Anno Domine 1633
L'istruzione reale di un processo per magaria.
Tratti da manoscritti originali rinvenuti presso...:
DOCUMENTI
"Buccherii 27 sept. 2.a indict. 1633,
Informationes receptae et diligenter examinatae per officium d. Prosperi de Napoli delegati Ill.mi Episcopi Syracusani ad istantiam (-?- forse le iniziali del denunciante) contra et adversus Mauram de Martinello alias la Iacuna persecuta de maleficiis et sortilegiis et pro ut intra".
TESTE n. 1
"Thomasia uxor Luciani de Buxema huius t(e)r(r)e Buccherii cog(ni)ta, testis iur(a)ta et inter(oga)ta super infrascriptis et toto facto dicit qualiter essa testi(moni)a come quella che è vicina et amica con Agatuzza di Gregoli lo Monachitto et ci è amica par(ticola)re e detta Agatuzza dissi ad essa test(imoni)a che avirà da dui anni in circa secondo lo ricordo di essa testimonia che Maura Martinello pure vicina di essa test(imoni)a e di detta Agatuzza in detto tempo (corretto in “tempo innanti”) con le sue incanti ò magarie che fece a Giuseppi Zocco figlio di Stefana neputi di detta Agatuzza lo fece morire et di detta morti si ni ha lamentato et lamenta ordinariamente di detta Maura ingiuriandola magara depone di più essa test(imoni)a che la detta Maura non solo in questa terra ma per li convicini da tutti è stata come è tenuta trattata et reputata per pu(bli)ca magara e ci concorrino diversi personi cossì citatini come foristeri per incanti et remedij e dicino tutti p(ublicament)e che conza e guasta et dessa test(imoni)a come vicina ha visto detto concorso do genti et ci ha visto molti volti ciarmari acqua et oglio et ci vedi moviri le labbra e giudica per la mormorazione che ci è et per la mala fama che have che fachi invocatione di demonij o l’altri scongiuri e spergiuri in manera tale che cossì dessa test(imoni)a come li altri christianj la tengono per donna molto sospetta. Le cose presenti dessa test(imoni)a le depone perché l’ha visto, inteso et pass(at)o in fatto come ha deposto (...)".
TESTE n. 2
"Die 28 eiusdem
Agata relicta quondam Francisci de Gregoli (...) di molti anni a questa parte sa che Maura Martinello alias la Iacuna è stata tenuta trattata e reputata da tutti li citatini (...) per publica magara che have arte magiche et fa strigarie dicendo ognuno che conza e guasta et d’anni doi a questa parte la detta Maura è stata vicina di casa di essa esponente (...) et ha visto che ci hanno concorso diversi genti cossì della terra come foristerj per farsi fari ciarmi et incanti et remedij et altri cosi chi solino fari simili donni in modo che essa testimonia come li altri vicini hanno restati meravigliati come ci fosse tanto concorso di persone onde d(ett)a Maura a cercare cose diaboliche dicendosi (...?) vicinato che detta Maura usa molti ciarmj che si chiamano orationj li quali essa testimonia et l’altri vicini e conoscenti di detta Maura fa pen(sa)ndo la sua mala vita li tenino per invocationi di demonij et cose superstitiose con li quali malefica conza e guasta a cui ci pare et ci concorre di modo tale che tieni in gran timore ad essa test.a et tutto lo vicinato che si debbitano non ci facci qualchi danno come havirà da circa anni quattro che havendosi xiarriato la detta Maura con Stefana Zocco l’amminazao che ci volia fari muczicari li gummiti alla riversa et di là ad un pocu ci venni un figlio chiamato Giuseppi ammalato et con tutta la xiarra che ci era detta Stefana ci lu feci vediri et detta Maura lo taliao dissi certi palori fra se stissa che li comprisi essa test(imoni)a per lo movimento delli labri et dissi che non si ci potia dari aiuto et cossì detto Gioseppi si morsi et si dissi publicamente che detta Maura l’havia fatto moriri con la sua magaria per nicheia(1) di detta stefana con la quale si havia xiarriato have pure inteso essa test. dire che la detta Maura ciarma aqua, fa untioni et profumi dicendo palori che si giudicano essiri male et particolarmente havera da vinti giorni in circa che havendo andato essa testimonia a vederi a Diego Cappello so neputi che era un poco malato nella casa di detto Diego ci venni la detta Maura et dissi “Hora vi voglio fari vidiri se è magaria si o no”, ci era Flaminia la moglie di detto Diego essa test.nia et detto Diego et pigliao la detta Maura una scotella la impio di acqua et dopo pigliao oglio comune et dissi ad essa test.nia et a detta Flamini “Si questo oglio che metto nel acqua va allo fondo è magaria, si va sopra acqua non v’è” et diceva fra se stessa paroli et mesi l’oglio in detta acqua et si ni andao al fondo di detta scotella et la stetti senza (.....?) et cossì dissi “Hora viditi come è magaria et si fece dare dinari da detta Flaminia per fari rimedij et dissi palori et ciarmi sopra di detto ammalato promettendoci di levarci detta magaria (...)".
