Robles, natural y vecina de Madrid , de origen
portuguesa, de edad de veinte y siete años , judaizante .
confitente, salió al auto en forma de penitente con
sambenito, y se le leyó su sentencia con méritos: ab- :. •
juró sus errores y fue reconciliada en forma con confiscacion
de bienes que no tuvo, hábito y cárcel por
seis meses, y cumplidos desterrada de Madrid y ocha
leguas en contorno por un año. •
Bernardo de 45 Bernardo de Paz , marido de la dicha Fran-
cisca Nuñez de Robles, natural de Zamora y vecino.
de Madrid, xjue vendia lienzos por' las calles, originario
de Portugal, de edad de veinte y tres años, judaizante
confitente, salió al auto en forma de penitente
con sambenito, leydsele su sentencia con méritos,
abjuró sus errores, y fue reconciliado en forma
con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito y
cárcel por seis meses, y cumplidos desterrado de Madrid
y ocho leguas en cortono por dos años, y que no
llegue á los puertos de estos reinos con veinte leguas. *
i' • , . '
4
Isabel Gonza- ^5 Isabel Gonzalez Hidalgo, que llaman la Cupí-
lez Hidalgo. ^ ^ v¡uc|a de Antonio Hernandez, zapatero, natural
de Valladolid y vecina de esta corte, que vendia cordones
por las calles, portuguesa , de edad de cincuenta
años, judaizante confitente, salió al auto en forma
de penitente con sambenito, y se le leyó su senten- .
cia con méritos: abjuró públicamente sus errores, y
fue reconciliada en forma con confiscacion de bienes
que no tuvo, hábito y cárcel por un año, y desterrada
de Madrid, Toledo, Zamora y Valladolid, y
ocho leguas en contorno por un año , la mitad preciso
y la otra mitad voluntario. . •• '
Gisoar Her- 47 Gaspar Hernandez Hidalgo, su hijo, natural
nandez Hidal- ral de Zamora y vecino de esta corte, de oficio zapa-
go. tero, de edad de diez y pcho años , judaizante confitente,
salió al auto en forma de penitente con sambe-
nito, leyosele su sentencia con méritos, abjuró formalmente
malmente sus errores, y fue reconciliado en forma
con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito y
cárcel por seis meses, y cumplidos, desterrado de Madrid
y Zamora por un año, y que no llegue á los
puertos de estos icinos con veinte leguas, ' ' '' .•'.' • •• • • • '
48 Lorenza de Montalvan , viuda de Francisco Lorenza de.
Mendez , tejedor de mantas , natural y vecina de Ma- Montalvan.
drid, originaria de Portugal, de edad de cincuenta
años , judaizante confitente, salió al auto en forma de
penitente con sambenito , y se la leyo su sentencia
con méritos, abjuró sus errores, y fue reconciliada en
forma con confiscacion de bienes qué no tuvo, hábito
y cárcel perpetua irremisible. -
49 Gerónima de Govea , muger de Juan Alvarez, Gerónima de
natural de Hiceda en Portugal, vecina de esta corte, Govea.
de edad de treinta y dos años, judaizante confitente,
salió al auto en forma de penitente con sambenito, y
se la leyo su sentencia con méritos, abjuro sus errores,
y fue reconciliada en forma con confiscacion de
bienes que no tuvo, hábito y cárcel por dos meses, y ;
fue encargada á un calificador para que la instruya en
los misterios de nuestra santa fe. ,;
:
malmente sus errores, y fue reconciliado en forma
con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito y
cárcel por seis meses, y cumplidos, desterrado de Madrid
y Zamora por un año, y que no llegue á los
puertos de estos icinos con veinte leguas, ' ' '' .•'.' • •• • • • '
48 Lorenza de Montalvan , viuda de Francisco Lorenza de.
Mendez , tejedor de mantas , natural y vecina de Ma- Montalvan.
drid, originaria de Portugal, de edad de cincuenta
años , judaizante confitente, salió al auto en forma de
penitente con sambenito , y se la leyo su sentencia
con méritos, abjuró sus errores, y fue reconciliada en
forma con confiscacion de bienes qué no tuvo, hábito
y cárcel perpetua irremisible. -
49 Gerónima de Govea , muger de Juan Alvarez, Gerónima de
natural de Hiceda en Portugal, vecina de esta corte, Govea.
de edad de treinta y dos años, judaizante confitente,
salió al auto en forma de penitente con sambenito, y
se la leyo su sentencia con méritos, abjuro sus errores,
y fue reconciliada en forma con confiscacion de
bienes que no tuvo, hábito y cárcel por dos meses, y ;
fue encargada á un calificador para que la instruya en
los misterios de nuestra santa fe. ,;
:
•
•(
50 Francisco de Soria, el capon, natural de la vi. Francisco de
Ha de Alcañizas, originario de Portugal, que ven- Soria.
día lienzos por las calles en esta corte, de .--dad de
veinte y cinco años, judaizante confitente, salid al
auto en forma de penitente con sambenito, leyósele su
sentencia, abjuro públicamente sus errores y fue reconciliado
en forma, con confiscacion de bienes, y al volver
del auto se le quito el hábito, y está desterrado de
Madrid, Villafranca del Bierzo y ocho leguas en con-,
torno por un año , la mitad preciso y la otra mitad voluntario. .•'•. • •, ;'••
i
i. $i Gregorio Gonzalez, natural de Zamora, y ve- Gregorio Gon-
cino de Madrid , originario de Portugal, que vendía zalez.
Pag. 47 nessun testo?
guas en contorno , y que no llegue á los puertos de
estos reinos ni con veíate leguas^
55 Felipa Nogueira, viuda de Luis Enriques, na- Felipa No-
tural de Villaftor en Portugal , y vecina de esta cor- guelra..
te, de edad de setenta y seis años, judaizante confitente ,
salió, al auto en forma de penitente con sambenito,
leyósele su sentencia con méritos, abjurd sus
errores , y fue reconciliada en forma con confiscacion
de bienes que no tuvo, hábito y cárcel perpetua,
irremisible.,
56* Francisca Nogueira, su nieta, soltera , natural Francisca No-
del lugar de Mirandela en Portugal , y vecina de esta gueira.
corte , de edad de diez y siete años, judaizante confitente,
salió al auto en forma de penitente con sambenito,
y se le leyo su sentencia con, méritos, abjuro sus
errores y fue reconciliada en forma con confiscacion
de bienes que no tuvo , hábito y cárcel perpetua irremisible ,
y que en ella fuese instruida en los misterios,
de nuestra santa fe..
57 Luis, del Valle, natural de la villa de Cacnih, LUÍS del Valle.
y estanquero de tabaco en la villa
de Alcalá de Henares, de edad de veinte y ocho años , judaizante confitente,
salio' ai auto en forma de penitente con sambenito,
y se le leyo su sentencia con méritos, abjuro
sus errores y fue reconciliado en forma con confiscacion
de.bienes, hábito y cárcel por seis meses, y cumplidos ,
desterrado de Madrid y Alcalá y ocho leguas
en contorno por un año
58 Isabel Ehriquez, su muger y prima, natural rsajiei- Enri-
de dicha villa de Cachin y vecina de esta corte, de
quez.
edad de veinte y cinco años, judaizante confitente, salió
al auto en forma de penitente con sambenito, y se
le leyo su sentencia con méritos, abjuro sus errores
y fue reconciliada en forma con confiscacion de bienes
que no tuvo, hábito y cárcel perpetua irremisible.
Juan Antonio 59 Juan Antonio de Silva, hermano
de la dicha de Silva. Isabel Enriquez, y hijos de Felipa Lopez , viuda , relajada
en este auto, natural de la villa de Almendrale-
jo en la Extremadura, y vecino de esta corte, que mo-
lia tabaco , de edad de veinte y seis años , judaizante
confitente, salid al auto en forma de penitente con
sambenito, y se le leyd su sentencia con méritos, abjuro
sus errores, y fue reconciliado en forma con confiscacion
de bienes que no tuvo, hábito y cárcel por
un año , y desterrado de Madrid y ocho-leguas en contorno
por cuatro alaos,
Felipa Enri- 6o Felipa Enriquez del Valle, su sobrina, hija de
quez del Va- Francisco Enriquez del Valle y Maria Enriquez, relie,
lajados en este auto, natural de la ciudad de Llere-
na, y vecina de esta corte, soltera, de edad de diez y
siete años, judaizante confitente, salid al auto en forma
de penitente con sambenito , leydsele su sentencia
con méritos, abjuro sus errores, y fue reconciliada en
forma con confiscacion de bienes que no tuvo, hábito
y cárcel perpetua.
Juanete Castro 61 Juan de Castro y Torres, alias don Juan de
Castro, originario de Portugal, natural de la ciudad
de Jaen, que residia en esta corte, sin oficio, de edad
de veinte y nueve años, judaizante confitente, salid
al auto en forma de penitente, con sambenito, leydsele
su sentencia con méritos, abjuro sus errores, y fue
reconciliado en forma con confiscacion de bienes que
no tuvo•, hábito y cárcel perpetua.
Ana Maria de 62 Ana Maria de Orobio, alias doña Ana Navar-
Oiobios. ro, su muger, natural de la ciudad de Sevilla, portugues,
que residia en esta corte , de edad de veinte y
ciaco años, judaizante confitente, salid al auto en
forma de penitente con sambenito, y se le leyó su
sentencia con meritos, abjuro sus errores, y fue reconciliada
en forma con confiscacion de bienes que no
tuvo , hábito y cárcel perpetua. : (
6% Antonio de Orobio, alias Antonio de Hino Antouio de
osa, alias Antonio Navarro, su hermano, de nacion Orobio.
portugues, natural de Sevilla, y estanquero de tabaco
en la villa de Pastrana, de edad de veinte y siete
años, judaizante confitente, salió al auto en forma de
penitente con sambenito , y se le leyó su sentencia
con méritos, abjuro sus errores y fue reconciliado en
forma con confiscacion de bienes, hábito y cárcel por
seis meses, y cumplidos, desterrado de Madrid, Sevilla ,
Pastrana y ocho leguas en contorno por un año.
64 Francisco Manuel Diaz, alias Francisco Ma- Francisco Manuel
de Torres, alias Francisco Yañez, natural de Se- nuel Diaz.
villa, portugues, que residia en Pastrana, y fue preso
en esta cdrte, de edad de diez y seis años, judaizante
confitente, salio' al auto en forma de penitente
con sambenito, leydsele su sentencia con méritos, abjuro
sus errores y fue reconciliado en forma con confiscacion
de bienes que no tuvo , hábito y cárcel
perpetua irremisible.
65 Juan Bautista Pereira, natural de la villa de juan Bautista
Monforte de Lemus, en Galicia, y residente en esta Pereira.
corte, tratante, originario de Portugal, de edad de
treinta y siete años, judaizante confitente, salio al auto
en forma de penitente con sambenito, leydsele su
sentencia con méritos , abjurd sus errores , y fue reconciliado
en forma con confiscacion de bienes, hábito
y cárcel perpetua. Reconciliados
en estatua.
66 Francisco de Medina, alias Francisco Luis Francisco de
Bartolomé, alias Abran Jacob de Medina, alias don Medina.
Francisco Diamante, natural de la ciudad de Vene-
cia, vecino de la de Liorna, y residente en esta cdrte,
de edad de treinta años, judaizante, estafador á portugueses
de la nacion , murio en las cárceles secretas
de esta Inquisicion, penitente, y antes abjuro sus errores;
fue reconciliado y absuelto sacramentalmente, .
recibió el sacramento de la Eucaristía por v.iático, y
fue enterrado en eclesiástica sepultura , salid al auto su
estátua con insignias de reconciliado, leydsele su sentencia
con méritos , y fue condenado en confiscacion
de bienes que no tuvo. "
Constanza 67 Constanza Hernandez, viuda de Pedro Alon-
Hernandez. so Alameda, vecina de la ciudad de Cordoba, y natural
de Villunueva de la Jara, de edad de setenta años,
herege, alumbrada y embustera, que murió en las
cárceles secritas de ¡a Inquisicion de dicha ciudad de
Cordoba, con señales de arrepentimiento, salid al auto
en estatua con insignias de reconciliada y coroza
de embustera, leédsela su semencia con méritos, y
fue condenada en confiscacion de bienes que no tuvo,
y se declaro haber muerto habiendo recibido el sacra-
Relajados en menro t|e la Penitencia, y sido absuelta sacrarñental-
ettátu.iporju- mente y se man
íiatzantrs fu- _..... ' J *"_/** »
gttnaí de es- pultura.
tos reinos.
E\ doctor An- 68 El doctor Antonio de Vergara, portugues "ve-
tonb de Ver- c\no ¿c la v¡na ¿e JUora, en él reino de Granada , de
8ara, oficio médico, judaizante , ausente fugitivo, salid al
auto en estátua con insignias de condenado, leydsele
su sentencia y fue relajado á la justicia y brazo seglar,
con confiscacion de bienes que no tuvo.
Francisco de 69 Francisco :de -Leon , poTtug»«, vecaro de Má-
I-eon- laga , <)e joficio anteogero , por -judaizante , alísenle !fu-
i. gitivo, fue relajado en estátua á la justicia y .brazo tse-
glar, con confiscacion de bienes que no tuvo.
LeonorNuñez. 70 Leonor Nunez, su muger portuguesa, vecina •
de Málaga , por judaizante ausente fugitiva , fue relajada
en estátua al brazo seglar, y confiscados sus bie- .
nes tque 'no tuvo , á la cámara y fisco de S. 'M.
Don Rodrigo 71 DonHodrigo del Caño, portugues mercader
del Cano. vecino de Málaga , judaizante ausente fugitivo, fue
relajado en estatua á la justicia regular , con confiscacion
de bienes que no tuvo.
72 Don Cristoval del Caño, portugues, vecino Don C-lstova!
de Málaga, judaizante ausente fugitivo, fue relajado dcl c*no-
en estatua á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo.
73 Doña Luisa de Castro, su muger, portugue- Doña Luisa de
sa, vecina de Málaga, judaizante ausente fugitiva, fue Castro,
relajada en estatua á la justicia y brazo seglar , con
confiscacion de bienes que no tuvo. . . , , , ¡
74 Francisco Díaz de Silva, vecino de Málaga, Francisco D!az
portugues, judaizante ausente fugitivo, relajado en de Silva.
estatua al brazo seglar, con confiscacion de bienes
que 110 tuvo.
75 Melchor Ruiz, de oficio especiero, vecino de Melchor Ruiz.
Málaga, portugues de mas de cincuenta años, judaizante,
ausente fugitivo, relajado en estatua, con confiscacion
de bienes que no tuvo. .
76 Ana Gonzalez su muger, vecina de Málaga, Ana Gonzalez.
portuguesa, de edad de treinta años, judaizante, ausente
fugitiva, fue relajada en estatua á la justicia y
brazo seglar, con confiscacion de bienes que no tuvo. . . (. : . . , ' ' ... . .
77 Diego Nuñez Chacon, natural de la villa de Dieg° Nuñez
Alora y vecino de Antequera, portugues, mercader Chacón.
de lienzos, judaizante, ausente fugitivo, fue relajado
en estatua á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo. . ,~ :'• '. ..-. T
78 Leonel de Ribera, alias Daniel Gomez, altas Leonel de Ri-
Abran Gomez Brito, vecino que. fue de esta villa de bera.
Madrid, portugues, reconciliado por la Inquisicion
de Valladolid en veinte de febrero de mil seiscientos •
y sesenta y siete, judaizante relapso, ausente fugiti-
vo, relajado en estatua á la justicia y brazo seglar, con
confiscacion de bienes que no tuvo.
Don Gabriel 79 Don Gabriel de Salazar , portugues , hijo de
de Salazar. Diego Gomez de Salazar, vecino y hombre de negocios
que fue en esta corte, judaizante fugitivo, fue relajado
en estatua á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo. : : • ' ' .
Don Andres 8o Don Andres de Salazar su hermano , reconci-
de Salazar. liado por la Inquisicion de Valladolid en veinte de febrero
de mil seiscientos y sesenta y siete años, ausente
fugitivo, judaizante relapso, fue relajado en estatua
á la justicia y brazo seglar, con confiscacion de
bienes.
María López. 81 Maria Lopez , soltera , natural de la ciudad de
Oporto y vecina de Orense, judaizante, ausente fugitiva ,
fue relajada en estatua á la justicia y brazo seglar,
con confiscacion de bienes que no tuvo.
Luis Enriquez. 82 Luis Enriquez , soltero, portugues, vecino de
Antequera , ausente fugitivo, judaizante, relajado en
estatua á la justicia y brazo seglar, con Confiscacion de
bienes que no tuvo.
Juana López. 83 Juana Lopez , viuda de Francisco de Acosfa,
natural de Villaflor, vecina que fue de Orense y Granada ,
judaizante, ausente fugitiva, relajada en estatua
á la justicia y brazo seglar, con confiscacion de
bienes que no tuvo.
Pascual Nuñez. 84 Pascual Nuñez, portugues, vecino de Málaga,
judaizante, ausente fugitivo, relajado en estatua á la
justicia y brazo seglar , con confiscacion de bienes
no tuvo,
Francisco Na- 85 Francisco Navaro de Acuña, portugues, vecl-
varro de Acu- no de Villa de Neira en Galicia, y Alfolinero que fue
TÍA.
de la sal, judaizante, ausente fugitivo, fue relajado
en estátua á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo- -
íi•.fi^ ' '. < ' ' - • • - ' • * -
86 Maria Mendez, hija de Antonio Mendez, ca Maria Mendez.
pitan Farrapa, y de Maria Mendez su muger, vecinos
de Orense, reconciliados en la Inquisicion de Santiago,
portuguesa, judaizante, ausente fugitiva, relajada
en estátua á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo. -
87 Francisco Machado, el mozo, natural de Vi- Francisco Ma-
líaflor, vecino de Orense, judaizante, ausente fugiti c^a^o- ;:..
vo , relajado en estátua á la justicia y brazo seglar, .•:• -í... •&
con confiscacion de bienes que no tuvo.
88 Francisco Rodriguez Castellanos, natural de Francisco Ro-
YiHaflor en Portugal, y vecino de Orense, judaizan- driguez Gástete,
ausente fugitivo, relajado en' estátua á la justicia y l'a"os-
brazo seglar, con confiscacion de bienes que no tuvo.
89 Beatriz Lopez su muger, portuguesa, vecina Beatriz Lopez,
que fue de Orense, judaizante, ausente fugitiva, relajada
en estátua con confiscacion de bienes que no tuvo.
90 Antonia Hernandez, hija de la dicha Cons- Difuntos reía-
tanza Hernandez, reconciliada, natural de Cañete de Jados for here-
las Torres y vecina de la ciudad de Cdrdova, muger j T j f" - *j j i j 'j - r Antonia Her- de Juan de v,ordova, de edad de
cincuenta anos, he- ^jndez
rege alumbrada embustera y supersticiosa, que murió €
n las cárceles secretas de la Inquisicion de Cdrdova,
pertinaz en sus errores ; salio al auto su estátua y huesos
con insignias de condenada y coroza de embustera
supersticiosa i leyose su sentencia con méritos, y
fue relajada en estátua y sus huesos á la justicia y bra-
ZQ seglar, con confiscacion de bienes que no tuvo.
Marcos de Se-
QI Marcos de Segura Castellano Casarrubio, na- gura Castellano
tural de la villa de Ubrique en el reino de Granada, Casarrubio.
vecino de Antequera y residente en Llerena , de edad
de setenta y cinco años, reconciliado por la Inquisicion
de Llerena por herege , que negaba el purgatorio
y relapso en el mismo error y otros , murio en las
cárceles secretas de dicha Inquisicion pertinaz en sus
errores, salió al auto su estatua y huesos con insignias
de condenado, leyose su sentencia con méritos, y fue
relajado en estatua y sus huesos á la justicia y brazo
seglar, con confiscacion de bienes que no tuvo-
Difuntos reía- 92 Diego Gomez de Salazar, alias Abran Gomez
jados por ju- de Salazar, de nacion portugues, vecino y hombre de
da.iza.ntes. negocios en esta corte, reconciliado por la Inquisicion
Diego Gómez je Toledo en veinte de febrero de mil seiscientos y sede
oalazar. • /- • • • > • «
senta y siete , ausente fugitivo , judaizante relapso,
que murió en el barrio de sancti Spiritus de Bayona
de Francia: procedióse contra su memoria y fama, y
fue relajado en estatua á la justicia y brazo seglar, con
confiscacion de bienes.
ri T> j-,. i 93 Don Pedro de Salazar, alias Moises de Salazar Don redro de <•?. ..- • . • /.•• ,.
i
SaLzar, su n')° difunto, judaizante ausente fugitivo, relr.jjdo
en estatua á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes. ^
Erancisco Sua- 94 Francisco Suarez, alias Abran Suarez, natu
rez. ral de Yébenes, arzobispado de Toledo y vecino de
Málaga , corredor de lo:nja , de edad de cincuenta años
portugues judaizante , que murio pertinaz en las cárceles
secretas del santo oficio de la Inquisicion de Granada,
salió al auto en estatua y sus huesos con insignias
de condenado; leyósele su sentencia con méritos,
y fue relajado en estatua y sus huesos á la justicia y
brazo seglar, con confiscacion de bienes que no tuvo.
Catalina Ro- 95 Catalina Rodriguez, alias la Pasquina, natu.
driguez. ral y vecina de la villa de Buarcos en Portugal , rau-
ger de Gaspar de Sesa , que. residia en la .villa d^ Cun-
l,,: , "S^5,?*1, 9?^S'a! í*e edad de setenta años, reconciliaba
por el santo oficio de la Inquisicion de Coimbra , judaizante
relapsa confitente," murio en
las cárceles de • . . . ^ la Inquisicion de Santiago, y salid al auto en estatua
y sus huesos con insignias de condenada; leyosele su
sentencia con méritos, y fue relajada y sus huesosa
la justicia y brazo seglar, con confiscacion de bienes
que no tuvo.
96 Catalina Antonia, viuda de Manuel Nieto, ve- Catalina An-
cina y natural de Biiarcos en Portugal, reconciliada tonia.
por el santo oficio de la Inquisicion de Coimbra, resid
ente en dicha villa de Cangas , murio en las cárceles
secretas de la Inquisicion de banriago, judaizante re- ;
lapsa convicta negativa, y fiíe relajada y sus huesos á
la justicia y brazo seglar, con confiscacion de bienes
que no tuvo.
97 Albin Lopez, portugues., vecino de ia villa Albin Lopez,
de Coin, Obispado de Málaga , de edad de treinta y
nueve años , judaizante, difunto .en las -cárceles secretas•
de la Inquisicion de Granada, convicto,, proced-kí-
se contra su memoria y fama, y fue relajado en •está-
íua , y sus Jiuesos á la justicia y brazo seglar, •con .confiscacion
de bienes •cjue no tuvo.
98 Juan de España Sotomayor, alias Pedro Prie- juan ¿e Espato,
natural de Lucena y vecino de Málaga, portugues Ka Sotomayor. •
de nacion y mercader de lienzos, de edad de cincuenta
y seis años, que murio en las cárceles secretas de la
Inquisicion de Granada, negativo, procediose contra
su memoria y fama, y fue relajado en estátua, y
sus huesos i la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo.
3 »•
99 Isabel Lopez Artur , muger de Gaspar Lopez, jsabei Lope*,
natural de la ciudad de Oporto, vecina de Orense,
judaizante pertinaz, que murió en las cárceles de la
Inquisicion de Santiago de cuarenta años, impenitente,
fue relajada en estátua, y sus huesos á la justicia y
brazo seglar, con confiscacion de bienes que no tuvo
Relajados en ioo Francisco de Salinas, alias Francisco de
fersona. Leon, natural de san Martin de la Vega de este arzo-
S j."ncls°° e bispado, de origen portugues, residente en esta corte,
de edad de veinte y seis años, reconciliado por
la Inquisicion de Toledo, en seis de setiembre de mil
seiscientos y setenta y un años; salió al auto con insignias
de condenado, y. por judaizante relapso confitente;
se le leyo su sentencia con méritos, y fue relajado
á la justicia y brazo seglar, con confiscacion de
bienes.
Antonio Enri- IOI Antonjo Enriquez, natural del lugar de En-
1uez' cinoso, y vecino del de Villarino, en Portugal, tratante
en lienzos residente en esta cdrte, de edad de
cincuenta y dos años, reconciliado por la Inquisicion
de Coimbra, en el auto general que celebro la de Lisboa
en treinta de marzo de mil seiscientos y sesenta y
nueve; salió al auto por judaizante íelapso confitente,
y fue relajado á la justicia y brazo seglar, con confiscacion
de bienes que no tuvo.
Francisco En- 1O2 Francisco Enriquez del Valle, alias Viva:
riquez del Va. rQ'n> naturai je Villaflor, en Portugal, y estanquero
de tabaco en esta corte, de edad de sesenta y seis
años , reconciliado por la Inquisicion de Llerena en
veinte y tres de abril de mil seiscientos y sesenta y
dos , salió al auto con insignias de condenado por judaizante
relapso confitente; se le leyo su sentencia
con méritos , y fue relajado á la justicia y brazo seglar,
con confiscacion de bienes.