TESTE n. 3
"Eodem,
Francischella uxor Viti de Pisasale (...) di molto tempo qua have inteso diri che Maura Martinello alias la Iacuna sia donna strega et magara et che faci tale officio et d’un anno a questa parte che essa teste si tornao(2) vicina di detta Maura have visto che ci hano concorso molti personi che dicino che ci vaiano così per fare conzare così per fare guastare et così pi fadini ciarmi et così si fa fari autri sorti di superstizioni intantoche essa test(imoni)a la tieni e stima per donna molto mala et suspetta alla fede christiana et detta Maura sta senza timore di Dio et della Giustizia non si corando che sia tenuta et stimata per tale quale ha detto di sopra essa test. e d.a Maura ci ha ditto molti volti ad essa test. che l’incanti et ciarmi che fa le fa per conzare et non per guastare. Le cose presenti li dice e depone essa test. per haversini parlato p(ublicament)e et per haverli visto come vicina et inteso da d.a Maura (...)".
TESTE n. 4
"Eodem,
Vincentia uxor Philippi de Montalto (...) dicit quale essa have inteso dire da molti anni a questa parte e particolarmente di dui anni qua che Maura Martinello alias la Iacuna è p(u)b(li)ca magara e strega che conza e guasta con li maleficij che fa et essa test. perché ci è vicina have visto che ci concorrino diversi personi così citatini come foristeri per farisi diri orationij che essa et l’altri vicini giudicano che siano invocationij di demoni et altri sorti di ciarmi soliti farisi et dirisi da personi tali (...) da tutti è tenuta e trattata per donna suspetta malefica et strega di modo che così essa test. come ogni altro con che ni parla la temino et si ni guardino per non ci fare qualche male (...)".
TESTE n. 5
"7 Ottobre 1633
Vita uxor Philippi de Pristitto (...) conosce a Maura Martinello alias la Iacuna la quale sa che è tenuta trattata et stimata da tutti et anco da essa test. per donna magara che guasta et conza et per la publica fama che tieni la d.a Maura ci concorrino tutti li personi che giudicano esseri ammagati e per tal causa haverà un anno et misi tri (...) che havendo stato per qualchi tempo impazzito Filippo Mallo so neputi figlio di Caterina Mallo et per tale infermità havendosi redutto che non potia vidiri né sentiri la moglie chiamata Bartolomia ne mancho la matri di detta Bartolomia essendo che per quanto significavano la prefata Bartolomia et so matri ci haviano fatto fare la magaria per intoppari l’occhi di detto Filippo et lassari fari quello che imparo (?) ci vorria essa test. havendosi giunto con detta Caterina Mallo sua cognata matri di detto Filippo si mesiro a parlari in casa di detta Caterina Mallo di detto fatto et cossì si resolsero d’andari cercando si potiano aggiutari allo ditto Filippo et levarici la detta magaria per lo che essa test. si pigliao dui tovagli una dello detto Filippo et un altra persona per andarli a demostrari alla detta Maura et conoscere si con l’arte sua conoscia quale era la tovaglia di detto Filippo che havia la fattura et quale era di l’altra persona che non havia male et havendo trovato alla detta Maura in casa (...) ci dissi che vedessi detti tovagli acciò havessi conosciuto si li patroni di quelli havessero qualche magaria dicendoci che ci l’havia portato una persona della Ferla. Detta Maura pigliao la tovaglia della persona che non havia male et havendola misurata con il palmo della mano et dettoli certi ciarmi con paroli bassi che essa non li potti sentiri dissi che lo patroni di quella tovaglia non havia nenti come in effetto era ma havendo misurata l’altra con il medesimo palmo della mano et ditto di novo il ciarmo con paroli bassi dissi che quello patroni di detta tovaglia havia la magaria et era molto mala . Essa test. ci dissi si si ci potissi dari aiutu detta Maura rispusi “Lo fatto importa forza ci ni pozzo dare et cossì volsi ditta la persona di cui era et essa test. ci confessao essiri dello detto Filippo et la detta Maura li dissi “Si voliti che io ci fazza li rimedij non lo volino sapiri ne la moglieri ne la sogera con li quali sugnu amica grandi pero vuliti undi ci volimo fari li rimedij facimocili alla muccjuni” essa test. ci dissi “facemocili o in casa mia o ndi so matri” et a detti paroli che ci dissi detta Maura che era amica delli sudette persone moglie et socera di detto Filippo et per quello che detto Filippo dicia che detta moglieri et socera l’haviano guastato essa test. presi sospetto che ci fossi stato l’opera di detta Maura per fare detta magaria per rispetto di detta moglieri et socera cossì come ancora sospetta la detta Caterina matri di detto Filippo con la quale poi parlao la detta Maura et ci dissi che havia bisogno di dinari et certo vino per farci li rimedij la detta Caterina dona tarì quattro ad essa test. et essa li portao a detta Maura che ci facessi quello che volia et detta Maura portao herbi di diversi modi et altri cosi in casa sua et di poi si n’andao alla casa di essa test. et ci portao una cannatina piena di vino con diversi cosi dentro et in detta casa incomenzao con detto vino et herbi a lavare lo detto Filippo et mentre facia detto officio con la bocca ciarmava con paroli bassi che essa test. non sentia quello che dicia dopo pure con la mano in testa ci dicia altri ciarmi li quali per essiri la detta Maura donna di tanta mala fama quanto ha detto di sopra non po accaderi (?) che fossero cosi boni ma invocationi di demoni che havessi fatto tacitamente senza scoprirsi et cossì seguita per tre volte et ultimamente fu pagata dalla detta Caterina con una bona pezza di formaggio e una canna di tela sottile.
Declara essa test. che prima che havessi fatto detta untione la detta Maura pigliao una scotella con acqua dentro et la mesi in testa allo detto Filippo et doppo ci mesi tri stilli d’oglio et dicia certi palori fra se stessa mormorandosi et fececi vederi a tutti cioè ad essa test. a sua matri Angela et a detta Caterina che detto oglio si ni andao sotto della acqua allo fondo di detta scotella et dissi “Videti come è vera la magaria” di più depone essa test. che poco tempo prima dello sudetto ci venni Lazzaro suo figlio di fora ammalato di modo che ci pigliavano certi coleri et si storcia ci antepossero alla detta Maura et essa test. per haveri la salute dello figlio andao per trovarla in casa et parlarci et dimostrarci la casacha et havendo trovato la porta della detta casa di detta Maura serrata perché sapia che Maria la Bruna alias la munturussana facia lo medesimo officio che fa la detta Maura si n’andao undi detta Maria ci la trovao che era ammalata et però non li dissi nenti ma havea doviri (?) ritornato alla casa di detta Maura la retrovao et ci dissi il fatto di detto suo figlio et li demostrao detta casaccha detta Maura ci dissi palori di sopra della detta casacca et alla spedita dissi ad essa test. che era toccatura di donni et era necessario farci li remedi come ce li feci havendo pagato essa test. un tarì e grano cinco per comprarci li cosi necessari et li donao un poco di vino et havendo la detta Maura fatto le sue compositione et ciarmi andao et ontao allo detto suo figlio et pure ci dissi palori come avia fatto con detto Filippo sa de più essa test. che per dette cause suspetti di fattura et magaria ci è concorso di genti undi la detta Maura et le cose presenti le dice et le depone come citatina e pratica per haverli visto e passato in fatto come ha detto di sopra (...)".
TESTE n. 6
"Eodem,
Sebastiana Salemi et La Bruna (...) dicit che nel mesi di luglio prossimo passato cascao ammalata et un giorno in detto tempo havendo intrato in casa di essa test. Margarita Greco alias l’Arcamisa(3) trovao che ad essa test. ci havia pigliato l’accidenti et ci dissi queste o simili palori “Bastiana pirchì non ti fai vidiri cui sa si si ammagata”, essa test. ci dissi con sua matri “Uno sulu Dio è non criro sti cosi” et detta Margarita riplicao dicendoci “Iu vi lu dicu perché Maura Martinello alias la Iacuna fu vista avanti che vi cascastivo ammalata che una sira a sei huri di notti vi gettava certa acqua darreri la porta con un bumbolo et la vittiro dui homini et quando detta Maura si addunau(4) del homini si ni trasiu in casa hora io haio giudicato che la detta acqua fosse stata ciarmata et trista per voi et per quisto havettivo cascato malata tanto chiui che sapimo che Maura è magara”; anzi ci dissi ad essa test. detta Margarita “Non sai che quando eri amica con lo massaro Ridolfo ti fici la magaria essa Maura et ti la dunau a mangiari intra la carni et nella cobbaita per volirlo beni”, come in effetto essa test. confessa che fu vero che detto Mauro ci donao a mangiari certa carni et cobbaita et di tanto innante(5) essa test. andava sperta (o spersa ?)(6) per lo detto Mauro non havendo timuri di parenti ne virgogni di nessuno quanto si sentia vampari lu cori et avanti non lo potia vidiri con tutto questo essa test. non si mossi per li paroli di detta Margarita a cercari cosi di mundo ma appi fidi a dio et e stata al meglio declara essa test. che lo stesso parlare che ci fici Margarita ci lo dissi ancora et confirmao Masa Buscema presenti la detta Margarita dicendoci che dui homini l’haviano visto alla detta Maura che gittava l’acqua di notti darreri la sua porta confirmando il tutto come margarita declara essa test. ancora che la detta Maura in questa terra è tenuta per magara et ci concurrono tutti quilli cerchano di quelli cosi come vano li malati undi lo medico et essa li vidi andari come vicina le cose presenti le depone perché cossì ci sono stati ditti et referiti et l’ha passato (...)".