Maria Enri- IO3 Maria Enriqnez, alias Maria Lopez su mu-
quez. ger, natural de la villa de Chacin y vecina de esta
corte, de edad de cuarenta y tres años, reconciliada
por la Inquisicion de Llerena, en el auto general que
se celebró en veinte y tres de abril de mil seiscientos y
sesenta y dos años , salió al auto con insignias de con.
denada y por judaizante relapsa confitente ; se le lo-
yd su sentencia con méritos, y fue relajada á la justji,
cia y brazo seglar, con confiscacion de bienes. .,
Violante Enri-
104 Violante Enriquez , hermana de la dicha Ma 1U6Zt
ria Enriquez, soltera, natural de Chacin y vecina de
esta• corte , de edad de cuarenta y un años , reconciliada
por la dicha Inquisicion de Llerena, en dicho dia
veinte y tres de abril de mil seiscientos y sesenta y ,.;••.,••
dos, salid al auto con insignias de condenada, y por
judaizante, observante de la lei de Moises, relapsa
convicta y negativa; se le leyo su sentencia con méritos,
y fue relajada á la justicia y brazo seglar, con•
confiscacion de bienes que no tuvo. ..,, ' ' .
Felipa Lopez de Redondo, viuda de Mateo Felipa lopez
de Silva, madre de las dichas Maria y Violante Enri- de Redondo.
quez, natural de Chacin y vecina de Madrid, de mas
de sesenta años , reconciliada por la Inquisicion de
Llerena en dicho dia veinte y tres de abril de mil seiscientos
y sesenta y dos años, salid al auto con insignias
de condenada, y por judaizante relapsa confitente: se
la leyo su sentencia con méritos , y fue relajada á la
justicia y brazo seglar,• con confiscacion de bienes
que no
106 Ana de Vargas, alias Ana Gomez, alias. Lo- Añade Vargai.
pez, muger de Manuel Francisco, natural de esta
villa de Madrid y vecina de Andujar., originaria de
Portugal, de edad de cincuenta y dosaftps, que tenia
tienda de especeria, reconciliada en la Inquisicion de
Toledo en primero de. enero de mil seiscientos y cincuenta
y un años, por judaizante relapsa confitente,
salid al auto con insignias de condenada; leydsela su
sentencia con méritos, y fue relajada á la justicia y
brazo seglar, con confiscacion de bienels, '••,•, ,••-..
107 Manuel Suarez de Fonseca, natural y vaci Manuel Su
no de la villa de Trancoso en Portugal, traltapte que de Fonsec
ciudad de Córdoba, soldado, de treinta y seis años,
reconciliado por la inquisicion de Cordoba en el auto
general de veinte y nueve de junio de mil seiscientos
y sesenta y cinco , por judaizante relapso confitente:
salió al auto con insignias de relajado, leyósele su sentencia
con méritos, y fue relajado á la justicia y brazo
seglar con confiscacion <^le bieneíli ,, ;, ,,¡
112 Simon Diego de Morales, natural de Biseo, Simon Diego
reino de Portugal , y vecino de Cordoba , que vendia de Morales.
lienzos por las calles, de edad de treinta y ocho años,
por judaizante pertinaz, salió al auto con insignias
de relajado y. mordaza., leyósele su sentencia con méritos,
y fue relajado á la justicia y brazo seglar con
confiscacion de bienes. ... .n l
T r* i i' j i '-<• MI Baltasar Lopez
113 Baltasar Lopez Cardoso, natural de la villa Cardoso.
de Verin , y vecino de Celanova en Galicia , de edad ..
4
de treinta y tres años, de nacion portugues, estanque- ::-,
ro de tabaco, por judaizante pertinaz: salió al auto
con insignias de relajado y mordaza , leyósele su sentencia
con méritos, y fue relajado á la justicia y bra-
z,o seglar con/confiscacion de bienes que no tuvo.
Felipa Lopez.
1 14 Felipa Lopez , su prima, muger de Antonio
Lopez Arroyo, natural y vecina de la villa de Verin,
hija de padres portugueses, de edad de treinta años,
por judaizante pertinaz, salid al auto con insignias de
relajada y mordaza, leyósela su sentencia con méritos,
y fue relajada á la justicia y brazo seglar con confiscacion
de bienes que no tuvo>
T . o ,. ,. .. Luis Sarabla.
115 Luis Sarabia., alias Arraya, portugues, natural
de Burdeos, residente en la villa de Pontevedra, .;.. ,. •
de edad de veinte y siete años, viandante, judaizante
pertinaz, salió al auto con insignias de relajado y mordaza,
leyósele su sentencia con méritos, y fue relajado
á la justicia y, brazo seglar con confiscacion de bienes
que no tuvo.
Gaspar de Ro- 1 16 Gaspar de Robles , natural dé Luarca , en As-
bJes. 'turias, hijo de padres portugueses de la nacion, y vecino
de Guelva , arzobispado de Sevilla , estanquero
de tabaco, de edad de treinta y ocho años, por judaizante
pertinaz, salió al auto con insignias de relajado
y mordaza, y se le'leyó su sentencia con méritos, y
fue relajado á la justicia y brazo seglar coa confiscacion
de bienes. •'.'.''
Pedro Vicen- 1 17 Pedro Vicente, alias Moises Enriquez , alias
te- Isac Moises de Leon, natural de la ciudad de Liorna,
viandante mercader , de edad de veinte y siete años,
por herege apostata ,. rejudaizante pertinaz, salió al
auto con insignias de relajado y mordaza, leyósele su
sentencia con méritos, y fue relajado á la justicia" y ., . ..•
brazo seglar con confiscacion de bienes que no tuvo.
Mahometan*. ' 1 18- - Lázaro. Fernandez, 'alias Mostafá , natural de
LázaroFernan. la ciudad de Cádiz, renegado que andaba en corso, de
dez. . -edad de veinte y ocho años, por pertinaz en la secta
de Mahoma: salió al auro con insignias de relajado y
mordaza , leyosele su sentencia con méritos, y fue relajado
á la just icia y brazo seglar con confiscacion de
bienes que no tuvo. «•
147 A cosa de las cuatro de la tarde se acabaron ,
de leer las sentencias de los relajados, y conduciéndolos
por la escalera por donde habiae subido , bajaron
á la plaza de vallas del teatro, y don Fernando Alva-
rez de Valdés, secretario del secreto de la Inquisicion
de Sicilia , hizo de ellos la entrega al señor don Fran-
Entregí de los cisco de Herrera Enriquez, corregidor, y sus tenien-
relaj dos á la tés don Pedro de Leon y don Gerónimo Pelegrin , y
justicia seglar. Juan de Sandoval, oficial mayor de don Diego Orejon,
secretario de S. M. y mayor de Ayuntamiento,
los cuales mandándolos montar en la forma ordina- . .
ria los hicieron poner en hilera, yendo delante las estatuas
y detras los personalmente relajados , y en esta
forma los bajaron por la calle de los Boteros , y volviendo
viendo á mano izquierda por la calle Mayor, salieron
por la calle de los Bordadores á la plazuela de las Descalzas
Reales y de san Martin, y de alli por el camino
mas breve pasaron á la plazuela de santo Domingo
y tomaron via recta por la calle de san Bernardo,
llegaron por la puerta de Fuencarral hasta el brasero.
Iba delante de esta infausta procesion una escuadra de
los soldados de la fe , y detras de todos los reos y los
ministros de la justicia seglar , iba á poca distancia el
secretario de la Inquisicion don Fernando Alvarez de
Valdés, para asistir y dar testimonio de como se habian
egecutado las sentencias.
148 En el ínterin se prosiguió leyendo los procesos
de los reos penitenciados , conviene á saber, judaizantes,
embusteros, supersticiosos, hipócritas y cjsa-
dos dos veces. Acabáronse de leer como á las nueve Acabame de
de la noche. A este tiempo estaban ya revestidos los leer las causas.
diaconales que asistian á S. E. , á quien ministraron
las vestiduras pontificales, y le sirvieron sus
capellanes y el page de la misma manera que al principio
cuando fue á recibir el juramento á S. M.
b .
149 Revestido S. E. de pontifical se sentó en el
trono y le pusieron la mitra, y á este tiempo el alcaide
llamó y condujo los reos, pasándolos por el corredor
inmediato al balcon de SS. MM. y llegando al
plano donde estaba el altar se hincaron de rodillas delante
de la cruz y fueron haciendo las abjuraciones.
150 Estas son de tres maneras, una abjuracion de
levi, otra de vehemenri, y otra que se dice abjuracion
en forma. La de levi es aquella que hacen los reos por
delitos que inducen sospecha leve de heregia con actos
semejantes á los que suelen hacer los que la siguen,
como los casados dos veces , rebaptizados , y los que
celebran sin Ordenes y otros semejantes. La abjura-'
cion de vehementi la hacen aquellos que cometieron
delito tan grave, que por el mismo hecho engendra
vehemente sospecha de heregia, ó que estando negativos
se les probó con dos testigos tales que á la gran
justificacion del tribunal no le parezca que es perfecta
ta probanza para condenar á muerte. Esta abjuracion
tiene el mismo efecto que la abjuracion en forma , en
cuanto el que la hace se sujeta á que si repite el delito
le castiguen como relapso. La abjuracion en forma
la hacen aquellos que estan convictos y confieses
del crimen de la heregia, cuales son todos los que han
judaizado.
151 Diez reos fueron los que hicieron la abjuracion
de levi, cuyos nombres y delitos" se han visto ya
en el sumario, los cuales hincados de rodillas, repitiendo
la formula que les leia el secretario de la inquisicion
de Toledo, y diciendo cada uno su nombre y
patria abjuraron de esta suerte.
152. "Yo N. vecino de tal N. que aqui estoi presente
ante vueseñorias , como inquisidores que son de
Abjuracion que la herética pravedad , por autoridad apostolica y ordi-
hicieron los de naria, puesta ante mí esta señal de la>j
tos cuatro Evangelios, que con mis manos corporal-
mente toco, reconociendo la verdadera católica y apostolica
fe, abjuro y detesto, y anatematizo toda especie
de heregia y apostasia que se levante contra la santa
fe catolica y lei evangélica de nuestro Señor, Redentor
y Salvador Jesucristo y contra la santa fe apostolica
de la Iglesia Romana, especialmente aquella de que
yo en este santo oficio he sido acusado, y estoi vehemente
d levemente sospechoso: y^juro y prometo de
tener y guardar siempre aquella santa fe que tiene,
guarda y enseña la santa madre Iglesia, y que seré
siempre obediente á nuestro señor el papa, á sus sucesores
que canonicamente sucedieren en la santa silla
apostolica, y á sus determinaciones ; y confieso, que
todos aquellos que contra esta santa fe vinieren, son
dignos de condenacion, y prometo de nunca me juntar
con ellos, y que cuanto en mi fuere, los perseguiré,
y las heregias que de ellos supiere, las revelare y notificaré
á cualquier inquisidor de la herética pravedad ,
y prelado de la santa madre Iglesia, donde quiera
que estuviere y me hallare. Y juro y prometo que
recibiré humildemente y con paciencia la penitencia
determinaciones, y confieso, que todos aquellos que
contra esta santa fe catdlica vinieren, son dignos de
condenacion, y prometo de nunca me juntar con
ellos, y que cuanto en mi fuere, los perseguiré, y las
heregias que de ellos supiere, las revelaré y notificar
á á' cualquiera inquisidor de la herética pravedad, y
prelado de la santa madre Iglesia, donde quiera que
me hallare. Y Ijuro y prometo que recibiré humildemente
cualesquier penitencias que me son o fueren
impuestas con todas mis fuerzas y poder, y las cumpliré
en todo y por todo, sin ir ni venir contra nada
de ello , quiero y consiento y me place , que si yo en
algun tiempo, lo que Dios no quiera, fuere o viniefe
contra lo susodicho, ó contra cualesquier cosas o parte
de ellas, que en tal caso sea habido y tenido por impenitente
y relapso, y que me someto á la correccion
y severidad de los sacros cánones, para que en mi , como
en persona culpada del dicho delito de heregia sean
egecutadas las censuras y penas en ellas contenidas,
y desde ahora para entonces, y desde entonces para
ahora, consiento que aquellas me sean dadas y egecutadas
en mi, y las haya de sufrir cuando quiera que algo
se me probare por haber quebrantado de lo por mi
abjurado , y ruego al presente secretario me lo de por
testimonio, y á los presentes que de ello sean testigos." '.; ; ^
156 Acabadas de hacer las abjuraciones se quedaron
los reos de rodillas , y el señor inquisidor general
desde su solio vestido de pontifical, con la mitra
puesta, por un libro que le tenían puesto delante los
diaconales, alumbrando el asistente mayor con la paletilla,
les hizo las preguntas de los artículos de la fe,
las cuales iba repitiendo el secretario á los reos que se
habian de reconciliar, y ellos iban respondiendo como
se sigue.
Preguntas de la I 157 ¿Creeis que es Dios Uno en esencia y trino
fe á los recon- cn Personas, todo poderoso, sin principio, sin medio
ciliados. y sinfín? , , ¡ '
Resp. Si creo.
II Creeré que el Padre es Dios todo poderoso , no
criado, ni engendrado, ni hecho?
Resp. S¡ creo.
III Creeis que el Hijo es Di os todopoderoso, etef -
nalmente engendrado de Padre ?
Resp. Si creo.
IV. Creeis que el Espiritu Santo es Dios todopoderoso,
precedente igualmente del Padre y del Hijo ?
Resp. Si creo.
V Creeis que este Dios Uno en esencia 7 Trino
en Personas , por su propio poder crid el cielo y la
tierra, y todas las otras cosas visibles y no visibles?
Resf. Si creo.
VI Creeis que solo Dios de su propia autoridad, y
el sacerdote por comision como causa instrumental y
como ministro de Dios, puede perdonar los pecados
y no otro alguno? ,,
Resp. Si creo.
VII Creeis que todos resucitaremos el dia del temeroso
juicio en estos mismos cuerpos y ánimas, y será
dada gloria á los buenos, y á los malos pena perdurable ?
Resp. Si creo.
VIII Vosotros creeis que nuestro Redentor Jesucristo
fue concebido en el vientre virginal de nuestra
Señora la Virgen Maria por el Espíritu Santo , sin
ayuntamiento de varon?
Resp. Si creo.
IX Creeis que nacio de ella el verdadero Dios, y
verdadero Hombre, quedando ella Virgen antes del
paito, y en el parto y despues del parto;5
Resp. Si creo.
X Creeis que en aquella mundisima carne que tomo
de nuestra Señora la Virgen Maria, fue crucificado,
muerto y sepultado?
Rcsp. Si creo.
XI Creeis que su Anima junta con la Divinidad,
estando su cuerpo en el sepulcro, descendió á los Infiernos
y S.KO' á AJan y á Eva , y á los otros que alli
estaban? Resp. í>t creo.
XII Creeré que al tercero dia de su pasion, resucitd
y se ayunto su santisima Anima con su santisimo
cuerpo ? Resp. Si creo.. „
XIII Creeis que despues de su resurreccion a los
cuarenta dias en tal dia como la Ascension subid en
su propia virtud á los cielos, y está á la• diestra de
Dios Padre?
Resp. Si creo.
XIV Creeis que en el fin del mundo ha de venir
á juzgar los buenos y los malos, y á los buenos los dará
gloria, y á los malos pena perdurable?
Resp. Si creo,
158 Acabadas las abjuraciones y hechas las preguntas
que preceden á la absolución , S. E. se puso en
pie con la mitra puesta, y teniéndole los diaconales el
libro y el asistente mayor la paletilla, dijo rezado el
exorcismo y oraciones siguientes.
159 Adjutorium. nostrum in nomine Domine.
Responden los diaconales. Qui fecit caelum et terram. ^
Sit nomen Domini benedictum. Responden los diaconales:
Ex hoc nunc et usque in szculum.
Exorcizo Te, immunde Spiritus, per Deum Pa-
trem , et per Jesu Cristum Filium eius, et Spiritum
Sanctum , ut recedas ab his famulis , et famulabus;
quos et quas Deus , et Dominus noster Jesu Cristus á
deceptionibus liberare, et ad sanctam matrem Eccle-
siam catolicam atque apostolicam revocare dignetur:
ipse tibi hoc imperar, maledicte damnate, qui pro
salute hominum pasus, mortus et sepultus est, et om-
nes vires tuas superavit , at que resurgens coelos ascen-
dit, unde venturus est judicare vivos et mortuos , et
saeculum per ignem: qui cum Patre, et Spiritu Santo
vivit et regnat , per omhia sajcula saeculorum.
Amen.
160 Tu autem , Omnipotens Deus , has oves tuas
de fauce lupi tua virtute sufractas paterna percipe pie-
tate, et gregi tuo conforma affluenti benignitate, ne
de familia; tuac damno inimicus exultet, sed de con-
versione , et deliberatione Ecclesia tua , ut pia matcr,
Da completare... parla del dia seguiente mercoledi 4 luglio... (Tradurre e riportare)
97 . El dia siguiente miércoles cuatro de julio
partieron de las cárceles secretas del tribunal de edite
las galeras en que iban los penitenciados acompañados
de ministros á cumplir sus sentencias en la cárcel de ^
penitencia de Toledo, conque se disolvio la compañia
de los soldados que hasta este punto tuvieron formado
su cuerpo de guardia en las puertas de las casas
del tribunal de córte con tres centinelas, una ala
puerta de la calle , otra en la puerta que corresponde
al patio de las cárceles secretas, y ia tercera en la primera
grada de la escalera principal. -Y con esto se dio
fin á las. muchas funciones que hubo- en este célebre
auto general. .- * - .
Y:: . ' -V. :. •''
Relacion del auto particular de fe que se celebró en esta
corte en veinte y ocho de octubre de mil seiscientos ochenta,
Al tiempo que se escribia la relacion del auto general
de té, se celebro auto particular en esta corte
el dia de san Simon y Judas, lunes veinte y ocho
de octubre de mil seiscientos ochenta en la iglesia del
convento Real de santo, Domingo, á que asistid el señor
don Antonio Zambrana de Bola ños, inquisidor
apostolico mas antiguo del tribunal de corte. Salieron
á este auto de fe los reos siguientes.
i José Alonso , natural de la ciudad de Zamora Reconciliado»
y residente en esta corte, que vendia cordones por en forma.
las calles* de edad de quince años poco mas o menos, 'Jo¡•é Alonso,
pequeño de cuerpo, carircdondo, 'pelo liso castaño,
ojos grandes y algunas señales de viruelas, salid al auto
en forma de penitente cjn sambenito, por observante
de la lei de Moises, y fue reconciliado en forma
con confiscacion de bienes y condenado á hábito y
cárcel por seis meses, y cumplidos está desterrado de
Madrid y ocho leguas en contorno por un año preciso, •
f\ 9
Beatriz de Cas- 2 Beatriz de Castro, natural de Talavera de la
tro. Reina, y vecina de esta corte, rauger de Luis Alva-
rez, zapatero de viejo, de edad de sesenta años, me-
diana de cuerpo , delgada , morena , buenos ojos y ya
con alguna? arrugas ; salió, al auto en forma de penitente
con sambenito, por observante de la lei de
Moises, y lue reconciliada CB forma con confiscacion
de bienes y condenada á hábito y cárcel por seis meses;
y CMDipilídps, está desterrada de esta corte, Tala-
vera de la Reina, ciudad de Málaga, y ocho leguas
en contorno por dos años, el uno preciso y el otro
voluntario.
Isabel Perez. 3 Isabel Perez , muger de Gregorio Gonzalez, reconciliada
por/ este. santo..oficio., natural y vecina de
esta corte, de edad de veinte y seis años, mediana de
cuerpo, delgada, morena clara , ojos grandes; salió
al auto en forma de penitente con sambenito, por observante
de la lei de Moises , y fue reconciliada en
forma con confiscacion de bienes y condenada á hábito
y cárcel por un a¡ño , y cumplido desterrada de esta
corte, Zamora; y vijja de Méntrida y ocho leguas
en contorno por dos años.
Elena Gonza- 4 Elena Gonzalez* muger de Andres Tejero, na-
lez. lural de Zamora y residente én- esta corte, de edad de
diez y ocho años* pequeña, de. cuerpo, morena, buenos
ojos, pelo negro; salió- at auto en .forma de penitente
con sambenito por observante de la lei de Moises,
y fue reconciliada en forma con. confiscacion de
bienes, y condenada á hábito y cárcel por un año; y , .
cumplido está desterrada de esta corte , ciudad de Za-
inora y odio le
Franciico Far- 5 Francisco Futrado* natural y vecino de Sandia
tado. en Portugal , que residía en esta corte
i de oficio zapa
tero, de edad de veinte y cuatro .aSos, pequeño de
cuerpo, rehecho» moreno, cariredondo, y ojos .grandes,
pelo .negro; salió al auro er forma de penitente
con sambenito, por observante de la lei de Moises, y
fue reconciliado en forma con confiscacion de bienes
y condenado á hábito y carcel por dos años, y cumplidos
está desterrado de esta corte y ocho leguas en
contorno por otros dos años.
6 Maria de la Peña, muger de Antonio Perez, Maria delaPe-
natural de Zamora y vecina de esta corte, de edad de ña*
veinte y ocho años , alta , delgada, de menudas facciones,
buena nariz y ojos, morena y le faltan algunos
dientes; salid al auto en forma de penitente con
sambenito, por observante de la lei de Moises, y fue
reconciliada en forma con confiscacion de bienes y
condenada á hábito y cárcel por dos años; y cumplidos
está desterrada de esta corte , ciudad de Zamora.
y ocho leguas en contorno por tres años.
7 Antonio Perez su marido, natural de Vinais en Antonio Pérez.
Portugal y vecino de la dicha ciudad de Zamora y residente
en esta corte , de oficio vender lienzos por las
calles, de edad de treinta y tres años, alto, blanco,
pellrubio, muchos vigores; y de 'buena cara: salid al
auto en forma de penitente con sambenito, por observante
de la lei de Moises, y fue reconciliado en
forma con confiscacion de bienes y condenado á hábito
y cárcel por dos años , y cumplidos está desterrado
de esta corte , Zamora y villa de Mérida con ocho leguas
en contorno por tres años.
8 Gracia de Velasco , alias Engracia de la Peña, Gracia de Ve- «
oltera , natural de Zamora y residente en esta corte, lasco-
de edad de veinte y tres años, blanca , ojos grandes
negros, pelo castaño y alta, de buen cuerpo: salid al
auto en hábito de penitente con sambenito por observante
de la lei de Moises, y fue reconciliada en forma
con confiscacion de bienes y condenada á hábito y
cárcel por dos años; y cumplidos está desterrada de esta
corte , Zamora y ocho leguas en contorno por- otros
dos años.
FrancíscoGon 9 Francisco Gonzalez Carrion , natural de Valla-
zalez Carrion. dolid que tenía el estanco del tabaco frontero de la
cárcel Real de esta corte , de edad treinta y seis años,
pequeño, de cuerpo % delgado, trigueño, buenas facciones
y le faltan algunos dientes. Salió al auto en forma
de penitente con sambenito, por observante de la leí
de- Moises, y fue reconciliado en forma con confiscacion
de bienes y condenado á hábito y carcel perpetua
Irremisible.
7 .
Antonio Car- Io Antonio Car
doso , natural de Sandín de Mi- doso. randa en Portugal y residente en esta corte, de oficia
Zíipaterc^ de edad de diez y ocho años, bajo de cuerpo,
rehecho., ojos algo espantados, trigueño,- carilargo;
salió al auto en hábito de penitente con sambenito,
por observante de la lei de Moises , y fue reconciliado
en forma con confiscacion de bienes y conde- ,
nado á hábito y carcel perpetua irremisible.
Melchor Her- u Melchor Hernandez Hidalgo ,. natural de Za-
nandez Hídal- mora y residente en esta corte, que vendia cordones
8°' por las calles, de edad de 20 años,. mcdíanu de tucr-
po, lampiño, carilargo, blanco; salió al auto en hábito
de penitente con sambenito poc observante de la
lei de Moises, y fue reconciliado en forma con confiscacion
de bienes y condenado á hábito y cárcel perpetua ¡
rremisibJe..
Blanca Teresa 12 Blanca Teresa Rodriguez , muger de Manael
Rodríguez* de Borge?, arrendador de los cientos de: Cuenca, natural
de Zamora y vecina de esta corte, de veinte y
ocho años, de buen cuerpo, alta., buenas> facciones,
nariz grande, ojos grandes, color trigueño? salio • al au*
to en furma de penitente con sambenito, .por oBser-
t« de la lei de Moises (y por negativa estuvo condenada
á relajar y se le notifico la sentencia) y fue reconciliada e.n for r,a, con confiscacion de bi
enes y con- a á hábito y cárcel perpetua
irremisible.
13 Blanca Nogueira, soltera, natural de un lugar Blanca No-
del. reino de Portugal , no sabe cual , y vecina de esta gueira.
corte, de edad de quince años, alta, nariz gruesa,
ojos negros grandes, aguzada de barba, y blanca; s
alió al auto en hábito de penitente con sambenito, por observante
de la lei de Moises (y por negativa estuvo
condenada á relajar, y al notificarla la sentencia se declard
pertinaz) y fue reconciliada en forma, con confiscacion
de bienes , y condenada á hábito y cárcel perpetua
irremisible.
14 Ana Maria Díaz, muger de Manuel Gutier- Ana María,
rez (relajado en el auto general de treinta de junio de
este año) natural de esta villa de Madrid , y vecina de
Priego, mercadera , de edad de treinta años, mediana
de cuerpo, blanca y rubia, buenas facciones y ojos; salió
al auto en hábito de penitente, con una soga á la
garganta y sambenitoi por observante de la lei de Moises (
y salió á relajar al dicho auto general, y antes de
leer su sentencia. confeso), y fue reconciliada en forma ,
con confiscacion de bienes , y condenada á hábito
y cárcel perpetua irremisible; y por revocante se
condeno á doscientos azotes por las calles públicas.