Aggiunto in margine al foglio : "Dice di pio essa test. che haverà dui anni e pio che una sera havendo venuto la detta Maura di Lentini portao ad Alfia sua figlia et si lamentava che havia stato tant’anni con certi signori di detta città di lintini et ci l’haviano data nuda et fu bisogno darci una faudetta et un commigliaturi di essa Maura et sopra ditta lamentatione disse detta Maura “Non ti curare ca io bona ci la fici non ni havia ancora nesciuto di Lentini che fici moriri la (figlia) grandi et di là ad otto giorni ci voglio fari moriri la figlia” come poi essa test. intesi che detti signori si morsiro et si meravigliao che la detta Maura havessi fatto tanto male con li soi magarei et de poi lo decissi con la sua buccha come lo dissi ad essa test. nella sua propria casa di pio dici haveri inteso dire ma non si recorda la persona chi fu che la detta Maura con li soi magarei feci sperdari alla figlia di bodega di questa terra et un giorno essa test. ci lo reporciao a detta Maura et detta Maura non la mentio ma tacio et cossì giudicao essa test. che havessi stato vero che havessi stato la detta Maura perché la detta figlia della botega stetti diversi giorni speritata".
TESTE n. 7
"Die 8 del medesimo
Pitruzza uxor Leonardi Di aquino (...) dicit qualemente havera anni quattro incirca che essa cascao ammalata et havendo stato l’infermità lunga ultimamente ognuno ci dicia che havessi cercato cosi di mundo et sapendo essa test. che in Buccheri ci era Maura Martinello alias la Iacuna persona tenuta per magara che conza e guasta solamenti si havessi resoluto si era vero che ci era cosa di mundo permesi che si chiamassi detta Maura solamente perché havessi recuperato la salute intanto che venni la d.a Maura in casa di essa test. et volli una tovagliula et lo intrezzaturi di essa test. Et havendo ditto certi palori fra se stessa le mesurava con il palmo della sua mano p(rim)a d’una parte e dopo delantra et facia vederi ad essa test. che erano mancante e non veniano giusti, intanto che li dissi che era fattura et era necessario fari remedi et essa con l’arte sua la promettia sanare volsi tarì 2,10 et vino et si ni andao alla casa et vinni di novo alla casa di essa test. et portao una cannata con molti cosi dentro et ci dissi che con quella si lavassi la persona tri volti cioè lo luni lo mercori et lo venneri et della lavanda non ni lassassi cascari in terra la prima volta dallo collo sino allo cinto la seconda volta dal cinto sino a basso la terza volta le rene et altri parti di pio pigliao certa acqua et la ciarmao con paroli havendoci meso palma oliva et candela benedetti la quale candela la smorzava nella medesima acqua et dopo dicendo palori l’andava aspergendo per la casa et sotto lo letto dove stava corcata essa test. di pio ci portao in una carticella certa polveri che essa test. non potti conoscere che cosa era ma era cosa mista per quanto pogia dicari et li dissi che la pigliassi in tre volti o nello mangiare o nel bevere cossi come essa test. la pigliao di pio li dicia ciarmi sopra la persona con palori bassi che essa test. non potia sentiri quanro vidia il moto et sentia il mormoro, di pio volsi da essa test. coralli rossi n° quindici et un ammaro et se le portao dicendo che erano necessari nelli medicamenti della sua fattura et dopo li dissi che li pis(t)ao nella polveri che ci detti a pigliari; intanto che l’ultima cosa che feci fu che arsi palma e oliva benedetta et una candela benedetta et sparsi la cenere per la casa dicendo pure palore basse fra se dicendo pure palore basse fra se stessa come le vedia per il moto delle labra di detta Maura et perché giudica essa test. che tutto quello che detta Maura facia era cosa superstiziosa et cosa di demonio perché essa test. come christiana non credia se non a cose di dio non hebbe nessuno giovamento del arte di detta Maura et restao ammalata come prima et un poco peggio et si pentio di haveri havuto ricorso a simili donna (...)".
TESTE n. 8
"Eodem
Caterina rel. Quond. Philippi de Mallo (...) havera anno uno et mesi tre in circa che Filippo Mallo figlio di essa test. cascao ammalato con certa infermità come fossi stata pazzia era di modo che la testa sua non stava ferma ma andava fantastichiando, essa test. ci andava cercando medici e medecini per darci la salute ma non giovavano intanto che un giorno in detto tempo discorrendo con una sua parente chiamata Vita li fu consigliato che si cercassi cose di mundo per vedere si fossi stato ammagato essa test. perché vedia che alle volti detto Filippo si lamentava di sua moglieri et sua socera dissi fra se stessa “Cui sa si ci hano fattofari qualche cosa et cossì deliberao con detta sua cognata Vita di cercarni et dissi a detta sua cognata che ni parlassi con Maura Martinello alias la Iacuna la quale Maura in questa presente terra è tenuta per donna magara che conza e guasta, detta Vita si pigliao una tovaglia di detto Filippo et un altra cosa di un altra persona et se ni andao per trovare alla detta Maura, ritornao dopo et dissi ad essa test. et detto Filippo che la detta Maura alla tovaglia havia conosciuto che era magaria et l’have misurata prima da una parte e dopo d’un altra havendo ditto palori fra se stessa con voce bassa et la trova mancante et quella del altra persona si trovao giusta dissi di pio detta Vita ad essa test. che fu di bisogno di dirci che la persona di chi era la tovaglia che mancava era detto Filippo et la detta Maura ci risposi che per esseri marito di Bartolomia et genniro di Filippella lo Terzo alias la pipa soi amici cari non si ci volia mettiri a farci li rimedi et d.a Vita ci dissi che ci li facessi in casa sua intanto che essa test. sentendo che la detta Maura per l’amicitia che havia con la moglieri et socera di detto suo figlio non ci volia fari detti remedi per sanarlo pigliao chiui sospetto giudicando che ci fossi stata l’opera di detta Maura et lo male ad esso suo figlio ci havessi venuto con la mestura che havia con la moglie et socera et dissi a detta sua cognata “facimoci quello che è bisogno et detta Vita ci dissi che detta Maura ci havia domandato setti carlini et una cannata di vino per farci li rimedi essa test. ci donao tarì quattro che ci li portassi detta Vita si ni andao et ci li portao et dopo si ni andao essa test. con detto suo figlio in casa di detta sua cognata Vita dove ci era ancora Angela matri di detta vita et detta
Maura vinni in detta casa et portao una cannata con certi lavandi dentro nella quale vi erano herbi et altri untioni et la prima cosa che fici incominzao a fari lavar di sopra detto Filippo suo figlio con detta lavanda che nella cannata havia portato et havendo finito di lavari ci incomenzao a diri ciarmi sopra la testa et persona dello detto Filippo con la voce bassa quanto vidia essa test. lo moto delle labra et sentia lo mormoro della voce non po discernere che cosa havessi detto ma per quello che può giudicare secondo la fama che teni la detta Maura giudica che havessi fatto qualche invocazione di demonio per cacciare detta magaria et havendo finito di farci detti ciarmi la detta Maura prima dissi ad essa test. et altri personi che erano in detta casa “Vi voglio fari vidiri si è vero che ha la magaria. Pigliati una scotella con acqua dentro” et volsi pigliato ancora oglio comunj et mesi detta scotella in testa di detto Filippo dissi certi palori con voci bassa et fici stizziari nella acqua che era in detta scotella tri stizzi di oglio et si vitti che detto oglio restao nello fondo di detta scotella sotto acqua dicendo “Hora viditi si era vera magaria che l’oglio sta sotto l’acqua” et cossì si partio dopo tornao e per altri dui volti seguitao quelli ciarmi et lavandi allo detto Filippo suo figlio et parsi ad essa test. che detto suo figlio dopo che detta Maura usao l’arte sua non havessi andato cossì male come prima sebene non sanao (...)".