15 Geronimo Sabadini, alias Tomns Tomasoni, Gsrónimo Sa-
naturalde la ciudad de Venecia , viandante, de oficio badioú
sastre, de edad de cuarenta y seis años, mediano de
cuerpo, pelo largo castaño, color trigueño, boca grande;
salió al auto en hábito de penitente y sambenito,
por herege (estuvo pertinaz hasta el cadalso el dia
treinta de junio de este año, que se redujo) y fue reconciliado
en forma con confiscacion de bienes, y condenado
á hábito y cárcel perpetua irremisible, donde
se mando le comuniquen personas doctas, para que
le instruyan con todo cuidado en nuestra santa fe, y
le desengañen de sus errores: y que el alcaide de la
penirencia y demas personas que le comunicaren, dan
cuenta de su proceder. Madrid y octubre veinte y
nueve de mil seiscientos y ochenta años.
LA us DJEO.
" Relacion del auto particular de fe que se celebró en esta corte (Madrid) en veinte y ocho de octubre de mil seiscientos ochenta,
*28 Octubre 1680.
Al tiempo que se escribia la relacion del auto general de fé, se celebro auto particular en esta corte el dia de san Simon y Judas, lunes veinte y ocho de octubre de mil seiscientos ochenta en la iglesia del convento Real de santo Domingo, á que asistid el señor don Antonio Zambrana de Bola ños, inquisidor apostolico mas antiguo del tribunal de corte.
Salieron á este auto de fe los reos siguientes.
i José Alonso , natural de la ciudad de Zamora, Reconciliado en forma, y residente en esta corte, que vendia cordones por
las calles, de edad de quince años poco mas o menos, pequeño de cuerpo, cariredondo, 'pelo liso castaño, ojos grandes y algunas señales de viruelas, salio al auto en forma de penitente con sambenito, por observante de la lei de Moises, y fue reconciliado en forma con confiscacion de bienes y condenado á hábito y cárcel por seis meses, y cumplidos está desterrado de Madrid y ocho leguas en contorno por un año preciso-
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Anno Domine 1687
da wikipedia:
Miguel de Molinos
Dalla Guida spirituale furono estratte 68 tesi considerate eretiche: in esecuzione della sentenza emessa il 3 settembre 1687, fu costretto a pronunciare formale abiura nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva il
-13 settembre 1687 e fu condannato per eresia e immoralità alla reclusione perpetua. Il papa ratificò la sentenza il 20 novembre con la bolla Coelestis pastor e il Molinos morì in carcere nove anni dopo.
Da: I manoscritti italiani della Regia biblioteca Parigina di Antonio Marsand - Ed. Parigi Stamperia Reale M DCCC XXXV. (Pag. 321)
10050 - 300. Narrazione di due gran processi, instituiti dall'Uffizio della romana Inquisizione.
Cartaceo, in 4°, caratteri corsivi, di pagine 200, sec. XVII°, ben conservato.
Due gran processi, giudizj, e condanne ch'emanarono dall'Uffizio della Inquisizione in Roma, formano il contenuto del presente codice. Il primo contro il famoso Michele de Molinos, nativo di Munieza, diocesi di Saragozza in Aragona, di anni sessanta. Furono condannate le 263 sue proposizioni, la piu' parte delle queli concernono punti teologici, religiosi, o di ecclesiastica disciplina. Trascrivo soltanto le ultime linee, che si riferiscono alla forma della condanna.
«Ma perche' hai detto d'esser pentito ed emendato de' tuoi errori, et hai implorato misericordia e perdono... ordiniamo che sii ammesso e ricevuto nel grembo di Santa Madre Chiesa et all'unione de' fedeli ec. ec. et accio' i tuoi errori non restino del tutto impuniti, e sii anche d'esempio agli altri; Ti condanniamo all'arto carcere formale in perpetuo in questo Santo Officio, senza speranza di grazia, acciocche' in esso Tu debba continuamente piangere, e far penitenza per impetrar da Dio misericordia, et il perdono de' tuoi passati errori. Et per penitenze salutari t'imponghiamo, ec. Non vo piu' oltre..."
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Anno Domine 1690
AD_1690_Lug_19 (Nopb)
Da: Leggende storiche Siciliane dal XIII al XIX secolo di Vincenzo Mortillaro - stamperia Pietro Pensante, Palermo 1866. Pag. 121
"Era l'auto-di.fe' una lettura pubblica e solenne degli estratti dei processi e delle sentenze, che gl'inquisitori pronunziavano in presenza dei colpevoli, in mezzo a tutte le autorita' e corporazioni piu' rispettabili della citta'. E al tribunale ordinario in quel momento erano consegnate le persone dei condannati, affinche' pronunziasse la pena di morte e del fuoco; -- dopo di aver fatto preparare dietro l'avviso preliminare e secreto degl'inquisitori il palo, le legna, la macchina da strozzare, e gli esecutori ordinarii.
Erasene celebrato altro solenne nella chiesa di s. Domenico il
-19 luglio 1690 avverso
.......- suor Giovanna Rosselli dell'ordine di s. Francesco del monte s. Giuliano e
.......- Vincenza Morana.
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Anno Domine 1691
Da: History of England, Vol. I (dal 1713 al 1720), from the Peace of Utrecht to the Peace of of Versaille - 1713-1783 By Lord Mahon - in seven Volumes London Spottiswoodes and Shaw-Ed 1858- (Pag. 107)
Palma de Mallorca
(General Stanhope)
"...I think, of the large puvlic Autos de Fe'...[]" e come nota a fondo pagina
dalla lettera a suo padre, Palma, May 5, 1691.
"... I arrived here the
*-3d (May, 1691)
inst, and could get but very ill accomodations by reason of the concourse of people wich are here at this time to assist at the Auto de Fe'', wich began last week...
*(fine Aprile 1691)
...for Tuesday last there were burnt here twenty-seven Jews and heretics,
* ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ???????
and to morrow I shall see executed above twenty more
*??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ??????? ???????
and Tuesday next, if I stay here so long, is to be another fiesta,
*??????? ??? ??????
for so they entitle a day dedicated to so exacrable an act. The greates part of the criminals that are already and will be put to death were the richest men of the island, and owners of the best houses in the city."
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Anno Domine 1706
Da: -The Percy Anecdotes- by Sholto(?) and Reuben Percy in twenty volumes - Vol. III - Ed T. Boys, Aug. 1 1820
"...PORTUGUESE AUTO DA FE
... My Lord--In obedience to your l'ordship's commands of the 10 ult., I have here sent all that was primted concerning the last Auto da Fe. I saw the whole process, wich was agreeable to what published by Limboch and others upon that subject. Of the five persons condemned, there were bat four burnt,
.......- Antonio Tavanes, by an unusual reprive, being saved after the procession.
.......- Heytor Dias and
.......- Maria Penteyra, were burnt alive, and the other two
.......- ????????
.......- ????????
first strangled.
The execution was very cruel. The woman was alive in the flames half an hour, and the man above an hour.
The present king and his brother were seated at a window so near, as to be addressed for a considerable time, in very moving terms, by the man as he was burning, But though the favour he begged was only a few more faggots, yet he was not able to obtain it. The fire was recruited as it wasted, to keep him just in the same degree of heat. All his entreaties could not procure him a larger allowance of wood to shorten and despatch him..."
---------------------------------------------------------------------
Anno Domine 1724
AD_1724_Apr_06 (Nopb)
Palermo: Atto Generale di Fede del 6 Aprile 1724.
Don Antonino Mongitore - Canonico della Cattedrale Metropolitana Chiesa di Palermo.
Consultore e Qualificatore del Santo Uffizio.
(Xamap)
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
Su LiberLiber si puo' trovare l'opera completa del Mongitore; noi stralciamo solo alcuni passi che riteniamo utili e notevoli per il nostro scopo. In caso di scomparsa del testo per qualsiasi motivo scrivere a giordanobruno@eretici.eu per ottenerne gratuitamente una copia completa su file.
CAPITOLO DECIMOTERZO.
Compendioso Ragguaglio de' Rei riconciliati, loro delitti, e pene.
PENITENZIATA SENZA ABIURAZIONE.
1.Suor Pietra Maria di Gesù Pinzochera de' Riformati di S. Francesco, nel secolo chiamata Giovanna Selvaggio, nativa della Terra di Chiaramonte, della Diocesi di Siracusa, di anni 31. Per testimonianza falsa, e maliziosamente varia in materia grave di Fede: avendo falsamente accusato di sollecitazione(1) un Confessore, fu condennata a stare racchiusa per due anni nelle carceri del S. Tribunale; e dapoi a tre anni di esilio da Chiaramonte, Palermo e Corte di Sua Cesarea Cattolica Maestà.
PENITENTI, CHE ABIURARONO DE LEVI(2).
2.Antonino Casale Nativo di Mascali, e abitatore della Città di Jaci Reale, Diocesi di Catania, di anni 36. Bordonaro, Bestemmiatore ereticale, abjurò de levi. Uscì nel pubblico spettacolo con mordacchia in bocca: fu condennato alla pubblica vergogna per la Città di Palermo, senza sferzate: ed esiliato per un anno da Mascali, Ciarri, Palermo, e Corte di Sua Maestà Cattolica Cesarea.
3.Antonino Gorgone, altrimente Galluzzo, nativo della Terra di Bronte, Diocesi di Monreale, di anni 52, uomo di campagna, Bestemmiatore ereticale, abjurò de levi e fu assoluto ad cautelam. Uscì egli nel pubblico spettacolo con mordacchia in bocca. Fu condennato alla vergogna per le pubbliche strade della Città senza sferzate, e all'esilio per tre anni da Bronte, Palermo, e Corte di Sua Maestà Cattolica Cesarea.
4.Anello di Martino nativo della Città di Napoli, ed abitator di Palermo, di anni 44, Calzolajo, Bestemmiatore ereticale, e reo di sacrilega frattura di sacre Immagini, abjurò de levi. Fu assoluto ad cautelam, e condennato a girar con vergogna per le pubbliche strade della Città, senza sferzate; e poi al remo per tre anni(3) sulle regie Galee senza soldo, e in fine esiliato per tre anni da Palermo, e Corte di Sua Cattolica Cesarea Maestà.
5.D. Giovanni Pilo Chierico insignito de' quattro Ordini Minori, di anni 22, nativo della Città di Caltagirone, Diocesi di Siracusa, per essere stato Sortilego, e bestemmiatore ereticale, abjurò de levi: fu assoluto ad cautelam, e condennato a stare racchiuso per tre anni in un Convento, da scegliersi ad arbitrio del S. Tribunale, e poi all'esilio per due anni da Caltagirone, Palermo, e Corte di Sua Cattolica Cesarea Maestà.
6.Giuseppe Guzzanca, nativo della Terra della Giojosa, Diocesi di Patti, abitator di Palermo, di anni 26, Cuoco. Per essere stato Poligamo, abjurò de levi. Fu condennato a girar con vergogna per le pubbliche strade della Città di Palermo senza sferzate; e all'esilio per tre anni dalla Giojosa, Piraino, Palermo, e Corte di Sua Cattolica Cesarea Maestà, 20 miglia lontano da detti luoghi.
7.Ignazio Guelli, nativo della Licata, Diocesi di Girgenti, e abitatore di Palermo, di anni 22, Paggio, anch'egli Poligamo, abjurò de levi. Fu condennato ad uscir alla vergogna per le strade pubbliche della Città senza sferzate, e al remo sopra le Galee per tre anni.
8.Agatino Fauciglia, nativo della Città di Nicosia, Diocesi di Catania, ed abitatore di Palermo, di anni 24, Rappezzatore di scarpe. Pur egli per essere stato Poligamo, abjurò de levi. Ebbe la pena di uscire alla vergogna per le pubbliche strade con isferzate, e di remar sopra le Galee per tre anni.
9.Antonino Gervasi, nativo della Terra di Vittoria, Diocesi di Siracusa, ed abitatore della Città di Trapani, uomo di Campagna, di anni 45, perchè Poligamo, abjurò de levi. Fu sottoposto alla pena di uscir alla vergogna per le pubbliche strade di Palermo con isferzate: e per tre anni al remo sulle Galee.
10.Alessandro Ingargiola, nato nella Terra di Carini, Diocesi di Mazzara, di anni 47, uomo di Campagna, dichiarato Poligamo, abjurò de levi, e fu condennato alla vergogna per le pubbliche strade, e al remo sulle Galee per tre anni.
11.Giuseppe Perricone, nativo della Terra di Leonforte, Diocesi di Catania, e abitatore della Sala di Partitico, Beccajo, di anni 48, convinto di Poligamia, abjurò de levi. Fu condennato alla pena della pubblica frusta, e al remo per cinque anni sulle Galee.
12.D. Giulio Maurici, nato nella Terra di Palma, Diocesi di Girgenti, abitatore di Palermo, di anni 35. Fu egli Poligamo Similitudinario, per lo delitto di aver contratto matrimonio essendo insignito dell'ordine sacro del Diaconato, abjurò de levi, e fu condennato per anni cinque a stare racchiuso nelle carceri della Penitenza, o in altro luogo ad arbitrio del Santo Tribunale: e dapoi, all'esilio di anni due da Palermo, Palma, e Corte di Sua Maestà Cattolica Cesarea.
13.Vincenzo Jaci, altrimente detto Piedi di Castro, nativo di Daidone, Diocesi di Catania, e abitatore della Città di Piazza, di anni 48, per essere stato Sortilego ereticale, abjurò de levi. Fu condennato all'esilio per tre anni da Piazza, Palermo e Corte di Sua Maestà Cattolica Cesarea.
14.Anna Curcia, altrimente Sarna, nativa della Città di Palermo, di anni 39, come Sortilega abjurò de levi, e fu condennata a vivere racchiusa nelle Carceri del Tribunale per un anno.
15.Giovanna Crescenti, nata nella Città di Marsala, Diocesi di Mazzara, abitatrice di Castelvetrano, di anni 25, anch'ella Sortilega, abjurò de levi, e fu condennata a stare racchiusa per un anno nelle Carceri del Tribunale.
16.Catarina Castiglione, nativa della Terra Reffaudale, Diocesi di Girgenti, d'anni 38, per essere stata Sortilega, e Fattucchiera, abjurò de levi, e fu sottoposta alla pena dell'esilio per un anno dalle Terre di Reffaudale, e Joppolo, e dalla città di Palermo, come pure dalla Corte della Cattolica Cesarea Maestà.
17.Catarina la Fenestra, nata nella Città di Marsala, Diocesi di Mazzara, e abitatrice di Palermo, di anni 35, anch'ella Sortilega, e Fattucchiera, abjurò de levi. Fu condennata alla pubblica frusta, e a restar carcerata per cinque anni nelle Carceri del S. Uffizio.
18.Fra Giuseppe Minneci, Romito, chiamato nel Secolo Pietro Minneci, nativo della Terra di Petralia, Diocesi di Messina, di anni 35, per Sortilegj, e proposizioni ereticali; come ancora per conservare polize superstiziose, abjurò de levi. Ebbe la pena di servire in uno Spedale, o altro luogo ad arbitrio del Tribunale, per tre anni.
19.Fra Lorenzo di S. Pietro di Patti, Diocesi della Città di Patti, Laico degli Osservanti di S. Francesco, nel Secolo chiamato Girolamo Calcerano, di anni 35, per comunicazione familiare col Demonio, Sortilegj qualificati, e per valersi di scongiuri superstiziosi, abjurò de levi. Fu assoluto ad cautelam, e condennato a stare racchiuso in un Convento del suo Ordine per cinque anni ad arbitrio del Tribunale: con che il Superiore del Convento dovesse designare un soggetto de' più qualificati per doverlo coltivare nella vita Spirituale: e il suddetto Superiore fosse obbligato per ogni sei mesi dar conto al Tribunale de' suoi costumi, e miglioramento di essi.
20.Vincenzia Cinquemani, nativa della Terra di Canicattì, Diocesi di Girgenti, di anno 60, come Sortilega, e Fattucchiera abjurò de levi. Fu gastigata colla pubblica vergogna per le strade di Palermo senza sferzate in riguardo alla sua età, e colla carcerazione per cinque anni nelle Carceri del S. Uffizio.
21.Anna Lauretta, altrimente chiamata la Indovina, nativa della Città di Modica, Diocesi di Siracusa, di anni 36, per essere stata Sortilega ereticale, e Fattucchiera, abjurò de levi. Fu condennata ad uscir per le pubbliche strade con isferzate, e a restar racchiusa per cinque anni nelle Carceri del Tribunale.
22.Maria Tamburello, nativa della Città di Marsala, Diocesi di Mazzara, di anni 35, per Sortilegj qualificati con effetti seguiti, e perchè Fattucchiera, abjurò de levi. Ebbe la pena della pubblica vergogna per le strade con isferzate, e poi a restar racchiusa nelle Carceri del Tribunale per cinque anni.
23.Agatuzza Romeo, nativa della Terra della Pagliara, Diocesi di Messina, di anni 50, convinta per Sortilega ereticale, e per Fattucchiera, abjurò de levi. Fu assoluta ad cautelam,condennata alla pubblica frusta, e dapoi a starsi racchiusa nelle Carceri del Tribunale per cinque anni.
24.Rosa la Barbera, nativa della Terra di Partinico, Diocesi di Mazzara, e abitatrice di Leonforte, di anni 33, Sortilega ereticale, e Fattucchiera, abjurò de levi. Fu assoluta ad cautelam, e fu condennata alla frusta per le pubbliche strade con ducento sferzate; e poi ad esser racchiusa nelle Carceri del Tribunale per sette anni, due de' quali si riserbarono ad arbitrio dello stesso Tribunale.
25.Paolo Vavaro, nativo della Sala di Paruta, Diocesi di Mazzara, di anni 66, per Sortilegi, e Superstizioni, fu penitenziato, ed abjurò de levi nell'Atto particolare di Fede celebrato addì 11 Settembre del 1721, ma perchè ricadde negli stessi delitti, e per aver celebrato Messa, senza essere Sacerdote, di nuovo abjurò de levi, e fu condennato alla pubblica vergogna per le strade della Città, colla giunta di sferzate, e a perpetua carcere nelle Carceri del Sant'Uffizio, o in altra parte ad arbitrio del Tribunale.
26.D. Giuseppe San Marco, altrimente nominato Donato, nativo della Terra di Militello Valdemone, Diocesi di Messina, di anni 33, per aver celebrato molte volte Messa, e messosi ad udir le altrui confessioni senza essere sacerdote: e inoltre per aver più volte fuggito dalle Carceri del Tribunale, abjurò de levi, e fu condennato al remo sulle Galee per anni dieci.
RILASCIATI IN PERSONA AL BRACCIO SECOLARE.
27.Suor Geltruda Maria Cordovana, Terziaria dell'Ordine di S. Benedetto, nel Secolo chiamata Filippa Cordovana, nativa di Caltanissetta, Diocesi di Girgenti, di età di anni 57, Eretica formale, Molinista, e Quietista, perchè ostinata nelle sue enormità, ed errori, fu rilasciata al Braccio Secolare, e condennata al fuoco.
28.Fra Romualdo di S. Agostino, Laico dell'Ordine degli Agostiniani Scalzi, nel Secolo chiamato Ignazio Barberi, nativo pur di Caltanissetta, Diocesi di Girgenti, di età di anni 58, Eretico formale, Molinista, Relasso, e Settario di molte eresie; perchè impenitente, e pertinace ne' suoi errori, fu anch'egli rilasciato al Braccio Secolare, e condennato alla meritata pena del fuoco.
Ma di questi due ultimi ci conviene dare più distinto ragguaglio nel seguente Capitolo; per conoscere al vivo la pietà del S. Tribunale, e la rettitudine della sua severa giustizia; e insieme in qual baratro può precipitarsi l'umana malizia: motivo ben efficace per adorare, e conoscere insieme quanto sian formidabili i divini giudizj.
CAPITOLO DECIMOQUARTO.
Ristretto de' delitti de' due Rei pertinaci, e diligenze praticate dal S. Tribunale per convertirli.
Le gravissime enormità, nelle quali cadde Suor Geltruda Maria Cordovana, diedero l'impulso a varie persone di portarne le dovute denunzie al S. Uffizio: onde a 27 Giugno del 1699, fu carcerata dal S. Tribunale, sottoposte a sottilissima esamina le accuse, fu ritrovata Superba, Scandalosa, Ippocrita, Temeraria, e Vanagloriosa: e macchiata di molti delitti contro la Santa Fede, fu conosciuta ingannata, Molinista e Quietista(4).
Si vanagloriava che il suo spirito si fosse avanzato ad un altissimo grado di perfezione, e a cinque Unioni con Dio, da lei chiamate, la prima Unione di Matrimonio: la seconda di Cognizione della SS. Trinità: la terza di Matrimonio col Corpo di Cristo: la quarta di Matrimonio colla Croce di Cristo: e la quinta col Crocifisso Glorioso in Cielo. Indi dicea, essere stata sublimata ad altra Unione di Trasformazione, immaginando inalzata l'anima sua con più perfetta cognizione, e grazia ad un grado senza comparazione maggiore, a tal segno, che se prima in tutto e per tutto operava in modo passivo, con questa nuova trasformazione non l'era restata cosa alcuna di tal operazione: onde se parlava, camminava, guardava, e facea qualsivoglia altro esercizio, vedea non esser più ella, ma che Iddio in Lei operava. Quindi mentre camminava le pareva andare agilissima.
In una conferenza fatta con altra Pinzochera, disse, che amendue eran perfette, con questo divario, che v'ha fra due vasi d'acqua, un de' quali sia sol pieno per sè, e tale essere la Terziaria, cui ragionava; e l'altro talmente soprapieno, che versi l'acqua al di fuori, come era essa, che diffondea ad altrui benefizio.
Si vantava avere ottenuta grazia, che quante volte ella guardava, chi da lei fosse guardato, con gli occhi suoi, come da due saette restasse ferito; e vaticinava, doversi dare a vita spirituale, quando a Dio piacesse: e che nel rimirare uno, egli sentì schiantarsi il cuore dal petto, risoluto di consagrarsi a Dio.
Disse talvolta, trovarsi nella notte oscura de' sensi. Altra volta, che era già nello stato de' godimenti e sponsalizio spirituale; che era arrivata all'Orazione di pura Fede, e indifferenza.
Ad una Terziaria, cui era stato vietato dal Confessore il comunicarsi, spacciandosi per Maestra di Spirito, più che ogni Direttore illuminata, le comandò, che si comunicasse, con dirle: Va, comunicati: che sà il tuo Confessore?
Per alcun tempo si comunicò con due particole, stimandosi dotata di più perfezione, e degli altri più meritevole. Più volte proruppe in manifesto disprezzo de' Confessori, delle Prediche, degli Esercizi spirituali, e del SS. Rosario di Maria Vergine: ed ebbe a sdegno il sentir nominare Gesù Bambino.
Permise esserle tagliati alcuni de' suoi capelli, che cusciti in una borsetta con reliquie di Santi, diede al Confessore per portarli in dosso, affine, che fossero antidoto contro le tentazioni: e in virtù di essi restasse libero da' stimoli impuri del senso.
Diceva l'indegna, che la SS. Vergine le avea rivelato, che gli atti impuri praticati col Confessore, non solo non erano illeciti, nè peccaminosi, ma che accrescevan la purità. Non tollera la modestia, che si spieghino dalla penna le molte laidezze, ed enormità contro il decoro dell'onestà, secondo le pestilenti massime dell'empio Michele Molinos, anche sagrilegamente praticate ne' luoghi più santi: stimando l'ingannata, essere di mirabile accrescimento alla purità(5).
Si vantava in fine scioccamente, che fosse arrivata a stato d'impeccabilità, nello stesso tempo, che non avea orrore di aggravar la coscienza con nuove, e più enormi colpe, e sagrilegi.
Di questi, ed altri delitti accusata, stando avanti i Signori Inquisitori, niegò prima il tutto, spacciandosi innocente. In altre udienze poi, una e due volte confessò vere le sue enormità, alcune delle quali inorpellò con varie scuse, e sol niegò alcune circostanze. Ma in altra udienza appresso, niegò quanto aveva confessato,(6) e andò in furia, fingendosi pazza.
Ricorrendo il Santo Tribunale agli atti della Cristiana carità, replicò più e più volte amorevoli ammonizioni, e applicò l'opera di diversi Religiosi, e Teologi, di singolar dottrina, e spirito, affine di cavarla dal profondo della sua ostinazione, e ridurla a penitenza. Sudaron essi molto tempo, ma senza profitto, aggiungendo ella a' narrati errori varie altre sciocchezze; poichè dicea sé esser più pura della SS. Vergine: unita perfettamente a Gesù Cristo: che sentivasi nel cuore l'assistenza della SS. Trinità: che era impeccabile, e perciò non potea confessarsi: che gl'Inquisitori eran Ministri del Demonio, e che la perseguitavano innocente.
Conchiuso il suo processo, il S. Tribunale col consiglio de' suoi Consultori venne alla diffinitiva sentenza a' 6 Febbraio del 1703, e con tutta pietà, e piacevolezza obbligò la Rea a comparire in forma di penitente nella Camera del Sant'Uffizio alla presenza de' Signori Inquisitori, e Ministri del Secreto, ma a porte chiuse(7). Stabilì con somma benignità, che in questa forma si leggesse il suo processo: abjurasse ella i suoi errori, e gravemente ripresa, e ammonita, fosse assoluta ad cautelam; e consegnata poi a persona dotta, e prudente, da lui fosse istruita, e guidata nella vita cristiana; lasciando al suo arbitrio le penitenze salutevoli, che dovesse imporle. Ma la Rea, ritrovandosi alla presenza degli Inquisitori, montò in tanta furia, che bisognò ritenerla ben forte, e metterle una mordacchia, per non parlare a sproposito: e nientedimeno, dibattendosi con disperato furore, bisognò interrompersi quell'atto, e restituirsi alla carcere.
Ad un Religioso, applicato dal Tribunale per esortarla a ravvedersi, promise voler fare l'abjurazione de' suoi errori, ed abbracciar la penitenza, che le si offeriva: ma nell'atto di volerla eseguire, ritornò a' suoi propositi, e alle sue furie; manifestandosi tanto più impenitente, e temeraria, quanto più soprabbondava la pietà del Tribunale in tollerarla in profitto dell'anima sua.
Altri Religiosi di approvato spirito per lungo tempo sudarono, per ordine del S. Tribunale, per farla ravvedere, e conseguirne il pentimento. Le si posero avanti agli occhi il pericolo dell'anima: se le minacciò il rigor delle Leggi, che disponevano abbandonarsi, come impenitente, e incorreggibile, al Braccio Secolare, per ricevere il meritato gastigo: ma Ella o ammutoliva, o si allontanava, per non udire esortazioni, e ragioni: non volea recitare orazione alcuna, che se le dicesse, anzi nè meno udirla: nè volea mostrar segno alcuno di cristiana.
Ancorchè si praticassero in appresso dal S. Tribunale altri atti di sopraffina carità, per acquistare una volta il suo pentimento e le fossero concedute molte udienze: tutto per lei fu inutile. Altro alle paterne ammonizioni non rispondea, che volea andarsene libera a casa sua, poichè niente vi era di vero nel suo processo: e inviperita con atti superbi, e irriverenti, facea violenza per partire; manifestando sempre diabolica ostinazione.
Mostrando furie da pazza, volle accertarsi il Tribunale se fosse di sana mente, onde applicò varj Medici per osservare lo stato di sua salute: e da essi messa a diligente esamina per molto tempo, attestarono più volte con giuramento, essere in istato di piena salute.
Dopo una lunga tolleranza a' 23 Settembre del 1705 si venne alla diffinitiva sentenza, che essendo eretica formale, impenitente e incorreggibile, dovesse rilasciarsi al Braccio della Corte Secolare. Fu approvata la sentenza dal supremo Consiglio della S. Inquisizione di Spagna a' 26 Novembre 1705. Nulladimeno con singolar pazienza tollerata parecchi anni, adoperò il Tribunale altri nuovi, ed efficacissimi mezzi per invitarla a penitenza; ma senza frutto.
Finalmente mandato puntuale ragguaglio della sua causa, processi, e sentenza all'Ill. e Rev. Monsig. Vescovo de Alvarrazin, Inquisitore Generale di Spagna, residente nella Cesarea Corte di Vienna, con dispaccio de' 29 Ottobre 1720, fu da lui approvata la sentenza, e comandò, che si eseguisse, colla celebrazione d'un Atto Generale di Fede, che è quello, che si fece, e in questa relazione si descrive.
Non furono meno enormi gli errori di Fr. Romualdo di S. Agostino, siccome non fu inferiore e la sua pertinacia, e la pietà seco esercitata dal Santo Tribunale. Egli nell'anno 1699 preso, e racchiuso nelle Carceri Secrete del Sant'Uffizio, fu riconosciuto e convinto per Quietista, Molinista, Reo di molti delitti, ed Eretico formale. Nulladimeno mostrando pentimento, apparve coll'abitino giallo nel pubblico spettacolo celebrato a' 4 di Giugno, del 1703 nella Chiesa di S. Domenico di Palermo, ed abjurò de vehementi. Giurò allora di ubbidire a quanto avea detto nell'abjurazione, e di eseguire la pena impostagli, che fu, di stare racchiuso per tre anni in un Convento della sua Religione: che occupasse l'ultimo luogo fra' Laici in tutte le funzioni: e nel detto tempo fosse dato in cura ad un Padre spirituale dotto, e prudente; rimettendo il S. Tribunale al suo arbitrio l'imporgli le penitenze salutari, che stimasse profittevoli all'anima sua.
Dopo questa abjurazione, fu mandato in apparenza di pentito al suo Convento di S. Niccolò Tolentino, ove da' Sig. Inquisitori gli fu assegnato Confessore particolare, che volendolo più volte disporre alla Confessione, non potè mai ottenerne il piegarsi a farla; vomitando infinite, ed enormi sciocchezze. Dicea, che quanto avea confessato nel Sant'Uffizio l'avea detto, perchè così gli avean fatto dire: ma che Egli non era macchiato da colpa alcuna, ed era più puro dell'Immaculata Concezione: che non avea avuto volontà di giurare nell'abjurazione: che era stato condannato innocente, e che volea ricorrere al Papa. Fu ammonito più volte dal Confessore, a raffrenar la lingua, e a riconoscere i suoi errori; ma senza giovamento: onde portata la notizia della sua ricaduta al Tribunale, egli coll'esercizio della sua costumata carità, mandollo nel Convento di S. Gregorio, luogo di Noviziato del suo Ordine, ove gli furono assegnati Religiosi, dotati non men di dottrina, che di spirito, per ridurlo a penitenza; ma senza frutto. Quindi fu trasferito nel Convento di S. Domenico de' Padri Predicatori, e nell'altro de' Carmelitani Scalzi, ove esortato con tutta efficacia da' Religiosi d'amendue questi Conventi, si mostrò sempre ostinato: e in tutto questo tempo aggiunse alle passate, nuove eresie, e delitti. Sicchè conosciuto incorreggibile, nel 1706 fu ritornato alle carceri del Sant'Uffizio. Anderebbe in lungo questo ragguaglio, se si avesse a far catalogo di tutti i suoi errori: i principali pubblicati nel suo processo, ed uditi con orrore, furono i seguenti.
Dicea avergli Dio rivelato, che gli erano stati perdonati i suoi peccati, e che non dovea più confessarsi: che sentivasi serena la coscienza: ed essere impeccabile per grazia, anche venialmente. Che il Demonio tal volta lo tentava di confessarsi, ma che egli non acconsentiva, perchè Dio non voleva, che si confessasse.
Asseriva, che se il Sacerdote, o altro battezzava in istato di peccato mortale, l'Infante non ricevea il Santo Battesimo: nè lo ricevea un Adulto, se trovavasi in peccato grave. Che il Confessore essendo in peccato mortale, non avea potestà d'assolvere. Che se l'Uomo, e la Donna si legavano in Matrimonio in peccato mortale, non erano veri sposi.
Niegava con gli Ebrei il Mistero dell'Incarnazione; onde nell'Ave Maria non volea in conto alcuno dire le parole Dominus tecum: nè S. Maria Mater Dei. Nel simbolo della Fede non voleva dire Jesum Christum Filium ejus: nè Crucifixus, mortuus et sepultus. Non potè mai esser persuaso a dire la Salve Regina: anzi avea in odio il Nome Santissimo di Maria Vergine.
Dicea esser dieci i Comandamenti di Dio: e stimolato a dire quali fossero, aggiungea.
Primo:amare Dio: Secondo: Io son Profeta; e non passava avanti. Si vanagloriava scioccamente esser Profeta di Dio, Angelo, ed Arcangelo Michele: che era favorito da Dio con ratti, ed estasi, e che il Signore gli avea comunicato due belle dottrine, la prima di difender la menzogna: l'altra di verificar tutto, rispondendo ad ogni interrogazione: è della maniera, che è.
Con molte imprecazioni dileggiava lo stato di alcuni Ordini Regolari, e molti Religiosi: dicea non essere obbligato ad ubbidire a' suoi Superiori, perchè l'anima e il corpo eran di Dio. Avendo bastonato un Religioso suo Fratello, e dettogli, che era incorso nella scomunica, rispose, averglielo comandato Dio.
Affermava, che la Chiesa poteva errare in materia di Fede. Dicea avergli Dio rivelato, che sola Fides sufficit per salvarsi; esclamando quante volte volea alcuno disingannarlo: Fede Fede vi vuole, e non altro. Niegava il Demonio potersi trasfigurare in Angelo di Luce, e di Dio, e in apparenza di Maria Vergine.
Avea in odio il S. Tribunale, dicendo che il Santo Uffizio era un'inganno del Diavolo; e in particolare quel di Sicilia: e che non dovea chiamarsi Santo, secondo gli avea detto Iddio. Che F. Diego la Mattina, bruciato vivo in Palermo nel 1658 come eretico, era santo Martire: e lodava il Molinos, ed altri Eretici condennati dalla Santa Chiesa.
Si vantava esser più puro della SS. Vergine, quando che stavasi immerso con estrema dissolutezza in abominevoli enormità, e laidezze; essendo stato sporchissimo in materia di disonestà, e senza vestigio di rossore. Ma la modestia ci obbliga a tacere il particolare delle sue sozzure.
Le tante sciocche proposizioni, che profferiva parean vomitate dalla bocca d'un forsennato, onde si dubitò ragionevolmente, se egli fosse scemo di cervello. Quindi volendo camminare il S. Tribunale con vigilante prudenza, e sicurezza, applicò i Medici più periti della Città per esaminar lo stato di sua salute.
Fu da essi più volte con tutta esattezza osservato, per dare un maturo giudizio della sua sanità, e più volte fecero relazione, confirmata con giuramento, che fosse in ottima salute; e che fingesse pazzia per occultare la sua ostinazione, e la sciocchezza de' suoi ereticali errori.
Non lasciò la pietà del Tribunale in tutto il lungo corso degli anni, che stette rinchiuso nelle carceri del Sant'Uffizio, di applicare i mezzi più proprj per guadagnare la conversione del Reo; poichè destinò diversi Teologi, dotati di singolar virtù e dottrina, per disingannarlo, e con ferventi esortazioni ridurre il sedotto Romualdo alla vera Fede: ma non fu possibile di riportare da' lor sudori il frutto desiderato. Cadde sempre su dura pietra il seme de' loro discorsi; potendosi ben credere essere un di quelli accennati da Zaccaria(8) che noluerunt attendere, et averterunt scapulam recedentem, et aures suas aggravaverunt ne audirent, et cor suum posuerunt ut adamantem, ne audirent legem et verba, quae misit Dominus.
Stimandosi disperato il ravvedimento, il S. Tribunale colla consulta de' suoi Consultori, e Qualificatori, venne alla diffinitiva sentenza a 3 Settembre del 1709 che essendo Eretico formale, Relasso, Impenitente, e ostinatissimo, dovea rimettersi al Braccio Secolare della Corte Capitaniale.
Fu mandata copia del suo Processo, e sentenza al Supremo Conseglio della S. Inquisizione di Spagna, che rispose a 11 Aprile, e 9 Maggio 1712, ordinando con abbondante ed eccessiva pietà, di farsi nuove diligenze spirituali, e giuridiche per ridurre il Reo a penitenza; e si fecero soprabbondantemente negli anni appresso, secondo gli avvisi di quel Tribunale: onde s'adoperarono tutti i possibili mezzi così spirituali, come temporali. Altri Religiosi accesi di santo zelo s'affaticarono per la sua conversione: ma si discoprì sempre più enorme la sua durezza.
Finalmente trasmessa distinta relazione de' suoi processi e sentenza all'Ill. e Rev. Inquisitor Generale il soprallodato Monsig. Vescovo de Alvarrazin residente in Vienna nella Corte dell'Augustissimo Monarca, egli a' 29 Ottobre del 1720 confermò la sentenza tanti anni prima fulminata, e ne comandò l'esecuzione, colla celebrazione d'un Atto Generale di Fede. Non lasciò nulladimeno la pietà singolare del S. Tribunale di proseguir nuove diligenze, per ottener la quanto disperata, altrettanto bramata salute di quest'anima. Nuovi Teologi dotati d'esemplare perfezione e profonda dottrina, si studiarono di rimetterlo in buon senno, e fecero l'ultime prove della loro carità: ma egli si mostrò vie più pertinace, ed impenitente: anzi con accrescimento di nuovi errori, vomitava nuove eresie, facendosi conoscere seguace di altri Eretici condannati dalla Santa Chiesa Cattolica Romana. Or ammutoliva alle ragioni, e preghiere, e dava in rabbiosi contorcimenti. Or l'infelice sedotto si spacciava per Angelo: or per un Dio. Profondato ne' precipizj di più abominevoli errori dicea che Dio avea già levato il Giudizio, Inferno, e Purgatorio. Che vi eran più di cento Dei, e che Egli procedebat ex ore Altissimi. Che si davan più Madri di Dio, che aveano avuto più figli, con altre simili stravaganze: tanto che fece altra volta dubitare, se la sua mente si trovasse lesa da qualche sorta di pazzia. Applicati per tanto dal S. Tribunale altra volta i Medici più accreditati all'esamina di sua salute, dopo mature, e diligenti osservazioni, attestaron con giuramento trovarsi in perfetto stato di salute; e che non fosse già pazzo, ma simulasse pazzia, per sostener la sua diabolica pertinacia. Quindi non restando al S. Tribunale di adoperare altre diligenze, sì in riguardo alla giustizia, sì anche a riflesso di pietà cristiana, venne all'esecuzione della sentenza, colla celebrazione dell'Atto pubblico di Fede.
Fu ella in vero di sommo spavento la perdizione di costui, e la diabolica durezza: e fu considerato da tutti, a qual precipizio, e irreparabil rovina può arrivare l'umana malizia. Avrebbe Egli dovuto apprendere massime di altissima perfezione, e di santa vita in quel rigoroso, ed esemplare istituto, che professava: e dalle virtù di tanti Religiosi che in esso han sempre fiorito ornati di consumata perfezione. Nulladimeno declinando da quei principj, che succiò da esso ne' primi anni della sua vita religiosa, diede in tali eccessi di enormità, che parvero opere più tosto, e sentimenti di pazzo, che di persona ragionevole: ma eran frutto d'un'ostinata malizia, che lo rese incapace d'ogni sentimento di pietà Cristiana. Lo stesso dee argomentarsi dell'altra Rea Suor Geltruda, i cui principj si raccontano dirizzati ad alta perfezione. Ma non debbon le cadute, ed enormità di costoro recarsi a colpa degli Ordini Religiosi, e santi, che professarono, come l'ignoranza di taluno potrebbe opponere. Il difetto d'un solo membro putrido non dee rifondersi a tutto intiero il corpo: nè per un frutto guasto dee condannarsi tutto l'albero. Così la colpa d'un Religioso, non dee ascriversi a tutto l'Ordine regolare, che professarono, come dottamente scrisse l'Angelico S. Tommaso(9): Non propter hoc infamandum est Religiosorum Collegium, si aliqui ex eorum numero gravia etiam peccata, committunt: alias simili modo et Apostolorum Collegium vituperabile fuit propter hoc quod dicitur: nonne duodecim vos elegi, et unus ex vobis diabolus est?
(Xamap)
Vito La Mantia, nel suo "Origini e vicende dell'Inquisizione in Sicilia" riporta in modo stringato i due rilasciati al braccio secolare nel modo seguente:
454a. Caltanissetta. Suor Geltrude Maria Cordovana, terziaria dell'Ordine di S. Benedetto, nel secolo chiamata Filippa Cordovana, naturale di Caltanissetta, diocesi di Girgenti, di eta' di anni 57, eretica formale, molinista e quietista impenitente ed ostinata, si rilasso' al braccio secolare. Fu bruciata viva in Palermo nel piano di S. Erasmo a 6 aprile 1724.
455. Caltanissetta. Fra Romualdo di S. Agostino, laico, dell'ordine di S. Agostino, discalzo, nel secolo chiamato Ignazio Barberi naturale di Caltanissetta, diocesi di Girgenti, di eta' di anni 58, eretico formale, molinista e quietista, relasso, e settario di molt'altre eresie, impenitente, e ostinato si rilasso' al braccio secolare. Fu bruciato vivo in Palermo nel piano di S. Erasmo a 6 aprile 1724.
Nella parte relativa alla descrizione del periodo del Regno di Carlo VI: 1720-1734, cita l'atto pubblico di fede del Mongitore e ne trascive quasi integralmente parecchi brani fra i quali il seguente:
"Più volte a voce gagliarda l'ingannato Reo disse a se stesso: F. Ramualdo sta forte. O che egli animasse se stesso a non vacillare, stretto alla gagliarda da' Padri assistenti: o che il Demonio per la sua bocca l'esortasse a perseverar pertinace nella sua perfidia. Non men ostinata Suor Geltruda, vedendosi stretta in maniera, che non avea che poter dire, rispondea convinta, ma senza rendersi. Io son donna, Voi siete Teologi: non posso mettermi a contender con Voi."
(Xvlmo)
130 anni dopo, nel 1854, nascera' in un piccolo comune della Val di Noto, Diocesi di Siracusa, un Ignazio Barberi, forse lontano parente di Fra Romualdo, che sara' un famoso Medico Chirurgo nonche' un Senatore del Regno D'Italia.
La targa che lo commemora e' una via a lui dedicata che esiste ancora oggi.
Anno Domine 1731
AD_1731_Mar_31 (citazione - pb)
AD_1731_Oct_02 (Nopb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Officio del 2 Ottobre 1731.
"L'ultima infelice vittima della Inquisizione (in Sicilia), e dell'austriaca severità fu il procuratore legale Antonino Canzoneri, da Ciminna, che credeva di essere filosofo e teologante, mentre era quasi un demente.
Fu carcerato a 5 febbraio 1723 e accusato per molte eresie. Diceva che dalla fanciullezza ebbe dubbii rilevanti contro Gesu' Cristo e affermava che la sua legge e' legge di matti. Diceva che Maria era una magara. Non credea nei miracoli. Affermava opera naturale e non di Dio la creazione, un'invenzione la Trinita', il Papa un Pulcinella. Scrisse le sue proposizioni ereticali negando tutti i profeti e lodando Maometto e la di lui legge come giusta. Parve demente agl'Inquisitori, ma i medici giurarono «con pubblica attestazione esser il medesimo di sana mente». Dichiarato (19 dicembre 1729) eretico formale, apostata, pertinace impenitente, fu ordinato rilasciarsi al braccio secolare con la confisca dei beni. Dopo inutili sforzi per indurre l'eretico a penitenza fu trasmessa, la sentenza al Cardinale Sigismodno Kolloritz Inquisitore Generale in Vienna, che a 31 marzo 1731 «ordinava con calore che si desse esecuzione alla sentenza». Il povero curiale, sempre ostinato, bestemmiava da eretico, ma sul mattino del giorno destinato allo spettacolo e al rogo (2 ottobre 1731) si pentì e alla presenza del Tribunale «si protesto' d'esser egli stato un superbo, scandaloso, temerario, eretico formale e pertinace». Sottomesso in tutto dicendosi alla dottrina della Chiesa, fu ammonito di non piu' ricadere in errore di eresia. Fu sospesa l'esecuzione della sentenza e fu ordinato che comparisse da penitente e riconciliato nell'Atto di Fede.
Canzoneri mostro' segni di ravvedimento nella sala del Tribunale e fu recitato il Te Deum da Inquisitori, Consultori, e ministri «quali tutti abbracciarono e bagiarno con santo amore» il pentito Canzoneri. Quando fu letta la sentenza gli spettatori nobili e prelati e le dame gioirono per quella conversione. I rei furono ricondotti in carcere.
La corte Capitanale ricevette la statua di Mechele Rappino (gia' Fra Illuminato da Spaccaforno) e fuori la chiesa di San Domenico, riunita nei modo legali, formo' la sentenza per bruciarsi la statua, e venne nello stesso giorno (2 ottobre) fatta l'esecuzione nel piano di S. Erasmo.
Tornato in carcere Antonino Canzoneri ricadde nelle stesse e maggiori eresie, onde dopo essersi provati per convertirlo i primi teologi Palermo, e anche lo stesso Arcivescovo di Palermo, che vi ando' due volte, come ostinato nelle sue opinioni ereticali, gli fu letto il processo, e fu rilasciato alla Corte Pretoriana, da cui fu condannato al fuoco. E nel giorno 22 marzo 1732 a ore 19 e mezza fu bruciato vivo Antonino Canzoneri nel piano di Sant'Erasmo.
Dopo la pubblicazione (1866) della mia memoria Origini e vicende dell'Inquisizione in Sicilia, il Municipio di Palermo faceva apporre una iscrizione sulla principale entrata della Villa Giulia e ricordava che in quel luogo l'Inquisizione accese i roghi".
(piu' avanti in ordine numerico)
457. Ciminna. Antonino Canzoneri, della terra di Ciminna, in qualita' di procuratore, di anni 58, carcerato a 5 febbraro 1723, dichiarato eretico formale, eresiarca, apostata, e condannato per sentenza del 19 dicembre 1729 ad essere consegnato al braccio secolare colla confiscazione dei suoi beni. Il Card. Sigismondo Kollonitz, inquisitore generale, a 17 marzo 1731 ordino' l'esecuzione della sentenza. Nell'Atto Generale di Fede celebrato in Palermo a 2 Ottobre 1731, Canzoneri si protesto' pentito e domando' perdono. Ricaduto poi nelle sue opinioni ereticali, fu rilasciato al braccio secolare, e fu bruciato nel piano di S. Erasmo nel giorno 22 marzo 1732 ad ore 19 e mezzo. Fu questo l'ultimo degli eretici rilasciati al braccio secolare e bruciato vivo.
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
Anno Domine 1732
AD_1732_Mar_22 (pb)
Palermo: Spettacolo del Tribunale del Santo Officio del 22 Marzo 1732.
"L'ultima infelice vittima della Inquisizione (in Sicilia), e dell'austriaca severità fu il procuratore legale Antonino Canzoneri, da Ciminna, che credeva di essere filosofo e teologante, mentre era quasi un demente.
Fu carcerato a 5 febbraio 1723 e accusato per molte eresie. Diceva che dalla fanciullezza ebbe dubbii rilevanti contro Gesu' Cristo e affermava che la sua legge e' legge di matti. Diceva che Maria era una magara. Non credea nei miracoli. Affermava opera naturale e non di Dio la creazione, un'invenzione la trinita', il Papa un Pulcinella. Scrisse le sue proposizioni ereticali negando tutti i profeti e lodando Maometto e la di lui legge come giusta. Parve demente agl'Inquisitori, ma i medici giurarono «con pubblica attestazione esser il medesimo di sana mente». Dichiarato (19 dicembre 1729) eretico formale, apostata, pertinace impenitente, fu ordinato rilasciarsi al braccio secolare con la confisca dei beni. Dopo inutili sforzi per indurre l'eretico a penitenza fu trasmessa, la sentenza al Cardinale Sigismodno Kolloritz Inquisitore Generale in Vienna, che a 31 marzo 1731 «ordinava con calore che si desse esecuzione alla sentenza». Il povero curiale, sempre ostinato, bestemmiava da eretico, ma sul mattinod el giorno destinato allo spettacolo e al rogo (2 ottobre 1731) si pentì e alla presenza del Tribunale «si protesto' d'esser egli stato un superbo, scandaloso, temerario, eretico formale e pertinace». Sottomesso in tutto dicendosi alla dottrina della Chiesa, fu ammonito di non piu' ricadere in errore di eresia. Fu sospesa l'esecuzione della sentenza e fu ordinato che comparisse da penitente e riconciliato nell'Atto di Fede.
Canzoneri mostro' segni di ravvedimento nella sala del Tribunale e fu recitato il Te Deum da Inquisitori, Consultori, e ministri «quali tutti abbracciarono e bagiarno con santo amore» il pentito Canzoneri. Quando fu letta la sentenza gli spettatori nobili e prelati e le dame gioirono per quella conversione. I rei furono ricondotti in carcere.
La corte Capitanale ricevette la statua di Mechele Rappino (gia' Fra Illuminato da Spaccaforno) e fuori la chiesa di San Domenico, riunita nei modo legali, formo' la sentenza per bruciarsi la statua, e venne nello stesso giorno (2 ottobre) fatta l'esecuzione nel piano di S. Erasmo.
Tornato in carcere Antonino Canzoneri ricadde nelle stesse e maggiori eresie, onde dopo essersi provati per convertirlo i primi teologi Palermo, e anche lo stesso Arcivescovo di Palermo, che vi ando' due volte, come ostinato nelle sue opinioni ereticali, gli fu letto il processo, e fu rilasciato alla Corte Pretoriana, da cui fu condannato al fuoco. E nel giorno 22 marzo 1732 a ore 19 e mezza fu bruciato vivo Antonino Canzoneri nel piano di Sant'Erasmo.
Dopo la pubblicazione (1866) della mia memoria Origini e vicende dell'Inquisizione in Sicilia, il Municipio di Palermo faceva apporre una iscrizione sulla principale entrata della Villa Giulia e ricordava che in quel luogo l'Inquisizione accese i roghi".