TESTE n. 9
“Consamenti et guastamenti”
"Eodem,
Margarita Greco alias l’arcamisa(7) huius terre Buccherii (...) dicit qualemente nel mese di giugnetto(8) prossimo passato una sera andao in casa di essa test. Lazzaro Fontana et ci dissi che nella strata dove sta essa test. et ci sta Maura Martinello alias La Iacuna pure ci sta Sebastiana Salemi et altri una sera in detto tempo caminando detto Lazzaro per la terra vinni a spontare(9) in detta strata et vitti a detta Maura con un bumbolo in mano che andava gittando acqua darreri li porti delli casi di detta strata et in addunarsi(10) et sentire che feci la detta Maura genti si ni corsi et intrao in sua casa esistente in detta strata et dissi ad essa test. detto Lazzaro che fu ad hori sei di notti in circa et la conoscio alla detta Maura senza pigliari errori et perché essa test. conosce alla detta Maura sua vicina la quale sa che è tenuta trattata et reputata da tutti per magara giudicao che l’acqua che gittava fosse stata ciarmata che l’ahavessi andato gittando per fare danno alle vicini che la volino male per detta male arte che fa et havendo in detto tempo cascato ammalata Sebastiana Salemi(11) essa test. ci dissi detto fatto anzi ci ricordao che una volta lo quondam Mauro Ridolfo ci feci fari la magaria di detta Maura nella cobbaita(12) per volerlo bene come in effetto un giorno che haverà da anni quattro in circa trovandosi essa test. in detto tempo nella casa con la detta Maura li venni lo detto Mauro Ridolfo alhora(13)
viventi et ci portao dui lenzi di cobbaita(14) et dissi a detta Maura che ci havessi fatto piaceri fari qualchi cosa ci l’arte sua intra la cobbaita per farlo voleri beni da detta Sebastiana alla quali volia dari a mangiari detta cobbaita et detta Maura pigliao certa pulviri che havia in una carta et la saliao(15) sopra detta cobbaita ci dissi lo ciarmo fra se stissa che essa lo comprese per lo moto delle labra et ci la stricao16 beni et donaocila dicendoci che ci la facissi mangiari che l’haverà voluto beni. Detto Mauro si pigliao detta cobbaita et si ni andao per darla a detta Sebastiana et havendoni parlato essa test. di là a tempo con detta Sebastiana ci confessao che dopo di haversi mangiato detta cobbaita volsi beni assai allo detto Mauro. Declara di pio essa test. che come vicina have visto lo concorso delli genti cossì citatini come forasteri che hano andato undi la detta Maura per li remedi di consamenti et guastamenti che è solita fari per la mala fama che tieni di magara (...)".
In margine al foglio : "Dice di pio essa test. che haverà da dui anni e pio che detta Maura vinni di Lintini et portao ad Alfia sua figlia che havi stato molti anni in detta città con certi signori et detta Maura si lamentava pu(blicamen)te nella ruga che detti signori non ci haviano dato nenti anzi ci havia voluto dari un commoglio et una faudetta essa Maura et Caterina lo Meli della Ferla dissi ad essa test. che detta Maura have ditto queste simili parole: “No che io bona ci la fici alla s(ignor)a grandi non nesciri di Lentini che la fici moriri et di ca ad otto giorni ci haio a fari moriri la figlia” et in confirma di detti paloli andando essa test. in casa in casa di detta Caterina ci era ancora la detta Alfia figlia di Maura et si lamentava di sua matri che non la volia teniri in casa dicendo questi simili palori “A mia non mi voli teniri la magara in casa per li innamurati ma essa che fa tanti magarei et fici moriri con li soi magarei li mei patruni di Lentini è bona assai non ti curari che tosto (?) Dio la castiga et cossì essa test. si accertao che erano veri le parole che havia ditto detta Maura ad essa Caterina e si maravigliavano che havessi fatto tanto male. Dice di pio essa test. che intese diri da Sebastiana Salemi che la detta Maura havia fatto spirdare alla figlia di botega con li soi magarei che ci li havia fatto fari Marco Grillo".
TESTE n. 10
"Angela Brullo alias la muna (...) haverà anno uno et mesi tri in circa secondo lo ricordo di essa test. che un giorno in detto tempo essendo essa test. in casa di Vita Pristitto sua figlia vi era ancora Filippo Mallo et Catarina sua matri per causa che diciano che detto Filippo era ammalato vitti essa test. che in detta casa ci vinni Maura Martinello alias la Iacuna et porta in una cannatella certa lavanda et con detta lavanda ni incomenzao a lavare a detto Filippo ci dissi ancora certi ciarmi che essa non intendia specificare perché li dicia con bassa voce et ultimamente ci dissi “Volitivi arrisolveri si quista di Filippo è vera magaria pigliati una scotella con l’acqua dentro et l’oglio et detta Maura pigliao la detta scotella et la mesi in testa di detto Filippo et ci dissi certi palori che essa non intesi ma ci vidi smoveri li labra et mentre dicia detti palori stizziava l’oglio in detta acqua et ci ni mesi tri stizzi et dissi “hora viditi si l’oglio è sutta acqua o sopra” vitti essa test. che lo detto oglio era allo fondo di detta scotella sotto l’acqua et cossì la detta Maura in questa predetta terra e tenuta trattata et reputata per magara publica et quando qualchi persona have sospetto concorre undi detta Maura (...)".