(piu' avanti in ordine numerico)
457. Ciminna. Antonino Canzoneri, della terra di Ciminna, in qualita' di procuratore, di anni 58, carcerato a 5 febbraro 1723, dichiarato eretico formale, eresiarca, apostata, e condannato per sentenza del 19 dicembre 1729 ad essere consegnato al braccio secolare colla confiscazione dei suoi beni. Il Card. Sigismondo Kollonitz, inquisitore generale, a 17 marzo 1731 ordino' l'esecuzione della sentenza. Nell'Atto Generale di Fede celebrato in Palermo a 2 Ottobre 1731, Canzoneri si protesto' pentito e domando' perdono. Ricaduto poi nelle sue opinioni ereticali, fu rilasciato al braccio secolare, e fu bruciato nel piano di S. Erasmo nel giorno 22 marzo 1732 ad ore 19 e mezzo. Fu questo l'ultimo degli eretici rilasciati al braccio secolare e bruciato vivo.
(Xvlmo)
"Mancando nella serie la indicazione di alquanti autodafe' del 1487, 1573, 1621, 1628, 1658 ho voluto aggiungere le notizie per gli autodafe' dell'ultima epoca (1724, 1731, 1732)".
(Xvlmo)
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Anno Domine 1759
Fonte: Annali d'Italia dal principio dell'.....
Pag. 212. "...La tragedia dei gesuiti non era ancora terminata in Portogallo; ci restava l'ultimo atto, e questo eseguissi appunto un mese dopo la nascita del real principe di Beira.
Arrestato il giorno 12 gennaio 1759, come abbiam veduto, qual complice del duca d'Aveiro e degli altri congiurati, dichiarato colpevole di lesa maesta' nel giorno appresso, dopo quasi tre anni di prigionia fu il gesuita
.......- Malagrida tratto dalla sua segreta;
e senza dirsi parola del delitto che venivagli attribuito, fu consegnato ed abbandonato all'inquisizione, come eretico, ipocrita e falso profeta. L'inquisitore generale e tutti gli assessori del tribunale negarono di trovarlo colpevole. Si creo' dunque un nuovo tribunale in cui presiedeva un fratello del primo ministro, e si costruì il processo del prigioniero sopra due opere che pretendevansi da lui composte nella sua prigione, cioe' la vita di sant'Anna, e la storia o l'impero dell'Anticristo.
Il giorno 21, settembre 1761, destinato ad un auto da Fe', fu quello del di lui supplizio.
Si costrussero di proposito loggie intorno alla piazza del Rozio; la cavalleria e l'infanteria stavano all'estremita' di detta piazza e ciascun soldato era provveduto di otto cartocci. Il palco sul quale fu pronunziata la sentenza ai rei era in anfiteatro e riccamente addobbato. Tutta la nobilta', e vari membri della giudicatura, essendovi stati convocati.
Il padre Malagrida vecchio di 73 anni, smunto, scolorito, consunto di forze comparve colle mani legate, accompagnato da due religiosi benedettini e da due padrini, giusto l'uso di somigliante funzione, i quali erano il duca di Cadeval ed il conte di Villanova. Egli era l'unico legato alla testa di 52 altri condannati, tra i quali un domenicano ed un francescano. Vestito dunque da gesuita, con berrettone in testa, fregiato di varie diaboliche figure fu condotto al luogo del supplizio.
Immensa fu la moltitudine del popolo accorso a questo spettacolo. Appostato dunque alla presenza di tutta quella moltitudine immensa intese leggersi ad alta voce la sua sentenza di condanna, che dichiaravalo incolpato e convinto di delitti di imposture, di false profezie e di orribili empieta', di aver oltraggiata la divinita' insegnando una morale infame e scandalosa, di aver sedotto i popoli, sostenendo sino all'ultimo le pretese sue rivelazioni, e per essere finalmente un eresiarca che avea cercato di spargere la sua abbominevole dottrina nei regni di Portogallo. Dopo letta la sentenza, l'arcivescovo di Sparta vicario generale del patriarca di Lisbona procedette alla degradazione. Fu in seguito condotto al tribunale dell'inquisizione, da cui fu immantinente condannato al fuoco, ma per l'interposizione dei benedettini che lo assistevano, se gli concesse di essere prima strangolato e poscia abbruciato".
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Anno Domine 1761
Fonte: Annali d'Italia dal principio dell'.....
Pag. 212. "...La tragedia dei gesuiti non era ancora terminata in Portogallo; ci restava l'ultimo atto, e questo eseguissi appunto un mese dopo la nascita del real principe di Beira.
Arrestato il giorno 12 gennaio 1759, come abbiam veduto, qual complice del duca d'Aveiro e degli altri congiurati, dichiarato colpevole di lesa maesta' nel giorno appresso, dopo quasi tre anni di prigionia fu il gesuita
.......- Malagrida tratto dalla sua segreta;
e senza dirsi parola del delitto che venivagli attribuito, fu consegnato ed abbandonato all'inquisizione, come eretico, ipocrita e falso profeta. L'inquisitore generale e tutti gli assessori del tribunale negarono di trovarlo colpevole. Si creo' dunque un nuovo tribunale in cui presiedeva un fratello del primo ministro, e si costruì il processo del prigioniero sopra due opere che pretendevansi da lui composte nella sua prigione, cioe' la vita di sant'Anna, e la storia o l'impero dell'Anticristo.
Il giorno 21, settembre 1761, destinato ad un auto da Fe', fu quello del di lui supplizio.
Si costrussero di proposito loggie intorno alla piazza del Rozio; la cavalleria e l'infanteria stavano all'estremita' di detta piazza e ciascun soldato era provveduto di otto cartocci. Il palco sul quale fu pronunziata la sentenza ai rei era in anfiteatro e riccamente addobbato. Tutta la nobilta', e vari membri della giudicatura, essendovi stati convocati.
Il padre Malagrida vecchio di 73 anni, smunto, scolorito, consunto di forze comparve colle mani legate, accompagnato da due religiosi benedettini e da due padrini, giusto l'uso di somigliante funzione, i quali erano il duca di Cadeval ed il conte di Villanova. Egli era l'unico legato alla testa di 52 altri condannati, tra i quali un domenicano ed un francescano. Vestito dunque da gesuita, con berrettone in testa, fregiato di varie diaboliche figure fu condotto al luogo del supplizio.
Immensa fu la moltitudine del popolo accorso a questo spettacolo. Appostato dunque alla presenza di tutta quella moltitudine immensa intese leggersi ad alta voce la sua sentenza di condanna, che dichiaravalo incolpato e convinto di delitti di imposture, di false profezie e di orribili empieta', di aver oltraggiata la divinita' insegnando una morale infame e scandalosa, di aver sedotto i popoli, sostenendo sino all'ultimo le pretese sue rivelazioni, e per essere finalmente un eresiarca che avea cercato di spargere la sua abbominevole dottrina nei regni di Portogallo. Dopo letta la sentenza, l'arcivescovo di Sparta vicario generale del patriarca di Lisbona procedette alla degradazione. Fu in seguito condotto al tribunale dell'inquisizione, da cui fu immantinente condannato al fuoco, ma per l'interposizione dei benedettini che lo assistevano, se gli concesse di essere prima strangolato e poscia abbruciato".
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Anno Domine 1781
(Xvlmo) "In Ispagna l'ultima vittima dell'Inquisizione fu bruciata viva sul rogo in Siviglia a 7 novembre 1781. (Llorente (Histoire, t. IV, p. 270) ricorda che fu una beata -comme ayant fait un pacte, et entretenu commerce charnel avec le Demon- e fu dannata al rogo come impenitente, negativa."
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Altre note
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Anno Domine 1782
AD_1782_Mar_27 (pb)
Palermo: Abolizione del Sant'Uffizio il 27 Marzo 1782.
Il Tribunale della Santa Inquisizione continuera' ad operare in altre regioni d'Italia e in altre Nazioni. Sara' la ventata Napoleonica che nei decenni successivi spazzera' via dall'Europa questa Vergogna.
Alessi, Consultore e Qualificatore del Tribunale della S. Offizio, scrivea: L'abolizione si eseguì solennemente in Palermo a 27 marzo 1782, mattina del mercoledì santo nella maniera che segue: Venne in pompa il marchese Domenico Caracciolo vicere' al Palazzo del S. Officio, entro' nella sala del Segreto in cui trovavasi l'Arcivescovo di Palermo, il Giudice della Monarchia, tutto il Sagro Consiglio, il Pretore, il Capitano della citta'. ivi, seduti tutti, dal Segretario di Stato si lesse la lunga carta di tale abolizione (Il decreto del Re Ferdinando IV), e dopo tale lettura il Vicere' entro' nell'Archivio Segreto (gia' sigillato dal Simonetti sotto li 12 del mese stesso), e indi entro' nelle carceri segrete con tutte le persone di sopra accennate ed altre persone di riguardo. E con quella funzione fu abolito il Tribunale e sciolto affatto il segreto.
Il Marchese Caracciolo, nonche' vicere' di Sicilia così scrivera' al suo amico D'alembert in Francia dove era stato precedentemente ambasciatore e aveva contratto amicizia con gli illuministi D'alembert, Diderot e Voltaire:
"Palerme, 11 Avril 1782
Je me réserve à la fin, pour le bonne bouche, de vous dire, avec un peu de vanité de ma part, labolition de l'Inquisition: le jour 27 du mois de mars, mercredi saint jour mémorable à jamais dans ce pays puor le roi Ferdinando IV on a abattu ce terrible monstre J'y ai été avec grande cérémonie et formalité, accompagné de l'archeve^que, de notre prèlat grand juge de la monarchie, du commandant des armes, du Sénat de la ville, et de tous les chefs des tribunaux et magistrats. Devant moi tout s'est assemblé, et beaucoup d'autres gens choisis que le gardes ont fait entrer. En présence des officiers et familiers du Saint-Office, le secrétaire du royaume a lu le grand décret de l'abolition du roi Ferdinando IV. A vous dire vrai, mon cher ami, je me suis attendri, et j'ai pleuré; c'est le seule et unique fois que je suis arrivé jusq'à remercier le ciel de m'avoir fait sortir de Paris pour m'avoit fait servir d'instrument à ce grand ouvrage. Après la cérémonie. j'ai fait tout de suite affacer toutes les armoiries du tribunal, et principalement la main avec l'épée qui étoit sur la porte avec ce mots: Deus judica causam tuam. J'ai fait depuis ouvrir les portes des prisons pour remettre les prisonniers aux éve^ques respectifs; j'y ai trouvé trois vielles femmes, le rebut de l'humanité, accusées de sortilége: je les ai renvoyées chez elles. Toute cette grande opération, dont on craignoit beaucoup puor l'événement de l'execution, est arrivée avec toute la tranquillité possible, et me^me avec l'applaudissement des plus sensée. La frateria ed il pretume en sont aussi bien aises, à l'exception de ceux qui étoient intéressés, comme fauteurs de la coeur de Rome à jouir de l'autorité et de la considération au moyen de la tyrannie de ce tribunal.
Mi riservo infine, come una buona novella, di confermarvi con un po' di vanita' da parte mia l'abolizione dell'Inquisizione: giorno ventisette dello scorso mese di marzo, mercoledi santo, giorno memorabile per sempre in questo paese per re Ferdinando IV si e' abbattuto questo Terribile Mostro.
Ci sono stato con grande pompa e formalita' accompagnato dall'Arcivescovo, dal nostro prelato il Grande Giudice della Monarchia, dal Comandante delle Armi, dal Sanato della Citta' e molte altre persone illustri che le guardie hanno lasciato entrare. In presenza degli Ufficiali e dei Familiari del Sant'Uffizio, il Segretario del Regno ha letto il grande decreto dell'abolizione del Re Ferdinando IV. A dirvi al verita', mio caro amico, mi sono emozionato e ho pianto e la sola e unica volta in cui sono arrivato a ringraziare il cielo di essere partito da Parigi e di avermi fatto strumento di questa grande opera.
.
Dopo la cerimonia ho subito fatto cancellare gli stemmi del Tribunale e in modo particolare la mano armata di spada che era sulla porta con questa scritta:
Deus judica causam tuam.
successivamente ho fatto aprire le porte delle prigioni per consegnare i prigionieri alle relative Diocesi. Vi ho trovato 3 vecchie donne, scarto dell'umanita', accusate di sortilegio: le ho rimandate a casa loro.
Tutta questa grande operazione della cui esecuzione si temeva molto all'inizio, e' avvenuta con tutta la tranquillita' possibile e anche con il plauso dei piu' ragionevoli. I monaci e il pretume erano a loro agio, tranne quelli che erano interessati come fautori della corte di Roma a gioire dell'autorita' e della considerazione grazie alla tirannia di questo Tribunale.
(Xvlmo)
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Anno Domine 1797
Tratto da: -Secoli Cristiani delle Liguria, ossia, Storia della Metropolitana di Genova- di Gio. Battista Semeria. Ed. Ografia Chirio e M, Torino 1842. (p.115)
"...Malgrado questo inconveniente (limitazione dei poteri degli inquisitori) si conservo' in Genova l'ufficio dell'inquisizione con moderazione e rispetto sino alla sovversione della repubblica, operata dai Francesi nel 1797; ed allora io conobbi l'ultimo inquisitore, che apparteneva in qualche modo alla mia patria, e chiamavasi il padre Gian-Stefano Anselmo, non in tutto dissimile per cognome dal primo di quell'ufficio".
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Anno Domine 1829
Da:Il Mistero dell'amor platonico del medio evo, derivato da' misteri antichi- di Gabriele Rossetti, in 5 volumi, Volume IV- stampato a Londra nella Tipografia di Riccardo e Giovanni Taylor nel 1840 - Pag. 1034
"...Non e' gia mio intanto di fare qui un racconto di lagrimevoli eccidj in gran parte noti, ma di considerare la maligna natura di cio' che li produsse; affincge' per essa ci sia manifesta la cagione del silenzio, della cautela, e fin della simulazione e della ipocrisia, a cui gli animi piu' sinceri si videro compulsi e sforzati.
Ma prima ch'io cio' faccia mi si permetta d'esclamare: Chi credere potrebbe che l'Inquisizione abbia tuttore una esistenza negli stati del papa? Mentre sto scrivendo ho sotto l'occhio l'"Editto Generale del Santo Uffizio," emanato nel
-1829 da "Fra Angelo Ancarani di Faenza, Inquisitore della Provincia di Romagna, contro l'eretica pravita' dalla Santa Sede specialmente delegato."
In esso vien comandato in modo imperioso, "sotto la pena di scomunica di lata sentenza, oltre le pene da' Sacri Canoni, Decreti, Bolle, ecc. imposte, a qualunquesiasi persona, cosi ecclesiastica come secolare, nemine excepto, che dentro il termine d'un mese debbano rivelare, in qualsivoglia modo n'abbian notizia, gli eretici, o sospetti d'eresia, o fautori e difensori loro --coloro che contro Dio o suoi santi. e particolarmente contro la Beatissima Vergine, abbian proferito o proferiscano bestemmie ereticali-- che abbiano impedito o impediscano l'ufficio della Santa Inquisizione, o abbiano offeso ovvero offendano, o abbiano minacciato o minaccino d'offendere, oer se o epr altri, in qualsivoglia modo, nella persona, o nell'onore, o nella roba, o in altra guisa qualunque, alcun uffiziale, o denunciatore o testimonio del Santo Uffizio; che abbiano avuto per lo apssato o abbiano adesso, o presso di se o rpesso altri, scritti che contengono eresie, o libri di eretici, o che trattino di religione, senza autorita' della Santa Sede Apostolica: o che gli abbiano letti, o tenuti, ecc. E della detta scomunica di lata sentenza quelli che non obbediranno a questo editto non potranno da alcuno essere assoluti, se prima non avranno soddisfatto all'obbligo loro, rivelando giuridicamente gli eretici o sospetti di eresia... ricordando a tu''i confessori l'obbligo di strettamente ingiungere ai loro penitenti di far le denuncie in tutt'i casi sopraccitati, assicurandoli che saranno per sempre tenuti segretissimi, e validamente nelle occasioni difesi, giusta il tenore della tremenda Bolla della santa memoria di Santo Pio V., Si de protegendis," ecc. ecc. " Dato in Forli' nella Cancelleria della Santa Inquisizione, questo di
-14 maggio 1829
--Ita est, Fr. Angelus Dominicus Ancarani, Inquisitor, qui supra manu propria--- Frater Dominicus Asdrubali S. Officii Forolivi Notarius assumptus.== Loco+Sigilli. Forli, dalla Tipografia di Matteo Casali, Impressor del S. Uffizio."
Taccio quel che sogna delle donne che han commercio col diavolom o quel che dichiara affare del Santuffizio anche il mangiare, ballare o giocar con un Ebreo, e fin l'insegnargli a leggere; e diro' che se questo inquisitorio mostro alza cotanto la testa baldanzosa in un secolo d'illuminata ragione, che cosa non dove' ardire e fare in un tempo in cui l'oracolo di Roma e l'oracolo del Cielo era tutt'uno?."
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Ecco In ordine sparso quanto pubblicato da Marc Carlson il 9 Giugno 2004.
Tratto dal sito:
http://www.personal.utulsa.edu/~marc-carlson/witchtrial/italy.html
Witches and Witchtrials in Italy
Compiled by Marc Carlson
It was last edited 9 June 2004
My thanks to Andy Anderson pd49@dial.pipex.com for assistance on converting the table.
Much of this work was based on the "Calender of Witch Trials" in European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, by Richard Keickhefer. Please note, this listing is not intended to be exhaustive, but is an ongoing compilation, as this evidence comes out.
Italy
Date ................Place ...............#................Name...............Sex...Notes and sources:
371 ................ Rome ............... ?..............."Some People"........?
.........Used divination to determine the time of death of the Emperor Valentian I, and the name of his successor, were tried and executed (Source: Kieckhefer, Magic in the Middle Ages, 41)
1320 ............Italy, Ancona.........8............... ? ................ m
Eight Ghibbeline Lords of Recanati, allies of Federico of Montefeltro (count of Urbino) charged by John XXII with idolatry, heresy, and Invocation. (Sources: Raynaldus, Annaks, a.a. 1322, no. 1ff., and esp. 1321, no. 38; Conrad Eubel, ed., Builariun franciscanuin sive Roinanorum pontificuin constitutiones (Rome, 1898-1904), V, no. 405, 455a, 46i, 536, 582. Hansen, Zauberwahn, 334; F. Bock, 'I processi di Giovanni XXII contro 1 Ghibellini delle Marche', Bolletino dell'Istituto storico 1taliano per 11 medio evo, LVII (194I), 19-43; Cohn, Europe's Inner Demons, 193; Kieckhefer, European witch trials)
c1340 Italy, Novara 1 ?? ? Woman
tried by ecclesiastical court for diabolism [case known only from possibly forged judicial opinion attributed to Bartolo of Sassoferrato (both opinions are given, at different times, by Keickhhefer)] (Sources: Hansen, Quelien, 64-6; cited Ibid., 453. Hansen, Zauberwahn, 334-6; Lea, History ofthe Inquisition, III, 534; Lea, Materials, 1, 232. See esp. Cohn, Europe's Inner Demons, 138-45; Keickhefer, European Witch Trials; Keickhefer, Magic in the Middle Ages)
1344/46 Italy, Florence ? ?? ?
A number of people, including a widow, a monk, and the rector of a church are interrogated by the Inquisition for using charms (Sources: Keickhefer, Magic in the Middle Ages, 192)
1360c Italy, Como ? ?? ?
Unspecified number of persons tried (presumably by Inquisitor) as members of secta strigiarum, according to sixteenth-century treatise. (Sources: Hansen, Quellen, 282; cited Ibid., 454. Hansen, Zauberwahn, 337. Cohn, In Europe's Inner Demons, 145f, dismisses this case as a fiction; 1t seems more likely that it is based on an archival reference to action against some form of witchcraft, probably mere sorcery.)
1370 Italy, Milan ? ?? ?
Date given for trial by Russell, Witchcraft, 2io, evidently In reference to trial Of 1390.1)
1371 Italy, Salurn 2 ??? ? Woman and man tried by secular court for 1mage magic; woman apparently executed. (Sources: Hartmann Ammann, 'Ein Mordversuch durch Zauberei 1m jahre 1371', Mittheilungen des dsterreichischen Instituts fur Geschichtsforschung, X (1889), 135-8 (with commentary). Hansen, Zauberwahn, 389.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1375 Italy, Florence ? ?? ? Woman tried for love magic by municipal court; sentenced In absentia to burning, but sentence later canceled. (Sources: Excerpts translated In Brucker, Society of Renaissance Florence, zeof Brucker, 'Sorcery@, gf, 23 (from MS).)
1375 Italy, Reggio ? ?? ? Gabrina degli Albeti branded and mutilated by municipal court for sorcery (mostly love magic), diabolically Instigated curses, and Invocation. (Sources: Aldo Cerlini, 'Una strep reggiana e 1l suo processor Studi storici, XV (igo6), 59-68 (with commentary). Russell, Witchcraft, 209f)
1375c Italy, Florence ? ?? ? Woman tried for magic. Cerlini, 'Una dama e una stega', 85; Russell, Witchcraft, 210.)
1383 Italy, Siena ? ?? ? Effort by Inquisitor to Instigate proceedings against group of witches, who allegedly engaged In love magic, Invocation (to obtain murder), and especially diabolism; no record of judicial proceedings. (Sources: G. Sanesi, 'Un episodio d'eresia nel 1383', Builettino senese di storia patria, III (1896), 384f. Brucker, 'Sorcery', 1 9f , 23; Russell, Witchcraft, 2 1o.)
1384 Italy, Florence ? ?? ? Niccolo Consigli executed by Inquisitor for illicit exorcism', necromancy, divination, sorcery (infliction of disease, attempt at death, and manipulation of affections), and diabolism. (Sources: Excerpts translated In Brucker, Society of Renaissance Florence, 36i-6. Brucker, 'Sorcery', 13-16, 22f. (from M8).)
1384 Italy, Milan ? ?? ? Woman tried by Inquisitor for attending assemblies with 'Oriente'. Verga, 'Documenti', 1 66; Russell, Witchcraft, 2 1I.)
1387-8 Italy, Turin and Pinarolo ? ?? ? Waldensians tried by Inquisitor; charges Included diabolical assemblies. (Sources: Girolamo Amatil 'Processus contra Valdenses In Lombardia superiori, anno 1387', 4rchivio storico 1taliano, ser. 3, 1) Pt 2 (I 864), 3-52, and 1I, Pt 1 (I 865), 3-6i; excerpts Inj.j. 1. von D611inger, Beitrdge zur Sektengeschichte des Mittelaiters, 1I (Munich, 18go), 251-73. Hansen, Zauberwahn, 41 1; Lea, Materials, 1, 204; Riezler, Geschichte der He.ren- prozesse, 46; Russell, Witchcraft, 220; Cohn, Europe's Inner Demons, 37f)
1390 Italy, Milan ? ?? ? Woman executed by Inquisitor for attendance at assemblies led by 'Diana' or 'Erodiade' or 'Oriente'. Verp, 'Documenti', 1 67 (from MS); Russell, Witchcraft, 7-13.)
1390 Italy, Milan ? ?? ? Woman executed for diabolism by Inquisitor. Verga, 'Documenti', 167 (from MS); Russell, Witchcraft, 211)
1390 Italy, Milan ? ?? ? Woman tried, presumably by ecclesiastical court, for attending assemblies with 'Diana'. Verga, 'Documenti', 167 (from MS); Russell, Witchcraft, 2I2f)
1394 Italy, Florence ? ?? ? Woman whipped and imprisoned by municipal court for love magic. Brucker, 'Sorcery', 10, 24 n. 45.)
1396 Italy, Florence ? ?? ? Man imprisoned by municipal court for attempted divination. Brucker, 'Sorcery', 1 2f , 22, 24 (from MS).)
1399 Italy, Portogruaro ? ?? ? Unspecified number of witches burned; court not specified. (Sources: Francesco di Manzano, Annali del Friuli, VI (Udine, 1868),139; reprinted In Bonomo, Caccia, 478 n. 1. Russell, Witchcraft, 209.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1404 Italy, Florence ? ?? ? Man sentenced to penance and imprisomnent by municipal court for various offenses; had employed love magic (applying unguent to his own genitals before Intercourse, Leaving Inscribed parchment In certain place) and administering pulverized bird-bones) and other forms of magic. (Sources: Excerpts In Brucker, Society of Renaissance Florence, 266-8. 'Brucker, 'Sorcery',IOf, 22., 2.4 n. 45 (from MS).)
1409 Italy, Pisa ? ?? ? Trial of Benedict XIII at council of Pisa for divination, Invocation, sorcery (weather magic), and other offenses. (Sources: J. Vincke, 'Acta Concilii 120 Calendar of Witch Trials Pisani' . Rimische Quartalschriftfir christliche 41tertumskunde undfsir Kirchen- geschichte, YLVI (I938), esp. 185-2o8. Margaret Harvey, 'Papal Witch- craft The Charges against Benedict XIII', Sanctity and Society The Church and the World, ed. Derek Baker (Oxford, 1973), 109-16.)
1412 Italy, Florence ? ?? ? Man sentenced to amputation and banishment by municipal authorities for fraudulent claims; had obtained money from certain Individuals by promising to Invoke devil In their service. (Sources: Excerpts translated In Brucker, Society ofrenaissance Florence, 268-70)
1420-3 Italy, Rome ? ?? ? Woman burned by Inquisitor for changing self Into form of cat and killing children, with devil's aid. (Sources: Felix 14enimerlin, Dialogus de nobilitate et rusticitate, C. 32 (reprinted In Hansen, Quellen, 1io); Johann Hartlieb, Buch aller verbotenen Kunst, c. 3 3 (reprinted In Hansen, Quellen, 13 1). Hansen, Zauberwahn, 349; Russell, Witchcraft, 2 1 6; Riezler, Geschichte der Hexenprozesse, 68f Hemmerlin gives the date 1420, while Hartlieb (an eyewitness) gives 1423. The Incident may be 1dentical with one In 1424, Rome (q.v.), though Riezler 1s rightly cautious about makeing this identification.)
1421 Italy, Florence ? ?? ? 2 women penanced by municipal court for contriving sorcery and Incantation to recruit personnel for brothel. Brucker, 'Sorcery', 1 1, 24 n. 45 (from MS).)
1422 Italy, Venice ? ?? ? Franciscans tried by ecclesiastical-secular commission for sacrificing to demons. Lea, History of the Inquisition, III, 547; cited In Hansen, Quelen, 455; Hansen, Zauberwahn, 338 n. 1.; Russell, Witchcraft, 2IO.)
1424 Italy, Rome ? ?? ? Woman burned by unspecified court for killing children and bewitching people. (Sources: Hansen, Quellen, 529f Hansen, Zauberwahn, 349; Lea, History of the Inquisition, III, 535; Riezler, Geschichte der Hexenprozesse, 68; Russell, Witchcraft, 216. Cf 1420or 1423, Rome, for date.)
1427 Italy, Benevento ? ?? ? (Source: Date given In Russell, Witchcr4ft, 338; applies only to sermon given by St Bernardino, with reference to undated story about witchcraft.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1427 Italy, Florence ? ?? ? Woman beheaded by secular court for love magic and Invocation. Brucker, 'Sorcery', 16f (from MS).)
1427 Italy, Rome 1 ?? ?w Burned. Confessed without torture for the murder of 30 children and sucking their blood, killing many other people, including her own son with a magic powder. (Source: Kieckhefer, Magic in the Middle Ages, 195)
1428 Italy, Todi ? ?? ? Matteuccia Francisci burned by municipal court for witchcraft; In first part of trial, charged with various forms of sorcery (mostly love magic), Incantation, and beneficent magic; In second part, charged with diabolism and killing children as strega. (Sources: Candida Peruzzi, 'Un processo di stregoneria a Todi nel '400', Lares Organo delta Societd di Etnografia 1taliana-Roma, XXI (I955), fasc. 1-II, 1-17 (with conunentary). Bonomo, Caccia, 119.)
1445 Italy, Perugia ? ?? f Woman burned by secular court for divination and sorcery. (Sources: 'Cronaca della citta di Perugia dal '3og al 14ig nota col nome di "Diario del Graziani" ', 4rchivio storico 1taliano, ser. 1, XVI (i 85o), pt 1, p. 565; reprinted In Hansen, Quellen, 547f- Calendar of Witch Trials 127; Kieckhefer, European Witch Trials)
1446 Italy, Perugia ? ?? ? Date given In Russell, Witchcraft, 339, for trial Of 1445, q.v.)
1448 Italy, Gorze 1 ?? ?m Banished
1448 Italy, Gorze 1 ?? ?f Burned
1448 Italy, Gorze 1 ?? ?f Branded 2 women and 1 man tried by secular court as witches; 1 woman burned, other branded, man banished. (Sources: Huguenin, Chroniques, 261; reprinted In Hansen, Quellen, 552f; Kieckhefer, European Witch Trials)
1454 Italy, Ferrara ? ?? ? Woman burned by secular court for love magic. Werner L. Gundersheimer, 'Crime and Punishment In Ferrara, 1440-I500', In Lauro Martines, ed., Vioknce and Civil Disorder In 1talian Cities, 1200-1500 (Berkeley, Los Angeles, and London, 1972), 120f)
1455 Italy, Edolo (Val Camonica) ? ?? ? Unspecified number of witches accused by Inquisitor, who requested aid of secular authority; had allegedly rejected sacraments, immolated children, adored devil. Cesare Cantii, Gli e"tici d'Italia, III (Torino, 1868), 143; summarized In Hansen, Quellen, 472; Hansen, Zauberwahn, 419; Lea, Materials, 1, 235.)
1455 Italy, Locarno 1 ?? ? burned
1456 Italy, Como ? ?? m Man tried for witchcraft and Invocation by Inquisitor; absolved. Vittorio Spinetti, le streghe In Valtellina (Sondrio, 1903), 56-8.)
1457 Italy, Milan ? ?? m Man burned by secular court as stregone. Hansen, Quellen, 569.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1460-70 Italy, Milan, Como, Turin ? ?? ? Hansen, Quellen, 476, deduces from the treatises of Girolamo Visconti, Ambrose de Vignate, Bernard of Como, and Sylvester Prierias that these cities witnessed witch trials during this decade; while the treatises do imply familiarity with recent proceedings, any specification of time and place remains speculative; d, however, the reference to Mendristo, c-Autodafe' del 1457, In Hansen, Quelen, 281.)
1462 Italy, Ascanio and Bologna ? ?? ? References given In Russell, Witchcraft, 339, to letter of Mariano Sozzini, In which Sozzini relates a story about a witch; action of the story is not dated, and is fanciful; there i no evidence of judical action.)
1463-4 Italy, Milan ? ?? ? Reference given In Bonomo, Caccia, 143; sources cited letters, which do not give details of prosecution.)
1465 Italy, Porlezza ? ?? ? Reference given In Russell, Witchcraft, 339; source is undated petition from citizens of Porlezza to Francesco Sforza, requesting prosecution of witches responsible for bewitching townsmen; no record of consequent judicial action. (Sources: Luigi Fumi, 'L'Inquisizione romana e lo stato di Milano', archivio storico lombardo, ser. 4, XIII, anno 37 (I9IO), 1o6.)
1466 Italy, Assisi ? ?? ? Ecclesiastical trial of heretics, accused Inter alia of holding diabolical assemblies. (Sources: Franz Ehrle, 'Die Spiritualen, 1hr Verhil@ zum Franziskanerorden und zu den Fmticeflen', 4rchivfu-r Literatur- und Kirchen- geschichte des Mittelalters, IV (1888), 110-34. Hansen, Zauberwahn, 412; Cohn, Europe's Inner Demons, 44-9.)
1467-80 Italy ? ?? ? (Reference given In Russell, Witchcraft, 339; not borne out In source there cited.)
1467 Italy, Brescia ? ?? m Man tried by Inquisitor for heresy; allowed abjuration; later charged with diabolism, 148o, but record does not specify that this charge arose 1467. (Sources: Guenini, Cronache bresciane, 185.1; Kieckhefer, European Witch Trials)
1467 Italy, Rome ? ?? ? Fraticelli tried for holding nocturnal orgies and maleing sacramental powder from ashes ofchildren. Lea, Materials, 1, 203; Russell Witchcraft, 339.1)
1468 Italy, Bologna ? ?? ? Prior tried by secular court for maintaining succubi In brothel, and offering sacrifice to them. Jakob Burckhardt, The Civilization of the Renaissance In 1taly, transl. S. G. C. Mddlemore (New York, 1929), 1I@ 502 n. 2; cited In Hansen, Quellen, 578; Lea, Materials, 1. 255 ('This seems to be the acme of the superstition').)
1472 Italy, Forna-Rivara 3 ?? ? burned
1472 Italy, Val Canavese 3 ?? f 3 women burned by ecclesiastical court for witchcraft. Vayra, 'Le streghe del Canavese', esp. 256ff., 658ff.; cited In Hansen, Queleni 485.)
1474 Italy, Levone 2 ?? ? burned
1474-5 Italy, Val Canavese 5 ?? f 5 women burned by ecclesiastical court for witchcraft. Vayra, 'Le streghe del Canavese', esp. 228; excerpt In Hansen, Quelen, 485-7; Lea, History of the Inquisition, III, 518f)
1474-5 Italy, Val Canavese 2 ?? f 2 women tried by ecclesiastical court for witchcraft. Vayra, 'Le streghe del Canavese', esp. 228-36; excerpt In Hansen, Quellen, 485-7; Lea, History of the Inquisition, III, 516f)
1475 Italy, Forna 5 ?? ? burned
1476 Italy, Brescia ? ?? m Man tried by Inquisitor for relapse Into h@; reLeased; later charged with diabolism, 148o,- but record does not specify that this charge arose 1467. (Sources: Guerrini, Cronache bresciane, 185f; Kieckhefer, European Witch Trials)
1476 Italy, Milan ? ?? ? Woman accused of magic; illicitly absolved by Dominican posing as Inquisitor. (Sources: Hansen, Quelen, 487. Hansen, Zauberwahn, 4I9f 1)
1480 Italy, Brescia ? ?? m Man tried by ecclesiastical court for diabolism. (Sources: Gueffini, Cronhe bresciane, 1, 185f; Kieckhefer, European Witch Trials)
1480 Italy, Brescia ? ?? f Maria 'Medica' tried by ecclesiastical court for diabolism, sorcery and Invocation (love magic, @g), divination, and cures. (Sources: Guerrini, Cronache bresciane, 1, 183-5. Bonomo, Ca"ia, 121; Russell, Witchcraft, 26of; Kieckhefer, European Witch Trials)
1480-9 Italy, Sardinia ? ?? ? (Reference In Russell, Witchcraft, 339, not borne out In source given.)
1485-7 Italy, Brescia ? ?? ? Reference given In Russell, Witchcraft, 339; not borne out In source there cited.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1486 Italy, Brescia ? ?? ? Unspecified number of persons condemned by ecclesiastical court for heresy; Hansen Interprets the offense (probably rightly) as witchcraft. (Sources: Hansen, Quellen, 29; cited Ibid., 502. Lea, History of the Inquisiiion, III, 547.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1497 Italy, Modena 1 ?? f Woman tried by ecclesiastical court for counter-sorcery.; Kieckhefer, European Witch Trials)
1500s Italy 1 Bragadini, Mark Antony m Beheaded.
1510 Italy - North 60 ??? ?? ? burned
1518-21 Italy, Val Camonica 64 ??? ?? ? burned
1523 Italy, Como 100 ??? ?? ? Burned
1524 Italy, Como 1000+ ??? ?? ? Burned
1552-1722 Italy, Venetian Inquisition 549 ??? ? Tried. 78.3% Women (Source: McLachlan, et al. "Witchcraft and Rape"; Monter, E. William. "Patterns of Witchcraft in the Jura". in Levack.)
1583 Italy, Meolcina "Several" ?? ? burned
1583 Italy, Mesocina 1 Quattrino, Dominic f burned
1647 (4/14) Italy, Castelnovo 1 Camelli, Domenica f beheaded and burned.
1647 (4/14) Italy, Castelnovo 1 Gratiadei, Domenica f beheaded and burned
1647 (4/14) Italy, Castelnovo 1 Caveden, Lucia f beheaded and burned
1647 (4/14) Italy, Castelnovo 1 Cemola, Zinevra f beheaded and burned
1647 (4/14) Italy, Castelnovo 1 Baroni, Catterina f beheaded and burned.
Historical Witches and Witchtrials in Italy.
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E anche in Nord America...
Tratto dal sito:
http://www.personal.utulsa.edu/~Marc-Carlson/witchtrial/na.html
Historical Witches and Witchtrials in North America
Compiled by Marc Carlson
It was last edited 9 June 2004
North America
(N.b.: An Asterisk indicates someone who was specifically involved in the Salem Proceedings (1692), regardless of their town of origin)
Date Place # Name Sex Notes and sources:
16?? NEngl/MA 1 Dutch, Grace f Accused? (Source: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750))
1622 (9/11) VA/Jamestown 1 Wright, Goodwife Joan f Although she was arraigned, she was not clearly tried. Her husband was Robert Wright and they had been married for 16 years, apparently in Virginia. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.) [N.B. although were they to have been married in Virginia, it would have been in 1606, thereby predating the colony of Jamestown]
1631 New Mexico, Santa Fe 1 ? f Mother. A mother and a daughter, charged with witchcraft for midwifery. It doesn't appear to ever have come to trial. (Source: Hill, David V.. The Interconnexion, 1996 [n.b. I am trying to backtrail this citation as it seems to have vanished. You may want to discount it].
1631 New Mexico, Santa Fe 1 ? f Daughter. A mother and a daughter, charged with witchcraft for midwifery. It doesn't appear to ever have come to trial. (Source: Hill, David V.. The Interconnexion, 1996 [n.b. I am trying to backtrail this citation as it seems to have vanished. You may want to discount it].)
1641 Virginia 1 Barker, Mrs. George f Accused by Jane Rookens, the court acquitted her, and the Jane Rooken's husband was charged to pay the Barker's court fees. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1645 NEng/MA Springfield 1 Parsons, Hugh m May not have been specifically accused in 1645, but "several were disturbed" (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1645 NEng/MA Springfield 1 Parsons, Mary f May not have been specifically accused in 1645, but "several were disturbed" (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1647 NEng/CT Windsor 1 Johnson, Mary f Although she is the traditional first person executed, there is no documentary evidence to support this. She may be the same as Mary Jonson from Wethersfield. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1647 (5/25) NEng/CT Windsor 1 Young, Alse f Hanged, She is acknowledged as the first person executed as a witch in North America. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1648 NEng/MA Charleston 1 Jones, Thomas m Arrrested, final fate unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1648 (12/7) NEng/CT Wethersfld 1 Jonson, Mary f Hanged. This Mary Johnson left a definate record of her fate (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1648 (6/15) NEng/MA Charleston 1 Jones, Margaret f Executed at Boston. She used medicines to cure the sick. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1649 NEngl/CT Windsor 1 Grant, Matthew m Acquitted. He disappeared from the colony shortly after his trial (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1649 NEng/MA Boston 1 Oliver, Mary f Confessed to Witchcraft, Fate unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1650 NEng/MA Boston 1 Lake, Mrs. H. f Executed (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 NEng/Untd Colonies ? "Hostile Indians" ? Harrassed Uncas, a Mahegan Sachem. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 NEng/CT Stratford 1 Bassett, "Goody" f Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies,
1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 NEng/MA Rowley 1 Bradstreet, John m Fined 20 shillings and a whipping. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 NEng/CT New Haven 1 Godman, Elizabeth f Freed her "under suspicion" (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 NEng/MA Cambridge 1 Kendal, Mrs (fnu) f Executed. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 (3/6+) NEng/CT Hartford 1 Carrington, Joan f Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 (3/6+) NEng/CT Hartford 1 Carrington, John m Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 (5/31) NEng/MA Sprngfield 1 Parsons, Hugh m Aquitted. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1651 (5/29) NEng/MA Sprngfield 1 Parsons, Mary f Executed. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1653 NEng/MA Andover 1 Godfrey, John m Final trial not held until 1659, final outcome unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1653 NEng/CT Fairfield 1 Knapp, "Goody" f Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1653 NEng/CT Fairfield 1 Staples, Mary. f Acquitted and her accuser, Roger Ludlow, was fined 20 Pounds for defamation. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1654 VA/Jamestown 1 Grady, Kath f Hanged at sea. (Sources: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1654(10/16) Maryland 1 Manship, Mrs. (fnu) f Acquited, her Accuser Peter Godson was judged to have defamed and slandered Mrs. Richard Manship (Sources: Maryland Archives, v.10 p.399. Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1654 (6/23) Maryland 1 Lee, Mary f Hanged at sea, No verdict found on John Bosworth, Master of the Charity, whose crew Hanged her. (Sources: Maryland Archives, v.3 p.306. Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1654 (9) NEng/CT Winsor 1 Gilbert, Lydia f Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1655 NEng/CT New Haven 1 Bayley, Mrs. Nicholas f Freed, but banished from the Colony. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1655 NEng/CT New Haven 1 Bayley, Nicholas m Freed, but banished from the Colony. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1655 (9/?) NEng/CT New Haven 1 Godman, Elizabeth f (Second Trial) Verdict "Suspicious of Witchcraft" (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1655 (10/4) NEng/CT New Haven 1 Godman, Elizabeth f (Third Trial) Verdict "Suspicious of Witchcraft", released upon payment of 50 Pounds security against her future good conduct. (As she was poor, and likely a begger the payment of this fine is dubious). (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1656 NEng/NH Hampton 1 Cole, Eunice f Discharged and released. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1656 NEng/NH Dover 1 Welford, Jane f Freed upon condition of good behavior. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1656 (11) VA/Nrthmberland 1 Harding, William m Ten Stripes from a lash, and permanent panishment from the county. His accuser was Reverend David Lindsay. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725 Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1656 (6/19) NEng/MA Salem 1 Hibbins, Anne f Hanged (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1657 NEng/MA 1 Batchelor, Goodwife f Final result unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694- 725)
1657 NEng/MA 1 Hogg (fnu) ? Final result unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694- 725)
1657 NEng/MA 1 Hogg, Jane f Final result unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694- 725)
1657 NEng/CT New Haven 1 Meaker, William m Acquitted. (It's likely that this is the same "William Meeker" who, in 1649 married Sarah Preston, and who later relocated to Newark, N.J.) (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1657 NEng/MA 1 Pope, Anne f Final result unknown. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694- 725)
1657 (1/12) Virginia 1 Wingborough, Barbara f Acquitted (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1658 Maryland 1 Elizabeth, Richardson f Hanged at sea, No verdict found on the complaint brought by John Washington against Edward Prescott, Master of the Sarah Artch, whose crew Hanged her. (Sources: Maryland Archives, v.41 p.327-329. Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1658 NEng/Easthampton 1 Garlick, Eliz. "Goody" f Brought before the Magistrates of East Hampton on 5/5/1658, and sent to Connecticut for trial. Released but had to pay court costs. Husband Joshua Garlick of East Hampton. (Sources: Lyon, John "Witchcraft in New York" New York Historical Society Collections 2 (1869):273-6. Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1658 NEng/Jamestown 1 Grade, Katherine f Hanged at sea, Cpt. Bennet was call for by a jury, but no verdict (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1658 (9/5) NEng/CT Saybrook 1 Jennings, Margaret f Released when the jury became Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1658 (9/5) NEng/CT Saybrook 1 Jennings, Nicholas m Released when the jury became Hanged. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1659 (12) Virginia 1 Robinson, Mistress f Not tried. Her accuser, Ann Godby, was fined three hundred pounds in "Tobacco and Caske". (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49., Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1660 NEng/MA Cambridge 1 Holman, Winifred f Unknown Verdict. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1660 NEng/Plymouth 1 Holmes, Mrs. W (fnu) f Acquitted. Her accuseer needed to make a public statement. (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1660 NEng/Long Island 1 Wright, Mary f Acquitted. She had been accused of witchcraft in Oyster Bay, and sent to Massachusetts for trail; Convicted of being Quaker and banished. (Sources: Lyon, John "Witchcraft in New York" New York Historical Society Collections 2 (1869): 273-6. Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725; )
1661 Maryland Charles Co. 1 Mitchell, Joan f Technically not a Witchcraft Trial, but rather an accused witch bringing suit against four people for slandering her. However, it appears that Joan Mitchell had long been accused. (Sources: Maryland Archives, Charles County Court Proceedings (1658-1662) Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1662 NEng/CT Hartford 1 Ayres, Goodwife f Deathbed accusation by the 8 year old daughter of John Kelley of "disturbing" both her and the older Anna Cole. Found guilty by the Water Test, she escaped prison and fled the Colony. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 1 Ayres, William m Accused by the daughter of John Kelley of "disturbing" Anna Cole. Found guilty by the Water Test, he escaped prison and fled the Colony. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Farmington 1 Barnes, Mary f Accused (by Rebecca Greensmith's confession?) with Elizabeth Seager, and tried on 6 Jan, 1662-3. Hanged (Probably on 1/20). (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 1 Grant, Mrs. Peter f ? (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1662 NEng/CT Hartford 1 Greensmith, Rebecca f Hanged. Accused by William Ayres and the victim of "disturbing" Anna Cole. She confessed and implicated her husband and several others. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 1 Palmer, Katherine f ? (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 1 Sanford, Mary f Hanged. Accused by William Ayres and the victim of "disturbing" Anna Cole. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 3 Seager, Elizabeth f Wife of Richard Seager. Tried three times, acquitted twice. She was found guilty the last time, but was discharged "under suspicion". Accused of "disturbing" Anna Cole. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 1 Varleth, Judith f Found guilty 1/6. She was released after her brother in law, Peter Stuvesant, intervened. Accused of "disturbing" the daughter of John Kelley. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 NEng/CT Hartford 1 Wakely, James m Verdict unknown, but since he quickly escaped to Rhode Island, it was probably Guilty. Accused of "disturbing" the daughter of John Kelley. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 1885): 788-817)
1662 (1/20) NEng/CT Hartford 1 Greensmith, Nathanial m Hanged (2/24). Accused by his wife Rebecca, and either by the deathbed statement of the daughter of John Kelley of "disturbing" Anna Cole. (Fairly well-to-do). He had been accused in 1650 of stealing by William Eares (Ayres) (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1662 (1/20) NEng/CT Hartford 1 Sanford, Andrew m Acquitted. Accused of "disturbing" Anna Cole or the daughter of John Kelley. (Sources: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725, Levermore, Charles H. "Witchcraft in Connecticut" New Englander 44 (1885): 788-817)
1665 NEng/NY Brookhaven 1 Hall, Mrs Ralph (Mary) f Acquitted (Sources: Lyon, John "Witchcraft in New York" New York Historical Society Collections 2 (1869): 273-6., Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1665 NEng/NY Brookhaven 1 Hall, Ralph m Acquitted (Sources: Lyon, John "Witchcraft in New York" New York Historical Society Collections 2 (1869): 273-6.)
1665(16/10) Maryland St Mary's 1 Bennett, Elizabeth f Charged by Philip Calvert. Acquitted "Cleared by Proclaimation". (Sources: Maryland Archives, v.49 p.476,486,508. Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1668 (11) Virginia 1+ ? f Not tried. Charges brought against the accuser of a "Woman and her Children". (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1669 NEng/MA 1 Hutchinson, Anne f Her miscarriage was ascribed to her "relationship with the Devil" (i.e., she was a Quaker)(Source: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-Autodafe' del 1750)
1669 NEng/MA 1 Dyer, Mary f Her miscarriage was ascribed to her "relationship with the Devil" (i.e., she was a Quaker)(Source: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-Autodafe' del 1750)
1670 NEng/CT Wethersfld 1 Harrison, Katharine f Found Guily and banished from Connecticut (Sources: Lyon, John "Witchcraft in New York" New York Historical Society Collections 2 (1869): 273-6.)
1670 Mexico, Mexico City 1 Gruber, Bernardo m Two men accused of talismanic magic in 1668 at Quarai Pueblo are tried by the Inquisition. Bernadro finally escaped the Inquisition, only to be killed by Apaches on his way back to Sonorro. (Source: Hill, David V.. The Interconnxion, 1996.)
1670 Mexico, Mexico City 1 Serrano, Juan m Two men accused of talismanic magic in 1668 at Quarai Pueblo are tried by the Inquisition. Bernadro finally escaped the Inquisition, only to be killed by Apaches on his way back to Sonorro. (Source: Hill, David V.. The Interconnxion, 1996.)
1671 NEmg/CT, Groton 1 ???? f Accused by 16 year old Elizabeth Knap. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1671 VA/Northmbrlnd 1 Neal, Mrs Christopher f Not tried. Charges brought against the accuser of a "Woman and her Children". (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1674 Maryland St Mary's 1 Cowman, John m Charged and convicted for under the Statute of James I for witchcraft, conjuration, sorcery or enchantment upon the body of Elizabeth Goodale. He received a reprieve from execution from the Upper House of the Assembly. (Sources: Maryland Archives, v.2 p.425-426. Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1675 (6/15) VA/Norfolk 1 Jenkins, Jane/Joan f Not tried. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1631 New Mexico, Santa Fe 3 ? m Hanged. Governor Juan Francisco de Treviño has 47 influential men of the Pueblo arrested on a charge of witchcraft. 3 are hanged, and the remainder are beaten up before being released. (Source: Spanish Mission in New Mexico (1609-1700), http://etss.simplenet.com/hts/hts2/notes2.html 15 March 1999).
1631 New Mexico, Santa Fe 44 ? m Beaten up. Governor Juan Francisco de Treviño has 47 influential men of the Pueblo arrested on a charge of witchcraft. 3 are hanged, and the remainder are beaten up before being released. (Source: Spanish Mission in New Mexico (1609-1700), http://etss.simplenet.com/hts/hts2/notes2.html 15 March 1999).