TESTE n. 11
"Die 9 eiusdem,
Caterina lo Meli terre (...) nel tempo che stetti in questa terra che fu l’anno da mesi sei in circa pigliao pratica et amicitia con Maura Martinello alias la Iacuna la quale stava nel medesimo quarteri dove habitava essa test. ma detta pratica non li paria bona perché vidia essa test. che era tenuta trattata e reputata da tutti per p(ubli)ca magara et si dicia p(ublicamen)te che conzava e guastava come in effetto essa test. vidia che undi detta Maura ci concurriano diversi personi cui per un bisogno cui per un altro sopra questi dubbij di magarij dinanzi di essa test. ci contavano lo bisogno che haviano cui in beni cui in male et detta Maura ci promettia di darci lo remedio et vidia che ad alcuni ci dava pulvirij tra carta dicendoci “Datici a mangiari questa pulviri intra qualchi cosa” ad altri ci dava acqua dicendoci “Daticilla a biveri” et ad altri cosi intra una cannatella dicendoci “facitici lavandi con quista” ce l’assicurava che si operavano li soi rimedi haveriano havuto l’intento di quella cosa che desideravano essa test. videndoci dari li detti cosi a tanti sorti di personi che vi concurriano giudicava come giudica per la mala fama che detta Maura tieni che fossero cosi ciarmati et superstiziosi fatti con invocationi di demoni con li quali simili magari si dici che tenino patto et particolarmente haverà di anno uno et mesi che fu la detta Maura chiamata da Sebastiano Cantarello della Ferla che diciano che era ammagato detta Maura ci andao et fici certi rimedij et ci donao certa pulviri et detto Sebastiano ni restao ciuncho(17) delli mano et delli piedi senza potersi moveri come lo dissi ad essa test. Gregoria sorella di detto Sebastiano, anzi si ni partio in presentia di detta della detta Maura et la detta Maura dissi “io che vi la detti per farci danno ma per sanarlo” parlando di detta pulviri et fu in detta terra della Ferla et da poi di là a tempo mandaro a pigliare atorna(18) la detta Maura per detto Sebastiano et ci fici autri remedi et untioni et stetti bono di pio qua in Buccheri ad essa test. ci dissi che Masa Buxema cognata di detta Maura che la detta Maura fu che feci muriri con li soi magarei a Gioseppi Zocco figlio di Stefana talche come ha detto di sopra essa test. vidia che cui havia credito di questi cosi di magarei andava undi detta Maura et essa ci li facia li remedi senza timuri di Dio et della giustizia (...)".
TESTE n. 12
“Fattucchiaria et spagnatura”
"Die 10 eiusdem,
Flaminia uxor Didaci de Cappello (...) nel mese di Settembre prossimo passato era ammalato a letto e non vedia essa test. che pigliava airo perché in questa predetta terra have sentuto che Maura Martinello alias la Iacun è tenuta per donna che fa magarei et conusci li malati quando suno ammagati desiderando essa la salute di suo marito si resolvio andari a chiamari la detta Maura et faricilo vediri come in effetto la chiamao et lo stesso iorno si ci trovavo in casa di essa test. quando vinni la detta Maura Agata di Gregoli sua zia et havendosi accostato la detta Maura allo detto Diego suo marito ammalato ci incomenzao a diri et quelli cosi che soli diri secondo l’arte sua che essa test. non li sentia (...) et quando spedio si votao e dissi ad essa test. che ni era essa test. intesi che ci havessi ditto che era cosa di fattucchiaria et spagnatura et detta Maura dissi “Voliti viriri arrisulviri meglio pigliati una scotella con acqua dentro et un poco d’oglio” essa test. la pigliao et detta Maura la mesi in testa di suo marito et dicia certi palori fra se stessa mormorando et feci stizziari tri stizzi di oglio in detta scotella et havendo (?) fici vidiri che li tri stizzi d’oglio restaro allo fondo sotto l’acqua dicendo “Hora viditi come è vero che (è) cosa di spagnatura et di demoni si ci volino fari li rimedi et ci volino un poco di denari per accattari li cosi necessari et un poco di vino et essa test. ci dissi che denari non ni havia che ce li mettissi essa ma ci donao solamente un poco di vino et la detta Maura si lo portao et alla sera di detto giorno ci tornao et portaoci in una cannatella certa lavanda et ci dissi “Con questa lavanda lavatilo tri volti a vostro marito cioè lo luni la sera, lo iovi la sera et lo sabbato la sera et advertiti non ci toccati la testa ne manco di detta lavanda ni lassati cascare in terra per vita vostra se non ci givano (giovano ?) essa test. li fici detti lavandi del modo sudetto ma perché non ci havia fidi per essiri di persona tanta trista non vitti che ci havissoro giovato anzi andava in peio et cossì fece voto alla beata vergine et ci andao devotamente et detto suo marito stetti bono (...)".