1678 (1/15) VA/Norfolk 1 Cartwrite, Alice f Acquitted. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1679? VA/Accomack Co. 1 Carter, Paul m ? The change in the condition of the corpse of his victim was sufficient to prove his guilt (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1679 NEng/MA Newbury 1 Gowell, Caleb m A seaman accused of disturbing the Morse household. He served his apprenticeship with the "Wizard" Francis Norwood (Source: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1683 NEng/CT Hartford 1 Desborough, Nicholas m Suspicioned. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1684 Pennsylvania 1 Mattson, Margaret* f Two "Old Swedish Women" and "Quakers". Acquitted by order of the Governor William Penn. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; E-mail from Janet Ortman, (descendant))
1684 Pennsylvania 1 ? f Two "Old Swedish Women" and "Quakers". Acquitted by order of the Governor William Penn. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1685 (10/3) Maryland St Mary's 1 Fowler, Rebecca f Executed. N.b. She lived in Calvert County. (Sources: Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1686 Maryland St Mary's 1 Edwards, Hannah f Acquitted. N.b. she lived in Calvert County. (Trial 4/27-5/10) (Sources: Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1688 (11/15) NEng/MA Salem 1 Glover, "Goody" f Executed. Probably the last person Hanged for witchcraft in Boston. (May be the Irish Catholic that Cotton Mather wrote about) (Source: Drake, Frederick C. "Witchcraft in the American Colonies, 1647-62" American Quarterly 20 (1968):694-725)
1692 NEng/CT Fairfield 1 Clawson, Elizabeth f Acquitted. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1692 NEng/CT Fairfield 1 Harvey, Hannah f Jury found no bill. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1692 NEng/CT Fairfield 1 Harvey, Mary f Jury found no bill. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1692 NEng/CT Fairfield 1 Miller, "Goody" f Acquitted. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1692 NEng/CT Fairfield 1 Staples, Mary f (Second Trial) Acquitted. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1692 NEng/CT Fairfield 1 Disborough, Mercy f Convicted, but reprieved. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1692 NEng/MA Billerica* 1 Abbott, Goodman m Accused (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Ipswich* 1 Abbott, Arthur m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (4/22) NEng/MA Topsfield* 1 Abbott, Nehemiah m Cleared of charges. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (5/31) NEng/MA Boston* 1 Alden, John (Cpt) m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Andrew, Daniel m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Billerica* 1 Andrews, M. m Accused (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Baker, Mrs. Ebeneazer f Accused (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Barker, Abigail f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Barker, Mary f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Barker, William (Jr.) m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Barker, William (Sr.) m Confessed. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Barry, William m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Bassett, Mary f Examined. Maiden name Hood. Daughter-in-Law of a Lynn Quaker William Basset (Sr.) and wife of William Bassett (Jr) (Sources: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Bassett, Sarah f Examined. (N.B. She is either the same as Mary Bassett, or possibly a daughter of William Bassett Sr.)(Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Wenham* 1 Bibber, Sarah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (6/10) NEng/MA Salem (V)* 1 Bishop, Bridget f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (4/22) NEng/MA Salem (V)* 1 Bishop, Edward m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (4/22) NEng/MA Salem (V)* 1 Bishop, Sarah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (4/22) NEng/MA Salem (V)* 1 Black, Mary f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977) Slave? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 (9/9) NEng/MA Salisbury* 1 Bradbury, Mary f Tried and condemned 9/9 (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Bradstreet, Justice Dudley m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Bradstreet, John m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Bridges, Mary (Jr) f Accused. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Bridges, Mary (Sr) f Accused. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Bridges, Sarah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Bromage, Hannah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Buckley, Sarah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Buckley, Sarah (Jr) f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 (8/19) NEng/Maine, Wells* 1 Burroughs, Rev. George m Hanged. Arrested in Wells, Maine and extradited to Salem. (5/4) (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Buxton, John m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Candy f Examined Barbados Slave. Acquitted on 2 charges of Witchcraft. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Charleston* 1 Carey, Elizabeth f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959) (aka Cary, Elizabeth Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Charleston* 1 Carey, Nathaniel m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Carrier, Andrew m Verdict? Son of Thomas and Martha Carrier (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (8/19) NEng/MA Andover* 1 Carrier, Martha f Hanged (People in Andover had been living in fear of her "Powers" for years) (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Carrier, Richard m Verdict? Son of Thomas and Martha Carrier (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Carrier, Sarah f Confessed. Daughter of Thomas and Martha Carrier (Age 8) (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Carrier, Thomas (Jr.) m Confessed. Son of Thomas and Martha Carrier (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Carroll, Hannah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Woburn* 1 Carter, Bethia (Jr.) f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Woburn* 1 Carter, Bethia (Sr.) f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Cave, Sarah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 (5/9) NEng/MA Salem (V)* 1 Churchill, Sarah f Examined. One of the "Afflicted
"girls. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Haverhill* 1 Clarke, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Ipswich* 1 Clenton, Rachel f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (2/29) NEng/MA Salem (V)* 1 Cloyce, Sarah f Examined. Rebecca Nurse's sister (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Coffin, Sarah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Cole, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Cole, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Reading* 1 Colson, Elizabeth f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Reading* 1 Colson, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/16) NEng/MA Salem (V)* 1 Corey, Giles m Pressed to Death. Note that he refused to plead to the indictments to his case (possibly because he did not accept the legality of the court he was in) and thereby brought about his own torture. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Salem (V)* 1 Corey, Martha f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Dane, Deliverance f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Dane, Mrs Nathan f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Wenham* 1 Davis, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Day, Phoebe f ??? Daughter of Margaret Prince (Source: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Derick, Mary f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 DeRich, Mary f (Aka Rich, Mary de) Examined. Sister of Elizabeth Proctor and daughter of the Lynn Quaker, William Bassett Sr. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Derrill, Mary f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/ME Piscataqua* 1 Dicer, Elizabeth f Examined. Listed as the wife of a Seaman from Gloucester. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Dike, Rebecca f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Dolliver, Anne f Examined. The daughter of Salem Reverend Higginson, and married a Gloucester seaman, who deserted her. She was living in Salem with her family at the time. (n.b., aka Ann Dolliber)(Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Ipswich?* 1 Downing, Mehitabel f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Draper, Joseph m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (5/10) NEng/MA Reading* 1 Dustin, Lydia f Examined. Died in prison. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Reading* 1 Dustin, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Dyke, Rebecca f Accused by "Salem Girls". Examined. Anne Dolliver's sister in law (Sources: Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Andover* 1 Eames, Daniel m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Andover* 1 Eames, Rebecca f Tried and condemned, Repreived? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959 (The latter gives Bixford as her home)
1692 NEng/MA Bixford* 1 Eames, Robert m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 (5/18) NEng/MA Salem (V)* 1 Easty, Mary f Released after examination. After the public outcry, she was arrested a second time. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959 (The latter gives Topfield as her home))
1692 (9/22) NEng/MA Salem (V)* 1 Easty, Mary f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Elwell, Esther f Accused by "Salem Girls". Examined. Daughter of Grace Dutch, who had been accused of witchcraft ???? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Haverhill* 1 Emerson, Martha f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Manchester* 1 Emons, Joseph m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (4/22) NEng/MA Salem (T)* 1 English, Mary f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 English, Philip m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Farrer, Thomas (Sr) m (aka Farrar) Examined on charge of Wizardry (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Andover* 1 Farrington, Edward m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Andover* 1 Faulkner, Abigail (Jr) f Tried and condemned, pleaded Pregnancy. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Anover* 1 Faulkner, Abigail (Sr) f Tried and condemned (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977))
1692 NEng/MA Andover* 1 Faulkner, Dorothy f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Rowley* 1 Flood, Capt John m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959 (The latter gives Romney Marsh as her home))
1692 NEng/MA Malden* 1 Fosdick, Elizabeth f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Andover* 1 Foster, Ann f Tried and condemned. Died in Prison? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Manchester* 1 Frost, Nicholas m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Fry, Eunice f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Good, Dorcas f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977) [Good, Dorothy? Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)]
1692 (7/19) NEng/MA Salem (V)* 1 Good, Sarah f Hanged (Wife of a common laborer) (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Haverhill* 1 Green, Mary f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/ME, Piscataqua* 1 Hardy, Thomas m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959 (The latter gives his home as Great Island))
1692 NEng/ME, Andover* 1 Harrington ? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Lynn* 1 Hart, Elizabeth f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Ipwich?* 1 Hatfield, Rachel f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Hawkes, Margaret f Examined. May be related to the Quaker Hawkes' of Marblehead? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Andover* 1 Hawkes, Sarah f Examined May be related to the Quaker Hawkes' of Marblehead? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 (9/21) NEng/MA Beverly* 1 Hoar, Dorcas f Confessed. Her execution was delayed. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Topsfield* 1 Hobbs, Abigail f Tried and condemned, She confessed (4/19) Repreived? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Topsfield* 1 Hobbs, Deliverance f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Topsfield* 1 Hobbs, William m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (7/19) NEng/MA Topsfield* 1 How, Elizabeth f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Topsfield* 1 How, James m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Rowley* 1 Howard, John m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Hubbard, Elizabeth f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Haverhill* 1 Hutchins, Francis f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Indian John (or Indian, John) f Tituba's Husband, and accused? (Source: Mitchaell, Roger, Witchcraft, the history and mythology. 1995).
1692 NEng/MA Lynn* 1 Ireson, Mary f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Rowley* 1 Jackson, John (Jr) m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Rowley* 1 Jackson, John (Sr) m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Jacobs, George (Jr) m Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (8/19) NEng/MA Salem (V)* 1 Jacobs, George (Sr) m Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (5/10) NEng/MA Salem (V)* 1 Jacobs, Margaret f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Jacobs, Martha f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Jacobs, Rebecca f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Johnson, Abigail f Examined. Age 11. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Johnson, Elizabeth (Jr) f Examined. Age 22. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Johnson, Elizabeth (Sr) f Examined. Age 51. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Johnson, Rebecca f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Johnson, Stephen m Examined. Age 13. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Andover* 1 Lacy, Mary (Jr) f Tried and condemned. Age 15. Grandaughter of Ann Foster. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/17) NEng/MA Andover* 1 Lacy, Mary (Sr) f Tried and condemned. Reprived? Daughter of Ann Foster (Andover) (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Demonology and Witchcraft. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Laundry, John m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Lee, John m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Lewis, Mercy f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Malden* 1 Lilly, Jane f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Marston, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (7/19) NEng/MA Amesbury* 1 Martin, Susannah f executed (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Beverly* 1 Merrill, Sarah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 (5/2) NEng/MA Beverly* 1 Morey, Sarah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (7/19) NEng/MA Salem (V)* 1 Nurse, Rebecca f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Osborne, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (5/10) NEng/MA Salem (V)* 1 Osborne, Sarah f She died in prison in Boston. A Widow, she possessed a considerable estate. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Osgood, Mary f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Paine, Ellizabeth f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977) (Aka Payne, Elizabeth)
1692 (9/22) NEng/MA Salem (T)* 1 Parker, Alice f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Andover* 1 Parker, Mary f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Andover* 1 Parker, Sarah f Examined (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Pease, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Peney, Joan f Examined. Impoverished widow (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Rowley* 1 Post, Hannah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Rowley* 1 Post, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Post, Sarah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Post, Susannah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Prince, Margaret f Examined. A Widow. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Prince, Mary f (May also be listed as Martha Prince) Daughter of Margaret Prince (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Demonology and Witchcraft. New York: Bonanza Books, 1959; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Proctor, Benjamin m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (8/6) NEng/MA Salem (T)* 1 Proctor, Elizabeth f Tried, Convicted, Plead Pregnancy. Sister of Mary de Rich and daughter of the Lynn Quaker, William Bassett Sr. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977, Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-Autodafe' del 1750)
1692 (8/19) NEng/MA Salem (T)* 1 Proctor, John m Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Proctor, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Proctor, William m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Salem (T)* 1 Pudeator, Anne f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Marblehead* 1 Reed, Wilmott f (Aka "Mammy Redd") Hanged. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Reading* 1 Rice, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem* 1 Riels, Mary de f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Beverly* 1 Riste, Sarah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Gloucester* 1 Roe, Abigail f Accused by "Salem Girls". Examined. Margaret Prince's Granddaughter. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Beverly* 1 Roots, Susannah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Salter, Henry m
Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Sawdy, John m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Rowley* 1 Scott, Margaret f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Woburn* 1 Sears, Ann f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem ?* 1 Sheldon, Susannah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Somes, Abigail f Examined. An Invalid. Sister of John Somes, a Boston Quaker. She is listed by some sources as a resident of Gloucester. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977 Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Chelmsford* 1 Sparks, Martha f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Reading* 1 Taylor, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (2/29) NEng/MA Salem (T)* 1 Tituba f Tried, Held in Jail. Carib Indian Slave (sometimes refered to as a Negro slave) tried (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Beverly* 1 Tookey, Job f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)(Aka Tukey)
1692 NEng/MA Billerica* 1 Toothaker, (fnu) f Examined. (Daughter of Mary) (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Billerica* 1 Toothaker, Jerson m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)(aka Jason)
1692 NEng/MA Billerica* 1 Toothaker, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Billerica* 1 Toothaker, Roger m Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Tyler, Hannah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Tyler, Johanna f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Tyler, Martha f Confessed (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA ?* 1 Usher, Hezekiah m (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Ipswich? 1 Vinson, Rachael f (aka "Widow" Vincent) Examined. Some sources suggests that she was from Gloucester. Her family had allegedly been implicated in an earlier witchcraft case? (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-Autodafe' del 1750)
1692 NEng/MA Andover* 1 Wardwell, Mary f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Andover* 1 Wardwell, Mercy f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (9/22) NEng/MA Andover* 1 Wardwell, Samuel f Hanged. Probably the "Village Fortune Teller" (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977; Heyrman, Christine. Commerce and Culture, The Maritime Communities of Colonial Massachusetts, 1650-1750)
1692 NEng/MA Andover* 1 Wardwell, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Warren, Mary f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 Warren, Sarah f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (T)* 1 White, Mrs f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1692 (7/19) NEng/MA Topsfield* 1 Wildes, Sarah f Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Haverhill* 1 Wilford, Ruth f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 (8/19) NEng/MA Salem (V)* 1 Willard, John m Hanged (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Williams, Abigail f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Wilson, Sarah (Jr.) f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Andover* 1 Wilson, Sarah (Sr.) f Confessed (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977)
1692 NEng/MA Salem (V)* 1 Witheridge, Mary f Examined. (Sources: Boyer and Nissenbaum. The Salem Witchcraft papers. 1977) (aka Whittredge, Mary)
1693 NEng/CT Stratford 1 Crotia, Hugh m Jury found no bill. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971).
1693 NEng/MA Andover* 1 Post, Sarah f (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1694 VA/Kg & Queen Co 1 Cane, Nell f ??? Mrs Ball accused her of having "Ridden" her twice. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1694 (1/11) VA/Westmoreland 1 Money, Phyllis f Acquitted. She countersued her accuser, William Earle for defamation, but received no damages. She was alleged to have cast a spell on Henry Dunkin's horse, and to have taught her daughter, Dunkin's wife to be a Witch, and to have taught Dunkin to be a Wizard. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1695 VA/Westmoreland 1 Dunkin, Elizabeth f Acquitted. Henry Dunkin accused John and Elizabeth Dunkin. She countersued for 40000 Pounds in damages, and received 40. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1695 VA/Westmoreland 1 Dunkin, James m Acquitted. Henry Dunkin accused John and Elizabeth Dunkin. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1695 VA/Kg & Queen Co 1 Morris, Eleanor f ??? Mrs Ball accused her of sorcery. Mrs. Morris's husband countersued for defamation, and received 500 Pounds (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1697 NEng/CT, Hartford 1 Benham, Winifred f Excommunicated, but Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971)
1697 NEng/CT, Hartford 1 Benham, Winifred f Excommunicated, but Acquitted. Daughter of the above. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971)
1697 (2/4) VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Sherwood, Grace f Acquitted, Countersued accuser for defamation (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1697 (2/4) VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Sherwood, James m Acquitted, Countersued accuser for defamation (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1698 (7/8) VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Byrd, Anne f Acquitted. Countersued accuser for defamation (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1698 (7/8) VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Byrd, John m Acquitted. Countersued accuser for defamation (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1698 (9/10) VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Sherwood, Grace f Acquitted, Countersued accuser for defamation (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1698 (9/10) VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Sherwood, James m Acquitted, Countersued accuser for defamation (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1702 (1/15) Maryland Charles Co. 1 Prout, Katherine f Technically not a Witchcraft Trial, but rather Charles Killiburn brought suit against the witch. She was fines 100 pounds of Tobacco. He later re-sued her for slander and was awarded 1101 lbs of tobacco. She countersued one of the witnesses for slandering her. (Sources: Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271- 298.)
1703 S. Carolina ? ? ? Judge Nicholas Trott of Charleston. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1705 VA/Pr.Anne (Nrflk) 1 Sherwood, Grace f After declining to appear before the court, she was arrested and put to the Water Test. She was remanded to to the county jail and clapped in irons. The record ends there, although there is a record of her will being written 8/20/1733. (Source: Davis, Richard Beale "The Devil in Virginia in the Seventeenth Century" Virginia Magazine of History and Biography 65 (1957) 131-49.)
1709 S. Carolina ? ? ? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1712 (5/10) Maryland Annapolis 1 Violl, Virtue f Acquitted. Spinster. She lived in Talbott County. (Sources: Parke, Frances Neal "Witchcraft in Maryland", Maryland Historical Magazine 31:4 (Dec 1936) p.271-298.)
1724 NEng/CT, Colchester 1 Spencer, Sarah f Accused. Awarded damages against Elizabeth and John Ackley of 1 shilling. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971)
1730 NEng/NJ, Mount Holly * * * A Hoax purpetrated by Benjamin Franklin in the Pennsylvania Gazette. No such trial ever occured. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1760 NEng/CT, Bristol 1 Norton, (fnu) f Suspicioned. No record of the outcome. (Source: Taylor, John M. The Witchcraft Delusion in Colonial Connecticut, 1647-1697. New York: Burt Franklin, 1971)
after 1762 New Mexico, La Cañada ? ? ? Condemned into servitude. Governor Thomas Velez Cachupin has a number of indians living at Albiquiú tried for witchcraft (Sources Twitchell, Ralph Emerson, Leading Facts of New Mexican History Cedar Rapids: Torch Press, 1911).
1878 NEng/MA, Salem 1 Spofford, Daniel m The "Ipswich Witchcraft Case", both plantif and defendant were students of Mary Baker Eddy. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
Added to these should be the "Satanic Ritual Abuse" trials of the late 20th century.
Some Statistics:
1645-1662 New England 58 ??? ?
Tried. 75% Women; 36.6 executed (Source: in Levack.)
1663-1692 New England 250+ ??? ?
Arrests; 19 executed, 3 died in prison, 1 under torture. (Source: in Levack.)
1692 185 listed above
-1700 New France 3? ??? ? (Source: in Levack.)
Historical Witches and Witchtrials in North America
This material is under copyright by I. Marc Carlson, unless specifically cited otherwise. The non-commercial use of these images and text is encouraged, and does not require explicit written permission from I. Marc Carlson as long as the following statement is included on each copy: Copyright © I. Marc Carlson, 1998, 2000
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E In Inghilterra, Canale d'Islanda, Irlanda e Scozia
Tratto dal sito:
http://www.personal.utulsa.edu/~marc-carlson/witchtrial/eis.html
Witches and Witchtrials in England, the Channel Islands, Ireland and Scotland
Compiled by Marc Carlson
It was last edited 12 July 2004
Much of this work was based on the "Calender of Witch Trials" in European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, by Richard Keickhefer. Please note, this listing is not intended to be exhaustive, but is an ongoing compilation, as this evidence comes out.
England
Date Place # Name Sex Notes and sources:
(Late 10thC) England, London 1 ??? f A woman and her son were tried for driving stakes into an image of a man. She was taken and drowned at London Bridge, while the son escaped and became outlawed. Earliest known witchhunt in England (Source: Crawford, Jane "Evidences for Witchcraft in Anglo-Saxon England")
(Late 10thC) England, London 1 ??? m A woman and her son were tried for driving stakes into an image of a man. She was taken and drowned at London Bridge, while the son escaped and became outlawed. Earliest known witchhunt in England (Source: Crawford, Jane "Evidences for Witchcraft in Anglo-Saxon England")
1177 ? 1 Eleanor of Aquitaine f Queen of England. Duchess of Aquitaine. Eleanor and four witches purportedly poisoned Rosamond Clifford (Source: ?)
1177 ? 4 ? ? Eleanor and four witches purportedly poisoned Rosamond Clifford (Source: ?)
1222 England, Oxford 2 ??? f A young man and two women were brought before the Archbishop of Canterbury, Stephen Langton for crucifying the boy and displaying the stigmata. (Source: Kittridge, Witchcraft in Old and New England, 46)
1222 England, Oxford ??? m A young man and two women were brought before the Archbishop of Canterbury, Stephen Langton for crucifying the boy and displaying the stigmata. (Source: Kittridge, Witchcraft in Old and New England, 46)
1222 England 1 ??? m A Jewish Necromancer was accused of wrapping a boy in the skin of a dead man for divination (Source: Kittridge, Witchcraft in Old and New England, 46)
1279 England, York 1 ??? f John de Kerneslawe killed a witch that had entered his house. The local clergy had her body burned. (Source: Kittridge, Witchcraft in Old and New England, 47)
1286 England, York 1 Darel, Godfrey m A Cistercian monk of Rievaulx was reported to the Archbishop of York as a practitioner of Witchcraft. (Source: Kittridge, Witchcraft in Old and New England, 48)
1289-90 England 1 de Stratton, Adam m Chancellor of the Exchequer. Arrested and tried for embezzling, extortion, and sorcery. (Source: Kittridge, Witchcraft in Old and New England, 48)
1301-3 England 1 Langton, Walter m Bishop of Coventry. Tried by ecclesiastical court for diabolism and acquitted. (Sources: Flores historiarum, ed. Henry Richards Luard (Rolls Series, XCV), III (London, 1890), 305f ; Rymer, Foedera, I, Pt IV, 27f (reprinted in part in Hansen, Quellen, 2). Lea, History of the Inquisition, III, 451; Kittredge, Witchcraft, 24; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 28f ; Rose, Razor, 64f ; Alice Beardwood, 'The Trial of Walter Langton, Bishop of Lichfield, 1307-12', Transactions of the American Philosophical Society, N.S., LIV, Pt III (Philadelphia, 1964), esp. 7f (with further sources cited in notes). Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976.)
1302 England, Exeter 1 Mody, John m Trial for defamation; Mody had called Reginald Kene's wife a 'wicked witch and thief'. (Sources: Wright, 'Municipal Archives', 307 (from MS); Kittredge, Witchcraft, 50; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1302 England, Exeter 1 ??? f Woman tried by municipal court for dealing with witches and enchanters. (Sources: Wright, 'Municipal Archives', 307 (from MS); Kittredge, Witchcraft, 5 I; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 29. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1311 England, London ? ??? ? Investigation by Bishop Baldock of sorcery, enchantment, magic, divination, and invocation. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 51; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1314/15 England 1 Tannere, John m (Aka John Canne) Claimed to be the son of Edward I. Hanged for attempt to gain crown through diabolical aid; had served devil more than three years. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 242; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1324 England, Coventry 1 Nottingham, John of m (aka Master John) Died in custody (Sources: Kittredge, Witchcraft, 77;. Wedeck, A treasury of Witchcraft)
1325 English, Coventry 1 Robert le Mareschal m He and his lodger Master John of Nottingham and 27 clients (The Burghers of Coventry) were charged before a secular court with employing him and another "necromancer" to use sorcery in an attempt on life of King Edward II, the Despensers, and several other officials. (Sources: Wright, Contemporary Narrative, xxiii-xxix; excerpt in English transl. in Montague Summers, The Geography of Witchcraft (New York, 1927), 82-4, with original text 189 n.43. Lea, History of the Inquisition, III, 458; Kittredge, Witchcraft, 77; H. G. Richardson, 'Year Books and Plea Rolls as Sources of Historical Information" Transactions of the Royal Historical Society, ser.4, V (1922), 35; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 29; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976; Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1325 England, Coventry 27 ??? m Acquitted. Charged before a secular court with employing him and another "necromancer" to use sorcery in an attempt on life of King Edward II, the Despensers, and several other officials. (Sources: See Robert le Mareschal)
1330 England 1 Edmund m Earl of Kent. Edward was condemned for obtaining important information from demon, through mediation of friar. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 53; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1331 England, Southwark 3 ??? m A man tried by royal court for sorcery. along with with a client and his associate. The subjects claimed to have used image magic only to obtain friendship but the jury determined that intent was murder.
(Sources: Sayles, Select Cases, V, 53-7. Thomas, Keith. Religion and the Decline of Magic, 1971., 467. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1336 England 1 Altefax, William m Pope Benedict XII wrote to the Bishop of Paris to have William Altefax, nigromanticus de Anglia and with him, his plates (Laminas) that he used in his magical operations. (Sources: Kitteridge, Witchcraft, 53; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976).
1337 England, Hatfield 1 ??? m Man tried by manorial court for failure to deliver devil as arranged in commercial transaction; case dismissed. (Sources: Ewen, Witchcraft and Demonianism; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1366 England 1 ??? m A certain carpenter died after final reconciliation to the Church, having lived for 15 years with a pact with the devil; There were no recorded judicial proceedings. (Sources: James Tait, ed., Chronica Johannis de Reading et Anonymi Cantuariensis, 1346-1367 (Manchester, 1914), 176, Kittredge, Witchcraft, 242; Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959, 209; Kieckhefer, European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1371 England, Southwark 1 ??? m Man tried by royal court for invocation; possessed book for experimenta and Saracen's head for enclosure of demon; disclaimed use of head; released. (Sources: Sayles, Selected Cases, V, 162; Thomas, Keith. Religion and the Decline of Magic, 1971., 467. Kieckhefer, European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976) According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959, he was arrested for possessing a Grimoire, a skull and the head of a corpse, and was released on a promise to never again perform magical rituals.
1376 England 1 ??? m A Friar of St. Albans associated with Alice Perrers tried by ecclesiastical court for love magic and image magic directed at king Edward III. (n.b. Although Kieckhefer identifies the friar as Dominican, the monastary at St. Albans was Benedictine.)(Sources: Chronicon Angliae, ab anno Domini 1328 usque ad annum 1388, auctore monacho quodam Sancti Albani (Rolls Series, LXIV), ed. Edward Maunde Thompson (London, 1874), 97-100. Kittredge, Witchcraft, 78, 105; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 34. Kieckhefer, European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, ; Bottomley, Abbeys, Monastaries and Churches)
1382 (4/10) England, London 1 Berewold, Robert m Pilloried for pretending to practice the "Art Magic" (Source: Riley's Memorials, pp. 475-6, citing Letter Book H, f.clv.)
1382 England, London 1 Northamptone, William m Pilloried for pretending to practice the "Art Magic" (Source: Riley's Memorials, pp. 475-6, citing Letter Book H, f.clx.)
1385 England, London 1 Brugges, John m Chaplain. One of 2 men tried by ecclesiastical court for magic. They were imprisoned by the Bishop of London "until the church was satisfied". (Sources: Calendar of Patent Rolls, 1385-1389, 63; Kittredge, Witchcraft, 56. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1385 England, London 1 Wyghton, John m Tailor. One of 2 men tried by ecclesiastical court for magic. They were imprisoned by the Bishop of London "until the church was satisfied". (Sources: Calendar of Patent Rolls, 1385-1389, 63; Kittredge, Witchcraft, 56. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1388 England, London 1 Tresilian, Sir Robert m Condemned by the Merciless Parliament for other reasons. He was also found to have been practicing invocation. (Sources: Thomas Favent, Historia siue narracio de Modo et Forma Mirabilis Parliamenti, ed. May McKissack (Camden Miscellany, XIV) (Camden Society Publications, ser. 3, XXXVII) (London, 1926), 18; Kittredge, Witchcraft, 54; Russell, Witchcraft; Kieckhefer, European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1390 England, London 1 Berking, John m Arrested for soothsaying, he was sentenced to an hour in the pillory, two weeks' imprisonment, and banishment from the city (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1401 England 1 Kyme, John m ??? (Source: Kittredge, Witchcraft, 58)
1417 England, Sleaford, Lincolnshire 1 Smith, John m Tried for using divination to track a thief (Source: Keickhefer, Magic in the Middle Ages, 192)
1419 England, Canterbury 1 ??? m A chaplain is tried by an ecclesiastical court for magic. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 80. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976)
1419 England 1 Joan of Navarre f The dowager Queen of England. Joan was accused by Henry V of attempting to kill him by sorcery. Joan, and a clerical accomplice are imprisoned. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 79f.; A. R. Myers, 'The Captivity of a Royal Witch: The Household Accounts of Queen Joan of Navarre, 1419-21', Bulletin of the John Rylands Library, XXIV (1940), 263-84, and XXVI (1942), 82-100 (largely from MSS, edited in second section). Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1976; Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959 places this in 1417.)
1419 England 1 Friar Randolph m Imprisoned.(Joan's Cleric) (Sources: See Joan of Navarre)
1426 England 2 ??? m Plus unspecified number of associates accused of sorcery (illness and attempt at death), thus provoking inquiry at royal direction. (Sources: Calendar of Patent Rolls, 1422-1429, 363. Kittredge, Witchcraft, 80; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 36. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1430 England, London 7 ??? f Imprisoned for attempt on king's life through sorcery. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 83. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1432 England, London 1 Jordemaine, Margery f "The Witch of Eye", a noted diviner. Arrested with two priests. Released on bail, and the charges dropped. (Sources: Rymer, Foedera, IV, Pt 4, pp.177f ; Nicolas Harris, ed., Proceedings and Ordinances of the Privy Council of England, IV (London, 1835), 114. Wright, Contemporary Narrative, xi-xii; Lea, History of the Inquisition, III, 467; Kittredge, Witchcraft, 83; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 37. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979 Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1432 England, London 2 ??? m Priests apprehended with Margery Jourdemaine for sorcery, by secular government. The charges are later dropped (Sources: See Margery Jourdemain above)
1432-43 England 1 ??? m A priest accused before the Court of Chancery that he had injured a man's body with sorcery. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 55f ; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 37; Thomas, Keith. Religion and the Decline of Magic, 1971, 467; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1435 England, Durham 1 ??? f Trial for defamation before ecclesiastical court; 3 men had accused woman of causing impotence through sorcery; woman absolved in an ecclesiastical court. (Sources: Depositions and Other Ecclesiastical Proceedings, 7. Kittredge, Witchcraft, 113; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 37-)
1440 England, Winchester 2 ??? ? People tried by ecclesiastical court for necromancy and sorcery. (Sources: Thomson, Later Lollards, 63; Kieckhefer, Richard. European witch trials. Berkeley, 1979)
1441 England 1 Cobham, Eleanor f (Duchess of Gloucester, Wife of Humphrey) Given penance by secular authorities for sorcery in seeking the death of Henry VI. She had the help of Margery Jourdemaine, and two noted Oxford Scholars, one an astrologer, and the other a physician. They also wanted to ensure an heir. According to Wedek, a Treasury of Witchcraft, she was banished for life to the Isle of Man. (Sources: Rymer, Foedera, V, pt.1, 91-101; A Chronicle of London, ed. N. H.
Nicolas, 128 (reprinted in Ewen, Witch Hunting, 40, and in Wright, Contemporary Narrative, xv-xvi); John Silvester Davies, ed., English Chronicle of the Reigns of Richard II., Henry IV., Henry V., and Henry VI. (Publications of the Camden Society, LXIV) (London, 1856), 57-60; Thomas Wright, ed., Political Poems and Songs Relating to English History (Rolls Series, XIV), II (London, 1861), 205-8. Lea, History of the Inquisition, III, 467; Kittredge, Witchcraft, 81-4; Notestein, History of Witchcraft, 8; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 37f Kieckhefer, European witch trials; Kieckhefer, Magic In the Middle Ages, 60)
1441 England 1 Southwell, Thomas m Tried for Treason (using sorcery in seeking the death of Henry VI). (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1441 (10/27) England, Smithfield 1 Jordemaine, Margery f "The Witch of Eye", a noted diviner. Burned by secular authorities for Treason (Using sorcery in seeking the death of Henry VI). (Sources: Rymer, Foedera, V, pt.1, 91-101; A Chronicle of London, ed. N. H. Nicolas', 1128 (reprinted in Ewen, Witch Hunting, 40, and in Wright, Contemporary Narrative, xv-xvi); John Silvester Davies, ed., English Chronicle of the Reigns of Richard II., Henry IV., Henry V., and Henry VI. (Publications of the Camden Society, LXIV) ,(London, 1856), 57-60; Thomas Wright, ed., Political Poems and Songs Relating to English History (Rolls Series, XIV), II (London, 1861), 205-8. Lea, History of the Inquisition, III, 467; Kittredge, Witchcraft, 81-4; Notestein, History of Witchcraft, 8; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 37f, Kieckhefer, European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press ; Kieckhefer, Magic In the Middle Ages, 60)
1441 (11/18) England, London 1 Bolingbroke, Roger m Aka Roger Whiche. A Clerk. Hanged, drawn and quartered at Tyburn by secular authorities for Treason (Using sorcery in seeking the death of Henry VI). (Sources: See Margery Jourdemain, above)
1444 England, London 1 ??? m Man placed on pillory by secular court for invocation (dealing with a 'wycckyd spyryte'). (Source: The Historical Collections of a Citizen of London in the Fifteenth Century, ed. James Gairdner (Publications of the Camden Society, N.S. XVII) (London, 1876), 185; Kittredge, Witchcraft, 59. Kieckhefer, Richard. European witch trials. Berkeley, 1979)
1446 England, Durham 2 ??? f Tried as sorceresses; had allegedly obtained husbands for widows; allowed purgation. (Sources: Depositions and other Ecclesiastical Proceedings, 29. Kittredge, Witchcraft, 107. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1447 or 1448 England, Durham 1 ??? f Woman tried by ecclesiastical court as enchanter (incantatrix). (Sources: Depositions and Other Ecclesiastical Proceedings, 29; reprinted in Ewen, Witch Hunting, 10. Kittredge, Witchcraft, 38. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1450 England, Durham 1 ??? f Woman tried by ecclesiastical court for sorcery. (Sources: Depositions and other Ecclesiastical Proceedings, 29. Kittredge, Witchcraft, 38; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1450 England 1 Cade, Jack m With others, tried for invocation (summoning devil as black dog). (Sources: Kittredge, Witchcraft, 177. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1451 or 1452 England, Durham 1 ??? f Tried by ecclesiastical court for magic. (Sources: Depositions and other Ecclesiastical Proceedings, 33. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1452 England, Durham 1 ??? f Trial in ecclesiastical court for defamation; one woman had accused another of sortilegium, and had spoken of a certain chaplain's profligate infatuation with her (suggestion of love magic?). (Sources: Depositions and other Ecclesiastical Proceedings, 33; Kittredge, Witchcraft, 38, 60. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1457 England, Hertford 1 ??? m Man abjured of necromancy and herecy (Sources: Kittredge, Witchcraft, 38. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1465 England, Norfolk 2 ??? m Tried by royal court for invocation to find treasure. (Sources: Augustus Jessop, Random Roaming and Other Papers (2nd ed., London, 1894),109-12; Kittredge, Witchcraft, 94, 206; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1466 England, Ely 1 ??? m Man given public and private penance by bishop for invocation. (Source: Kittredge, Witchcraft, 207; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1467 England 1 Byg, William m Convicted of crystal gazing to locate thieves. He had to appear in public with a scroll on his head. (Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza
Books, 1959)
1470 England 1 ??? m Trial for defamation before royal court; a man had accused the Duchess of Bedford of image magic. (Sources: Calendar of Patent Rolls, 1467-1477; Wright, Contemporary Narrative, xvi-xx. Kittredge, Witchcraft, 84f.; Notestein, History of Witchcraft, 9; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 38. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1476 England, London 1 ??? ? Trial for defamation in secular court; man had defamed neighbors in matters of sorcery. (Sources: Hale, Series of Precedents, 15f; Kittredge, Witchcraft, 36. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1478 England ? ??? ? Date given in Ewen, Witchcraft and Demonianism, 38; and Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959, for trial of 1470 (q.v. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1480-1515c England 1 ??? f Woman tried by Court of Chancery for sorcery. (Source: Martin, 'Clerical Life', 376; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1480-1515c England, St David's 3 ??? f 3 women (Tanglost and 2 others) tried by Court of Chancery for image magic. (Sources: Martin, 'Clerical Life', 374-6. Kittredge, Witchcraft, 85f ; Thomas, Keith. Religion and the Decline of Magic, 1971, 467; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1480-1515c England, Southwark 1 ??? f Woman tried by Court of Chancery for image magic. (Sources: Martin, 'Clerical Life', 373f; Kittredge, Witchcraft, 85, 140; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, Berkeley, 1979)
1481 England, London 1 ??? f Woman tried by commissary's court for love magic. (Sources: Hale, Series of Precedents, 7; Kittredge, Witchcraft, 107; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, Berkeley, 1979)
1481 England, York 1 ??? m Man tried by ecclesiastical court for incantation. (Sources: Kittredge, Witchcraft, 38. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1483, June England 1 Shore, 'Jane' Elizabeth f Tried by ecclesiastical court for sorcery (alleged harm to Richard III). She is forced to do penance and sent to prison (Sources: Thomas More, The History of Richard III; Kittredge, Witchcraft, 60f; Notestein, History of Witchcraft, 9; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 38; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979; Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959, Weir, Alison, The Princes in the Tower. New York: Ballantine, 1992)
1483, June England 1 Woodville, Elizabeth f Dowager Queen of England. Tried by ecclesiastical court for sorcery (alleged harm to Richard III) (Sources: See Jane Shore, above)
1483, June England 1 Beaufort, Margaret Countess of Richmond, Henry VII's mother. Tried by ecclesiastical court for sorcery (alleged harm to Richard III) (Sources: See Jane Shore, above)
1483, June England 1 Morton, Dr. John m Bishop of Ely. Tried by ecclesiastical court for sorcery (alleged harm to Richard III) (Sources: See Jane Shore, above)
1490 England, London 1 ??? f Woman tried by commissary for image magic. (Sources: Hale, Series of Precedents, 20; Kittredge, Witchcraft, 85; Thomas, Keith. Religion and the Decline of Magic, 1971., 455 n.1. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1492 England, London 2 ??? ? Trial for fraudulent love magic; client sentenced to public penance by ecclesiastical court, and man claiming to serve as agent for magician ordered by court to restore goods given in payment. (Sources: Hale, Series of Precedents, 32. Kittredge, Witchcraft, 61, 107; Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1493 England, London 1 ??? f Woman tried by ecclesiastical court for weather magic, killing by incantation, divination, and other offenses. (Sources: Hale, Series of Precedents, 36f Kittredge, Witchcraft, 155, 474 n.27; Thomas, Keith. Religion and the Decline of Magic, 455 n.1;. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, Berkeley, 1979)
1496 (6/19) England, London 1 Kendal, John m Pardoned. Grand Prior of the Order of St. John of Rhodes is one of three men accused of conspiracy by their French agent, Bernard
de Vignolles, of attempt (framed at Rome) on lives of King Henry VII, his children, his mother, and certain of his agents and followers, through use of magical substances. (Sources: Frederic
Madden, 'Documents relating to Perkin Warbeck, with Remarks on his History', Archaeologia, XXVII (I 838), 1 1-8,205-9 (with commentary). Kittredge, Witchcraft, 50; Ewen, Witchcraft and Demonianism, 38. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, Berkeley, 1979)
1496 England, London 1 Thonge, Sir John m Knight of the Order of St. John of Rhodes (and John Kendal's nephew) is one of three men accused of conspiracy by their French agent, Bernard de Vignolles (Sources: See John Kendall above)
1496 England, London 1 Horsey, William m Archdeacon of London is one of three men accused of conspiracy by their French agent, Bernard de Vignolles (Sources: See John Kendall above)
1497 England, London ? ??? ? Trial for defamation (obscurely worded, but implying theft by sorcery). Hale, Series of Precedents, 63 Kieckhefer, Richard.
European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979
1499 England, 'Belynges Parva' 1 ? f Woman tried by ecclesiastical court for sorcery (killing); allowed purgation. (Sources: Jenkins, 'Cardinal Morton's Register', 71. Kieckhefer, European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1499 England, 'Rushbrok' 1 ??? m Man tried by ecclesiastical court for pact with devil. (Sources: Jenkins, 'Cardinal Morton's Register', 71. Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1499 England, Winchester 1 ??? m Man tried by ecclesiastical court for invocation (Sources: Thomson, Later Lollards, 79 (from MS); Kieckhefer, Richard. European witch trials, their foundations in popular and learned culture, 1300-1500. Berkeley: University of California Press, 1979)
1521 England 1 Duke of Buckingham m Tried for attempting to learn the king's lifespan by divination (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1525 England 20 ??? m Acquitted for murder by use of a waxen figure (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1532 England 1 Neville, Sir William m Tried for attempting to learn the king's lifespan by divination (Sources: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1522 England, Kent 1 Barton, Elizabeth f Hanged? "The Maid of Kent" was tried for seeing The Virgin Mary at a Shrine, who purportedly cured her, and later visions that opposed the Marriage of Henry VIII. Barton had been put up to it by priests who wanted to build a shrine. (Sources: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959, 93)
??? England, London 1 Bolyne, Anne f Queen of England. Anne Bolyne is said to have been accused of Witchcraft.
1541 England 1 Lord Hungerford m Beheaded for attempting to learn the king's lifespan by divination (Sources: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1544 England 1 Cross, Elizabeth? f "The Girl in the hole in the wall"? Claimed clairvoyance. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959, 93)
1546 England 1 Neville, Henry m Tried for attempting to learn the king's lifespan by divination (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1560 England 8 ??? m 8 Men, including 2 in orders confessed to conjuration, and were released after swearing to abstain from such acts in the future (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1562 England 1 Douglas, Lady Margaret f Countess of Lennox Tried for attempting to learn the Queen's lifespan by divination (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1564 England, Essex, Clch 1 Lowys, Elizabeth f Assizes 7/21 (aka Howes), Elizabeth Convicted and sentenced to hang. She pleaded Pregnancy. In March 1565, she was found to be not pregnant, and the final disposition is unknown. (Young, Allen R; Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1565 England, York 1 More, Edward m Given Penance. Grandson of Thomas More (Source: Tyler, Philip)
1565 England, Kent 1 Byden, Joan f Hanged
1566 (7/26) England, Chelmsford 1 Waterhouse, Agnes f Hanged. She comes from Hatfield Peverell, Essex. A 63 year old widow, charged with witching William Fynee (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959) First use of Spectral evidence?
1566 (7/26) England, Chelmsford 1 Waterhouse, Joan f Acquitted. She comes from Hatfield Peverell, Essex. Aged 18, she was accused of witching 12 year old Agnes Brown (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1566 (7/26) England, Chelmsford 1 Francis, Elizabeth f Jailed. She comes from Hatfield Peverell, Essex. Wife of Chistopher Francis, charged with witching the infant child of William Auger. She was sentenced to one year's inprisonment. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1566 (8/20) England, Dorset 1 Walsh, John m ??? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and
Demonology. New York: Bonanza Books, 1959 and pamphlet, 1566)
15?? England, York 1 Stabler, Richard m Dismissed on Bond. Physician (Source: Tyler, Philip)
15?? England, York 1 Dean, Richard m Dismissed on Bond. (Source: Tyler, Philip)
15?? England, Chelmsford 1 Francis, Elizabeth f Jailed. She comes from Hatfield Peverell, Essex. Wife of Chistopher Francis, charged with witching Mary Cocke. She was sentenced to one year's inprisonment, and four appearances in the Pillory. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1571 England, York 1 Sowden, Grace f (Source: Tyler, Philip)
1571 England, York 1 Carter, Peter m Dismissed on Bond. (Source: Tyler, Philip).
1571 England, York 1 More, Edward m Given Penance. Grandson of Thomas More (Source: Tyler, Philip).
1572 England, York 1 Wyerhorne, Roger m (Source: Tyler, Philip)
1573+ England - -- - 70,000 Purportedly killed after 1573
1574 England, Barking 1 Arnold (fnu) ? Hanged
1574 England ? ? ? Agnes Bridges (11) and Rachael Pindar (12) counterfeited possession to accuse ??? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1574 England 1 Chaundeler, Alice f Hanged. Mother of Ellen Smith, Hanged in 1579 at Chelmsford. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; MacFarlane)
1575 England, Kent 1 ??? f Mildred Nerrington accused an old woman of Witchcraft. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1578 England, Dorset 3 ??? ? Hanged
1578 England, Essex 1 Stanton, Margery f Found Guilty of bewitching a gelding
1578 England, York 1 Milner, Janet f Accused by Robert Singleton, he was made to apologize (Source: Tyler, Philip).
1578 England, York 1 Webster, Margaret f (Source: Tyler, Philip)
1579 (2/26) England, Abington 1 Stiles, Elizabeth f Hanged. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 (2/26) England, Abington 1 Dutten, Mother (fnu) f Hanged. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 (2/26) England, Abington 1 Devell, Mother (fnu) f Hanged. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 (2/26) England, Abington 1 Margaret, Mother (fnu) f Hanged. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 (4) England 1 Smith, Ellen f Hanged. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959) Ellen Smyth of Maldon (MacFarlane)
1579 (4) England 1 Nokes, Alice f Hanged. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 (4) England 1 Stanton, Margery f Aquitted. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 (4) England, Chelmsford 1 Francis, Elizabeth f Hanged. She comes from Hatfield Peverell, Essex. Wife of Chistopher Francis, charged with witching Alice Poole. (Source: According to Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 England, Flintshire? ? ??? ? Elizabeth Orton counterfeited possession to accuse ??? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, Kings Lynn 1 Gabley, (fnu) ? Executed
1582 England, Durham 1 Laws, Allison f Sentenced to do penance. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Kempe, Ursula f Hanged after a trial held at Chelmsford. St. Osyth is sometimes referred to as St. Osees. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Bennet, Elizabeth f Hanged for Bewitching to Death. Betrayed by Ursula Kempe. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Newman, Alice f Betrayed by Ursula Kempe. Convicted but reprieved. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Glascock, Alice f Convicted but reprieved. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Celles, Cecily f Convicted but reprieved. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Turner, Joan f Convicted but reprieved. Returned to Prison for a year. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Hunt, Alice f Betrayed by Ursula Kempe and Margery Sammon. Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Sammon, Margery f Betrayed by Ursula Kempe and Alice Hunt. She was the daughter of a confirmed witch. Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Pechey, Joan f Betrayed by Alice Hunt and confirmed by Margery Sammon. Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Heard, Agnes f Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Grevell, Margaret f Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, St. Osyth 1 Ewstace, Elizabeth f Acquitted. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1582 England, Essex, Walton 1 Robinson, Joan f (Source: MacFarlane)
1583c England, Kent 1 Symons, Margaret f ?
1585 (2/19) England, London f Hacket, Margaret f Hanged at Tyburn
1589 (7/5) England, Chelmsford 1 Upney, Joan f Hanged within two hours after her sentencing. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1589 (7/5) England, Chelmsford 1 Cony, Joan f Hanged within two hours after her sentencing. (aka Cunny) Unwed mother of Avice, and grandmother of her accuser (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1589 (7/5) England, Chelmsford 1 Cony, Avice f (Aka Cunny) Unwed mother of her accuser (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1589 (7/5) England, Chelmsford 1 Prentice, Joan f Hanged within two hours after their sentencing. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1589 (7/5) England, Chelmsford 1 ??? m Acquitted
1589 (7/5) England, Chelmsford 5 ??? f Acquitted
1592 (3/1) England, Middlesex 1 Atkins, Mother (fnu) f ??? (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1593 (4/4) England, Warboys 1 Warboys, (fnu) m The three members of the Samuels family (Father, Mother, and Daughter) are Hanged based on the word of 5 hysterical girls. This may have helped provide some impetus on the passage of the 1604 Anti-Witchcraft Bill. N.b. One of the accusations was that Lady Cromwell, grandmother of Oliver Cromwell was killed by witchcraft (Sources: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Tyler, Philip)
1593 (4/4) England, Warboys 1 Warboys, (fnu) f The three members of the Samuels family (Father, Mother, and Daughter) are Hanged based on the word of 5 hysterical girls. This may have helped provide some impetus on the passage of the 1604 Anti-Witchcraft Bill. N.b. One of the accusations was that Lady Cromwell, grandmother of Oliver Cromwell was killed by witchcraft (Sources: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Tyler, Philip)
1593 (4/4) England, Warboys 1 Warboys, (fnu) f The three members of the Samuels family (Father, Mother, and Daughter) are Hanged based on the word of 5 hysterical girls. This may have helped provide some impetus on the passage of the 1604 Anti-Witchcraft Bill. N.b. One of the accusations was that Lady Cromwell, grandmother of Oliver Cromwell was killed by witchcraft (Sources: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Tyler, Philip)
1595 (12/1) England, Brayneford 1 Calles, Helen f Executed
1595 (12/1) England, Barnett 1 Newell, John m Executed
1595 (12/1) England, Barnett 1 Newell, Joane f Executed
1596 England 1 Cockie, Isabel f Burnt at a cost of 105 s. 4 p
1597 England, Derby 1 Wright, Elizabeth f Alice Goodridge's mother. She was convicted, and her disposition is not known. (Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1597 England, Derby 1 Goodridge, Alice f Aged 60, Convicted on the testimony of Thomas Darling "The Burton Boy" of Burton-upon-Trent. She was sentenced to a years imprisonment, and died in jail. Thomas Darling later retracted his evidence. (Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 England, Nottingham 13 ? ? William Somers, The Nottingham Boy, counterfeited possession to accuse various people at the insistence of John Darrell. Apparently in all cases, Darrell confessed the deception during the trials. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1579 England, Nottingham 1 Freeman, Alice f Mary Cowper counterfeited possession to accuse various people at the insistence of John Darrell, her brother. Apparently in all cases, Darrell confessed the deception during the trials. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1599 England, London f Kerke, Anne f Hanged at Tyburn
16??c England, Lancashire 1 Johnson, Margaret f ??? Charged with conversing with the Devil. (Source: Wedeck, A treasury of Witchcraft.)
16?? England, York 1 Blake, Anthony m (Source: Tyler, Philip)
1600 England, York 1 Cleane, Agnes f (Source: Tyler, Philip)
1603 England, Yorkshire 1 Pannel, Mary f Executed
1604 England, Berkshire 1 Pepwell, Agnes f Acquitted. Anne Gunter, a 14 year old girl, countefeiting a demonic possession. (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and Demonology. New York: Bonanza Books, 1959; Ewen, C. L'Estrange) N.b. that this was also about the time that the harsher laws of James I against witchcraft were being enacted.
1604 England, Berkshire 1 Pepwell, Mary f Acquitted. (See Agnes Pepwell)
1604 England, Berkshire 1 Gregory, Elizabeth f Acquitted. (See Agnes Pepwell)
1606 England, Hertford 1 Harrisson, Joanna f Hanged
1606 England, Hertford 1 Harrisson(fnu) f Daughter of Joanna Harrisson. Hanged
1607 England, Derbyshire ? ? ? "Several" Hanged
1612 England, York 1 Preston, Jennet f Acquitted
1612 (7/22) England, Northampton 1 Barber, Mary f Hanged (Source: Robbins, Russell Hope. The Encyclopedia of Witchcraft and
Demonology. New York: Bonanza Books, 1959)
1612 (7/22) England, N