TESTE n. 13
“Eodem,
Lazzaro de Fontana (...) have inteso lo pub(lic)o scandalo et murmuratione che si fa contro maura Martinello alias la Iacuna dicendo tutti che è una p(ubli)ca magara che conza e guasta a cui ci piace et pare si che tenendo esso test. a detta Maura per persona tale una sera che a giudizio di esso test. sarà stata nel mesi di Luglio p.p. in tempo di notti che a giudizio suo era ad hore sei caminando esso test. per questa terra venni a spontare della parte di sopra della strata dove sta la detta Maura, che è nel quarteri di Montisardo sotto la Piazzitta et scendia esso test. da detta piazzitta et quando fu vicino della porta della casa di Filippo Montalto alias lo mollo con tutto che non locia la luna per la chiarezza del aria avicinandosi vitti che tornao la facci verso basso et si ni tornava da detta strata et in questo vedere si accorse che detta persona havia un bombolo di creta in mano di quelli che ci soli teniri acqua dentro et parsi ad esso test. che havessi andato spargendo per detta strata vicino le porte delle case di cosa che era in detto bombolo tanto la vitti veniri vicino delle mura delle case di detta strata per lo che intrao esso test. in coriosità di conoscere cui fosse detta persona che si ci andava accostando quanto pio potia ma detta persona alzò tanto lo piede che quasi correva verso basso et fu bisogno ad esso test. fare lo stesso intanto che ultimamente ci fu alle spalle et vitti et conoscio esseri Maura Martinello alla quale conoscio alla statura della persona et all’actione che faceva per la pratica et conoscenza che ci tiene la quale haveva detto bombolo in mano et havendo arrivato daretro la porta della casa della sua solita habitatione detta Maura si ni intrao dentro che esso test. fra se stesso si andava facendo la croce maravigliandosi di detta atione che detta Maura facia giudicando che havessi andato spargendo acqua ciarmata o altra cosa per fare danno alle poveri genti et vicini di detta strata et havendosi gionto a parlari con Margarita Greco sua commare che ci parlava delle qualità male di detta Maura esso test. ci disse “Di sa maiara non si gli po tanto dire quanto fa” et ci raccontao di haverla visto come di sopra (...)”.
TESTE n. 14
“Giudica che siano stati palori male e invocationi di demoni per la mala fama che tiene”
"Die XI eiusdem,
Filippella uxor Pauli de Blasi (...) haverà da circa anni tri secondo lo suo ricordo che in detto tempo vidia che detto Paulo suo marito non la stimava come lo passato et fu detto ad essa test. che fossi per causa che havessi havuto certa affezione con una donna et essa test. cercava come havesse potuto levarlo a detto suo marito da detta mala pratica per lo che Havendo inteso che Maura Martinello persona tenuta per magara sapia fare cose che faciano disamare si arrosolvio et ci andao et ci nominao la detta donna et ci dissi la detta pratica di detto suo marito et detta Maura ci rispusi che era amica assai di detta donna et non si ci volia mettiri a farici nenti essa test. tanto la pregao che la detta Maura dissi “Andati e pigliatimi un poco d’acqua beneditta et un poco d’oglio et veniti et portatimila qua” essa test. andao et pigliao l’acqua benedetta della matre chiesa et portaocila et detta Maura sopradetta acqua ci misi tri stizzi d’oglio et ci fici lo ciarmo et dopo dissi ad essa test. “Hora che quista acqua è ciarmata portativilla et gittatila tutta sopra lo scaluni della porta della donna amica di detto vostro marito” essa test. non intesi che palori dicia quando ciarmava detta acqua ma giudica che siano stati palori male et invocationi di demoni per la detta mala fama che tieni la detta Maura di magara et si pigliao essa test. la detta acqua et la gittao sopra lo scalone di detta donna ma dopo molto si pentio giudicando che havessi offeso a Dio et si ni andao al suo pre(te) (...) et si ni confessao et ni fece la penitenza le cose presenti essa test. li dice et depone che cossì li passò come di sopra de causa (...) ut supra".
(Archivio della CMdB, carte sciolte 1633)